Castelli, siti archeologici, personaggi illustri, ma anche sentieri in mezzo alla natura, piste da sci e murales: ecco una parte meravigliosa di Abruzzo che (forse) non conoscevi. 

Per chi vuole allontanarsi dai circuiti turistici più battuti, l’Italia nasconde dei veri e propri gioielli da esplorare on the road: tra questi c’è senza dubbio la Marsica abruzzese, dove entrare in contatto con borghi medievali autentici segnati da un sisma che ne ha cambiato il volto, con parchi naturalistici patrimonio Unesco e con una pianura che fino a poco meno di 200 anni fa era uno dei laghi più grandi della Penisola.

Marsica: cosa vedere e cosa fare nel cuore dell’Abruzzo

La Marsica è una regione storico-geografica che tocca la provincia de L’Aquila, caratterizzata da una varietà di paesaggi che spaziano dalle montagne appenniniche alle vallate verdeggianti, fino alle pianure puntellate di campi. La zona, popolata fin dall’antichità dai Marsi, è nota per il vasto altopiano che un tempo ospitava il Lago Fucino, il terzo più grande d’Italia, completamente prosciugato nel XIX secolo grazie a una complessa opera di bonifica voluta dal principe Alessandro Torlonia: l’intervento ha trasformato l’area in quella che ora è la Piana del Fucino, una terra fertile dove coltivare moltissimi prodotti agricoli d’eccellenza (tra i più celebri c’è la Patata del Fucino Igp).

Visitare questa parte d’Abruzzo significa anche fare i conti con le conseguenze del terribile terremoto che nel 1915 rase al suolo la maggior parte dei comuni, causando più di 30.000 morti. Intere comunità hanno saputo reagire e valorizzare nuovamente i propri tesori: ci sono Avezzano e Tagliacozzo, tra castelli medievali e siti archeologici romani, ma anche Ovindoli, popolare località sciistica, e Aielli, vivace e dinamico grazie alla street art e alle tante sagre. Il territorio è noto per la sua natura incontaminata, che fa da cornice a numerosi percorsi escursionistici nel Parco Naturale Regionale Sirente-Velino e nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, tra faggeti secolari e orsi marsicani.

Come visitare i borghi? Si raggiungono facilmente sia da Roma sia da Pescara: il modo migliore è quello di munirsi di un proprio mezzo, auto o moto, per addentrarsi nei paesini più autentici, organizzando il viaggio in autonomia. Dove andare? Te lo diciamo noi.

Avezzano, la rinascita dopo il terremoto

Avezzano, la rinascita dopo il terremoto

Avezzano è uno dei comuni principali della Marsica – conta più di 40.000 abitanti – che nel corso del suo recente passato ha dovuto ricostruirsi due volte: la prima dopo il terremoto che lo distrusse completamente il 13 gennaio 1915, la seconda dopo i bombardamenti degli Alleati tra il 1943 e il 1944. Gli edifici sono quasi tutti moderni: come simbolo delle epoche precedenti è rimasto il Castello Orsini-Colonna, di fattura medievale che durante il ‘500 venne migliorato e ampliato da Marcantonio II Colonna, uno dei generali vincitori della Battaglia di Lepanto (1571): oggi è sede di eventi culturali e mostre. Villa Torlonia, invece, una grande oasi verde situata nel centro, perfetta per passeggiate rilassanti. Qui si può vedere una neviera, ricavata in una roccia, dove si conservava il ghiaccio proveniente dal monte Velino e il casino da caccia in legno del principe Alessandro Torlonia.
Nei dintorni, si trovano il sito archeologico di Alba Fucens, con i resti di un’antica città romana ben conservati, tra cui l’anfiteatro e l’acquedotto e i cunicoli di Claudio, una grandiosa opera idraulica di pozzi e gallerie fatta costruire dall’imperatore tra il 41 e il 52 d.C. che serviva a regolare il livello dell’acqua del lago.

Tagliacozzo, sotto il segno di una storica battaglia

Tagliacozzo, sotto il segno di una storica battaglia

Ci troviamo in uno dei borghi più suggestivi della Marsica, Tagliacozzo, famoso per la battaglia del 1268 in cui le truppe papali di Carlo d’Angiò sconfissero quelle ghibelline di Corradino di Svevia, segnando la fine degli svevi e l’ascesa definitiva degli angioini: per gli appassionati, l’evento viene ricordato da rievocazioni storiche nel mese di agosto.
Il place to be del paesino è Piazza dell’Obelisco, su cui si affacciano eleganti palazzi medievali e rinascimentali, mentre nel mezzo spicca la fontana dedicata a Sant’Antonio, patrono della città. Visita il Monastero di San Francesco, eletto monumento nazionale nel 1902, che ospita un chiostro, preziosi affreschi e la tomba del beato Tommaso da Celano, primo biografo del Santo, e poi il Palazzo Ducale del XIV secolo, che testimonia la ricchezza del passato nobiliare della cittadina.

