La Lombardia è una regione cosmopolita dalle radici antiche e con una ricca tradizione artistica e culturale: attrazioni, bellezze naturali e un ricco patrimonio enogastronomico. Dinamica e proiettata al futuro, la regione custodisce con orgoglio un passato di grande importanza che si può respirare e ammirare visitando alcuni dei suoi borghi più belli.
La Lombardia è una regione ricca di arte e cultura, con una storia antica e luoghi pieni di attrattiva. Visitare i borghi d’Italia che si trovano qui è un’occasione unica per scoprire il passato e perdersi in luoghi indimenticabili, luoghi che ogni giorno valorizzano la bellezza della natura, il gusto del cibo e dei vini, i prodotti artigianali e una cultura che mantiene vive le tradizioni.
I borghi più belli della Lombardia nella provincia di Lecco
Tra le acque del Lario e le vette delle Grigne, la provincia di Lecco offre paesaggi manzoniani dove la roccia sembra tuffarsi direttamente nel lago. Qui i borghi conservano un’atmosfera aristocratica e naturale, perfetti per trovare bellezza e ispirazione.
Bellano

Iniziamo questo tour alla scoperta dei borghi più belli della Lombardia da Bellano, soprannominato il paese degli artisti, sulla sponda orientale del lago di Como.
Bellano – premiato dalle Nazioni Unite tra i Best Tourism Villages 2025 – è uno dei dieci borghi d’Italia che devi vedere prima che arrivino tutti e, secondo gli storici, il suo territorio, abitato già in età romana, era attraversato dalla via Spluga, l’antica strada che collegava la città di Milano con il passo dello Spluga – splendido da percorrere in moto. L’etimologia del toponimo è piuttosto incerta e sono diverse ipotesi sulla sua origine. Ad esempio, Sigismondo Boldoni, scrittore e letterato bellanese, il nome risalirebbe all’epoca etrusca e, con una possibile derivazione latina, deriverebbe da Bellus-Amnis, letteralmente “bel Fiume” probabilmente con riferimento al torrente Pioverna. Secondo lo storico Oleg Zastrow, invece, il toponimo Bellano deriverebbe dall’espressione Bellum-Ano, che significa “luogo di guerra”. Questa seconda teoria è la più accreditata in virtù della posizione strategica del borgo che sorge tra lago e montagna ed è attraversato dalla strada litoranea, dal Sentiero del Viandante a mezza costa e dalla strada che porta in Valsassina. La principale attrazione del paese è la suggestiva gola scavata dal fiume Pioverna circa 15 milioni di anni fa, un canyon naturale che Sigismondo Boldoni battezzò Orrido di Bellano e definì un luogo di un “Orrore di un’orrenda orrendezza”.
Non puoi visitare Bellano e andare via senza aver provato la cucina locale: il risotto al pesce persico, il pesce in carpione, i pàtoi (i ravioli di San Vincenzo), con brasato, amaretti e pangrattato, i nusit, (i tortelli di San Vincenzo), piccoli tortelli tondi fritti in olio e spolverati di zucchero a velo, e la miascia, torta tipica del Lago di Como a base di pane raffermo e frutta secca.
I borghi più belli della Lombardia nella provincia di Sondrio
Salendo verso le Alpi, la Valtellina si apre tra i terrazzamenti vitivinicoli e i borghi in pietra che sembrano sorvegliare le valli. Qui la montagna è una presenza costante che detta i ritmi della vita quotidiana.
Mazzo di Valtellina

Situato nell’Alta Valtellina, ai piedi del Passo del Mortirolo, Mazzo di Valtellina è uno dei borghi più ricchi di storia e di arte di tutto il territorio. Centro principale di una delle pievi più importanti della valle, il borgo conserva un’eleganza aristocratica che si manifesta nelle architetture signorili e nei palazzi nobiliari, come Palazzo Lavizzari, uno dei più antichi della valle, e il maestoso Palazzo Quadrio-Venosta, testimoni del prestigio che questa località ha ricoperto nei secoli. Il legame con la potente famiglia Venosta è evidente anche nei resti del Castello di Pedenale, di cui oggi svetta l’imponente torre quadrata, un tempo parte di un sistema difensivo che dominava l’intera vallata.
Mazzo è anche un borgo profondamente legato ai frutti della sua terra. Qui la tradizione agricola vive nella produzione della Mela di Valtellina IGP, coltivata con cura nei frutteti che circondano l’abitato. A tavola, l’anima della Valtellina si esprime attraverso i formaggi DOP, come il Bitto e il Valtellina Casera, e naturalmente con la bresaola, salume simbolo di queste montagne.
I borghi più belli della Lombardia nella provincia di Varese
Il Varesotto è la terra dei sette laghi, un mosaico di specchi d’acqua e colline prealpine dove l’architettura sacra si fonde armoniosamente con una natura rigogliosa.
Monteviasco

