Sette borghi, da Sud a Nord del Bel Paese. Sette nuovi gioielli che si aggiungono alla lista dei 361 borghi più belli d’Italia. 

Si tratta di Agira (En), Frigento (Av), Giano dell’Umbria (Pg), Palena (Ch), Monteprandone (Ap), Badalucco (Im) e Maccagno Imperiale (Va). Sette realtà imperdibili che si aggiungono alla lista dei borghi più belli d’Italia. Scopriamoli nel dettaglio.

Obiettivi dell’Associazione: promuovere il patrimonio dei borghi più belli

Il Consiglio Direttivo de “I Borghi più belli d’Italia” ha deliberato l’ammissione di sette nuovi borghi all’interno dell’Associazione. Superato il procedimento di certificazione- che consta di ben 72 parametri– i comuni di Agira (En), Frigento (Av), Giano dell’Umbria (Pg), Palena (Ch), Monteprandone (Ap), Badalucco (Im) e Maccagno Imperiale (Va) sono entrati di diritto nella lista. Che oggi conta ben 361 borghi dislocati su tutto il territorio nazionale.

L’obiettivo dell’Associazione, nata nel 2002 all’interno della Consulta Turismo dell’ANCI, è quello di promuovere l’inestimabile patrimonio artistico e culturale italiano. A partire da tutte quelle realtà poco conosciute, inesplorate e perciò tanto più meritevoli d’attenzione.

Sono ormai un migliaio i comuni che hanno chiesto di far parte del circuito dei “borghi più belli”. Anche perché ottenere il riconoscimento ed entrare a far parte della rete può rappresentare un volano per lo sviluppo economico e sociale di tante piccole realtà. Emblema, oggi, di un nuovo modo di concepire il turismo sostenibile.

I criteri di selezione: guida rapida ai 72 parametri dell’Associazione

Innanzitutto, per essere ammessi al Club dei “Borghi più belli d’Italia” la popolazione della frazione o del centro storico candidata dal Comune non deve superare i 2mila abitanti. Nel territorio comunale, inoltre, non si possono superare i 15mila abitanti.

Il patrimonio architettonico o naturale che viene indicato per la valutazione deve essere certificato da documenti in possesso del Comune o della Sovrintendenza alle Belle Arti. In più, gli edifici storici devono necessariamente prevalere sull’insieme e dar luogo a un complesso architettonico esteticamente omogeneo.

Infine, i borghi devono offrire un patrimonio che si faccia apprezzare per:

  • Qualità urbanistica: accessi al borgo, possibilità di percorsi differenziati e persistenza del legame tra microsistema urbano e ambiente circostante;
  • Qualità architettonica: armonia e omogeneità dei volumi costruiti, delle facciate, dei tetti e presenza di elementi decorativi simbolici;
  • Valorizzazione: tutte le attività che valorizzano il borgo stesso a partire dai miglioramenti, fino alla previsione di percorsi pedonali;
  • Sviluppo: possibilità di ospitare turisti e di valorizzare l’ambiente circostante;
  • Promozione: esistenza di punti d’informazione o di accoglienza;
  • Animazione: esistenza di spazi e strutture per ospitare eventi, organizzazione di rassegne culturali e mostre.

I sette “nuovi” borghi più belli d’Italia 

I comuni che ottengono il riconoscimento, dunque, hanno la possibilità concreta di mettere a sistema le proprie potenzialità. Ma l’ammissione alla lista dei borghi più belli comporta amche l’assunzione di una responsabilità importante. Un vero e proprio incentivo, in sostanza, a migliorare costantemente la qualità della vita dei residenti e dei potenziali turisti.

Scopriamo insieme quali sono le sette new entry che si aggiungono ai borghi più belli del 2023.

Agira e Frigento, perle del Sud Italia 

Agira, in provincia di Enna, si aggiunge alla lista dei borghi più belli della Sicilia. È la città dell’Aron-Ha Qodesh ebraico, una delle tre arche sinagogali in pietra più antiche d’Europa. Da ammirare il Castello di Agira: un antico palazzo, in cima al Monte Teja, che nel 1354 ospitò Ludovico d’Aragona.

Il borgo di Frigento, nel cuore della provincia di Avellino, viene invece premiato soprattutto per il suo panorama mozzafiato. Una passeggiata lungo la “via Limiti” consente infatti di affacciarsi su cinque regioni diverse: dal Vesuvio fino alla Maiella, attraversando il Vulture e il Matese. Inoltre, lo storico Palazzo De Leo, risalente al Settecento, ospita oggi il FriMact. Un museo che coniuga il passato e il presente del borgo irpino. Oggi, a pieno titolo, tra i più belli della Campania.

Palena, Monteprandone e Giano dell’Umbria: i tre borghi più belli del Centro Italia 

Palena, in provincia di Chieti, è ufficialmente tra i borghi più belli d’Abruzzo. È un meraviglioso Comune immerso nel verde, adagiato sulla riva sinistra del fiume Aventino. Tra le bellezze storico architettoniche da non perdere, svetta il Castello Ducale. Noto anche come Castel Forte, è stato costruito tra il 1000 e il 1100.

Monteprandone, in provincia di Ascoli Piceno, si trova a pochissimi chilometri di distanza dalla costa marchigiana. Tra i luoghi d’interesse, da non perdere la Chiesa di San Nicola di Bari e la Chiesa di Santa Maria delle Grazie. La prima, datata ai primi secoli dell’era cristiana, conserva ancora un crocifisso ligneo risalente al 1300. Realizzato sul disegno dell’artista perugino Angelo Morettini.

Infine, Giano dell’Umbria– in provincia di Perugia– si aggiunge ai borghi più belli dell’Umbria. Di origini antichissime, oggi custodisce memorie risalenti all’Antica Roma. Di età medievale, invece, l’Abbazia di San Felice. Che contiene pregevoli affreschi risalenti al Trecento.

Badalucco e Maccagno Imperiale: i borghi più belli del Nord Italia

Badalucco, in provincia di Imperia, è tra le sette new entry recentemente incoronate dall’Associazione “I Borghi più belli d’Italia”. Il piccolo gioiello ligure, incastonato nella Valle Argentina, si aggiunge così alla lista dei borghi più belli della Liguria. Costruito interamente nel Medioevo, oggi è possibile apprezzare ancora i ponti in pietra che collegano versanti opposti del paese. Celebre il Ponte di Santa Lucia, sul torrente Argentina, costruito nel 1551. Il borgo medievale, inoltre, vanta ben cinque accessi ancora percorribili: la porta di San Rocco, la porta di Santa Lucia, la porta del Beo, la porta del Pogetto e quella della Castella.

Anche la frazione di Maccagno Imperiale– parte del comune rivierasco di Maccagno, in provincia di Varese– è tra le più belle d’Italia. Le stradine del borgo, che conducono alla celebre Torre Imperiale, vantano una storia millenaria. Attorno al 1230, la famiglia Mandelli avviò una ristrutturazione urbanistica. Che sopravvive al tempo. Il borgo infatti è ancora oggi basato su un castello centrale all’abitato, costeggiato da due presidi fortificati e da una cinta muraria. Dal promontorio su cui si staglia la Chiesa della Madonna della Punta è possibile ammirare lo scenografico paesaggio del Lago Maggiore.