Il Lazio è uno scrigno di tesori da scoprire che testimoniano le sue antiche radici e che raccontano un ricco patrimonio artistico, storico e culturale. Di che cosa stiamo parlando? Naturalmente dei borghi più belli del Lazio, un viaggio infinito tra opere d’arte senza tempo, tradizioni tramandate di generazione in generazione e paesaggi a cui non si può restare indifferenti. 

Dalle vette dell’Appennino Reatino fino alle scogliere bianche del litorale pontino, dalle strade panoramiche della Tuscia al cuore della Ciociaria, nel Lazio si trovano alcuni dei borghi d’Italia più interessanti e suggestivi, dove la storia e la cultura si fondono con la natura. Tra testimonianze di grande valore artistico e archeologico, paesaggi incantevoli e una cucina dove i sapori genuini la fanno ancora da padroni, come non lasciarsi catturare dal fascino di questi luoghi?

In questo articolo faremo tappa nella regione che ospita la piccola enclave della Città del Vaticano per conoscere meglio la storia del territorio e le sue risorse. Prima però ti ricordiamo che i borghi nel Lazio sono ben venticinque, secondo le nuove adesioni a “I Borghi più Belli d’Italia” 2026, e ognuno di essi nasconde qualcosa di speciale e unico che merita di essere esplorato. Citarli tutti però, dando a ognuno l’importanza che merita, sarebbe davvero impossibile. Ecco perché abbiamo scelto solo quelli davvero imperdibili.

I borghi più belli nel Lazio nella provincia di Rieti

La provincia di Rieti, cuore della Sabina e dell’Appennino centrale, è una terra di acque limpide e montagne maestose. Qui i borghi sorgono lungo le antiche vie della transumanza oppure sono affacciati su specchi d’acqua spettacolari: un rifugio perfetto per chi cerca la quiete e i sapori schietti della cucina di montagna.

Amatrice

I borghi più belli d'Italia nel Lazio: Amatrice
Non potevamo non iniziare il nostro viaggio tra i borghi più belli del Lazio con Amatrice, uno dei territori maggiormente colpiti dal terribile terremoto che nel 2016 ha sconvolto il Centro Italia.
Il “Borgo del Respiro” fa parte della Comunità Montana del Velino ed è compreso nel Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga. Il territorio colpisce per l’ambiente incontaminato, le testimonianze storiche, artistiche e, naturalmente, per la tradizione degli Spaghetti all’Amatriciana, uno dei piatti tipici migliori d’Italia.
Amatrice, la Città delle 100 chiese in virtù dei luoghi di culto presenti sul suo territorio, è la meta ideale per chi ama le escursioni in montagna, la pesca sportiva, le passeggiate a cavallo, i sentieri naturalistici e i giri in mountain bike ed e-bike. Ti consigliamo di visitare l’oasi di Orie Terme, un parco naturalistico nato come “omaggio alla Terra e alla natura per promuovere l’educazione e la cultura del rispetto dell’ambiente”, il Parco in Miniatura, al cui interno si trovano riproduzioni in scala di monumenti e animali presenti sul territorio, e naturalmente il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Nelle frazioni che compongono Amatrice, inoltre, si trovano alcuni importanti edifici religiosi, tra cui il Santuario dell’Icona Passatora, o Santa Maria delle Grazie, con gli interni del XV secolo, e il Santuario della Madonna delle Grazie, al cui interno è custodita una statua in terracotta dipinta della Madonna delle Grazie col Bambino in grembo, del 1490.
Dalle bellezze paesaggistiche e storiche ai piaceri della tavola: oltre ai già citati spaghetti all’amatriciana, simbolo della tradizione gastronomica di Amatrice, da provare ci sono gli gnocchi ricci, a base di uova, farina e acqua, il pecorino, il guanciale, la patata Turchesa, le Ciambelle del Bambino, e la frittata tradizionale di Pasqua La Frittatòna.