A Monteviasco regna il silenzio. Situato nel comune di Curiglia con Monteviasco, al confine con la Svizzera, questo piccolo centro ha una particolarità: non è raggiungibile dalle auto, ma solo a piedi. Per arrivare tra le sue case in pietra, devi affrontare una scalinata di oltre mille gradini che sale nel bosco o utilizzare la funivia – ferma però dal 2018. Questa condizione di isolamento ha permesso a Monteviasco di conservare un volto intatto, con i tetti in piode (le tipiche lastre di scisto), i vicoli acciottolati e i balconi in legno che si affacciano sulla Val Veddasca, la valle dei mulini.
Eppure i pochi residenti mettono una enorme cura nel mantenere vive le tradizioni, poiché questo è un borgo dove si respira ancora l’aria delle antiche comunità montane. Dal punto di vista storico, la Chiesa dei Santi Barnaba e Lorenzo merita una visita per la sua semplicità che si sposa perfettamente con l’ambiente circostante. A tavola, l’esperienza si fa rustica e genuina: non puoi ripartire senza aver assaggiato la Formaggella di Monteviasco, un formaggio a pasta semicruda prodotto con il latte locale, o i piatti a base di castagne, che per secoli sono state la risorsa principale della valle.
I borghi più belli della Lombardia nella provincia di Bergamo
La provincia bergamasca custodisce gelosamente borghi montani e collinari, dove la pietra racconta storie di commerci e tradizioni che hanno cambiato l’Europa.
Cornello dei Tasso

Borgo di origine medievale, tra i più caratteristici e meglio conservati della Lombardia, Cornello dei Tasso è una frazione del comune di Camerata Cornello, in Val Brembana.
La prima citazione di Camerata è datata 1181 e in altri documenti dello stesso periodo appare anche il nome di Cornello. L’etimologia del toponimo, oltre ad essere incerta in entrambi i casi, forse è riferibile alla presenza in zona di un edificio fortificato e dotato di aperture (camere) ad arco. La storia di Cornello dei Tasso è inoltre legata a doppio filo a quella della famiglia Tasso, il cui nome deriva da cornèl o corna, con riferimento a un piccolo spuntone di roccia a ridosso del fiume Brembo, e di cui il più celebre esponente è il poeta Torquato Tasso. Va poi ricordato che il borgo di Cornello, durante il Medioevo, fu uno dei più importanti centri di scambi commerciali e di passaggio di persone e merci grazie alla presenza della via Mercatorum, ossia la via dei mercanti, che collegava Bergamo alla Valtellina e univa alcuni tra i principali centri della val Brembana. Il borgo è dominato dalla chiesa di Sant’Antonio di Padova, conosciuta come chiesa dei Santi Cornelio e Cipriano, che ti consigliamo di non perdere perché il campanile con finestre a bifore è tra i pochi esempi di stile romanico in Val Brembana. Da vedere ci sono anche il Museo dei Tasso e della Storia Postale e la via porticata, sovrastata da arcate in pietra, coperta da un soffitto in travi di legno e pavimentata in acciottolato.
Nella cucina locale un posto d’onore spetta ai casonséi, grossi ravioli fatti in casa con ripieno a base di pangrattato, formaggio, uovo, aglio e prezzemolo, e conditi con burro e salvia. Tipici della zona sono anche polenta cunsada, servita appena cotta, a bocconcini, ricoperti di taleggio fresco e conditi con panna e burro fritto con salvia, e il chisöl, un involtino di polenta ripiena di taleggio fresco che viene fatto abbrustolire sulla brace o sul piano della stufa.
Gromo

