Un viaggio alla scoperta dei borghi più belli dell’Arcipelago Toscano significa muoversi tra natura e storia all’interno di uno dei parchi nazionali più belli d’Italia, dove si trova una biodiversità unica tra le acque di un mare cristallino.

Il mare della Toscana va ben oltre la famosa isola d’Elba e l’arcipelago è tutto da visitare. Bagnato da quattro mari – il Mar Ligure a nord, il Canale di Corsica a ovest, il Canale di Piombino a est e il Mar Tirreno a Sud – l’Arcipelago Toscano è formato da sette isole principali. Qui si trovano alcuni dei borghi marittimi più belli in Italia: una vacanza da queste parti significa allontanarsi dai percorsi troppo battuti dal turismo di massa in favore di un turismo lento e sostenibile, tra acque limpide e storia, in mezzo a una natura davvero incontaminata.

Una vacanza nel Parco Naturale dell’Arcipelago Toscano e tra i suoi borghi

Narra la leggenda che le sette isole principali dell’Arcipelago Toscano siano in realtà le gemme della collana che Venere ha perso nel Mar Tirreno e, in effetti, sono un vero gioiello della natura, tutelato come Parco Nazionale, che si estende per oltre 600 km quadrati nel tratto di mare tra Livorno e il promontorio dell’Argentario. Tutte le località dell’arcipelago fanno parte delle province di Livorno o di Grosseto.
È il parco stesso ad offrire innumerevoli attività distribuite sul territorio, molte delle quali rivolte verso gli obiettivi di sviluppo di sostenibilità dell’Agenda 2030. Tra queste ci sono tutte le attività a tutela del mare e del Santuario per mammiferi marini Pelagos, esperienze uniche di whale watching e snorkeling, gli eventi e le escursioni per esplorare la ricchezza geo-mineralogica dell’arcipelago e il festival “La natura in centro”, che si svolge tra maggio e luglio tra le isole Elba, Capraia e Giglio.
Tra tutte queste meraviglie della natura ci sono i borghi dell’Arcipelago Toscano, tesori affacciati sul mare, ricchi di storia e di cultura.

I borghi più belli dell’Arcipelago Toscano sull’Isola d’Elba

L’isola più grande dell’Arcipelago Toscano è ricca di scenari marini diversi tra loro, dalle spiagge dorate a quelle “nere” per la presenza di ferro, e i borghi da visitare sono numerosi e tutti interessanti. L’offerta gastronomica locale ha inaspettatamente origini dalla tradizione contadina più che da quelle del mare. Una delle attività più importanti dell’isola, infatti, è sempre stata la viticoltura, come testimoniano i numerosi terrazzamenti che la ricoprono. Gli enoturisti qui assaporano l’Aleatico, un vino passito da meditazione che ha origini antiche, abbinato alla schiaccia briaca, un morbido dolce tipico elbano.

Portoferraio e i luoghi napoleonici

Portoferraio e i luoghi napoleonici

L’approdo dell’isola d’Elba è molto più di un semplice porto turistico. Con più di 12.000 abitanti, Portoferraio è considerata la “capitale” dell’isola. Fondata sulle rovine dell’antica Fabricia romana nel 1548 per volere di Cosimo I de’ Medici con il nome di Cosmopoli, conserva ancora oggi il fascino delle sue origini, visibili nei resti delle ville romane delle Grotte e della Linguella.
Il borgo color pastello è avvolto da un imponente complesso difensivo che comprende le fortezze Stella e del Falcone e il Forte Inglese, a testimonianza del passato strategico dell’isola. La Torre del Martello all’ingresso del porto e la Darsena Medicea, detta “porto rifugio” perché è ad alta sicurezza, accolgono i visitatori. Entrando nel centro storico attraverso la Porta a Mare, passeggiando tra bar, ristoranti, negozi e il tradizionale mercato, sono imperdibili i cosiddetti luoghi napoleonici, come Villa San Martino, la Palazzina dei Mulini e il Teatro dei Vigilanti. Meritano poi una visita il Museo Archeologico della Linguella, la Pinacoteca Foresiana e la Chiesa della Misericordia.
Chi è appassionato di sport qui può trovare numerosi percorsi escursionistici e recarsi alla spiaggia dei Due Mari per gli sport acquatici, mentre chi è in viaggio con la famiglia, o cerca il relax, troverà il posto ideale nella spiaggia delle Ghiaie.

