La Liguria è una regione ricca di incredibili bellezze che vanno ben oltre le sue splendide coste e le sue famose città come Genova e Portofino. Nell’entroterra, infatti, incastonati tra alte montagne e ampie vallate verdi, che si aprono sul mare, si trovano dei borghi che sembrano usciti da una fiaba, spesso lontani dai circuiti turistici più battuti e perciò ancora autentici, capaci di regalare emozioni uniche a chiunque decida di esplorarli. I borghi dell’entroterra ligure, con i loro stretti caruggi che si snodano tra antiche case di pietra, le piazze pittoresche su cui si affacciano palazzi storici, custodi di storie e leggende, e chiese che sono scrigni d’arte, rappresentano una tappa imperdibile per chi desidera scoprire la vera essenza di una regione dai mille volti. Quindi, se sei alla ricerca di un viaggio fuori dagli schemi, capace di unire storia natura, cultura e tradizione, i borghi dell’entroterra ligure sono la meta perfetta per te.

Quali sono i borghi liguri dell’entroterra da non perdere?

A che cosa pensi quando senti parlare della Liguria? Di certo, la tua mente corre subito alle sue famose località costiere, come le Cinque Terre o il Golfo dei Poeti, o a Genova, con il suo centro storico dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, o ancora a Portofino, l’esclusiva meta dei vip.
Magari pensi anche a Sanremo, con il suo celebre festival della canzone italiana, e naturalmente a un simbolo della musica italiana che ha fatto la storia, Fabrizio De André. E come non citare il pesto e la focaccia, i cibi tipici della gastronomia ligure, che da sempre conquistano i palati di turisti e non solo.
Insomma, stiamo parlando una regione che ha davvero tanto da offrire, tuttavia ciò che spesso non si conosce come si dovrebbe è il suo entroterra, fatto di montagne, vallate e borghi che offrono scorci indimenticabili.

I borghi dell’entroterra ligure sono un mix affascinante di storia, architettura e paesaggi incantevoli che catturano l’essenza della vita tradizionale della Liguria. La loro posizione suggestiva e davvero scenografica, tra il mare e le montagne, circondati da una natura che sembra un dipinto, ne fanno un must per gli amanti del turismo lento, sempre alla ricerca di luoghi autentici che favoriscono una vera e propria immersione nella cultura locale e una fuga dalla frenesia della vita moderna. Questi tesori di grande valore storico e culturale, hanno un fascino unico e indiscutibile, che evoca i ricordi di tempi passati e racchiudono la storia di un popolo di abili marinai e contadini che hanno saputo adattarsi alla difficile ma meravigliosa terra ligure. Tra i caratteristici carrugi di questi piccoli paesi si respira un’atmosfera senza tempo, che lascia trasparire il senso di comunità e i legami forti che ancora oggi caratterizzano queste comunità.

In definitiva, i borghi dell’entroterra ligure sono un patrimonio da scoprire e valorizzare, che merita di essere visitato per immergersi completamente nella storia, nelle tradizioni e nella bellezza autentica della Liguria, dove a ogni angolo si nasconde una sorpresa da scoprire e un’emozione da vivere. Non ti resta che scoprire insieme a noi quali sono i borghi dell’entroterra ligure di Ponente e quali i borghi dell’entroterra ligure di Levante da visitare almeno una volta nella vita.