Il piccolo borgo di Gromo, nome che deriva dalla parola latina grumus, cioè “collina/altura”, è territorialmente posizionato nelle Alpi meridionali, le Prealpi Bergamasche, in Alta Val Seriana, e durante il Medioevo era soprannominato “la piccola Toledo” con riferimento alle numerose fucine che lo rendevano un centro particolarmente importante per la lavorazione del ferro e la conseguente realizzazione di armi bianche, alabarde, scudi e corazze.
Se il trekking è la tua passione, Gromo è la meta ideale grazie ai numerosi percorsi escursionistici e alla bellezza del paesaggio, che si uniscono alle testimonianze di antiche attività che si sono sviluppate lungo i corsi d’acqua: miniere, mulini, edicole votive, fucine, case e rustiche architetture.
Da non perdere il Castello Ginami, al cui interno si trovano oggetti di valore, soffitti a cassettoni e un bellissimo lampadario in ferro battuto con il cigno, stemma del Comune di Gromo, Palazzo Milesi, edificio del XV secolo realizzato in marmo grigio venato delle vicine cave di Ardesio che oggi ospita il Museo delle Armi Bianche e delle Pergamene, la Chiesa Parrocchiale di San Giacomo, fondata nel XIII secolo e che si articola in più parti, risultato di aggiunte e integrazioni che nel corso dei secoli hanno cambiato il suo aspetto. E ancora, le ville in stile Liberty dei primi novecento, e la Chiesa di San Gregorio, al cui interno è conservata la tela del 1621 di Enea Salmeggia, detto il Talpino, con la Madonna con Bambino tra i Santi Gregorio e Carlo Borromeo.
Dalle bellezze storico-artistiche alle specialità gastronomiche del territorio: se passi da Gromo devi provare la formagella, simbolo di sapori e aromi tipici della tradizione di Bergamo, e la maiasa, una specie di torta a base di farina, cipolle, fichi secchi e mele, condita con olio e cotta nel forno.
I borghi più belli della Lombardia nella provincia di Brescia
Dal Lago di Garda alle cime della Val Camonica, la provincia di Brescia regala contrasti cromatici di rara bellezza, tra il blu profondo delle acque e il verde degli ulivi e delle vigne della Franciacorta.
Gardone Riviera

Il borgo di Gardone Riviera è una delle più note località turistiche del lago di Garda nonché il luogo che ospita l’incredibile Vittoriale degli Italiani, dimora di Gabriele D’Annunzio e oggi fondazione aperta al pubblico con oltre 200.000 visitatori annuali. Costruito tra il 1921 e il 1938, il Vittoriale è un complesso di edifici, vie, piazze, un teatro all’aperto, giardini e corsi d’acqua che, secondo il progetto originale che fu affidato all’architetto Giancarlo Maroni, doveva rappresentare la memoria della “vita inimitabile” del poeta-soldato e delle imprese dei soldati italiani durante la prima guerra mondiale.
Ma lo straordinario complesso monumentale non è l’unica attrazione di Gardone. Meritano una visita anche il giardino botanico André Heller, appartenuto al medico e botanico Arturo Hruska, che qui raccolse oltre duemila esemplari diversi di piante, Villa Alba, con la monumentale scalinata, e la chiesa settecentesca di San Nicola, al cui interno sono custoditi gli importanti dipinti di Zenone Veronese e Carletto Caliari. A rendere ancora più affascinante Gardone Riviera è l’origine del toponimo che deriva germanico warda, ovvero “luogo di guardia”, con lo stesso significato del tardo latino garda, da cui prende nome anche il lago.
Le specialità locali che ti suggeriamo di provare sono i piatti a base di pesce di lago, ma non dimenticare di assaggiare anche lo spiedo bresciano a base di coniglio, maiale, pollo e patate accompagnato con la polenta.
Monte Isola (o Montisola)