Castel di Tora

Arrampicato su una rupe che si specchia nelle acque turchesi del Lago del Turano, tra i profumi delle ginestre e del timo, Castel di Tora, quinta tappa del Cammino di San Benedetto, sembra uscito da una fiaba nordica, pur trovandosi nel cuore del Lazio. Appena varcherai la porta d’ingresso del borgo, verrai accolto da un labirinto di vicoli stretti, archi in pietra, grotte e scalinate che salgono ripide verso la torre dell’antico castello pentagonale. L’atmosfera qui è quella di un luogo che ha saputo conservare intatto l’impianto medievale, protetto dai fitti boschi della Riserva Naturale Monte Navegna e Monte Cervia.
Nel centro storico noterai subito la cura dei dettagli: i portali decorati, le fontane e i piccoli balconi fioriti che offrono scorci improvvisi sul lago sottostante. Per una vista indimenticabile, attraversa il ponte che collega il borgo alla penisola del colle di Antuni, un borgo fantasma dove sorge il trecentesco Eremo di San Salvatore, o Grotta dell’Eremita, in cui si trovano due affreschi del Seicento: da lì, Castel di Tora appare come una fortezza galleggiante, tra bellezza e silenzio.
Tra i prodotti tipici della cucina tradizionale ci sono il polentone, una variante della polenta cucinata lentamente nei paioli di rame e condita con un sugo di aringhe, tonno e baccalà, piatto tipico del periodo di Quaresima, e gli strigliozzi, un tipo di maccherone fatto a mano celebrato con una grande festa l’ultima domenica di settembre.

I borghi più belli nel Lazio nella provincia di Roma

Chi non è mai stato a Roma, la Città Eterna? E nei suoi dintorni? Eppure anche la sua provincia offre una varietà incredibile di luoghi per una gita fuori porta che meritano di essere conosciuti da tutti e non solo dai local: dalle sponde dei laghi vulcanici alle alture dei Monti Prenestini, fino alle gole scavate dal fiume Aniene. Sono luoghi legati a doppio filo alla storia della Capitale, scelti nei secoli come residenze estive da papi e nobili famiglie.

Castel Gandolfo

Castel Gandolfo, sulle orme dei Papi
A proposito di residenze estive, eccoci a Castel Gandolfo, il “borgo dei Papi”, nella zona dei Castelli Romani, dove si trovano vari luoghi di interesse archeologico – tra cui l’emissario del lago Albano e i resti della villa albana di Domiziano –, naturalistico – la zona inclusa nel perimetro del parco regionale dei Castelli Romani –, e artistico, come la Collegiata Pontificia di San Tommaso da Villanova progettata da Gian Lorenzo Bernini su commissione di papa Alessandro VII.
Il nome di Castel Gandolfo, località nota per la presenza della residenza estiva dei papi, deriva da un castello fatto erigere dalla famiglia romana Gandolfi nel sec. XII. Qui da non perdere, oltre alla Collegiata Pontificia, ci sono la chiesa di Maria Santissima del lago Albano, meglio nota come Madonna del Lago, edificio situato sulle rive del lago Albano, le Ville Pontificie, con gli splendidi Giardini Pontifici o “del Moro”, il museo Palazzo Pontificio, il ninfeo del Bergantino, ricavato in una grotta naturale di epoca domizianea (fine I secolo) e il villaggio delle Macine, un insediamento risalente all’età del bronzo, considerato il più grande sito archeologico palafitticolo d’Italia.
Le specialità del borgo? Gli spaghetti o bucatini all’amatriciana e la frittura di “lattarini”, ossia pesci di lago, naturalmente accompagnati da vino Doc dei Colli Albani.

