Fermignano, Fossombrone, Mercatello sul Metauro: sono solo alcuni dei comuni assolutamente da vedere in questa piccola valle dell’entroterra marchigiano.
Terra di tartufi e di vino, di colline e battaglie, ma anche di fortezze medievali, possenti mura, dimore nobiliari e musei dedicati agli antichi mestieri: andiamo alla scoperta dei paesi che il fiume Metauro riempie di fascino, ideali da visitare durante un road trip nel Centro Italia che si distacca dalle rotte più battute, per vivere un’esperienza dove – molto probabilmente – non incontrerai il tuo vicino di casa.
Viaggio nelle Marche “nascoste” tra arte, natura e buon cibo
La Valle del Metauro, situata nel cuore della Provincia di Pesaro e Urbino, è un luogo dove natura e storia si intrecciano armoniosamente. Deve il suo nome al fiume Metauro, che con i suoi 121 km è il più lungo delle Marche.
Rispetto ad altri itinerari che hanno come protagonisti questi territori (basti pensare ad Acqualagna o Fano), alcune zone attorno al Metauro sono ancora lontane dal turismo di massa, rivelandosi una meta ideale per chi desidera fare una vacanza sotto il segno della lentezza. I borghi come Fermignano, Mondavio e Pergola conservano tracce romaniche, medievali e rinascimentali, con rocche fortificate, quiete piazze e chiese antiche che raccontano un passato ricco di tradizioni. Sono paesi che condividono una forte identità, offrendo l’opportunità di esplorare vicoli suggestivi, ammirare panorami mozzafiato e gustare i sapori tipici della cucina marchigiana. Non mancano tartufi e salumi, piatti come la crescia o il coniglio in porchetta, con qualche particolarità come le rane, che nell’immaginario collettivo sono più associate alla cucina della Lombardia e del Piemonte e, uscendo dall’Italia, a quella francese, ça va sans dire.
Gli amanti della natura possono godere di attività all’aperto esplorando bellezze naturali come la Gola del Furlo e le impressionanti Marmitte dei Giganti, un vero e proprio canyon dove praticare canoa e kayak. Insomma, la Valle del Metauro è una destinazione perfetta 365 giorni l’anno: non resta che organizzare il prossimo viaggio.
Il borgo di Fermignano

Fermignano è uno dei borghi più caratteristici. Si narra che fu fondato dal legionario Firmidio nel 200 a.C., da cui prese il nome. In più, è nel suo territorio che gli storici collocano lo sfondo della celebre Battaglia del Metauro del 207 a.C., che vide i romani sconfiggere i cartaginesi di Asdrubale, durante la Seconda Guerra Punica.
Il paese, che conta poco più di 8.000 abitanti, è famoso per il suo ponte romano a tre arcate, da cui ammirare le placide cascatelle del fiume, e la Torre delle Milizie, il simbolo medievale per eccellenza. Fermignano ha dato anche i natali al celebre architetto rinascimentale Bramante. A testimonianza delle epoche passate, resta pure un gioco molto popolare, che coinvolge le sette contrade in cui è suddiviso: il Palio della Rana (ad aprile 2024 è arrivato alla sua 58esima edizione), dove si corre per le vie del centro con il piccolo anfibio poggiato su una carriola.
Nella gastronomia locale, le rane diventano inoltre protagoniste del menu, preparate a ragù con le tagliatelle, fritte o in porchetta: un momento di festa davvero particolare, perfetto per organizzare una visita.
Il borgo di Fossombrone

Siamo sulle colline della Valle del Metauro, in un’altra cittadina di origini romane che offre al viaggiatore un momento di puro relax.
Il centro storico è concentrato ed elegante, con edifici rinascimentali di grande pregio come le cosiddette Corte Bassa e Corte Rossa, che formano un’antica residenza dei Duchi di Urbino, e la Corte Alta, ovvero il Palazzo Ducale, tutte costruite tra il XV e il XVI secolo. Contribuiscono all’identità del borgo il Duomo, con la sua facciata neoclassica e la Chiesa di San Filippo, dagli interni barocchi. Non passa certo inosservato il ponte a un’arca, conosciuto come il Ponte della Concordia, sotto cui scorre lento il Metauro: mentre nella parte superiore del paesino, sul colle della Cittadella, trovi i ruderi dell’antica Rocca Malatestiana. A 250 metri sul livello del mare potrai godere di un incantevole panorama.
Il cibo non manca: tra le specialità da assaggiare ci sono le ciambelle strozzose che si gustano a Pasqua, la crescia sfogliata (si potrebbe descrivere come una specie di “piadina” tipica delle Marche e dell’Umbria) e il coniglio in porchetta, mentre a marzo si tiene la Mostra Mercato del Tartufo Bianchetto e del Vino Bianchello DOC, che quest’anno ha spento 40 candeline.
Il borgo di Mercatello sul Metauro