Niente stress, nessun rumore e lunghe passeggiate a piedi o in bicicletta per godere dei panorami e dei profumi di giardini, ulivi, fiori e ampi terrazzi coltivati a vite che caratterizzano le rive del lago. Monte Isola è una vera e propria oasi di pace, che copre l’isola omonima del lago d’Iseo. Qui, infatti, non ci sono automobili o motorini – esclusi quelli dei residenti – e l’unico mezzo consentito è il pulmino del Comune, per raggiungere le dodici le frazioni. Insomma, la destinazione perfetta se quello che cerchi da un viaggio è la tranquillità di un luogo quasi incontaminato. Monte Isola, o Montisola, è, come dice il nome, una montagna su un’isola che divide in due il lago d’Iseo: di qui la sponda bresciana, di là la bergamasca. Ci troviamo nell’isola lacustre più grande d’Italia e tra le più estese d’Europa, con un’area totale di 4,5 km², soprannominata la “Capri del Nord”. Qui si trovano il Castello Martinengo, del XIV-XVI secolo, situato in posizione dominante, circondato da mura con due torri semicircolari e difeso da un fossato, la torre Martinengo, che domina la piazza del municipio, e il Santuario della Madonna della Ceriola, posto sulla cima del monte che sovrasta l’isola, al cui interno puoi ammirare affreschi del XVI secolo e un’icona in legno dorato, dello stesso periodo, con le figure della Madonna con Bambino tra S. Faustino e Giovita.
Non puoi andare via da Monte Isola senza avere assaggiato il salame, sarde e cavedano essiccati con polenta, aule con cipolle oppure in carpione, e il risotto al pesce persico oppure la pasta al sugo di pesce di lago, accompagnati da un buon calice di vino Franciacorta. Ti suggeriamo di provare anche i golosi fritulì, una sorta di frittelle con le mele, le ciambelle e le crostate di frutta.
I borghi più belli della Lombardia nella provincia di Mantova
La pianura della zona di Mantova è una terra di acque e di sogni rinascimentali, dove i borghi sembrano città ideali create per celebrare la bellezza e l’intelletto.
Sabbioneta

Dichiarata nel 2008 Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco insieme a Mantova e insignita della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, Sabbioneta è il perfetto esempio di applicazione delle teorie rinascimentali su come vada progettata una città ideale. Fu fondata da Vespasiano Gonzaga Colonna tra il 1554/1556 e il 1591, nel luogo in cui sorgevano una rocca del nonno Ludovico e un antico insediamento. Il nome del borgo deriva da “sabbia”, in relazione ai depositi alluvionali dei fiumi Po e Oglio: qui, sulla sabbia asciutta, frutto della bonifica benedettina dell’X I secolo, Gonzaga Colonna diede forma alla sua città nuova. Soprannominata “piccola Atene”, Sabbioneta è ricca di monumenti e luoghi d’interesse che ti lasceranno senza fiato. Tra questi, Palazzo Ducale, edificio storico che si affaccia sull’omonima piazza, con due piani, un portico ed una torretta centrale, la Galleria degli Antichi, detta anche Corridor Grande, che ospita una collezione di marmi e i trofei di caccia, Palazzo Giardino, o Casino, luogo consacrato all’ozio, composto da diverse stanze – tra cui il Camerino di Enea finemente affrescato – e il Teatro all’Antica, o Teatro Olimpico, primo edificio teatrale dell’epoca moderna. Dai gioielli del patrimonio architettonico, storio e artistico alle bellezze naturali, Sabbioneta è una meta perfetta anche per gli amanti della bici che qui hanno a disposizione un corridoio ecologico all’interno del Parco Oglio Sud, con la ciclabile costeggia il canale Navarolo-Bogina fino al fiume Oglio.
I piatti di Sabbioneta sono quelli tradizionali di Mantova: dal sorbir d’agnoli, vale a dire agnolini in brodo di carne con qualche goccia di Lambrusco di Sabbioneta IGT, i tortelli di zucca mantovani, passando per lo stracotto d’asino e il luccio in salsa, senza dimenticare i biscotti filòs, fatti con strutto e menta o praline di cioccolato, e la mitica torta sbrisolona.
I borghi più belli della Lombardia nella provincia di Cremona
Terra di fiumi e di pianure infinite, in provincia di Cremona ci sono borghi che rimangono custodi di antiche tradizioni rurali e artigianali.
Castelponzone