Borgo di Apricale

I borghi più belli d'Italia in Liguria: Apricale

Iniziamo questo viaggio con uno dei borghi dell’entroterra ligure da visitare nella Riviera di Ponente, ovvero Apricale, il cui nome deriva da apricus, cioè “soleggiato”, “esposto al sole”.
Protetto dalle Alpi Marittime, a un passo dal confine con la Francia, il borgo sorge in una posizione ideale, circondato da boschi d’ulivi, che gli permette di godere di un clima mite tutto l’anno.
Ci troviamo nell’entroterra di Bordighera, nella valle del torrente Merdanzo, a circa 13 km dalla costa della Riviera di Ponente, in uno dei borghi più belli d’Italia in Liguria, dove l’atmosfera incantevole e il fascino antico delle sue case in pietra, si fondono perfettamente con la natura circostante. Come se non bastasse, il borgo è ricco di storia, cultura, arte e anche murales, tanto da essere soprannominato il “Borgo degli artisti”, ed è una destinazione ideale per tutti gli amanti del foliage che non sanno resistere al meraviglioso spettacolo autunnale, quando le colline si colorano di rosso e oro, mostrando il lato più romantico di questo luogo incantato.
Vediamo quali sono le principali attrazioni del pittoresco borgo di Apricale che, siamo sicuri, saprà conquistarti al primo sguardo. Iniziamo dalla Chiesa della Purificazione di Maria Vergine, situata nel cuore del centro storico, davanti alla piazza principale detta “Torracca”, un luogo di culto importante per la comunità, ma anche una delle più interessanti edifici religiosi, dallo stile barocco e con una facciata neoromanica risalente al 1935. La chiesa è dotata di un campanile, ricavato dall’antica torre quadrata del vicino Castello della Lucertola, sulla cui sommità è stata fissata una bicicletta rivolta verso l’alto. Non si tratta di una curiosità senza senso, ma di un’originale opera artistica contemporanea di Sergio Bianco, intitolata La forza della non gravità. Ai piedi del paese si trova, invece, la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, al cui interno sono conservati splendidi affreschi del Quattrocento, mentre accanto al Palazzo municipale sorge l’Oratorio di San Bartolomeo, al cui all’interno è conservato un polittico in legno del 1544.
Apricale è terra di taggiasca, quindi non puoi andare via senza assaggiare il famoso olio extravergine d’oliva e i prodotti come pâté d’olive e olive in salamoia, a cui si aggiungono l’immancabile pesto e il miele d’acacia e di castagno.

Borgo di Seborga

I borghi più belli dell'entroterra ligure: Seborga

Restiamo nella Riviera di Ponente ma ci spostiamo a Seborga, piccolo borgo di circa 300 abitanti, che si trova nell’entroterra tra Ospedaletti e Bordighera, alla sommità di un promontorio sul crinale boscoso che dal Monte Bignone e Monte Caggio digrada verso la costa.
Questo è senza dubbio il posto perfetto per gli amanti delle due ruote perché le numerose piste ciclabili del Monte Nero e i sentieri che portano fino alla costa, consentono agli appassionati di mountain bike di immergersi nella natura e godere di un panorama mozzafiato che dalla collina scende dolcemente fino al mare.
Inoltre, l’area protetta di Monte Nero si presta ad escursioni a piedi e a lanci con il parapendio, per cui qui non c’è davvero limite alla libertà di movimento e alla voglia d’avventura.
Seborga è un luogo dove rilassarsi e staccare la spina, lontano dal caos che spesso caratterizza le località costiere e, al tempo stesso, offre la possibilità di scoprire la vera essenza della cultura ligure. Il toponimo attuale è stato individuato per la prima volta in un atto risalente al 1729, con cui i monaci di Lerins cedettero il feudo ai Savoia, e deriva da castrum de Sepulchro, nome dato al luogo dai conti di Ventimiglia che qui seppellivano i loro familiari.
I luoghi principali da non perdere a Seborga sono tre. Il primo, che si trova all’ingresso del paese, è l’Oratorio di San Bernardo di Chiaravalle, del XIII secolo, al cui interno sono conservate opere pittoriche di grande valore artistico, la seicentesca Chiesa parrocchiale di San Martino, che si affaccia su Piazza San Martino, cuore dell’abitato, e conserva una statua lignea raffigurante la Madonna col Bambino, di manifattura probabilmente provenzale o spagnola e, infine, il Palazzo dei monaci, antistante la Parrocchiale di San Martino, oggi di proprietà privata e convertito ad uso abitativo. Seborga è anche il borgo dei fiori, dove si coltiva la ginestra, nella varietà chiamata Seborghina, e la mimosa di specie Gaulois, di cui il borgo è uno dei principali produttori.
Anche in questo caso non possiamo non consigliarti di provare l’olio extravergine di olive taggiasche e dei suoi derivati, oltre al gustoso coniglio alla seborghina, un piatto che racchiude i profumi delle erbe aromatiche dell’entroterra, le deliziose note dei vini locali e tutta la bontà delle olive del territorio.