Castel San Pietro Romano

I borghi più belli d'Italia nel Lazio: Castel San Pietro
Il nome del borgo di Castel San Pietro compare a partire dalla fine del XV secolo nei documenti che registrano il toponimo Castellum Sancti Petri, con la variante Castrum Sancti Petri dovuta alla presenza della fortezza militare costruita dalla famiglia Colonna.
Nel piccolo borgo, che conta poco meno di 900 abitanti, è stato girato, nel 1953, il film Pane, amore e fantasia di Luigi Comencini, con Gina Lollobrigida – cittadina onoraria di Castel San Pietro –, Vittorio De Sica e Marisa Merlini. Nella pellicola il paese è chiamato Sagliena. In paese furono girati anche altri film diventati dei veri e propri monumenti della storia del cinema italiano: Pane, amore e gelosia, la scena iniziale di Pane, amore e…, La nonna Sabella, La nipote Sabella, Il federale, Liolà, È permesso Maresciallo? (Tuppe-tuppe marescià) e I due marescialli. Ti suggeriamo di fare una passeggiata nel centro storico, tra le suggestive stradine e le caratteristiche piazze, dove ci sono diversi punti panoramici da cui osservare gli splendidi scorci sulla sottostante Valle del Sacco, nonché le prime propaggini della città di Roma. Da non perdere ci sono la Rocca dei Colonna, edificata dalla famiglia Colonna a scopo difensivo nel punto più elevato del Monte Ginestro, e la chiesa di San Pietro Apostolo, che sorge nell’area di un convento benedettino esistente dal VI secolo d.C., con la statua di San Pietro opera del napoletano Paolo Benaglia e la pala d’altare dipinta da Giacinto Gimignani nel 1633. Degne di nota sono anche le antichissime mura ciclopiche, di origine pre-romana e presenti in una parte del centro storico.
Il prodotto tipico del borgo da non perdere è il famoso e dolcissimo Giglietto, biscotto presidio Slow Food, fatto con ingredienti semplici – farina, zucchero e uova – e preparato a mano secondo la tradizione.

Castelnuovo di Porto

I borghi più belli d'Italia nel Lazio: Castelnuovo di Porto
Castelnuovo di Porto
 è un grazioso borgo adagiato su un crinale, uno sperone di tufo stretto tra le valli del fosso di Chiarano e della Mola, a breve distanza dalla via Flaminia.
Il nome è collegato alla costruzione di un Castello nuovo sul luogo di uno precedente ricostruito, con tutta probabilità, dai monaci Benedettini di San Paolo. La definizione “di Porto” viene aggiunta in seguito all’inclusione del territorio nella diocesi di Porto e Santa Rufina. Tra i monumenti e luoghi d’interesse che ti consigliamo di visitare ci sono la Rocca Colonna, al cui interno si trovano la cappella dell’antica chiesa di San Silvestro in Castello, impreziosita da affreschi del XIV secolo, e, all’interno della Rocca, la Loggia Pinta del 1568, attribuita alla mano di Federico Zuccari, la collegiata medievale di Santa Maria Assunta, che conserva il Trittico del Salvatore del 1501, attribuito alla scuola di Antoniazzo Romano, la piccola chiesa della Madonna delle Virtù, che collega il borgo alla via Flaminia, e la Chiesa di Sant’Antonio Abate, sulla via Flaminia, dov’è conservato l’affresco cinquecentesco della Vergine con Bambino.
Se il trekking è la tua passione, il borgo è un ottimo punto di partenza per le escursioni all’interno del Parco Naturale Regionale di Veio, che offre numerosi percorsi di durata e difficoltà variabile. Se poi vuoi scoprire il territorio in modo diverso dal solito, allora ti suggeriamo di partecipare a una delle numerose escursioni di archeo-trekking organizzate da associazioni culturali, guide ed accompagnatori del settore che operano nel territorio di Castelnuovo di Porto.
Infine, passiamo ai piaceri della tavola. Non puoi salutare Castelnuovo di Porto senza aver prima assaggiato la Crostata con le nocchie, un dolce a base di pasta frolla e nocciole, che in dialetto sono chiamate appunto “nocchie”, i tozzetti e le gustose ciambelle al vino. E non dimentichiamo la pizza con i fiori di zucca, realizzata cuocendo in forno i fiori precedentemente immersi nella pastella e successivamente adagiati su una teglia coperta di pan grattato, e le Stroppe, fettuccine spesse, realizzate con acqua e farina e condite con salsa di pomodoro.

