I borghi delle Murge sono un vero e proprio tesoro nascosto, pieni di fascino e storia. Innanzitutto, la bellezza paesaggistica è mozzafiato, con colline ondulate, uliveti secolari e panorami suggestivi. Ma c’è di più! Questi paesi conservano un’atmosfera autentica ed un ricco patrimonio culturale. Puoi esplorare stradine strette e tortuose, visitare antiche chiese e castelli medievali, assaporare la cucina tradizionale della Puglia. Senza dimenticare l’accoglienza calorosa degli abitanti pronti a condividere storie, tradizioni e segreti di questi luoghi. In poche parole, i borghi delle Murge offrono un’esperienza autentica ed indimenticabile. Scopri insieme a noi quali sono i dieci che non puoi assolutamente perdere!

Quali sono i borghi delle Murge più belli da visitare?

Quando pensiamo alla Puglia ci vengono subito in mente le sue splendide spiagge e il mare dalle acque cristalline che ogni estate attirano turisti da ogni parte d’Italia e del mondo. Tuttavia, il tacco d’Italia ha molto altro da offrire e i suoi tesori non si limitano solamente al litorale e ai centri turistici più famosi. Spesso dimentichiamo che l’entroterra pugliese nasconde delle meraviglie che vale la pena scoprire, come i borghi della Murgia, l’altopiano carsico che fa parte della provincia di Bari e BAT (Barletta, Andria, Trani), e si estende fin nella provincia di Matera, in Basilicata, e scende fino a Taranto e Brindisi.

I borghi delle Murge sono un concentrato di autenticità, storia e bellezza paesaggistica che vale la pena visitare per scoprire un lato diverso della Puglia, più intimo e genuino, dove si respira ancora l’atmosfera di un tempo in cui la vita seguiva i ritmi della natura e delle tradizioni. Passeggiare tra le stradine e i vicoli di questi paesi è come fare un viaggio nel passato, tra scorci suggestivi che ti stupiranno ad ogni angolo, antiche chiese e palazzi, testimonianze di una cultura contadina che ancora oggi è parte integrante della vita quotidiana di questi luoghi così ricchi di storia e bellezza.

Prima di passare alla lista dei borghi delle Murgia da non perdere, ricorda che ogni borgo ha le sue peculiarità e il suo fascino, quindi vale la pena di dedicare un po’ di tempo a ciascuno per scoprirne tutti i segreti ed apprezzarne a pieno ciò che offrono. Va, inoltre, ricordato che sono ben 39 i comuni pugliesi appartenenti alle Murge, a cui si aggiungono Matera e Montescaglioso, i due paesi della Murgia materana.

Dedicare ad ognuno la giusta attenzione e l’approfondimento che meritano richiederebbe molto più di un articolo, quindi abbiamo pensato di stilare una nostra personale top ten dei borghi della Murgia da non perdere, senza che questo voglia in alcun modo dire che gli altri non siano altrettanto belli e interessanti! Si tratta semplicemente di una selezione dei luoghi più caratteristici di questo angolo d’Italia che – secondo il nostro personale parere – dovresti inserire nella tua lista dei borghi più belli da visitare in Puglia per goderti una vacanza all’insegna della tranquillità e del relax. E ora, ecco la nostra lista dei dieci borghi della Murgia che non puoi perdere!