Tra Campo nell’Elba, Marina di Campo e l’isola di Pianosa

Tra Campo nell’Elba, Marina di Campo e l’isola di Pianosa

Il territorio pianeggiante del comune di Campo nell’Elba, nella parte meridionale dell’isola d’Elba, si estende dal golfo di Lacona a Pomonte. È una zona incredibilmente variegata, che passa dalla vivace mondanità di Marina di Campo alla tranquillità delle colline delle frazioni San Piero e Sant’Ilario, fino all’atmosfera suggestiva dell’isola di Pianosa.
Marina di Campo, antico borgo di pescatori, è oggi una delle zone più frequentate dell’isola grazie alla sua grande spiaggia di sabbia sottilissima. La torre cilindrica di origine pisana, simbolo di Campo nell’Elba, sovrasta il panorama dalla sua posizione sull’estremità occidentale della baia. Oltre alla spiaggia di Marina di Campo, nel territorio ci sono numerose calette, come quelle sabbiose di Fetovaia e Galenzana o quelle di ghiaia di Colle Palombaia e Fonza. Salendo in collina si incontrano i borghi di Sant’Ilario in Campo e San Piero in Campo, ricchi di storia e tradizione. Da non perdere la chiesa romanica di Sant’Ilario e la Pieve di San Giovanni a Sant’Ilario, il più grande edificio religioso d’epoca romanica dell’isola.
Da Marina di Campo un traghetto permette di raggiungere l’isola di Pianosa, patrimonio archeologico abitato fin dalla preistoria, che da metà Ottocento al 2011 è stata una colonia penale e carcere di massima sicurezza: grazie al suo passato, oggi è uno dei pochi luoghi rimasti davvero incontaminati in tutto il Mediterraneo.

Capoliveri, il borgo medievale

Capoliveri, il borgo medievale

Arroccato su una collina a 167 metri d’altezza, Capoliveri è un borgo medievale ricco di fascino e storia. Il suo nome, che deriva dal latino Caput Liberum (Sacro a Libero, dio del vino), rievoca il passato legato alla viticoltura, tanto è vero che questo è un luogo ricco di vigneti e di ottimo vino.
Il borgo conserva la struttura medievale, con gli stretti vicoli ad arcate chiamati “chiassi“, che ospitano botteghe artigiane e locali tipici. Tra i punti di interesse storico, ci sono la Chiesa di San Michele, dove nel 1376 Papa Gregorio XI celebrò una messa, e il Museo dei Minerali Elbani Alfeo Ricci, con una ricca collezione di minerali provenienti dal territorio. A pochi chilometri dal paese, si trovano il Santuario della Madonna delle Grazie, la base spagnola del Forte Focardo e i ruderi dell’abside della Pieve di San Michele.
In tutta la zona di Capoliveri ci sono numerose spiagge molto conosciute, tra cui quelle completamente sabbiose di Barabarca, Calanova, Innamorata e Lacona, e quelle di sabbia e ghiaia come Madonna delle Grazie e Margidore. Gli amanti delle escursioni in mezzo alla natura salgono sul Monte Calamita per i sentieri di trekking panoramico. Il monte, alto 413 metri, regala panorami da cartolina ed è ricco di magnetite, cosa che ha alimentato molte leggende. Si dice infatti che questo minerale attraesse le navi verso Punta Calamita facendole inesorabilmente naufragare. Vero o no, è un fatto che in questa zona l’ago delle vecchie bussole subisce l’influenza del minerale.
Molti sono gli eventi che coinvolgono il territorio. Ogni anno, in occasione della Festa dell’Uva a ottobre, i quattro rioni del paese – Fosso, Torre, Fortezza e Baluardo – si sfidano in coreografie legate alla vendemmia. Il 14 luglio si celebra, invece, la Festa dell’Innamorata, una rievocazione storica con un corteo e una sfida tra i rioni che si svolge nell’omonima baia. Per gli amanti dello sport, la Capoliveri Legend Cup è una gara di mountain bike che si svolge ogni anno a maggio tra i recessi più affascinanti di Monte Calamita.