Borgo di Colletta di Castelbianco

I borghi più belli dell'entroterra ligure: Colletta di Castelbianco

Siamo ancora nella zona della Riviera di Ponente, più precisamente nella provincia di Savona, dove si trova il comune di Castelbianco, di cui Colletta di Castelbianco è una frazione.
Il piccolo comune sparso si estende nell’alta valle del torrente Pennavaira, area ricca di falesie, che confina con la valle del torrente Neva.
Se stare all’area aperta e praticare sport immersi nella natura è ciò che più ami al mondo, allora qui hai solo l’imbarazzo della scelta tra lunghe passeggiate a piedi o a cavallo, tra ulivi e ciliegi, e impegnativi trekking lungo i sentieri che portano al Monte Alpe o hanno come meta l’Alta via dei monti liguri.
Per chi, invece, vuole mettersi alla prova con sport adrenalinici e decisamente più impegnativi, c’è la possibilità di praticare speleologia nelle grotte carsiche, free climbing e mountain bike.
Insomma, Colletta di Castelbianco è il posto perfetto per gli amanti delle attività outdoor che si vogliono sfidare le proprie capacità fisiche e mentali.
Il nome di questo borgo sarebbe legato alla storia del Castello dei marchesi Clavesana, che sorgeva in posizione difensiva sull’altura che domina la stretta valle e di cui oggi restano solo rovine. La particolarità di Colletta di Castelbianco è il suo essere il primo esempio europeo di villaggio medievale telematico, dove si mescolano modernità e tradizione, patrimonio urbanistico e tecnologia di ultima generazione, che hanno trasformato questa piccola frazione di Castelbianco da un cumulo di case in rovina a un luogo suggestivo e accogliente, dove è possibile trascorrere momenti di relax immersi nella natura, senza rinunciare alle comodità della vita moderna. Il restauro del borgo è opera del celebre architetto Giancarlo De Carlo che con il suo lavoro ha reso possibile la rinascita di Colletta Castelbianco, arrivando persino ad aggiudicarsi il prestigioso riconoscimento Homes Overseas Awards 2006 nella categoria “Miglior Restauro”.
Sul fronte enogastronomico, qui non puoi fare a meno di assaggiare le golose ciliegie di Castelbianco, a cui si aggiungono l’olio extravergine, prodotto da olive taggiasche, merline, pignole e cevasche, la fonduta di tartufi neri di Castelbianco, i ravioli di borragine e il coniglio alla castelbianchese.

Borgo di Castelvecchio di Rocca Barbena

I borghi più belli dell'entroterra ligure: Castelvecchio di Rocca Barbena

Tra i tesori dell’entroterra ligure di Ponente c’è anche il borgo di Castelvecchio di Rocca Barbena, il cui territorio si estende nella media del torrente Neva, alle pendici della Rocca Barbena e del Monte Lingo. Attraversato dall’Alta Via dei Monti Liguri questo piccolo comune, che supera appena i cento abitanti, fa parte con altri comuni della zona del sistema ambientale Poggio Grande.
Per chi cerca un ‘esperienza autentica e appagante, il borgo è sicuramente una meta da non perdere anche perché dal centro abitato partono sentieri e mulattiere che conducono a boschi di castagni e a uliveti, dove la natura regna sovrana tra macchia mediterranea e fiori spontanei, che in ogni stagione offrono uno spettacolo meraviglioso. Inoltre, il paese si trova sulla Strada del Vino e dell’Olio ed è una tappa da non perdere nei percorsi ecoturistici che attraversano il territorio.
Il borgo prende il nome dal monte che lo sovrasta – alto 1142 m – e a renderlo particolarmente suggestivo sono le antiche case in pietra, le cornici bianche alle finestre, i portali in tufo, i tetti a terrazza e i sottotetti ad arco dove un tempo si essiccavano fichi e funghi, mentre i forni sporgenti dai muri delle abitazioni sono un chiaro segno del passato contadino del borgo, quando l’arte del fare il pane in casa era una pratica comune.
Tra le cose da vedere a Castelvecchio di Rocca Barbena ci sono la Chiesa di Nostra Signora Assunta, i cui rifacimenti in stile barocco, che ne hanno cambiato il volto, si contrappongono al campanile con cuspide dell’edificio originario, il Santuario di Nostra Signora delle Grazie, con una struttura a forma di cuore preceduta da un piccolo portico, e il Castello dei Clavesana, balcone di pietra sul panorama circostante, che offre una splendida visuale sul borgo e sull’intera vallata.
Trovandosi sulla Strada del Vino e dell’Olio, i prodotti da provare a Castelvecchio sono l’olio extravergine, il Pigato, vino bianco dal colore giallo paglierino, il profumato Vermentino e il delizioso Ormeasco, dal sentore di mora e ciliegia. Non possiamo non citare anche le erbe aromatiche, i raviolini di borraggine, il coniglio allo steccadò e le golose frittelle di mele.