Borgo di Minervino Murge

Alla scoperta dei borghi più belli delle Murge

Iniziamo il nostro tour dei borghi delle Murge con Minervino Murge, in gran parte incluso entro i confini del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, istituito nel 2004, e la cui origine risalirebbe a 2.000 anni prima di Cristo, stando ai ritrovamenti rinvenuti nelle aree di Lama Cipolla, Lama Torlazzo e Casale.
Secondo la leggenda, il borgo di Minervino fu fondato nel 216 a.C. quando alcuni legionari romani, scampati alla battaglia di Canne, trovarono rifugio proprio in questa zona. La storia racconta che i soldati si innamorarono della pastorelle del luogo e decisero di sposarle in una grotta dedicata alla dea Minerva, oggi attuale grotta di San Michele.
Il paese sorge sull’ultimo gradino calcareo che si affaccia sul bacino del fiume Ofanto ed è soprannominato “balcone delle Puglie” proprio per la sua posizione privilegiata che regala una vista mozzafiato sul Tavoliere delle Puglie, sul promontorio del Gargano, sul golfo di Manfredonia e fino alle montagne della Basilicata.
Se le passeggiate nella natura sono la tua passione, a Minervino non mancano itinerari naturalisti di grande interesse che ti faranno scoprire le bellezze della flora e fauna tipiche di questo luogo. Nel territorio comunale si trovano il bacino artificiale del Lago Locone, delimitato dalla seconda diga in terra battuta più grande d’Europa, e il Bosco di Acquatetta che si estende tra Minervino Murge e Spinazzola, all’interno del Parco Nazionale dell’Alta Murgia.
Dal punto di vista storico e culturale, il borgo di Minervino vanta pregevoli testimonianze del passato che vale la pena visitare. Tra queste, sicuramente degne di nota sono il Palazzo Baronale, di origini longobarde e con una splendida facciata neoclassica, la Cattedrale, antico Duomo del borgo e sede vescovile per sei secoli, edificato sotto la dominazione normanna, e il Faro votivo, che si trova nella villa comunale ed è stato costruito in epoca fascista. Nel centro storico denominato “Scesciola” si trova, invece, la cosiddetta “Casa delle streghe“, dove si dice che nella seconda metà dell’Ottocento abbia vissuto Eusapia Palladino, famosa veggente a cui sembra che si rivolgessero anche gli zar di Russia.

Borgo di Canosa di Puglia

Borgo di Canosa di Puglia

Un altro dei borgo della Murgia in provincia BAT è Canosa di Puglia, che sorge sul margine nord-occidentale dell’altopiano delle Murge da cui domina la valle dell’Ofanto e la pianura del Tavoliere delle Puglie, spaziando dal monte Vulture al Gargano, alla costa adriatica.
Le ipotesi che provano a spiegare le origini del nome sono numerose: una di queste sostiene che derivi dal culto di Afrodite in Daunia, tesi sostenuta dal commentatore latino Servio. Canusium deriverebbe quindi da canis (in italiano “cane”), animale associato alla divinità greco-orientale. Un’altra teoria prevede la derivazione dalla parola greca χάνεον (cesta/canestro di vimini) per la presenza numerosa di vimini spontanei lungo la riva del fiume Ofanto. Una terza ipotesi, invece, vuole che il toponimo derivi dal termine ebraico Chanuth, cioè “taverna”, divenuto in seguito Chanush, mentre una quarta teoria sostiene l’origine esclusivamente iapigia o messapica dell’etimo Canusium. Insomma, di certo non mancano le curiosità storiche e culturali in questo borgo della Murgia, che vale la pena visitare per scoprire le sue meraviglie.
Considerato uno dei principali centri archeologici della Puglia, Canosa è un vero e proprio gioiello che racchiude al suo interno tracce di diverse epoche storiche, dalla preistoria fino all’età moderna. Tra i luoghi da non perdere in questo borgo della Murgia, che secondo la leggenda è stato fondato dall’eroe omerico Diomede, decantato nell’Iliade, troviamo la Basilica di San Sabino, edificata in età longobarda, il Mausoleo di Boemondo I d’Antiochia, i tanti ipogei, strutture funerarie sotterranee usate dai principi Dauni fino a età romana, i numerosi monumenti risalenti all’età romana, come il ponte sull’Ofanto, e il complesso episcopale risalente al IV secolo.
Degne di nota sono anche le numerose chiese minori e i palazzi settecenteschi e ottocenteschi di notevole pregio artistico ed estetico che arricchiscono il centro storico di Canosa. Tra quelli che ti consigliamo di non perdere ci sono sicuramente Palazzo Casieri, in Via Varrone, che ospita il Museo civico archeologico e Palazzo Sinesi, in Via J. F. Kennedy, oggi sede del Museo Paleocristiano della Cattedrale.