Porto Azzurro, il borgo dei pescatori

Porto Azzurro, il borgo dei pescatori

Porto Azzurro, antico borgo di pescatori situato nel cuore del Golfo di Mola, è una rinomata località balneare e un ottimo punto di partenza per esplorare le coste orientali dell’Elba. Dominato dalla possente Fortezza di San Giacomo, o Fortezza di Longone, del 1603, il borgo conserva le tracce legate alla dominazione spagnola.
La Fortezza, oggi carcere parzialmente visitabile, offre una vista panoramica mozzafiato. Ai suoi piedi si snoda il borgo, con la graziosa Piazza Matteotti, centro di ritrovo e palcoscenico di eventi. Da non perdere la Chiesa della Madonna del Carmine e la Cappella del Sacro Cuore di Maria, entrambe del XVIII secolo.
Nelle vicinanze di Porto Azzurro si trova la Piccola Miniera, che ricostruisce una miniera ottocentesca e dove è possibile rivivere la vita dei minatori. Il Santuario della Madonna del Monserrato, arroccato su un’altura, offre un panorama suggestivo sull’isola e sulle sue spiagge: dalla sabbiosa Barbarossa, raggiungibile tramite un sentiero panoramico, alla ghiaiosa Terranera, fino alla Pianotta, dove si alternano sabbia e scogli. Porto Azzurro ospita anche la prima dog beach dell’isola.

Rio: il borgo che ha unito Rio nell’Elba e Rio Marina

Rio: il borgo che ha unito Rio nell’Elba e Rio Marina

Il comune di Rio, nato nel 2018 dalla fusione di Rio Marina e Rio nell’Elba, si estende tra le colline dell’isola d’Elba e il mare cristallino. Un tempo centro minerario dell’isola, Rio conserva ancora tracce del suo passato nelle miniere e nei musei dedicati all’attività estrattiva.
Da non perdere i due musei all’interno del Parco Minerario dell’Isola d’Elba: il Museo Archeologico del Distretto Minerario a Rio nell’Elba e il Museo dei Minerali e dell’Arte Mineraria a Rio Marina. Oltre ai musei, Rio offre diverse attrazioni storiche come la Chiesa di San Rocco, il Torrione del Porto e gli antichi lavatoi pubblici a Rio nell’Elba. Per gli amanti delle escursioni, il Castello del Volterraio, una fortezza pisana con vista mozzafiato sulla baia di Portoferraio, è una tappa imperdibile. Tra i punti di interesse segnaliamo la Chiesa di Santa Caterina, un piccolo santuario del XVI secolo, e l’Orto dei Semplici Elbano, dedicato alle piante dell’isola.
Anche qui gli amanti del mare hanno l’imbarazzo della scelta tra le tante spiagge e calette, dalla spiaggia sabbiosa di Cavo a quelle di Nisporto, Rio Albano e Topinetti a quelle ghiaiose di Nisportino, Bagnaia, Le Secche, Cala dell’Alga, Fornacelle, Marina di Gennaro, Porticciolo, San Bernardo e Cala Seregola. Chi preferisce gli scogli troverà perfette Ortano e Vigneria.
L’offerta gastronomica di questa zona riflette la sua storia multiculturale. Da provare la sburrita di baccalà, lo stoccafisso alla riese e il gurguglione. Tipica di Rio è anche la sportella, un biscotto che veniva scambiato tra fidanzati durante le festività pasquali.

Marciana, il borgo più antico dell’Isola d’Elba

Marciana, il borgo più antico dell’Isola d’Elba

Marciana, arroccato sulle pendici del Monte Capanne, è uno dei borghi più antichi dell’Isola d’Elba. La sua storia risale al 35 a.C. e durante il dominio degli Appiani, tra il XIV e il XVI secolo, visse un periodo di splendore.
Tra i punti di interesse da non perdere ci sono la Fortezza Pisana e le chiese di San Lorenzo e San Cerbone, mentre il Museo Civico Archeologico racconta il ricco passato dell’isola.
Nel verde dei boschi di lecci, castagni e pini, a Marciana il clima è fresco e montano, con il mare a pochi chilometri di distanza. Il Monte Capanne, la vetta più alta dell’isola, offre sentieri per escursioni a piedi o in cabinovia. Sulla sua cima si trova il Santuario della Madonna del Monte.
Come in tutta l’isola, ci sono spiagge per tutti: dalla sabbia di Paolina, Procchio e Spartaia, alla sabbia e scogli di Sant’Andrea, agli scogli di Punta Nera e Chiessi, fino alla ghiaia e rocce di Pomonte e Patresi.