Castelponzone è l’unica frazione del comune di Scandolara Ravara e il suo nome deriva dagli antichi feudatari Castelletto dei Ponzone. Qui, verso la metà del Quattrocento, si diffonde il mestiere dei “cordai”, un lavoro artigianale che coinvolgeva tutte le famiglie e di cui oggi rimangono poche realtà. Se la bicicletta è la tua passione e sei sempre alla ricerca di nuovi percorsi da esplorare, allora Castelponzone è il luogo che fa per te. Qui, infatti, le piste ciclopedonali offrono un ricco itinerario che collega molte testimonianze di architettura idraulica e di architettura rurale – tra cui chiuse d’argine, case-torri e mulini – con quelle più prettamente storiche, come strade, rogge, antichi alvei del fiume e città d’arte. Partono dal borgo, di Castelponzone o lo lambiscono i percorsi ciclabili “I Borghi del Casalasco”, “I Borghi della Postumia Casalasca”, “I Percorsi di Mezzo”, “Itinerario Eridano” e “Golena del Po”. Quest’ultimo, lungo circa 60 chilometri, si snoda tra Casalmaggiore e Cremona e solca la pianura cremonese sud-orientale fino ai confini con le province di Mantova e Parma. Ti suggeriamo di visitare la bella chiesa settecentesca dedicata ai Santi Faustino e Giovita, al cui interno è conservata una Santa Lucia del Genovesino.
Tra le imperdibili specialità locali ci sono i marubini, un primo piatto composto da tre brodi di gallina, manzo e salame da pentola, i tortelli di zucca, conditi con ragù rosso ai funghi chiodini, il cotechino cremonese e il lesso, accompagnato dall’immancabile mostarda.
I borghi più belli della Lombardia nella provincia di Pavia
Oltre il Ticino, le colline dell’Oltrepò Pavese nascondono borghi di pietra che raccontano storie di monaci, di signorie e di eccellenti tradizioni vinicole.
Fortunago
Arroccato su un colle panoramico che domina le valli dell’Oltrepò Pavese, Fortunago è un borgo che sembra protetto da una campana di vetro. Qui il recupero architettonico è una dichiarazione d’amore per il territorio: noterai che ogni dettaglio, dalle facciate in pietra a vista fino alla pavimentazione in ciottoli di fiume e all’illuminazione pubblica in ghisa, vuole restituire l’atmosfera autentica di un tempo. È un luogo dove il grigio della pietra locale si fonde con il verde dei boschi di querce e castagni che circondano l’abitato, in un equilibrio perfetto tra opera umana e natura.
Il centro del borgo si raggiunge salendo verso la parte alta, dove la Chiesa di San Giorgio e il Palazzo Comunale definiscono il profilo del paese. Dalla piazza della chiesa, lo sguardo spazia su un paesaggio collinare fatto di vigneti geometrici che sono la porta d’accesso a una terra di grandi vini, dove il Pinot Nero trova la sua massima espressione. Il borgo è diventato un modello di vivibilità: la cura degli spazi comuni e l’assenza di elementi moderni discordanti ti faranno sentire parte di una comunità che ha scelto la qualità come stile di vita. Qui potrai degustare i prodotti di un’agricoltura che ha saputo restare fedele alle stagioni: dai salumi tipici, come il Salame di Varzi DOP, fino ai formaggi d’alpeggio, ogni assaggio è un richiamo alle radici contadine della zona.
I borghi più belli della Lombardia nella provincia di Milano
Anche all’ombra della metropoli di Milano, lungo i Navigli e le valli fluviali, resistono borghi dove la spiritualità e la vita contadina hanno lasciato tracce indelebili.
Morimondo

Avrai sicuramente sentito parlare di questo piccolo comune a circa 30 chilometri da Milano, in relazione alla sua famosa Abbazia. La vita di questo grazioso borgo, infatti, ruota intorno alle vicende dell’abbazia omonima e dei monaci dell’ordine dei Cistercensi che vi risiedettero. L’abbazia cistercense di Morimondo è una filiazione di quella francese di Morimond, da cui prende nome anche il borgo. Morimond, a sua volta figlia di Cîteaux (Cistercium), fu l’ultima delle quattro abbazie-madri da cui partirono i monaci per fondare altre abbazie in tutta Europa. Il suo nome deriva dal latino moritur mundus, che significa “morire alle cose del mondo”. La storia di questo straordinario edificio, perfetto simbolo dell’architettura monastica, che rifiuta i fronzoli per esaltare l’essenziale e il rapporto luce/ombra, attraversa i secoli e il modo migliore per conoscerla ed entrare in contatto con il pensiero e il lavoro dei monaci cistercensi è dedicare del tempo alla visita per ammirarne fino in fondo la semplice e al contempo straordinaria bellezza.
Morimondo è conosciuta anche per essere una delle mete preferite dagli amanti dei percorsi in bicicletta, una bella opportunità per fare qualche giro su due ruote in questo angolo di Lombardia e conoscerne la storia. Tra le numerose piste ciclabili tra cui scegliere, c’è quella che costeggia il Naviglio di Bereguardo, da Abbiategrasso a Bereguardo e da Abbiategrasso alla darsena di Milano, sul sentiero E1 che collega il Mare del Nord al Mediterraneo, oppure puoi optare per il Sentiero del Giubileo, inaugurato nel 2000, o il Sentiero delle Cinque Chiese, tra Morimondo e Besate, passando per le strade vicinali della vallata.
La specialità del borgo è la cassoeula con la polenta, ma meritano una menzione anche i risotti, il brasato, i salumi di produzione locale e per finire il dolce abatino.
Cassinetta di Lugagnano

