Il Piemonte è una terra ricca di storia, arte e natura, famosa per la sua deliziosa cucina, i vini celebrati in tutto il mondo e borghi antichi, le cui tradizioni secolari profondamente radicate nel passato sono più vive che mai.

Se diciamo Piemonte, probabilmente pensiamo subito all’elegante Torino, prima capitale del Regno d’Italia, poi al goloso gianduiotto, piccola delizia di cioccolato, capace di sciogliere anche i cuori più duri, ai prestigiosi vini, come il Barbera e l’Asti spumante, e al rinomato tartufo bianco d’Alba, un vero tesoro della regione. Impossibile poi non citare i moderni comprensori sciistici, tra cui Bardonecchia e Alpe di Mera, dove trascorrere divertenti giornate sulla neve in compagnia degli amici o della famiglia.

Ma c’è anche un altro lato della regione, ancora più magico e romantico, che rimarrà per sempre impresso nella tua memoria se ti regalerai l’opportunità di scoprirlo: quello fatto di luoghi sospesi tra terra e cielo, che catturano il cuore a prima vista e raccontano storie che hanno attraversato i secoli e che, ancora oggi, non hanno perso il loro fascino. Questi sono i borghi più belli d’Italia in Piemonte, preziosi territori dove respirare l’autenticità di tradizioni ancora vive e palpabili.

I borghi più belli in Piemonte nella provincia di Asti

La provincia di Asti è nel cuore del Monferrato, una terra dove la geometria delle vigne disegna i paesaggi patrimonio dell’Unesco. Qui il viaggio si fa lento per definizione: tra una cantina storica e una panchina gigante, i borghi astigiani ti accolgono con calore, offrendoti viste mozzafiato e un senso di comunità difficile da scovare altrove.

Castagnole delle Lanze

I borghi più belli d'Italia in Piemonte: Castagnole delle Lanze
Cominciamo il nostro viaggio da Castagnole delle Lanze, piccolo comune che sorge tra le colline di Langhe e Monferrato, a pochi chilometri dalla città di Alba.
Il nome di questo delizioso borgo piemontese è composto da due parti: la prima deriva dalla parola latina castinea, che significa “piccola castagna”, mentre la seconda dal nome della nobile famiglia dei Lancia che ebbe in possesso i territori tra il 1190 e il 1206. Anche il paese di Castagnole delle Lanze è diviso in due parti distinte: una è il centro storico, situato nel borgo collinare di San Pietro, l’altra è il paese basso, ossia il borgo nuovo. Nel centro storico, soprannominato “Paese Alto”, si trova il Parco della Rimembranza, al cui interno si possono osservare varie specie arboree, arbustive ed erbacee di grande valore ornamentale. Qui si trova anche una torre panoramica, edificata nella seconda metà del XIX secolo per volere del Conte Paolo Ballada di Saint Robert, scienziato ed eclettica figura dell’Ottocento, che se ne serviva come osservatorio astronomico. Meritano una visita anche la chiesa parrocchiale di San Pietro in Vincoli, eretta nel 1681 in stile barocco ligure-piemontese, e le numerose cappelle campestri sparse nelle borgate castagnolesi. Da non perdere anche i portici colorati di Via Ener Bettica, che riproducono i colori della natura, delle stagioni, della vite e del vino, opera dell’artista castagnolese Vincenzo Piccatto. Ci troviamo in una terra in cui il vino è protagonista assoluto della tavola, quindi non lasciarti scappare l’occasione di assaggiare il risotto al Barbera, una vera prelibatezza.