Marciana Marina, il più piccolo dei borghi dell’Isola d’Elba

Marciana Marina, il più piccolo dei borghi dell’Isola d’Elba

Marciana Marina, chiusa in un’insenatura tra il Monte Giove e il Monte Perone, è il borgo più piccolo dell’Elba. Nonostante le dimensioni, ha una storia ricca che risale all’epoca etrusca e romana. Il borgo è rinomato per il suo antico porticciolo, la Torre degli Appiani del Cinquecento e la settecentesca Chiesa di Santa Chiara.
Il cuore di questa località che richiamava una élite di capitani di lungo corso è il borgo del Cotone, il primo insediamento urbano del paese, che conserva il toponimo etrusco “Coth(ū)“. Qui si respira un’atmosfera marinara autentica, legata alla pesca e alla tradizione della tonnara, che è stata attiva fino al 1958.
Il litorale di Marciana Marina, che gode della Bandiera Blu, offre tre spiagge ghiaiose: la Fenicia, perfetta per i bambini, la Crocetta, selvaggia e incontaminata, e la Cala, tranquilla e poco frequentata perché non facile da raggiungere. Gli appassionati di diving troveranno fondali meravigliosi a pochi minuti dal porto.
Sono due gli eventi del luogo che attirano molti visitatori: a giugno si svolge la “Tagliagambe”, una gara ciclistica e podistica tra le più impegnative dell’isola, mentre l’11 e il 12 agosto si celebra Santa Chiara, patrona del paese, con processioni, spettacoli pirotecnici e concerti.
Qui la proposta gastronomica è legata al mare. L’Elba era rinomata per l’esportazione di tonno salato, sorra e bottarga. Le interiora del tonno venivano però tenute e utilizzate per la “buzzamaglia“, uno stufato con piselli. Da non perdere le “gallette”, tipiche del luogo, e una novità che sta prendendo piede negli ultimi anni: la birra artigianale dell’Elba.

I borghi dell’Isola del Giglio, in un paradiso incontaminato

L’Isola del Giglio, la seconda più grande dell’Arcipelago Toscano, emerge dalle acque cristalline di fronte all’Argentario. Deve il suo nome al greco aegilion, Isola delle Capre, probabilmente per via del suo territorio montuoso, quasi interamente costituito da granito. La costa frastagliata, caratterizzata da rocce scoscese ma lisce, è perfetta per rilassarsi al sole o godersi una giornata in riva al mare. Il clima mite permette di visitare l’isola tutto l’anno.
Le principali spiagge dell’Isola del Giglio sono l’Arenella, le Cannelle e le Caldane lungo la costa est, mentre a nord-ovest si trova Campese, la più ampia. Le acque cristalline e i fondali ricchi di pesci offrono agli amanti del diving un’esperienza indimenticabile, come del resto in tutto l’Arcipelago Toscano. Tra le meraviglie da ammirare ci sono il raro cavalluccio marino, le pareti verticali ricoperte di spugne azzurre e gorgonie colorate e le praterie di Posidonia fino a profondità inusuali.
L’isola del Giglio è facilmente raggiungibile grazie ai collegamenti giornalieri con i traghetti da Porto Santo Stefano. Da qui è possibile raggiungere anche Giannutri, la più piccola isola dell’Arcipelago Toscano, un paradiso per lo snorkeling e un sito archeologico di grande interesse.
La popolazione del Giglio si concentra nei tre borghi di Giglio Porto, Giglio Castello e Campese. Giglio Porto è un pittoresco porticciolo adagiato su un’insenatura; da qui una strada tortuosa sale a Giglio Castello, borgo fortificato con mura medievali, torri, vicoli, archi, sottopassaggi e ripide scalinate. Sulla costa occidentale si trova Campese, località vacanziera con un’ampia spiaggia dorata e una torre eretta da Ferdinando I.
Sull’isola la macchia mediterranea si alterna agli antichi terrazzamenti coltivati a oliveti e vigneti, da cui si ricava il pregiato vino bianco Ansonica. Tra le specialità culinarie da assaggiare ci sono il coniglio alla cacciatora, le olive sotto pesto e il Panficato, un dolce tipico a base di fichi e noci.