Subiaco

I borghi più belli d'Italia nel Lazio: Subiaco
Tra i borghi in provincia di Roma che devi visitare almeno una volta nella vita non può mancare Subiaco, che domina la Valle dell’Aniene dallo sperone di roccia calcarea su cui sorge tra le montagne dell’Appennino Laziale.
Il toponimo deriva dal latino sub laqueum, che significa “sotto i laghi”, poiché l’abitato sorge sotto i Simbruina stagna, i tre laghi artificiali creati dallo sbarramento del corso del fiume Aniene, sulla cui riva destra l’imperatore Nerone aveva una villa. Ci troviamo nel territorio dove San Benedetto da Norcia fondò i primi monasteri e istituì la regola benedettina “Ora et Labora” che ancora oggi guida l’ordine istituito dal monaco cristiano. Ti consigliamo di iniziare la tua visita proprio dagli edifici religiosi, in particolare i due monasteri benedettini di Santa Scolastica, che si articola intorno a tre chiostri (cosmatesco, gotico e tardo rinascimentale) e di San Benedetto, o Santuario del Sacro Speco, un suggestivo labirinto di ambienti, chiesette e cappelle, alcune delle quali ricavate dalla roccia, e ricoperto da una preziosa decorazione a fresco di varie epoche. Ci sono anche Chiesa di San Francesco, del 1327, con altari lignei e importanti pitture risalenti ai secoli XV e XVI, e la neoclassica Chiesa di Sant’Andrea Apostolo. Da non perdere anche la Rocca Abbaziale, o Rocca dei Borgia, costruita intorno alla fine dell’XI secolo su una ripida collina per scopi difensivi, con fortificazioni, carceri, una torre di avvistamento e una chiesa.
Dopo la visita, è d’obbligo una meritata pausa a base di prodotti tipici del territorio, tra cui ju pappaciuccu, una pietanza con cavoli neri lessati e impastati con pizza di granturco e pane raffermo, i frascaregli, gnocchetti di farina bianca, con salsa di pomodoro, aglio, olio, prezzemolo, peperoncino, alici, e subiachino, un biscotto a base di mandorla e a forma di rombo, ricoperto di glassa bianca, che si trova in ogni pasticceria, insieme con le ciambelle al vino, i tozzetti e le tisichelle. Ti segnaliamo, inoltre, che nei monasteri di San Benedetto e di Santa Scolastica si vendono prodotti di erboristeria e artigianato.

I borghi più belli nel Lazio nella provincia di Viterbo

Nella Tuscia e nella provincia di Viterbo la terra è fatta di tufo, una roccia tenera che ha permesso agli uomini di scavare abitazioni, cantine e intere città che sembrano emergere direttamente dal suolo.

Civita di Bagnoregio


Tappa della Via Francigena, al confine con l’UmbriaCivita è una frazione del comune di Bagnoregio che si trova nella valle dei calanchi, circondata a ovest dal lago di Bolsena e a est dalla valle del Tevere.
Il nome deriva Balneum regis, che significa “bagno del re”, di origine goto-longobarda, e compare per la prima volta nel 599-600 in una lettera di Papa Gregorio Magno al Vescovo di Chiusi Ecclesio. La leggenda racconta che ci sia anche un legame con un complesso termale lì esistente, le cui acque avrebbero guarito le ferite del re longobardo Desiderio.
Civita di Bagnoregio è soprannominata “la città che muore” e il motivo è da cercare nella morfologia del terreno su cui sorge. La rapida erosione del suolo, causata dai torrenti, dall’azione degli agenti atmosferici e dal disboscamento, hanno provocato il progressivo sgretolamento delle pareti rocciose che sostengono la città. Nonostante sia caratterizzato da un fragile equilibrio, Civita di Bagnoregio è un luogo magico, ricco di fascino e storia, visitato ogni anno da migliaia di persone che arrivano da ogni parte del mondo. Il paese, abitato da poco più di dieci persone, è raggiungibile solo percorrendo a piedi il lungo ponte in cemento armato, costruito nel 1965 dopo l’abbattimento del vecchio ponte in muratura distrutto dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale. A Civita di Bagnoregio meritano sicuramente una visita Porta Santa Maria, o Porta Cava, sopravvissuta a frane e terremoti, la rinascimentale Porta Albana, il tempietto di San Bonaventura, a croce greca e a cupola, la cattedrale di San Nicola e la Chiesa romanico-gotica dell’Annunziata, ricca di opere pittoriche.
I prodotti tipici del borgo sono gli insaccati e gli affettati in genere, tra cui prosciutto, salsiccia, capocolli e lombetti, porchetta e pancetta arrotolata con spezie e aromi. 