Mombaldone

I borghi più belli d'Italia in Piemonte: Mombaldone
Il piccolo comune di Mombaldone è l’unico borgo della Langa Astigiana ancora cinto delle mura originarie.
Il suo nome deriva da Mons Baldus, dal germanico Bald ovvero “monte”, con riferimento alla collina su cui stavano gli otto mansi del monastero di San Quintino di Spigno. Concedersi una passeggiata lungo l’unica via centrale del paese, tra vicoli e passaggi, cortili e angoli nascosi, vuol dire immergersi nell’atmosfera autentica di un passato ancora vivo, dove memoria e cultura si fondono in una combinazione unica e affascinante. Partendo da via Cervetti, incontrerai subito la Porta d’ingresso al ricetto, ad arco acuto, che costituisce l’accesso al borgo antico e conserva intatta la sua forma di origine medievale. Sulla Piazza Umberto I, invece, cuore di Mombaldone, si affacciano i principali monumenti del borgo: l’Oratorio dei Santi Fabiano e Sebastiano costruito nel 1764, la cui ampia e sobria sala, impreziosita da decorazioni del 1883, ospita convegni, mostre, riunioni, manifestazioni culturali e musicali, e la Chiesa parrocchiale di San Nicola, al cui interno sono custodite tele secentesche, fra cui alcune di Giovanni Monevi, e un gigantesco organo realizzato dai torinesi fratelli Collino nel 1885. Oltrepassata la piazza, puoi ammirare ciò che resta del Castello, mentre in Via Roma, tra il muraglione del Castello e l’oscura Portiola, si trova il palazzo detto la Fortezza, storico edificio con esterni in pietra a vista e affascinanti saloni finemente arredati, oggi sede del ristorante l’Aldidà.
Che cosa mangiare a Mombaldone? Tanto per cominciare, il bichiré, ossia l’antipasto di salame locale, poi i tajarìn, un primo di pasta fatta in casa, oppure i ravioli al plìn, mentre per i secondi la scelta è tra il capretto di Langa, il montone grasso arrosto, la trippa o il bollito in salsa verde (il tradizionale bagnét).

I borghi più belli in Piemonte nella provincia di Alessandria

Alessandria è una terra di confine e di passaggi, una provincia che nasconde tesori medievali tra le pieghe dei suoi rilievi. Qui i borghi raccontano storie di mercanti, artisti e contadini, e offrono un’accoglienza schietta che ti farà sentire subito a casa.

Garbagna

I borghi più belli d'Italia in Piemonte: Garbagna
Eccoci a Garbagna, sulle colline tortonesi a destra del torrente Scrivia, dove ancora oggi si può ammirare ciò che resta delle mura romane fatte costruire dall’imperatore Costanzo III per arginare le incursioni barbariche.
Paese di origine medievale, Garbagna è il centro più importante della Val Grue e le prime notizie sul borgo compaiono su un antico diploma del re d’Italia, Ugo di Provenza, di stirpe carolingia, da cui si evince che il re conferisce il paese, del comitato tortonese, al conte Elisiardo, anch’egli provenzale. Cuore del paese è la splendida Piazza Doria, dedicata al principe Doria, signore di Genova e di Garbagna, su cui si affacciano il Palazzo Doria e l’Oratorio di San Rocco, con la meravigliosa facciata affrescata da Giovan Battista Carlone. La piazza ogni anno, a giugno, ospita uno degli appuntamenti più amati nel territorio tortonese, vale a dire la Sagra della Ciliegia di Garbagna, un prodotto tipico del territorio e oggi presidio Slow Food. Meritano una visita anche la Chiesa di San Giovanni Battista Decollato, al cui interno si trovano importanti opere d’arte, come la tela Il Battesimo di Cristo di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo e il prezioso organo seicentesco, e il Castello, edificato nel IX secolo, di cui restano la torre di avvistamento, la porta d’ingresso e la cinta muraria. Ti consigliamo anche la passeggiata nel bosco, lunga circa 2 km, che dal borgo porta al Santuario trecentesco della Madonna del Lago.
Oltre alla ciliegia, tra i prodotti della zona da non perdere ci sono il gustoso salame nobile del Giarolo, le castagnette, dolci fatti di zucchero, bianco d’uovo e mandorle tritate, e la deliziosa torta di riso, a base di sfoglia, latte e, ovviamente, riso. 