Borgo di Ruvo di Puglia

Borgo di Ruvo di Puglia

Lasciamo la provincia di BAT per spostarci nell’area della città metropolitana di Bari che ospita il maggior numero di borghi della Murgia. Tra questi, Ruvo di Puglia si distingue per la sua storia e il suo patrimonio culturale che lo rendono una tappa imperdibile per chi vuole scoprire le bellezze delle Murge e, più in generale, della Puglia.
Il comune fa parte sia del Parco Nazionale dell’Alta Murgia che della Comunità Montana della Murgia Barese Nord-Ovest e il toponimo deriva dal greco antico Ρυψ che si collega alla radice indoeuropea “ρυ-“, la stessa che dà origine al termine ρυας, ossia “torrente violento“, con riferimento ai tanti corsi d’acqua che sono alla base dei fenomeni carsici tipici della Murgia. Con l’arrivo dei Romani, il nome si trasformò prima in Riba e poi in Rubi, per diventare nel Medioevo Rubo e infine Ruvo, a cui è stata aggiunta la specificazione “di Puglia” in seguito alla nascita del Regno d’Italia per evitare confusioni con la cittadina lucana di Ruvo del Monte.
Prima tappa imperdibile per chi visita Ruvo di Puglia è senza dubbio il Museo Archeologico Nazionale Jatta, al cui interno sono conservati migliaia di reperti archeologici di età ellenistica, tra cui il simbolo stesso del museo, il famoso vaso di Talos, il pezzo più pregiato della collezione.
Ma ciò che fa di Ruvo una visita imperdibile sono soprattutto le sue chiese, tra cui spicca la Concattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, uno dei più importanti esempi di romanico pugliese, dotata di uno straordinario rosone che ti lascerà senza fiato per la sua bellezza. Da visitare anche la Chiesa di San Domenico, di origine tardo barocca, la Chiesa di San Michele Arcangelo, dall’interno barocco, e la bella Chiesa del Santissimo Redentore, che sorge nella centralissima piazza Matteotti, dove si trova anche Palazzo Avitaja, oggi sede del Municipio.
Se è vero che costituiscono il principale nucleo del patrimonio artistico del comune, non si possono certo dimenticare i numerosi palazzi nobiliari che si concentrano nel centro storico di Ruvo, costruiti tra il XVII e il XIX secolo, le torri disseminate nel territorio e le tante costruzioni di interesse storico e architettonico diffuse nell’aperta campagna, in particola le masserie e gli jazzi, particolari recinti che un tempo erano destinati al ricovero stagionale delle pecore che effettuavano la transumanza.

Borgo di Sammichele di Bari

Borgo di Sammichele di Bari

Regno della Zampina, insaccato riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (P.A.T.) italiano, il borgo di Sammichele di Bari sorge nella zona centrale della Terra di Bari, a 27 chilometri a sud del capoluogo, e deve il suo nome al culto dell’Angelo. Ci troviamo in uno dei borghi più belli d’Italia in Puglia, dove la festa del Carnevale è particolarmente sentita e ogni anno richiama un gran numero di turisti.
Protagonisti indiscussi del carnevale sammichelino sono i cosiddetti festini, ossia serate di ballo con compagnie di maschere organizzate tutti i giovedì, sabato e domenica, e gli ultimi lunedì e martedì di Carnevale, che inizia il 17 gennaio, per concludersi il martedì grasso. Nella domenica che chiude i festeggiamenti si svolge la sfilata di carri allegorici che attraversa le vie più importanti del paese e termina in piazza Vittorio Veneto, con la tipica pentolaccia. ll comune di Sammichele di Bari fa parte dell’Associazione Italiana Carnevali e nel 2022 ha ottenuto da parte del Ministero della Cultura, il riconoscimento di Carnevale Storico d’Italia.
Ma oltre al Carnevale, Sammichele di Bari merita una visita anche per le sue architetture e i luoghi di interesse storico e culturale che si trovano nel territorio. Da non perdere ci sono la Chiesa di Santa Maria Maddalena, con l’antico Battistero in pietra, la Chiesa Matrice di Santa Maria del Carmine, in stile neoclassico, e la Chiesa di San Francesco da Paola, a cupola e con un solo altare, alle cui spalle ci sono le bocche di 15 sepolcri con intorno i gentilizi.