Ronciglione

I borghi più belli d'Italia nel Lazio: Ronciglione
Vincitore del Borgo dei Borghi 2023, Ronciglione, sulle alture meridionali dei Monti Cimini, ha una particolare conformazione che gli ha fatto guadagnare il soprannome di “borgo a due piani”: su una rupe c’è il medievale “borgo di sopra”, mentre su un secondo sperone tufaceo si sviluppa la zona più moderna.
Le origini del nome del nome sono incerte e se alcuni studiosi sostengono che provenga dalla radice rum o rom, di origine etrusca, altri asseriscono che derivi da Runcola o Roncilio, appoggiandosi al fatto che già da molti anni vi si fabbricavano ronci ed attrezzi agricoli di ferro. Tuttavia, l’ipotesi più accreditata sembra essere quella che derivi dalla rupe fatta a forma di Roncola, su cui sorge l’antico abitato.
In questo suggestivo borgo della Tuscia, che segna l’unione perfetta tra medioevo e rinascimento, con gli edifici di entrambe le epoche che si affiancano nei vicoli stretti, ti consigliamo di non perdere La Rocca, eretta nel medioevo dai Prefetti di Vico a guardia dell’unico accesso naturale alla città, la Fontana Grande o degli Unicorni, realizzata all’architetto Antonio Gentili da Faenza in pietra arenaria, la Porta Romana, costruita nel 1618, che attualmente divide il centro storico della cittadina dalla zona sud, e la Casa Museo della Venerabile Mariangela Virgiliterziaria carmelitana dell’Antica Osservanza. A Nord di Ronciglione si trova inoltre il Lago di Vico, probabilmente il meglio conservato tra i laghi italiani di origine vulcanica, oltre ad essere il più alto d’Italia sul livello del mare. Tra le specialità del borgo che devi assolutamente provare ci sono i Tortorelli, una pasta realizzata semplicemente con acqua e farina, impastata e formata a mano, e il Panpapato, un delizioso dolce a base di nocciole locali e cioccolata. 

Torre Alfina

Se esiste un luogo capace di incarnare l’idea di borgo fiabesco, quel luogo è Torre Alfina, frazione di Acquapendente. Situato ai confini con l’Umbria e la Toscana, il piccolo borgo è caratterizzato da un castello monumentale, tra i più belli del Lazio, che svetta con le sue torri merlate in pietra scura. La storia del maniero è millenaria, ma è alla fine dell’Ottocento che ha assunto l’attuale aspetto neogotico che gli ha conferito un aspetto scenografico e fiabesco. Un’altra peculiarità di Torre Alfina si trova proprio ai piedi del castello: il Monumento Naturale Bosco del Sasseto. Sembra che il National Geographic lo abbia definito “bosco di Biancaneve“, ma è certo che questo è un luogo dall’atmosfera magica, dove gli alberi secolari dai tronchi contorti crescono tra enormi massi lavici ricoperti di muschio.
Per quanto riguarda i sapori, il borgo è rinomato per il suo gelato artigianale, ma anche per la fettuccia alla torrealfinese, condita con un sugo ricco a base di carni locali.

