Nel 2026 la lista dei Borghi più belli d’Italia si allunga con nuove gemme da scoprire: piccoli centri dove il tempo sembra essersi fermato, custodi di tradizioni, paesaggi e architetture che raccontano la vera anima del Bel paese.

Ogni anno l’associazione “I Borghi più belli d’Italia” arricchisce la propria rete con nuovi ingressi, frutto di una selezione attenta e rigorosa. Sono luoghi autentici, spesso fuori dalle rotte del turismo di massa, ma capaci di attrarre un numero crescente di visitatori.

Non a caso, i borghi italiani contribuiscono per oltre 5 miliardi di euro al PIL nazionale, alimentando un turismo sostenibile e di qualità. Ma quali sono le novità che ci accompagnano verso il 2026? Andiamo a scoprirle.

Cosa significa essere tra i “Borghi più belli d’Italia”? I parametri

Nata nel 2002 su impulso dell’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), l’associazione “I Borghi più belli d’Italia” si propone di valorizzare e tutelare il grande patrimonio culturale, storico e paesaggistico dei piccoli centri italiani.

Ottenere il riconoscimento non è semplice: il processo di valutazione si basa su 72 parametri che riguardano l’integrità del borgo, la qualità architettonica, la gestione del patrimonio, la sostenibilità e l’accoglienza turistica. Tra i requisiti fondamentali ci sono una popolazione massima di 2.000 abitanti nel centro storico e non più di 15.000 nell’intero comune.

Più che un titolo onorifico, la certificazione è una garanzia di autenticità e qualità: un impegno concreto per mantenere vivi i centri storici e promuovere uno sviluppo turistico rispettoso dei luoghi e delle comunità.

Quali saranno i “Borghi più belli d’Italia” 2026? Le ultime new entry

L’elenco ufficiale dei nuovi borghi sarà completato nei prossimi mesi, ma l’associazione ha già annunciato le ultime adesioni, portando il numero totale a 371 località riconosciute. Le new entry più recenti tra i “borghi più belli d’Italia” confermano la straordinaria varietà del nostro patrimonio, da Nord a Sud della Penisola.

Tra le novità ci sono Rassa in Piemonte, incastonata tra le verdi vette della Valsesia; Bagolino in Lombardia, patria del formaggio Bagòss e del celebre carnevale; Bertinoro in Emilia Romagna, noto come il “Balcone della Romagna”; Mulazzo in Toscana, cuore della Lunigiana; Ripatransone nelle Marche, famoso per ospitare una delle strade più strette del mondo; ma anche Scheggino in Umbria; Capranica Prenestina nel Lazio; Introdacqua in Abruzzo, ai piedi del Gran Sasso; Forza D’Agrò sulla costa ionica della Sicilia; e Gravina in Puglia, riconosciuta come “Borgo Ospite” per il triennio 2025-2027.

“Il Borgo dei Borghi” su Rai 3: sono la stessa cosa?

Non va confusa la certificazione ufficiale con il popolare concorso televisivo “Il Borgo dei Borghi“, trasmesso su Rai 3 all’interno del programma Kilimangiaro. In questo caso, venti borghi – uno per ogni regione – si sfidano per ottenere il titolo annuale attraverso il televoto del pubblico.

Molti dei partecipanti sono già membri dell’associazione, ma la vittoria televisiva non implica l’ingresso nel club dei “più belli d’Italia”. L’edizione di quest’anno è stata vinta da Militello in Val Catania, mentre per il prossimo vincitore toccherà aspettare la finale a Pasqua 2026.

Ma la competizione ha già svelato alcuni dei prossimi protagonisti, come Châtillon in Valle d’Aosta, tra i borghi più alti d’Italia; Arenzano in Liguria, tra ville storiche e processioni sul mare; Cingoli nelle Marche; e Villalago in Abruzzo, sulle rive del Lago di Scanno, specchio d’acqua a forma di cuore.

Due percorsi diversi, ma un unico obiettivo: raccontare e valorizzare l’Italia dei borghi, e insieme il turismo lento e autentico. Gemme da scoprire una tappa alla volta, approfittando di comodi servizi di telepedaggio per raggiungere anche i borghi più lontani e “isolati”.