Ecco uno dei borghi marchigiani da vedere almeno una volta nella vita, inserito non a caso tra quelli più belli d’Italia. Ha anch’esso una storia millenaria, che parte dai romani (che pure qui hanno lasciato un ponte sul Metauro) attraversando i secoli: il centro conserva perfettamente il suo impianto medievale, con le sue vie strette e le strade in pietra.
Una cittadina che ha mantenuto la sua autenticità, costellata da piccoli tesori, come le preziose opere d’arte custodite nella Chiesa di San Francesco e in quella dei Santi Pietro e Paolo. D’obbligo fermarsi nella grande Piazza Garibaldi, che ospita i palazzi delle istituzioni e la Pieve Collegiata, nel suo bel mix di romanico e gotico.
Una certa aura di spiritualità circonda Mercatello: in particolare nel Santuario di Santa Veronica Giuliani, una suora che nel Seicento avrebbe ricevuto le stigmate e che dal 2017 è la patrona degli schermitori. Cosa portare a casa come souvenir? Punta sulla goletta, un guanciale di suino riconosciuto come De.Co. (Denominazione Comunale di Origine), difficile da reperire altrove.
Il borgo di Mondavio

Tra i borghi più belli d’Italia che ha ottenuto la Bandiera Arancione c’è Mondavio, dove a farla da padrone sono la cinta muraria e la Rocca Roveresca (nella foto), un capolavoro di architettura militare rinascimentale voluta dal Duca Giovanni della Rovere, che affidò il progetto tra il 1482 e il 1492 all’architetto Francesco di Giorgio Martini. All’interno la fortezza ospita un museo, dove tra armature e macchine d’assedio il viaggio nel passato è servito.
Vale la pena una visita alla Chiesa e Convento di San Francesco (dove sono conservate le spoglie di Lucio Martire) e soprattutto al suo intimo chiostro, sospeso nel tempo. Senza dimenticare una piccola chicca: il Teatro Apollo, che dà su Piazza della Rovere. Si tratta di un minuscolo teatro all’italiana (ha poco più di 100 posti) risalente al tardo settecento che sorge al posto di una chiesa. L’ingresso modesto non fa immaginare che dentro ci sia uno spettacolo di palchi e soffitti affrescati.
Nei dintorni c’è un luogo da segnare, ideale se stai facendo un on the road: Sant’Andrea di Suasa, un micro borgo-castello che “sconfina” nella Valle del Cesano.
I borghi di Colli al Metauro

Tre borghi a prezzo di un solo comune? La risposta è sì, visto che parliamo di Colli al Metauro, nato dall’accorpamento nel 2017 dei pittoreschi Montemaggiore al Metauro, Saltara e Serrungarina (nella foto). Circondati dalle verdi colline marchigiane, ciascuna di queste località merita di essere una destinazione da includere nel proprio itinerario.
A Montemaggiore vai alla ricerca del passaggio di Churchill nel museo dedicato al famoso politico britannico, che la mattina del 25 agosto 1944 osservò dal castello del paese le truppe alleate sulla Linea Gotica.
A Saltara ti colpiranno la maestosa scalinata che accede al centro storico e le mura con gli antichi mercati coperti, ma anche il Museo del Balì, uno spazio interattivo sotto il segno della scienza.
Serrungarina, invece, è una frazione deliziosa, famosa per la produzione della pera Angelica, che si festeggia a fine agosto. Passare da queste parti significa combinare alla perfezione storia, cultura e piaceri della tavola.
Comune di Terre Roveresche

Terre Roveresche è nato dall’unione di quattro borghi storici: Barchi (nella foto), Orciano, Piagge e San Giorgio. Questi paesi, situati nell’entroterra marchigiano, danno la possibilità di godere del fascino di un patrimonio fatto di imponenti mura, torri civiche e chiese affrescate, ma anche di paesaggi rurali inediti, ideali per scappare dalla città e ricaricarsi in mezzo alla campagna, tra escursioni e panorami.
A Barchi, per esempio, c’è il Museo Orci e Orciai e della Banda Grossi, che documenta la lavorazione della terracotta.
Orciano si distingue per la Torre Malatestiana e il Museo della Corda e degli Antichi Mestieri, con una sala che omaggia un suo illustre cittadino, lo scultore Gio’ Pomodoro (fratello di Arnaldo).
A Piagge si scende nel suo ipogeo, una grotta scoperta nel 1996 in cui probabilmente avvenivano iniziazioni cavalleresche o riti esoterici.
Infine, ecco San Giorgio: organizza un ingresso al Musa-Museo storico ambientale, dove raccoglierai interessanti informazioni sull’apicoltura e la bachicoltura che in passato erano tra le attività più diffuse nella zona.
Il borgo di Pergola

Tappa d’arte e cultura, Pergola rientra tra i borghi più belli d’Italia: è famosa, soprattutto, per i Bronzi Dorati da Cartoceto, un gruppo scultoreo di epoca romana unico al mondo (composto da due cavalli, due cavalieri e due donne a piedi), custodito nell’omonimo museo.
Tra gli edifici religiosi spiccano la Cattedrale di San Giacomo, la Chiesa di San Francesco, la Cappella dei Re Magi, ma anche la Chiesa di San Vitale e quella di San Marco e Santa Maria delle Tinte: se viene anche detta la Città delle Cento Chiese un motivo c’è.
Ma anche a quota palazzi i pergolesi si difendono bene, grazie al Palazzo Ducale e a quello dei Malatesta, con una menzione per il Teatro Angelo Da Foco, di fattura settecentesca, che è stato completamente restaurato nel 2002.
In autunno, Pergola diventa una delle capitali italiane del tartufo bianco, che viene celebrato con una Fiera Nazionale che si svolge a ottobre, mentre il vitigno Aleatico dona i suoi vini rossi, come il Pergola DOC.