Borgo di Millesimo

I borghi più belli dell'entroterra ligure: Millesimo

Concludiamo il giro tra i borghi dell’entroterra ligure, lato Ponente, nell’Alta Val Bormida, a Millesimo, il cui territorio, in parte, rientra nel Parco naturale regionale di Bric Tana.
Le origini del nome sono ancora oggi incerte e tra le ipotesi che provano a spiegare l’etimologia di Millesimo c’è quella, meno accreditata ma più suggestiva, che lo collega a un diploma imperiale del 917, in cui gli abitanti sono chiamati plebs melosina, dal greco mélos, per indicare la loro indole dolce e l’attitudine al canto. Ma secondo altri studiosi, che sono partiti dal nome dialettale del paese mrésciu, collegando la radice al termine locale mré, si ottiene la soluzione che in origine identificava le aree colpite dalle inondazioni del fiume Bormida. Successivamente, il nome sarebbe stato utilizzato per riferirsi all’intero borgo.
Se pensi che sia finita qui, allora devi sapere che Millesimo è anche protagonista di un’antica leggenda che vuole il borgo fondato in epoca romana da un soldato della legione di Pompeo. L’uomo, stanco a causa delle lunghe marce che lo vedevano sempre ultimo della fila, quindi miles imus, al ritorno dalla Spagna decise di non proseguire e scelse di fermarsi a Millesimo.
Come avrai potuto capire, siamo in un luogo ricco di fascino e mistero, che offre anche una serie di luoghi d’interesse da non perdere se decidi di visitarlo, come la Chiesa parrocchiale della Visitazione di Maria e Sant’Antonio Abate, al cui interno puoi ammirare opere di grande pregio, la Chiesa di Maria fuori le mura, con affreschi in stile gotico, il Santuario di Nostra Signora del Deserto, in località Madonna del Deserto e, infine, il Monastero di Santo Stefano nella località di Monastero.
Non possiamo trascurare anche un altro edificio di grande importanza storica, ossia Villa Scarzella, circondata da un magnifico giardino ai piedi del castello, sede del Museo Napoleonico e del Centro visitatori del Bric Tana e della Valle dei Tre Re.
Passiamo ora a parlare di cibo prodotti tipici, che anche in questo borgo non deluderanno le tue aspettative. Tra i piatti tipici di Millesimo ci sono la giuncata, un tipo di ricotta ricavata dal latte di pecora, la tira, pasta di pane farcita di salsiccia e cotta in forno, e i fazzini, pasta da pizza con sugo di pomodoro, basilico e aglio. Ma il vero principe della tavola è il tartufo, sia nero che bianco, una vera delizia che rende ancora più unici e prelibati i piatti della cucina locale. Non puoi andartene senza aver provato anche i dolci millesini al rhum, una coccola irresistibile per il palato!