Volpedo

I borghi più belli d'Italia in Piemonte: Volpedo
Il nome del borgo di Volpedo, molto probabilmente, ti suona familiare. Volpedo infatti è proprio quel luogo famoso per avere dato i natali al pittore Giuseppe Pellizza, autore del celeberrimo Il quarto stato, divenuto simbolo della questione operaia a partire dall’XIX secolo.
Il borgo fa parte dell’Unione di Comuni Comunità Collinare Basso Grue Curone e il suo centro storico sorge su una collinetta sulla sponda destra del torrente, attorno alla quale vennero costruite le mura del castrum. Il principale monumento del borgo, da cui ti consigliamo di iniziare la visita, è la Pieve romanica di San Pietro Apostolo, che custodisce il San Luigi da Gonzaga, opera di Giuseppe Pellizza da Volpedo, e naturalmente la casa natale e lo studio di Pellizza, dove sono conservati strumenti di lavoro, oggetti personali, libri e anche alcune opere dell’artista.
Dall’arte figurativa a quella della tavola, se passi da Volpedo non puoi non assaggiare gli gnocchi di patate quarantine con tartufo, la terrina di coniglio o di lepre e la deliziosa bavarese alle pesche gialle di Volpedo su salsa di fragole di Volpedo.

I borghi più belli in Piemonte nella provincia di Cuneo

La “Granda” è forse la provincia che più di ogni altra incarna l’anima del Piemonte. Dalle vette della Val Varaita alle colline del Barolo, qui la sostenibilità è una pratica quotidiana che si riflette nella gestione del territorio e nell’eccellenza di una proposta gastronomica invidiata in tutto il mondo.

Chianale

I borghi più belli d'Italia in Piemonte: Chianale
Al confine con la Francia, piccolo borgo di frontiera, Chianale è una frazione di Pontechianale, un comune sparso che si sviluppa sulle due sponde del fiume Varaita.
Il borgo, punto di partenza per varie escursioni sul Monviso, tra cui il Giro di Viso, un percorso escursionistico a forma di anello che si sviluppa intorno al Re di Pietra, è diviso dal Varaita in due nuclei collegati tra loro da un ponte in pietra, vero cuore del borgo. Il ponte sorge in corrispondenza di una piccola piazzetta con fontana su cui si affaccia la chiesa di Sant’Antonio, edificata nel XIV secolo, con un campanile a vela biforato, un portichetto d’ingresso e uno splendido portale romanico a triplice ghiera. La struttura di Chianale è centrata sull’asse dell’antico Chemin Royal, l’antica strada del sale che portava in Francia, e al civico 17 si trovano i resti di Casa Martinet, un tempio calvinista. Un altro luogo da visitare è la chiesa di San Lorenzo, costruita tra Seicento e Settecento, al cui interno è conservato un altare barocco del 1726 di tradizione brianzonese, appoggiato a quattro massicce colonne tortili di pino cembro e frutto di uno splendido lavoro di intaglio. Splendidi anche i bellissimi tetti in lose delle abitazioni, che visti dall’alto donano al borgo un fascino davvero suggestivo.
Per concludere la gita, ti consigliamo di provare due specialità del territorio: les ravioles, gnocchi di patate impastate con formaggio e condite con burro fuso, e la polenta concia cruzetin, fatta con gnocchetti aciduli di farina di segale. 

Guarene

I borghi più belli d'Italia in Piemonte: Guarene
Lasciamo Chianale per andare a Guarene, borgo che fa parte della delimitazione geografica del Roero e confina con Alba.
Tra i luoghi d’interesse che ti consigliamo di visitare in questo incantevole borgo ci sono il Castello, costruito a partire dal 1726 per iniziativa di Carlo Giacinto Roero ed importante esempio di architettura barocca piemontese, la Chiesa della Santissima Annunziata, costruita tra il 1699 e il 1738, e la Chiesa di San Michele, l’edificio più antico del paese, al cui interno si trovano un prezioso quadro dei Moncalvo e una magnifica statua in legno dell’Angelo Custode. E ancora, la meravigliosa Pinacoteca Comunale del Roero e il Palazzo Re Rebaudengo, la splendida dimora storica settecentesca, oggi complesso museale direttamente collegato alla Fondazione Sandretto di Torino. Un’esperienza da non perdere a Guarene è la passeggiata panoramica lungo il Paramuro, una sorta di corridoio che in passato serviva a dividere le case dalle mura vere e proprie che circondavano l’abitato in epoca medioevale. Da qui, oltre ad ammirare la disposizione delle case del borgo costruite intorno alla collina, puoi lasciare lo sguardo vagare verso le colline delle Langhe e ammirare la maestosità dei vigneti.
Infine, non dimenticare di gustare due prodotti tipici: il bollito misto alla piemontese, composto da sette tagli di vitello piemontese, e il caritone, un pane dolce il cui nome deriva dalla parola “carità”, poiché in passato questo dolce era dato da chiese e confraternite in carità ai poveri.