Borgo di Santeramo in Colle

Borgo di Santeramo in Colle

Conosciuto semplicemente come Santeramo fino al 1863, il borgo è il comune più alto della città metropolitana di Bari e le Murge sono l’elemento che caratterizza maggiormente il territorio, in cui sono presenti numerose cavità carsiche che creano una fitta rete di cunicoli sotterranei.
Il toponimo Santeramo ha origini medievali e sono diverse le ipotesi che nel corso dei secoli sono state fatte per giustificare il suo significato. Una di queste sostiene che il nome possa far riferimento a un luogo di culto: Santo Luogo dell’Eremo, con la presenza di annesso monastero, costruito dopo l’XI secolo e a cui fu probabilmente premesso l’aggettivo di “Santo“. Il primo documento, a conferma di questa ipotesi, in cui si riporta il toponimo Ad Sanctum Eramum, compare per la prima volta in un documento “privilegio di Costanza”, conservato, in originale, nel Tabulario di Santa Maria la Nova, ed è datato Palermo 1196 dicembre, XVI Ind. Un’altra tesi, invece, sostenuta da diversi studiosi pugliesi, collega il nome del borgo al martire erasmiano.
Le origini di Santeramo in Colle sono molto antiche e, in base ai ritrovamenti archeologici, si stima che la nascita del primo villaggio risalga addirittura all’epoca preromana, intorno al IX secolo a.C. In più, dalla zona dove oggi sorge il paese, partivano due vie della transumanza, una che raggiungeva l’Adriatico e l’altra che raggiungeva lo Ionio.
Le chiese costituiscono il principale nucleo del patrimonio artistico del borgo e tra queste spiccano la Chiesa parrocchiale di Sant’Erasmo Vescovo e Martire, detta anche Chiesa Madre, edificata nel 1729, e la Chiesa parrocchiale del Santissimo Crocifisso con annesso Monastero Francescano. Non mancano anche i numerosi palazzi storici che si affacciano sulle vie del borgo, come Castello Tangorra e il Palazzo Marchesale Carafa-Caracciolo, risalente al 1576.
Un luogo che non si può davvero perdere è il Santuario rupestre Grotta di Sant’Angelo, una grotta naturale di origine carsica al cui interno sono presenti graffiti e affreschi risalenti all’Alto Medioevo e al XIII secolo.

Borgo di Grumo Appula

Borgo di Grumo Appula

L’essenza profonda del piccolo borgo di Grumo Appula l’ha descritta in modo eccellente il regista e sceneggiatore Sergio Rubini, che proprio qui è nato e cresciuto, nel suo “Elogio della provincia” che ha recitato nel programma comico-satirico Maledetti Amici Miei, andato in onda nel 2019 su Rai 1. È nella provincia che si nasconde la pancia del Paese, afferma Rubini, ed è proprio qui che si trovano i veri tesori dell’Italia, tra espressioni dialettali, personaggi piuttosto singolari e tradizioni ancora oggi ben radicate, come quella in voga a Grumo, dove ogni famiglia ha il suo soprannome.
Il nome di questo incantevole borgo situato a sud-ovest dal capoluogo a circa 16 km, dove Rubini ha anche girato due film, La Stazione e Tutto l’amore che c’è, ha origini incerte e potrebbe derivare dal termine greco drùmon, ossiaquercia“, o dal latino grumum, cioè “agglomerato di case“. La seconda parte del nome (aggiunto solo nel 1863) che fa riferimento alla regione storica dell’Apulia.
Uno dei principali luoghi di interesse del borgo è la Chiesa matrice dedicata a Santa Vergine Maria Assunta, edificio che risale al XIII secolo e fu, con tutta probabilità, costruito al posto di una chiesa demolita per cause dovute alle critiche condizioni architettoniche. La chiesa presenta elementi che rimandano all’architettura romanica-pugliese e ha una pianta a croce greca.
Anche le tante chiese sparse nel territorio, come la Chiesa di Maria Santissima di Monteverde, meritano una visita, mentre nel centro storico si trovano il Palazzo D’Alessandro, esempio di barocco pugliese, il Palazzo Scippa e il Palazzo Municipale.