Giglio Castello, il borgo fortificato in mezzo al mare

Giglio Castello, il borgo fortificato in mezzo al mare

Giglio Castello, arroccato a circa 400 metri sul livello del mare, è raggiungibile da Giglio Porto tramite una strada tortuosa che conduce alla parte più alta dell’isola. Conserva intatto il fascino di un borgo fortificato medievale, circondato da alte mura e torri. I suoi vicoli stretti, le ripide scalinate e le vecchie case addossate le une alle altre creano un’atmosfera suggestiva, su cui domina la Rocca Aldobrandesca, da cui si gode una vista mozzafiato sul Monte Argentario, sull’isola d’Elba, sull’isola di Montecristo, sulla Corsica e sul mare cristallino che circonda il Giglio. Non a caso è uno dei borghi più belli d’Italia e ogni anno attira migliaia di visitatori dei piccoli borghi italiani.
La Rocca Aldobrandesca, o Rocca Pisana, è un’imponente fortezza medievale che è stata ampliata dagli Aldobrandeschi nel XII secolo e dai Pisani in seguito. Al suo interno si trovano stanze ad uso abitativo, una cisterna, un orto, spazi per gli animali e magazzini: insomma, tutto ciò che poteva servire in caso di assedio. La Chiesa di San Pietro Apostolo, del XII secolo, presenta un aspetto barocco dovuto a una ristrutturazione del 1755. All’interno custodisce il tesoro di Papa Innocenzo XII, un crocifisso in avorio attribuito al Giambologna, il reliquiario con il braccio di San Mamiliano, patrono dell’isola, e alcune armi abbandonate dai pirati nel 1799.
Proprio per il Patrono si svolge ogni 15 settembre una grandissima festa, la più importante dell’anno, mentre l’ultimo fine settimana dello stesso mese c’è la Festa dell’Uva e delle Cantine Aperte, un’occasione per degustare l’Ansonica, il vino bianco locale, e assaporare i piatti tipici del borgo, tra musica e allegria.

L’Isola di Capraia: natura selvaggia e mare cristallino

Capraia, che come il Giglio è una meta imperdibile dei viaggi in nave low-cost, fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano dal 1996. È un’isola incontaminata e selvaggia, tra le più sostenibili d’Italia, ideale per una fuga romantica o per fare sport acquatici, come diving e snorkeling, perfetta per le gite in barca e per il relax tra le incantevoli calette.
L’isola, di origine vulcanica, presenta un terreno lavico ricoperto da macchia mediterranea, con pini, lecci, oleandri selvatici e sugheri. Nel corso dei secoli ha subito diverse incursioni, testimoniate dalle fortificazioni genovesi, come il Forte San Giorgio e la Torretta del Bagno. La Strada di San Leonardo, di origine romana, collega il porto al paese tra panorami indimenticabili.
Nel borgo si trova la chiesa di San Nicola, con una statua lignea del Santo recuperata dal mare. Lasciando il porticciolo di Marina di Capraia, ci si immerge nei campi coltivati dove si producono marmellate, conserve, grappe, formaggi, miele e vino. L’isola è rinomata per i suoi formaggi di capra, freschi e stagionati, e per il nettare di Capraia, un miele millefiori dal profumo aromatico. Tra i piatti tipici ci sono totani ripieni, piatti a base di pescato e ricette a base di sammola, una pianta bulbosa simile all’aglio. I totani e il mare sono protagonisti degli eventi principali dell’isola: la Sagra del Totano si tiene a novembre, con una gara di pesca e gli stand enogastronomici, mentre il Palio Marinaro dell’Arcipelago Toscano, tra agosto e settembre, prevede una serie di gare tra barche a remi.
In primavera e in autunno c’è il Walking Festival, escursioni guidate tra le isole dell’arcipelago: a Capraia ci sono numerosi sentieri che permettono di visitare luoghi come l’ex Colonia Penale Agricola e le baie segrete, come la Cala Rossa. Qui la fauna è ricca, con gheppi, poiane e falchi pellegrini.