Piccolo comune di quasi duemila abitanti, Cassinetta di Lugagnano dista poco più di 30 chilometri da Milano e come la maggior parte degli antichi borghi dell’area sul Naviglio Grande, è diviso in due aree separate dal corso d’acqua e collegate da un ponte a schiena d’asino: l’una, dove oggi si trovano ancora poche case e ville, che si sviluppa sulla via che conduce alla vicina città di Corbetta, mentre l’altra, su cui sorge il borgo vero e proprio, che protende verso Abbiategrasso.
Sarebbe più corretto chiamare questo borgo Cassinetta e Lugagnano, poiché anticamente i due abitati erano distinti. Il toponimo Cassinetta ha origine dalla quattrocentesca Cassina Biraga, fondata da Maffiolo Birago, maestro d’aula della Camera Ducale di Filippo Maria Visconti, signore di Milano, mentre l’origine di Lugagnano è romana poiché il nome deriva probabilmente da Lucanianus, aggettivo riferito al nome proprio Lucanius. Il fiore all’occhiello del borgo sono le meravigliose ville delizia, così battezzate dall’incisore Marcantonio Dal Re, in occasione dell’illustrazione del suo libro sulle bellezze architettoniche del luogo, legate ai nomi delle grandi famiglie milanesi come i Trivulzio, i Visconti, i Mantegazza, i Castiglioni e i Parravicini. Degni di nota sono anche la Chiesa di Santa Maria Nascente e Sant’Antonio Abate, di origine quattrocentesca ma rimaneggiata nel Settecento, e l’Oratorio di San Giuseppe, splendido esempio di rococò lombardo, costruito nel 1742 e arricchito da una ricca balaustra in ferro battuto dell’epoca.
Inoltre, il territorio di Cassinetta di Lugagnano si presta per passeggiate in campagna, percorsi in bicicletta nel Parco cicloturistico e navigazione sui Navigli, quindi è la meta ideale se volete goderti qualche ora o un intero fine settimana a contatto con la natura. La specialità imperdibile del borgo? Senza dubbio il risotto con il gorgonzola.
I borghi più belli della Lombardia nella provincia di Lodi
Lodi è una terra di fiumi e cascine, dove la pianura si fa poesia tra i filari di pioppi e i canali che solcano i campi fertili.
Gradella

Immerso nel silenzio della piana lodigiana, a pochi passi dal fiume Adda, Gradella è un borgo rurale che di recente si è trasformato in una meta emergente del turismo tra i borghi, secondo lo studio di Moveo. Ciò che colpisce immediatamente infatti è la straordinaria coerenza estetica delle sue abitazioni: una serie di case contadine tinteggiate in un caldo giallo ocra, profilate da cornici di mattoni rossi e arricchite da cortili interni che profumano di fieno. Questa armonia è il frutto della visione della famiglia Maggi, che nel XIX secolo trasformò il borgo in un modello di architettura rurale coordinata al servizio della villa padronale e del castello per creare un nucleo abitativo dove ogni dettaglio è pensato per integrarsi con il paesaggio circostante.
Sulle caratteristiche “basell”, i gradini in pietra davanti alle porte, un tempo ci si sedeva a chiacchierare al tramonto, un piccolo dettaglio che racconta un modo di vivere basato sulla condivisione e sulla lentezza. Al centro del borgo si trova la Chiesa di San Bassiano, ma è l’intero abitato a costituire un monumento alla civiltà contadina lombarda. Se sei un amante del buon cibo, Gradella ti riserva una squisitezza d’eccellenza: il Pannerone. Si tratta di un formaggio unico, prodotto esclusivamente con latte vaccino intero e senza l’aggiunta di sale, dal sapore dolce con un retrogusto amarognolo che conquista i palati più raffinati.