Monforte d’Alba

I borghi più belli d'Italia in Piemonte: Monforte d'Alba
Monforte d’Alba
, dalle origini antichissime, fa parte degli undici comuni di produzione del Barolo e deve il suo nome al castello cinto da mura che sorse nell’Alto Medioevo sulla sommità del colle Mons Fortis. Fiore all’occhiello del borgo è la residenza dei marchesi Scarampi, situata a fianco della piazza in cui è stato ricavato l’Auditorium Horszowski e dalla quale si ergono la torre campanaria e le due Confraternite di Santa Elisabetta e di Sant’Agostino. L‘Oratorio barocco di Santa Elisabetta, custodisce delle splendide paraste marmorizzate e una decorazione floreale che impreziosisce la volta, mentre l’Oratorio di Sant’Agostino e di San Bonifacio, in stile barocco, presenta un interessante portale in bronzo, dove sono raffigurati il Tetramorfo, un motivo iconografico di origine orientale simbolo dei quattro Evangelisti. A Monforte d’Alba sono inoltre visibili, ancora oggi, due meridiane: quella in Via Del Carretto, con la centro una clessidra alata e, in alto, la scritta Velociter Transit, e l’altra in Via Vallada, con la scritta Soles occidere et redire possunt nobis cum semel occidit brevis lux, nox est perpetua una eterna dormenda (Il sole può calare e ritornare per noi, quando la breve luce cade resta una eterna notte da dormire).
A Monforte d’Alba è impossibile ignorare i piaceri della tavola, perché la lista di prodotti tipici è lunga e variegata, dal brasato al Barolo al bollito misto accompagnato dal bagnet verd, dal coniglio alla langarola con i peperoni al vitello tonnato, dalla carne cruda all’albese al fritto misto alla piemontese, passando per la fonduta, la bagna cauda e la pasta fatta in casa, fino a uno degli ingredienti per eccellenza della zona, ovvero il tartufo d’Alba. Non mancano poi deliziosi dessert come il bonet, la torta di nocciole e le paste secche di meliga con lo zabaione.

I borghi più belli in Piemonte nella provincia di Biella

La provincia di Biella, meno battuta dal turismo di massa, custodisce borghi di una bellezza austera e mistica. Tra le montagne biellesi scoprirai come la pietra e l’acqua abbiano plasmato non solo il paesaggio, ma anche l’anima di chi vive questi luoghi.

Rosazza

I borghi più belli d'Italia in Piemonte: Rosazza
Il piccolissimo borgo di Rosazza, tra i meno abitati d’Italia, è uno dei principali centri dell’Alta Valle Cervo e si trova alla confluenza di due corsi d’acqua, il Rusascia e il Cervo.
La particolare bellezza del borgo si deve alla realizzazione del singolare progetto architettonico di Federico Rosazza Pistolet che nella seconda metà dell’Ottocento finanziò la costruzione di edifici ed infrastrutture su cui compaiono numerosi elementi e simboli legati alla massoneria e all’occultismo. Questi edifici, piazze e vie avvolti da fascino e mistero sono valsi al borgo biellese la nomea di “Comune più misterioso d’Italia”.
I principali luoghi d’interesse del borgo sono la Chiesa parrocchiale, costruita nel 1876 ed espressione di vari stili, dal lombardo al romanico, dal rinascimentale al bizantino fino all’arabo, anche questa ricca di simbologie cristiane, esoteriche e massoniche, la Piazzetta del Municipio, con la casa municipale che sorge sopra a un elegante portico ed è unita alla torre ghibellina da un arco in sienite grigia e rossastra, e le Fontane Parlanti, che si incontrano percorrendo stradine, mulattiere e scalinate, su cui sono incisi dei messaggi per i viandanti che invitano a bere l’acqua fresca, cristallina e leggerissima.
La specialità imperdibile del borgo? La polenta concia, piatto tipico delle Alpi Biellesi, preparata con farina gialla arricchita dalla toma locale e dal burro degli alpeggi. Raggiunge la sua eccellenza se cucinata nei paioli di rame su fuoco a legna.