L’Isola di Capraia: natura selvaggia e mare cristallino

L’Isola di Giannutri e i resti della villa romana

Giannutri è un’isola calcarea a forma di mezzaluna che fa parte del territorio comunale dell’Isola del Giglio. È caratterizzata da 11 chilometri di costa rocciosa, fondali ricchi di biodiversità e da un importante sito archeologico: la Villa Romana dei Domizi Enobarbi.
L’isola è raggiungibile da Porto Santo Stefano–Monte Argentario e vi si può accedere con un ticket di ingresso dalla Cala dello Spalmatoio o dalla Cala Maestra, le uniche spiagge di ghiaia dell’isola. Qui non ci sono strade asfaltate e ci si muove solo a piedi. Ne vale la pena: Giannutri è un paradiso per lo snorkeling e le immersioni. I suoi fondali infatti sono ricchissimi di vita e ospitano delfini e balenottere. Allo stesso tempo i percorsi di trekking offrono scenari incantevoli dai sentieri che si snodano verso Monte Mario e Poggio Capel Rosso. La natura è rigogliosa e intatta, con insediamenti umani limitati a poche case sparse nel territorio. Proprio per le sue peculiarità, Giannutri è divisa in due zone all’interno del Parco dell’Arcipelago Toscano. La zona A, a sud, è una riserva integrale con restrizioni severe sull’accesso, mentre la zona B, una riserva generale orientata che si estende nel resto del territorio, è accessibile.
In prossimità di Cala Maestra si trovano gli imponenti resti di una villa romana del II secolo d.C., appartenuta alla famiglia dei Domizi Enobarbi, mentre a Punta Scaletta ci sono i resti di uno scafo romano ancora integro e di fronte a Cala Spalmatoio si trovano resti di relitti di navi romane ed etrusche.

L’Isola di Gorgona, la più piccola dell’Arcipelago Toscano

Gorgona è un’isola selvaggia e affascinante, quasi interamente montuosa e ricca di macchia mediterranea. Unica nel suo genere, ospita una colonia penale agricola e per questo è gestita dall’amministrazione penitenziaria, che regolamenta le visite in accordo con il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.
Chiamata nell’antichità Urgon, possiede un ricco patrimonio storico. Fondata probabilmente dagli etruschi e abitata dai romani, come testimoniano i resti di una costruzione al Piano dei Morti, l’isola nel tempo ha visto i monaci benedettini e cistercensi, i Pisani, i Medici e i Certosini. Nel 1777 il Granduca Pietro Leopoldo la riscattò e tentò, senza successo, di ripopolarla, fino a che nel 1869 è diventata sede di una colonia penale, attività che continua ancora oggi.
Gorgona resta però un’oasi di natura incontaminata. L’isola è accessibile solo con una guida e attraverso un trekking di circa 7 km. Il percorso conduce alla scoperta di suggestive insenature e baie, come Costa dei Gabbiani e Cala Scirocco, dove si trova la Grotta del Bue Marino, un tempo rifugio delle foche monache. Ci sono inoltre due fortezze, quella Medicea e quella Pisana. Villa Margherita, costruita sui resti di antichissimi insediamenti etrusco-romani, è oggi la sede del penitenziario ed è in parte visitabile.
Il centro principale dell’isola è un antico borgo di pescatori abitato da circa 70 persone, mentre il mare che circonda l’isola è ricco di fauna, grazie alla protezione della colonia penale e del Parco Nazionale. L’isola infatti si trova nel cuore del Santuario Internazionale dei Cetacei, dove è possibile avvistare delfini e balene.

Il paradiso naturale dell’Isola di Montecristo

Il paradiso naturale dell’Isola di Montecristo

La più selvaggia e misteriosa isola dell’Arcipelago Toscano è un paradiso naturale incontaminato. Grazie alla rigorosa tutela, l’isola ospita una ricca fauna marina, tra cui le balene e il raro zifio. Per questo motivo, un’area di mille metri intorno alla costa è protetta come zona biologica e non è possibile fare il bagno o portare animali da compagnia. Inoltre, le visite solo guidate sono a numero limitato.
Conosciuta nell’antichità come Oglasa, Montecristo era nota nel Medioevo come Monte Christi, probabilmente perché ospitava il Monastero di San Mamiliano sin dal V secolo. L’isola inoltre è nota in tutto il mondo per il romanzo “Il conte di Montecristo” di Alexandre Dumas.
Geologicamente, Montecristo è un’imponente formazione granitica con tre vette principali: il Monte della Fortezza, la Cima del Colle Fondo e la Coma dei Lecci. Le alture scendono ripide verso il mare, in un paesaggio aspro e suggestivo. L’unico approdo possibile è Cala Maestra, al termine di una stretta vallata alberata dove si trova l’unica costruzione dell’isola, l’ex Villa Reale. Sbarcando a Montecristo ci si immerge in un’atmosfera senza tempo, dove il silenzio regna sovrano. Tre sentieri, seppur impegnativi, conducono ai resti del Monastero di San Mamiliano per proseguire verso la Grotta del Santo, un luogo ricco di spiritualità. Sono state proprio le circostanze storiche a preservare Montecristo, rendendolo un luogo unico nel Mediterraneo, dove flora e fauna si sono conservate allo stato naturale. Tra le più interessanti spicca la capra di Montecristo, una specie di origine mediorientale e ora unica in Italia.