Borgo di Brugnato

I borghi più belli dell'entroterra ligure: Brugnato

È arrivato il momento di spostarci sulla Riviera di Levante per scoprire altri borghi dell’entroterra ligure che sapranno incantarti con la loro bellezza e storia. Cominciamo con Brugnato, che sorge sulle sponde del fiume Vara ed è immerso nello scenario naturale del Parco Montemarcello-Magra.
Ti piacciono gli sport acquatici com canoa acrobatica, rafting e altre discipline simili? Allora questo borgo in provincia della Spezia fa al caso tuo perché il fiume Vara è uno dei pochi corsi d’acqua della Liguria con rapide che permettono a chi cerca l’adrenalina di sfidare le forze della natura e mettersi alla prova. Se, al contrario, prediligi attività a contatto con la natura ma più tranquille, puoi optare per rilassanti passeggiate tra i sentieri che attraversano il territorio, trekking, mountain bike, equitazione e pesca. Inoltre, da Brugnato puoi raggiungere in breve tempo Pisa, Parma, Genova e il Parco delle Cinque Terre e pianificare una giornata alla scoperta di alcune delle località più belle e famose del Nord Italia. Tornando al borgo, il nome Brugnato, in origine Aprumacum, deriva da prunus, l’albero delle susine, che in dialetto sono chiamate brigne. Il toponimo rivela quindi la presenza di un frutto che ancora oggi cresce spontaneo nella pianura circostante.
Luoghi e monumenti d’interesse non mancano anche qui, a partire dalla Concattedrale dei Santi Pietro, Lorenzo e Colombano, che si trova nel centro storico, insieme all’Oratorio di San Bernardo e al Palazzo Vescovile, che oggi ospita il Museo Diocesano, per poi proseguire con il Convento dei Padri Passionisti, dove sono custoditi dipinti e tele databili al XVII e XVIII secolo, il Santuario di Nostra Signora dell’Ulivo, la Chiesa di Sant’Antonio Abate, nella frazione di Bozzolo. Poco distante da Brugnato, inoltre, nel vicino paese di Borghetto di Vara, si trova l’Abbazia di Santa Maria Assunta della Corte dell’Accola che ti consigliamo di visitare per ammirare gli affreschi databili tra la fine del XVII secolo e l’inizio del XVIII secolo.
Veniamo ora al cibo, che di certo non deluderà le tue aspettative. Tra i piatti tipici di questo borgo ci sono le torte a base di erbette, gli ottimi ravioli di carne, i formaggi locali, i salumi artigianali e il profumato canestrello di Brugnato, dolce morbido e dorato, realizzato con pasta zuccherata e insaporito con finocchio selvatico.

Borgo di Varese Ligure

I borghi più belli dell'entroterra ligure: Varese Ligure

Tra i borghi dell’entroterra ligure da non perdere sul versante di Levante c’è anche Varese Ligure, situato nell’Alta Val di Vara, nota come “Valle del Biologico”, Siamo nel comune più settentrionale della provincia della Spezia e il secondo della Liguria, dopo Genova, per superficie.
Varese Ligure confina sia con la città metropolitana di Genova che con la provincia di Parma e deve il suo nome al fiume Vara che lo attraversa. Lunghe e rilassanti passeggiate, trekking, nuoto, equitazione, mountain bike o pesca sportiva, non c’è attività all’aria aperta che non possa essere praticata a Varese Ligure, quindi se sei un amante della natura e degli sport all’aperto, questo borgo fa proprio al caso tuo.
Se invece vuoi dedicarti al relax e alla scoperta della cultura locale, ci sono luoghi e monumenti da non perdere, come la Chiesa di San Giovanni Battista, che conserva all’interno una preziosa Madonna con Bambino in alabastro e la settecentesca statua lignea della Madonna della Visitazione attribuita ad Anton Maria Maragliano, la Chiesa di San Filippo Neri e Santa Teresa D’Avila, che si trova in piazza Guglielmo Marconi, di fronte al medievale Castello dei Fieschi, e il seicentesco Oratorio dei Santi Antonio e Rocco, in stile barocco e impreziosito con stucchi, affreschi e ornamenti preziosi.
Questi sono i principali edifici religiosi, ma non si possono non menzionare anche la Torre Civica, in origine il campanile dell’ex convento di Santa Croce degli Agostiniani, oggi convertito in spazi per le attività culturali, e Palazzo Ferrari, trasformato in abitazioni private, nella cui cappella si celebrarono le nozze di Domenico Pallavicini con Luigia Ferrari a cui Ugo Foscolo dedicò la celeberrima ode “A Luigia Pallavicini caduta da cavallo“.
Nel territorio comunale di Varese Ligure sono inoltre presenti tre Siti di Interesse Comunitario (SIC): quello collocato tra le province di Genova e della Spezia, il sito tra il rio Borsa e il fiume Vara e, infine, il SIC del monte Gottero e del passo del Lupo.
Possiamo forse non fare riferimento anche ai tesori della cucina locale? Assolutamente no! A Varese Ligure gli ingredienti principali di tante ricette sono funghi porcini e castagne, ma anche il miele biologico e la coltivazione dei frutti di bosco occupano un posto importante nel panorama gastronomico. Tra i piatti della tradizione ci sono i ravioli di pasta fresca ripiena di verdure e carne, da provare con ragù di carne o funghi, i croxetti, dischetti di pasta decorata con disegni floreali da condire con salsa di noci o pinoli, e le tagliatelle di farina di castagna da gustare con il pesto o la ricotta fresca. E per concludere in dolcezza, non perderti il castagnaccio preparato con farina di castagna, pinoli e uvetta.