I borghi più belli nel Lazio nella provincia di Latina

Qui il Lazio si affaccia sul mare con i borghi che profumano di salsedine e storie omeriche. Le rocce bianche scendono a picco nel Tirreno per nascondere grotte antiche e nei centri storici la luce si riflette sulle facciate bianche delle case.

Gaeta Medievale

I borghi più belli d'Italia nel Lazio: Gaeta Medievale
Questo affascinante borgo, che si sviluppa sul versante di un promontorio che chiude l’omonimo Golfo, è caratterizzato da un patrimonio culturale di grande valore che ancora oggi conserva testimonianze delle diverse epoche storiche, dal periodo repubblicano e imperiale dell’antica Roma, al dominio bizantino e normanno.
Le origini del toponimo, secondo la tradizione, si riferiscono alla figura mitica di Caieta, nutrice di Enea e considerata una delle donne più belle del Lazio. La leggenda narra che proprio qui, in quello che sarebbe diventato un luogo di villeggiatura apprezzato da imperatori e patrizi romani, Enea avrebbe sepolto la sua nutrice. Altri studiosi, invece, collegano il toponimo al termine greco caièta, che gli abitanti della Laconia usavano per indicare una cosa concava, come l’insenatura di un golfo.
La città è divisa in tre aree: l’antico Borgo, cioè l’area di Porto Salvo, il quartiere medievale di Sant’Erasmo e il monte Orlando. Ti consigliamo di non perdere il Complesso della Cattedrale, con la cripta dei santi patroni Erasmo e Marciano, e il Complesso della Santissima Annunziata con il Santuario, l’Antico Ospedale, la mostra permanente I Tesori dell’Annunziata e la Cappella dell’Immacolata, detta anche Grotta d’Oro. Meritano una visita anche il Museo Diocesano, ospitato nel palazzo De Vio, al cui interno si trovano importanti opere di scuola napoletana dal tardo Medioevo al Settecento, dal Criscuolo al Conca a Luca Giordano, e il famoso Stendardo della Battaglia di Lepanto.
La tavola di Gaeta medievale è il trionfo della cucina mediterranea con i piatti a base di pesce, come la frittura di paranza e il pescato fresco del Golfo di Gaeta, le gustose olive, i golosi biscotti artigianali e la mitica tiella di Gaeta, una deliziosa torta salta con un ripieno di prodotti di terra e di mare racchiuso tra due “pizze”, apprezzata da Ferdinando IV di Borbone.

Sperlonga

I borghi più belli d'Italia nel Lazio: Sperlonga
A metà strada tra Napoli e Roma, arroccato in cima a uno sperone roccioso, Sperlonga è un borgo da cartolina, destinazione perfetta se ami gli sport acquatici, la vela, le immersioni, il seawatching, il free climbing e il cicloturismo, senza tralasciare gli itinerari naturalistici sull’antica via Flacca.
Il nome Sperlonga deriva dalle grotte naturali (speluncae) che si aprono sul mare, la più famosa delle quali è la spelonca di Tiberio. Qui la spiaggia di sabbia fine e dorata si alterna a vari speroni di roccia che si gettano in mare, formando calette meravigliose, spesso raggiungibili solo in barca. Tra i luoghi imperdibili del borgo ci sono la Chiesa di Santa Maria di Sperlonga – la cui prima menzione risale al 1135, al cui interno sono conservati una tela con la Madonna Assunta sull’altare maggiore e una statua lignea di San Leone Magno nella cappella del presepe – la chiesa di San Rocco, del XV secolo, e Palazzo Sabella, l’edificio più antico e importante del borgo, che si dice abbia ospitato l’antipapa Clemente VII in fuga da Fondi dopo la sconfitta di Marino nel 1379. Da non perdere anche l’Antro di Tiberio, una grotta ricavata in una villa romana che si dice appartenesse all’imperatore, che internamente era decorato con marmi e mosaici in tessere di vetro e arredato con i gruppi marmorei delle imprese di Ulisse, oggi conservati al Museo Archeologico. La residenza si sviluppava per oltre 300 m di lunghezza lungo la spiaggia di levante e comprendeva un impianto termale e una piscina circolare collegata a vasche destinate all’itticoltura. Meritano una menzione anche le tre torri di avvistamento che avevano lo scopo di segnalare l’arrivo dei pirati saraceni: torre Truglia, edificata su uno scoglio all’estrema punta del promontorio di Sperlonga, torre Capovento, che sorge su uno sperone del monte Bazzano, e torre del Nibbio, che risale al 1500.
Regine della tavola di Sperlonga sono le zuppe: di pesce o di sarde alla sperlongana, di fagioli o marinata. Altri piatti da provare sono i bombolotti al ragù di seppia, gli spaghetti alle cicale di mare e più in generale tutta la cucina marinara.