Celano, tra arte sacra e trekking nel canyon

Celano, tra arte sacra e trekking nel canyon

Celano è un borgo pittoresco che sorge su un’altura panoramica che domina la Piana del Fucino dove non passa inosservato l’imponente Castello Piccolomini, costruito alla fine del ‘300, una delle fortezze meglio preservate d’Abruzzo, con tanto di cinta muraria e bastioni. Al suo interno si trovano il Museo d’Arte Sacra della Marsica e la Collezione Torlonia di Antichità del Fucino, che custodiscono opere e reperti di grande valore.
Il paese è il più grande dopo Avezzano ed è un ottimo punto di partenza per esplorare la Riserva Naturale Regionale Sirente-Velino: da non perdere le Gole di Celano, uno dei canyon made in Italy più belli dove dedicarsi a trekking suggestivi, i sentieri escursionistici sul monte Tino e le spettacolari Grotte di Stiffe nel comune di San Demetrio, caverne che si sono originate milioni di anni fa nella roccia carsica.

Gioia dei Marsi, evviva l’orso bruno marsicano!

Gioia dei Marsi, evviva l'orso bruno marsicano!

Gioia dei Marsi viene considerata la porta di accesso al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il luogo d’elezione per immergersi nei boschi che sono la casa del celebre orso bruno marsicano, una specie purtroppo in via d’estinzione. Si tratta di un borgo che conserva tradizioni legate alla pastorizia e all’agricoltura, segnato anch’esso dal terremoto: la parte vecchia, che diede origine all’abitato, subì ingenti danni, tanto che il paese fu riedificato a qualche chilometro di distanza.
La destinazione è perfetta per andare alla scoperta delle zone circostanti, tra cui altre piccole località segnate per sempre dal sisma, come il borgo abbandonato di Sperone, dove del passato è rimasta intatta una caratteristica torre medievale e Lecce dei Marsi, dove imboccare itinerari montani che portano a camminare nella Faggeta Vetusta di Selva Moricento, dichiarata patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco, per i suoi alberi secolari.

Ovindoli, la destinazione per gli amanti dello sci

Ovindoli, la destinazione per gli amanti dello sci

A chi ama gli sport invernali, la Marsica mette a disposizione il bel borgo di Ovindoli, una delle maggiori località sciistiche del Sud Italia, anche se si tratta di una meta popolare per le attività all’aria aperta da praticare in ogni stagione. Collocato a 1375 metri d’altezza nel Parco Naturale Regionale Sirente-Velino, il comune è famoso per gli impianti sul Monte Magnola, dove si trovano 30 chilometri di piste da sci, ma anche nella stagione estiva è possibile fare trekking, mountain bike e arrampicate.
Il centro storico conserva l’atmosfera dei borghi montani, con le case in pietra e i ristoranti accoglienti e caldi dove gustare piatti tipici, tra zuppe di legumi e tartufo.

San Vincenzo Valle Roveto, protagonista l’olio extravergine d’oliva

San Vincenzo Valle Roveto, protagonista l’olio extravergine d’oliva
Source: borghiautenticiditalia.it

San Vincenzo Valle Roveto è un piccolo borgo ubicato nell’omonima valle ai confini con il Lazio e la provincia di Frosinone. Il suo grande merito è quello di aver puntato nel corso degli anni sul turismo gastronomico grazie all’olio extravergine d’oliva, in particolare quello della varietà autoctona Monicella (presidio Slow Food), che viene promossa con visite e attività all’interno dei frantoi attirando molti buongustai. Il paese si compone di diverse frazioni, tra cui Morrea (nella foto di copertina), nota per i ruderi del Castello Piccolomini, dove andare per godere di una vista privilegiata sulla valle.
Da inserire nel piano è anche l’Eremo della Madonna del Romitorio, circondato dagli ulivi e raggiungibile con una piacevole passeggiata di circa 2 chilometri dal centro storico di San Vincenzo Vecchio.

Pescina, il paese natale di Silone e Mazzarino

Pescina, il paese natale di Silone e Mazzarino

Un borgo che unisce letteratura, storia e bellezze naturali è, invece, Pescina, città natale dello scrittore Ignazio Silone e del cardinale Mazzarino, uno dei personaggi più influenti della corte francese del Re Sole.
Tappa obbligata è la Casa Museo di Ignazio Silone, un percorso documentario fatto di arredi, oggetti della quotidianità e libri che mostrano anche il lato più intimo della vita dell’intellettuale, che proprio nel terremoto del 1915 perse la madre e altri suoi familiari (il padre era già morto nel 1911). Anche il religioso, politico e mecenate che fece fortuna in Francia ha una sua abitazione da visitare, dove Giulio Raimondo Mazzarino nacque nel 1602.
Pescina non manca di proposte che invitano alle escursioni, come il Sentiero Silone, in un mix di cultura e natura.

Aielli, il borgo della street art

I borghi della street art in Italia: Aielli

Concludiamo con Aielli, meglio noto come la “terrazza della Marsica” o “il borgo dei murales in Abruzzo”: grazie a un progetto di riqualificazione di street art, il paesino si è trasformato in una coloratissima galleria a cielo aperto, con illustrazioni che si ispirano alla letteratura e alla storia locale. Di notevole interesse è anche l’Osservatorio Astronomico Torre delle Stelle, creato in una torre medievale del 1300 ora adibita a Museo della Luna e dello Spazio con tanto di planetario, dove vengono organizzati incontri e spettacoli a tema.
Nota per gli amanti del buon cibo, Aielli imbastisce praticamente tutto l’anno sagre dedicate a primi piatti tipici del Centro Italia, che vanno dagli gnocchi alle pappardelle, passando per sagne e fagioli e le penne all’arrabbiata.

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