Ricetto di Candelo

I borghi più belli d'Italia in Piemonte: Ricetto di Candelo
Ricetto di Candelo è un complesso architettonico di epoca medievale situato a Candelo. Soprannominato “Pompei del Piemonte”, il nome deriva dal latino receptum, “rifugio”, e indica il luogo cinto da fortificazioni dove si accumulavano i viveri e dove la popolazione si rifugiava in caso di attacchi dall’esterno. Quello di Candelo è uno degli esempi meglio conservati di questo tipo di struttura. Il ricetto è composto da circa duecento edifici, le cellule, che occupano un’area di circa 13.000 metri quadrati, ed è attraversato da strade chiamate rue, dall’evidente richiamo francese. Da Ricetto di Candelo si gode una vista panoramica a nord sulle Prealpi biellesi e a sud verso la Riserva Naturale Orientata delle Baragge. Meta turistica dall’atmosfera particolarmente affascinante, destinazione perfetta per una gita fuori porta da Torino, da cui dista poco più di 70 chilometri, il borgo ospita durante tutto l’anno eventi di diversa natura, dalle degustazioni di vini ai concerti, dai mercati di prodotti tipici ai laboratori creativi di artigianato fino al Villaggio di Babbo Natale, tutti ospitati dentro le cellule, che oggi non sono più adibite ad abitazione ma sono ritrovi comunitari. Oltre alle varie botteghe d’arte, ti consigliamo di visitare il Centro Documentazione dei Ricetti in Europa, l’Ecomuseo della Vitivinicoltura e il Piccolo Museo delle Cose di Cucina e Pasticceria che ospita anche il Centro Studi sulla Cultura Gastronomica locale e piemontese, con un’importante biblioteca tematica. Scendendo lungo il tratto erboso che costeggia la torre di sud-ovest, puoi raggiungere la Chiesa di Santa Maria attraverso un viottolo che costeggia la roggia Marchesa, il canale che dalla metà del Cinquecento dà acqua alle campagne circostanti e alle risaie del Vercellese.
Il prodotto tipico del borgo è la paletta, un salume costituito dalla scapola di suino sgrassata e refilata, salata, massaggiata manualmente e prodotta, per tradizione, in limitate quantità.

I borghi più belli in Piemonte nella provincia di Novara

Tra le risaie della pianura e le acque del Lago d’Orta, la provincia di Novara offre atmosfere soffuse e romantiche. Qui l’acqua è l’elemento principale, capace di calmare i pensieri e offrire rifugio.

Orta San Giulio

Orta San Giulio, Piemonte: tutta la bellezza del Lago
A Orta San Giulio il romanticismo incontra il silenzio: questo borgo incantato, che si affaccia sulle rive del Lago d’Orta, ti accoglie con i suoi tetti in ardesia e i vicoli stretti che scendono verso l’acqua come rughe di pietra. Al suo centro c’è Piazza Motta, affacciata sull’acqua e circondata da palazzi rinascimentali e barocchi dagli eleganti loggiati, tra cui il Palazzo della Comunità della Riviera, del 1582, simbolo dell’antico autogoverno di questa terra. Dalla piazza lo sguardo viene inevitabilmente catturato dall’incantevole Isola di San Giulio, che sorge solitaria a pochi metri dalla riva e che è quasi interamente occupata dalla splendida Basilica di San Giulio e dall’Abbazia Mater Ecclesiae.
Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, il borgo è quasi interamente pedonale: camminando tra le vie, potrai godere appieno dei suoni del lago e del profumo dei fiori che adornano i balconi. Sali al Sacro Monte, dedicato a San Francesco d’Assisi, un percorso tra 20 cappelle immerse nel bosco che offre scorci spettacolari sul bacino lacustre.
L’artigianato locale caratterizza il borgo: noterai bellissime balconate in ferro battuto, un’arte che ha radici profonde in queste zone. Nelle botteghe artigiane troverai prodotti in legno ispirati alla tradizione della vicina Valle Strona. Per quanto riguarda la tavola, il borgo è famoso per il risotto al pesce persico, pescato direttamente nelle acque del Cusio, e per la mortadella di fegato, prodotto d’eccellenza del territorio.