Borgo di Sarzana

I borghi più belli dell'entroterra ligure: Sarzana

C’è un borgo nell’entroterra ligure di Levante che merita di essere menzionato, non solo per la sua bellezza e il suo fascino ma anche perché rappresenta un punto strategico per raggiungere tante altre località interessanti. Ci troviamo a Sarzana, al confine tra Liguria e Toscana, in provincia della Spezia. Considerata l’erede storica dell’antica città romana di Luni, Sarzana è un importante centro della Val di Magra e il suo nome deriverebbe da un toponimo miliare etrusco equivalente che segna il quarto miglio da Luni. Terra di confine, Sarzana ha sempre avuto un importante ruolo strategico è sin dall’antichità è stato un centro agricolo e commerciale di grande importanza, oltre a un crocevia di strade commerciali che univano Liguria, Toscana ed Emilia-Romagna.
Il borgo vanta una ricca storia e un patrimonio artistico di notevole valore, come dimostrano la bella Concattedrale di Santa Maria Assunta, che sorge nel centro medievale del comune, che tra le numerose opere conserva il Crocifisso di Mastro Guglielmo, risalente al 1138, il primo esempio datato di croce dipinta della storia dell’arte, e la Pieve di Sant’Andrea, a poca distanza dalla cattedrale, l’edificio religioso più antico di Sarzana, databile tra il X secolo e il XI secolo. Adiacente alla cattedrale si trova inoltre l’Oratorio di San Girolamo, un altro gioiello artistico con cupola ellittica affrescata. Tra la cattedrale e la Pieve di Sant’Andrea sorge invece l’Oratorio di Santa Croce al cui interno è conservata una copia del Volto Santo di Lucca e una statua pregiata della Madonna Addolorata. Un altro edificio molto interessante è la Chiesa, convento e chiostro di San Francesco, che sorge su una piazza appena fuori le mura, che secondo la tradizione fu fondata proprio dal santo quando passò da Sarzana. Quelli che ti abbiamo indicato sono i principali edifici religiosi di cui Sarzana è ricca, ma ci sono molti altri monumenti e luoghi di interesse da non perdere, come i tanti palazzi nobiliari del centro storico che testimoniano la ricchezza di questo borgo antico. Ne citiamo solo alcuni per darti un’idea di quello che potrai scoprire passeggiando per le vie della città: Casa torre Buonaparte, Palazzo De Benedetti, Palazzo Fiori, Palazzo Fontana, Palazzo Neri, Palazzo Parentucelli e Palazzo Picedi-Benettini.
Non si possono non citare anche alcune architetture simbolo di Sarzana, come l’imponente Fortezza di Firmafede, chiamata anche Fortezza di Sarzana o La Cittadella, e la Fortezza di Sarzanello. Sarzana è ricca di storia, arte e cultura ma non dimenticare che ci troviamo in una regione dove anche la cucina ha un ruolo da protagonista e il borgo non fa certo eccezione!
Qui potrai assaporare piatti tipici della cucina ligure e lunigianese, in particolar modo i prodotti da forno come la farinata, le focacce, i testaroli, ma non dimenticare di assaggiare anche altre specialità locali come la spongata o “spungata“, una torta fatta con pasta sfoglia e ripiena di frutta secca e composta di mele e pere.
Infine, ti segnaliamo un evento e due indirizzi che non puoi perderti se sei in visita a Sarzana: l’evento è il Festival della Mente, un festival di approfondimento culturale che mette al centro la creatività e la nascita di nuove idee, mentre i due indirizzi sono quelli del panificio/pasticceria artigianale Valentina Gluten Free, con una produzione completamente senza glutine ma anche senza lattosio e proteine del latte, e il laboratorio di cappelli artigianali Copricapo Madera, una vera chicca per gli amanti della moda e dell’artigianato di qualità.

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