I borghi più belli nel Lazio nella provincia di Frosinone

La Ciociaria è una terra schietta, fatta di abbazie silenziose e borghi suggestivi. Qui la pietra calcarea delle montagne si sposa con i palazzi nobiliari di città che un tempo erano il fulcro della vita monastica e politica di questi territori.

Pico

Con Pico ci spostiamo in un territorio attraversato da diversi torrenti, che scorrono che si sono creati tra un colle ed un altro, come il fosso Forma di Sant’Oliva, che scorre proprio sotto il paese.
Il borgo è ricco di zone verdi, parchi e percorsi naturalistici che ne fanno la meta ideale per una fuga rilassante e che lo rendono una delle destinazioni preferite dagli appassionati di escursioni a piedi, a cavallo e in mountain bike. Il paesaggio è davvero unico e di grande valore ambientale, con la vista sullo sfondo dell’Abbazia di Montecassino e dei monti innevati dell’Abruzzo. Pico, inoltre, è inserito nel Parco Naturale dei Monti Aurunci ed è membro della XVI Comunità Montana Monti Ausoni Pico, della quale ospita la sede. Qui da vedere ci sono il Castello Farnese, la fortezza fatta costruire da Giovanni Scinto, signore di Aquino, la Chiesa di Santa Marina del 1000, la Chiesa di Sant’Antonino, la bellissima Chiesa di Santa Maria del Campo, e tutto il centro storico, caratterizzato da scalinate a tipica realizzazione medioevale. Ti suggeriamo di visitare anche il Parco Letterario® Tommaso Landolfi e il “paese del P.”, afferente alla rete dei Parchi Letterari della Società Dante Alighieri, con un percorso cittadino che si sviluppa per i vicoli del borgo e un percorso montano.
E per concludere bene la visita che cosa c’è di meglio di una degustazione di prodotti tipici? Da non perdere, la salsiccia alla pitart(e)la e la marzolina, un formaggio di capra o bovino di particolare forma allungata o tronco-conica.

Atina

Atina, “la potente” secondo Virgilio, si trova nel cuore della splendida Valle di Comino. Situata su una collina che sovrasta la valle, il borgo ha un elegantissimo centro storico, dove i palazzi nobiliari testimoniano un passato di ricchezza e prestigio. Il Palazzo Ducale Cantelmo, con la facciata gotica e i mosaici romani custoditi al suo interno, è il simbolo del legame tra le radici classiche e lo splendore medievale del borgo.

Da non perdere è la duecentesca Cattedrale di Santa Maria Assunta, dall’imponente facciata barocca, ma Atina è famosa soprattutto per la sua eccellenza enologica: il Cabernet di Atina DOC. Questo vino, introdotto nell’Ottocento da Pasquale Visocchi, ha trovato in queste terre un habitat ideale, ed è uno dei rossi più apprezzati del Lazio. Una degustazione in una delle cantine storiche del borgo è un’esperienza da fare, magari accompagnata dai formaggi pecorini della valle o dal fagiolo cannellino di Atina, tenerissimo e dalla buccia sottile.

Scopri i Borghi più belli d'Italia!
Leggi le guide di Moveo