I borghi più belli in Piemonte nella provincia di Torino

Quello nella provincia di Torino è un territorio che si arrampica verso le valli alpine tra castelli, rifugi e tradizioni ancora vivissime.

Usseaux

I borghi della street art in Italia: Usseaux
Arrampicato a oltre 1.400 metri di altitudine nella Val Chisone, Usseaux è un insieme di cinque villaggi alpini – Usseaux, Balboutet, Laux, Pourrières e Fraisse – dove la pietra e il legno raccontano secoli di storia. Il borgo montano, tra i più cercati online, è legato a doppio filo alle tradizioni dei murales e dell’arte della panificazione: camminando tra le fontane e il grande lavatoio, verrai accompagnato da dipinti che illustrano scene di vita contadina, favole e tradizioni locali, allo storico forno comunitario, ancora funzionante, le famiglie usavano riunirsi per cuocere il pane per tutto l’inverno. Poco distante il mulino Canton, tra i più belli d’Italia, testimonia l’importanza della macinatura dei cereali d’alta quota in questo angolo di Piemonte.
La gastronomia è un richiamo alle radici montanare, a cominciare dalle cajette, grossi gnocchi preparati con patate grattugiate crude, pancetta e verdure e conditi con abbondante burro fuso. Squisiti sono poi sono i gofri, cialde croccanti cotte in particolari ferri a nido d’ape, che si accompagnano sia al dolce che al salato. Usseaux è anche terra di grandi formaggi: qui nasce il Plaisentif, il pregiato “formaggio delle viole” prodotto solo nel periodo della fioritura, e la saporita toma d’alpeggio. Non mancare di visitare le borgate vicine: Balboutet, il borgo delle 24 meridiane solari dipinte, e Pourrieres, dove un percorso storico rievoca la battaglia dell’Assietta. Tutto il territorio ricorda lo spirito degli “uomini liberi” della Repubblica degli Escartons, di cui queste valli facevano parte.

I borghi più belli in Piemonte nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola

Tra le acque del Lago Maggiore e le vette dell’Ossola, questa provincia è un inno alla varietà dei paesaggi.

Vogogna

Vogogna, nel cuore dell’Ossola
Nascosto nel cuore della Val d’Ossola, Vogogna è un borgo che ha conservato l’impianto medievale di quando era la città principale dell’Ossola Inferiore. Il paese è sovrastato dal possente Castello Visconteo, edificato nel 1344 da Giovanni Visconti per difendere i confini del Ducato di Milano, con la torre semicircolare che, svettando sui tetti in “beole” del paese, crea un profilo inconfondibile. Per entrare nel centro storico passerai sotto il Palazzo Pretorio, del 1348, sorretto dai caratteristici archi acuti che poggiano su tozze colonne: qui si teneva il mercato settimanale e si amministrava la giustizia per l’intera valle. Una curiosità è il Mascherone Celtico custodito nel palazzo: una testa in pietra del III-II sec. a.C. che testimonia le radici antichissime di questo insediamento, originariamente collocato nella fontana a fianco dell’Oratorio di San Pietro nella frazione Dresio, dove oggi si trova una copia.
A tavola, Vogogna offre sapori decisi: gli gnocchi all’ossolana sono preparati con un impasto di farina di castagne, zucca e patate lesse, rigorosamente conditi con burro e formaggi locali. Da assaggiare sono le Offelle di Vogogna, frollini artigianali che hanno recentemente ottenuto il marchio DE.CO. (Denominazione Comunale). Se hai voglia di camminare, una mulattiera ti porterà in una ventina di minuti alla frazione di Genestredo, un nucleo di case rurali in pietra dove potrai vedere un torchio e un lavatoio di epoca medievale perfettamente conservati. Da lì, i ruderi della Rocca di origine longobarda offrono una vista panoramica che spazia su tutta la piana dell’Ossola e verso le terre del Parco Nazionale della Val Grande.

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