Borgo di Palo del Colle

Borgo di Palo del Colle

Incastonato tra Bitonto (a nord-ovest), Bitetto e Binetto (a est) e Toritto (a sud), Palo del Colle sorge sulle ultime propagini della Murgia che digrada al mare, alla sommità di un colle alto 177 metri, dove lo sguardo abbraccia tutto il territorio circostante fino alle coste adriatiche. I reperti archeologici rinvenuti nella zona avvalorano la tesi che il borgo abbia origini remote, risalenti all’età pre-romana. Inoltre, proprio alla presenza di questi insediamenti è stato ricondotto l’antroponimo Palionenses, citato nella Naturalis historia da Plinio il Vecchio, che secondo lo storico Cirielli va ricondotto al toponimo Palìon, mutato in epoca romana in Palium e poi in Palum.
Sito a poca distanza dall’aeroporto di Bari, da cui lo separano solo pochissimi chilometri, il paese è immerso in un paesaggio caratterizzato dalla presenza di numerosi uliveti, vigneti e campagne dove si coltivano i prodotti tipici della zona. Il cuore pulsante del borgo è Piazza Santa Croce, situata nel punto più alto del paese, dove si affacciano Palazzo delle Mura, che si trova accanto alla Chiesa del Purgatorio, e Palazzo Filomarino Della Rocca.
Altri luoghi che vale la pena di visitare a Palo sono la Chiesa di San Giuseppe, al cui interno sono conservate le tele che raffigurano la fuga in Egitto, il Cristo in croce con gli angeli e la Madonna del Buon Consiglio con il Bambino in braccio, e la Chiesa della Madonna della Stella, così chiamata perché durante la ricostruzione dell’edificio, sul finire dell’Ottocento, fu trovato un quadro della Vergine che sul petto, portava un pendente d’argento a forma di Stella.

Borgo di Noci

Borgo di Noci

Il borgo di Noci, a metà strada tra Bari e Taranto, sorge su una collina della Murgia barese, e fa parte della cosiddetta “Murgia dei Trulli“, un’area caratterizzata dalla presenza delle tipiche architetture e strutture rurali, ossia trulli e masserie.
A poca distanza da Noci si trovano alcuni dei paesi che sono tra i più conosciuti della Puglia, come Alberobello, la “Città dei Trulli“, Putignano, famosa per il suo carnevale, Castellana Grotte, con le sue spettacolari grotte carsiche, Mottola e Gioia del Colle. Ciò significa che Noci è un punto di partenza ideale per visitare numerose località di interesse turistico e culturale se hai a disposizione qualche giorno in più di vacanza.
Attenzione perché il piccolo borgo non è solo un punto di passaggio, ma merita sicuramente una visita più approfondita e non mancano certo i motivi per fermarsi qualche giorno in più. Tra i luoghi di maggiore interesse troviamo la Chiesa di Santa Maria di Barsento che fu fatta costruire, secondo la leggenda, per i monaci di Sant’Equizio Abate da Papa Gregorio Magno nel 591, e la bella Chiesa matrice di Santa Maria della Natività, risalente al XIV secolo, e l’Abbazia della Madonna della Scala, che si trova a circa 5 km centro abitato e sorge in posizione panoramica su un’altura. Venne edificata nel 1930 sul luogo di un precedente monastero benedettino, di cui si conserva una chiesa romanica del XIII secolo incorporata in quella nuova edificata nel 1952.
Merita una visita anche il Santuario della Madonna della Croce, a circa 1 km dal centro di Noci, che risale al XV secolo e al suo interno ospita l’affresco della Madonna della Croce di autore ignoto del XV secolo, restaurato nel 1999 e nel 2020.
La particolarità di Noci sono le gnostre, da claustrum, che significa “serratura“, piccoli spazi che si aprono nel centro antico del borgo tra le viuzze, in passato vere e proprie strade poi richiuse per far posto alla costruzione di nuove abitazioni in seguito all’incremento demografico registrato durante il XVIII secolo. La loro peculiarità è la presenza di tre lati chiusi e di un solo lato aperto verso la strada principale. Sono dei vicoli chiusi che sfruttano l’interspazio tra le abitazioni circostanti per determinare un’area che è al tempo stesso semi-pubblica e semi-privata.

Borgo di Castellaneta

Borgo di Castellaneta

Situata nel cuore dell’area che costituisce il Parco naturale regionale Terra delle Gravine, con un territorio che si estende dalla Murgia tarantina fino al Mar Ionio – e presenta quindi un’ampia varietà di paesaggi e diverse presenze naturalistiche storiche e archeologiche – la località di Castellaneta ha origini antiche che risalgono all’età del bronzo (2000-1000 a.C.). Il toponimo Castanea, dalle radici greco-bizantine nel corso dei secoli divenne prima Castellum Unitum, in seguito Castellanetum e poi Castellum Unitum, fino alla forma attuale.
Il borgo di Castellaneta ha dato i natali al famoso attore e ballerino italiano Rodolfo Valentino a cui è dedicato il monumento posto al termine della “Passeggiata” che porta il suo nome, e il Museo che racconta la sua vita e la carriera di quello che si può considerare il primo, autentico, divo del cinema, la cui figura è indissolubilmente legata al mito del latin lover.
Tra le altre attrazioni di Castellaneta ti segnaliamo le numerose chiese che sorgono nella zona antica del paese, come quella di San Domenico, con la parte alta della facciata in stile Rinascimentale e il portale dall’inconfondibile stile barocco, e la settecentesca Chiesa di San Michele, al cui interno sono conservate tele del Cinquecento e del Settecento.
Non si possono certo trascurare i numerosi insediamenti rupestri, alcuni di origine alto medievale (V-X secolo), e le aree naturali costituite da suggestive gravine, come la Gravina di Castellaneta o Gravina Grande, che cinge il borgo antico. Si tratta di una tra le più grandi e spettacolari gravine della Puglia, che si estende per una decine di chilometri, profonda nel suo punto massimo 145 metri e larga fino a circa 300 metri.

Borgo di Cisternino

I borghi più belli d'Italia in Puglia: Cisternino

Il nostro viaggio tra i borghi della Murgia termina a Cisternino, comune situato sull’ultimo lembo della Murgia sud-orientale pugliese. Il paese è tra i borghi più belli d’Italia in Puglia, ma fa parte anche della lunga lista dei borghi enogastronomici che fanno del Belpaese la meta perfetta per tutti gli appassionati di cibo e vino.
Cisternino si affaccia sulla Valle d’Itria, una delle aree più affascinanti della Puglia, ed è immerso in un paesaggio tipicamente, rurale caratterizzato da uliveti, vigne e una distesa di trulli che formano uno scenario unico e suggestivo. Per goderti il panorama mozzafiato, ti consigliamo di affacciarti dal belvedere dei giardini pubblici del paese, dove lo sguardo può spaziare dalla campagna alle colline circostanti fino al mare in lontananza. Il borgo possiede anche il più grande bosco della provincia di Brindisi, circa 200 ettari di macchia mediterranea e pineta sottoposti a vincolo forestale.
Tra i principali luoghi del borgo che ti consigliamo di visitare ci sono la Chiesa madre di San Nicola, costruita nel XIV secolo, su di un’antica chiesa paleocristiana, e il Santuario della Madonna d’Ibernia o Madonna de Bernis, a circa 1 km dal centro abitato, che secondo la leggenda sorgerebbe nel luogo indicato dalla Vergine.
Se poi le due ruote sono la tua passione, allora sappi che il borgo di Cisternino è attraversato dalla Ciclovia dell’acqua, anche detta ciclovia dell’acquedotto pugliese, un itinerario ciclabile lungo più o meno 500 km, che collega Caposele in Irpinia (provincia di Avellino) fino a Santa Maria di Leuca. Il percorso si snoda nella macchia mediterranea, lontano dal traffico e immerso nella natura, costeggia masserie, case rurali, trulli e agglomerati cittadini, permettendoti di apprezzare la bellezza della Valle d’Itria che non ha eguali.

La cucina dei borghi della Murgia: sapori autentici e profumi di un tempo

Una delle caratteristiche che rendono i borghi della Murgia così affascinanti è la loro autenticità, capace di trasportarti indietro nel tempo attraverso i sapori e i profumi della tradizione culinaria pugliese. L’alta qualità dei prodotti del territorio, come l’olio extra vergine d’oliva, il vino, le carni e i formaggi locali, rende la cucina dei borghi della Murgia un vero e proprio tesoro da scoprire.
Tra i piatti tipici di questi luoghi che devi assolutamente provare ci sono le orecchiette fatte a mano, la focaccia, il pane e i taralli, i prodotti caseari come il canestrato pugliese, il fior di latte, la ricotta forte e il caciocavallo, i legumi poveri ma ricchi di sapore, come la cicerchia, i lampascioni e i funghi cardoncello, la salsiccia a punta di coltello e gli involtini di agnello, i dolci sasanelli, le immancabili paste di mandorle e i sospiri, meglio conosciuti come “tette delle monache”, farcite con deliziosa crema pasticcera.
Naturalmente non possono mancare le degustazioni di vini locali, orgoglio della regione, che ben si accompagnano alle pietanze della tradizione contadina e pastorale.

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