Badia Polesine, Fratta Polesine, Adria, Loreo, Porto Tolle e Taglio del Po sono località poco conosciute che accolgono il visitatore in un Veneto rurale e autentico. 

Lontano dai circuiti turistici più popolari, il Polesine è una destinazione da esplorare sotto il segno dello slow living, dove immergersi in un territorio meno noto che offre la possibilità di riconnettersi con la natura grazie a oasi naturalistiche riconosciute dall’Unesco e di vivere una vacanza alla scoperta di pittoreschi borghi sospesi tra la terra e il mare.

Polesine: un viaggio nel Veneto “nascosto”

Il Polesine, situato nel Veneto meridionale tra i fiumi Po e Adige, nella provincia di Rovigo, è una regione dalla storia affascinante, ma complessa. Considerata povera e difficile, con vaste aree paludose, questa zona subisce nei secoli imponenti opere di bonifica, in particolare durante la dominazione della Serenissima Repubblica di Venezia, che rende le terre fertili e coltivabili. Durante la Seconda Guerra Mondiale è obiettivo dei bombardamenti tedeschi, mentre la catastrofica alluvione del 1951 costringe migliaia di persone a emigrare.
Nonostante le difficoltà, il Polesine ha saputo rinascere, trasformandosi in una delle aree più ricche di biodiversità del paese, grazie al Delta del Po, patrimonio Unesco.
Da qui, inoltre, arrivano prodotti agricoli d’eccellenza come l’insalata di Lusia Igp, l’Aglio Bianco Polesano Dop, la zucca di Melara, il riso e il melone del delta polesano, ma anche specialità che provengono dall’acquacoltura, come la Cozza di Scardovari Dop e l’ostrica rosa. Visitare il Polesine offre l’opportunità di esplorare una parte meno nota della Penisola: puoi farlo facendo tappa in alcuni dei borghi più belli, che conservano preziose testimonianze storiche e culturali, dalle splendide ville patrizie ai canali dall’atmosfera veneziana, passando per i musei archeologici e le chiese medievali.

Badia Polesine, antico borgo fluviale

Badia Polesine, antico borgo fluviale

Attraversata dal canale Adigetto, Badia Polesine è il centro più grande dell’Alto Polesine. Si tratta di un antico borgo fluviale – di cui sono rimaste purtroppo poche tracce dopo il bombardamento da parte dei tedeschi del 1945 – che ha come simbolo il suo complesso monastico, l’Abbazia della Vangadizza, fondata dai monaci benedettini intorno all’anno mille, da cui prende il nome, e che fu il nucleo dal quale si sviluppò tutto il centro abitato.
A catturare l’attenzione ci sono il campanile del ‘200, il chiostro e i due sarcofaghi del secolo XI che conservano le spoglie di Alberto Azzo II marchese d’Este e della moglie Cunegonda di Altdorf. La cittadina nel corso del tempo è stata dominata dagli Estensi, dai Padovani, dai Veneziani, dai Francesi e dagli Austriaci prima di essere annessa allo Stato Italiano nel 1866. Passeggiando per il tranquillo centro storico, si possono ammirare il Palazzo degli Estensi, testimonianza dell’importanza strategica che il borgo aveva in passato, e il Teatro Sociale Balzan, costruito nell’800 e definito “la piccola Fenice” per le sue eleganti decorazioni interne.

Fratta Polesine, gioiello architettonico

Fratta Polesine, gioiello architettonico

Siamo in uno dei borghi più affascinanti di questo territorio, Fratta Polesine, che offre al visitatore una vera e propria immersione nella bellezza e nell’architettura.
Il piccolo comune si distingue, infatti, per la presenza di diverse dimore aristocratiche veneziane: quella che ruba la scena è la famosa Villa Badoèr, conosciuta anche come “La Badoèra”, opera dell’architetto Andrea Palladio che dal 1996 fa parte dei siti patrimonio dell’umanità dell’Unesco. La villa, che fu commissionata dal nobile Francesco Badoèr nel XVI secolo in stile neoclassico, ha un bel pronao con colonne che ricorda un tempio greco e nelle barchesse laterali ospita il Museo Archeologico Nazionale.
Da vedere nelle vicinanze Villa Molin-Avezzù, un’altra splendida villa patrizia edificata nello stesso periodo. Fratta Polesine, inoltre, è il borgo natale di Giacomo Matteotti: qui, la casa dove visse con la sua famiglia il polito antifascista ucciso nel 1924 è stata trasformata in un museo che vale la visita.

Loreo, piccola Venezia rurale

Loreo, piccola Venezia rurale

Il placido borgo di Loreo (Portus Lauretis e in seguito Lauretum) in passato è stato uno snodo fluviale molto importante prima per i pellegrini e i crociati, e in un secondo momento per la Serenissima: potremmo quasi definirlo una piccola Venezia rurale, per l’atmosfera sospesa nel tempo e i suoi edifici storici nobiliari dall’aspetto elegante, ma sobrio.
In Piazza Longhena, la principale, ci sono il duomo dell’Assunta e l’Oratorio della Santissima Trinità, sede della Confraternita dei Flagellanti (i Fradèi, in dialetto) che ogni anno ripete un’antica processione notturna. Nel museo dell’Antiquarium, situato nella Torre civica che affaccia sul canale, sono esposti i reperti della villa romana di Corte Cavanella, che testimoniano il ruolo chiave di questa stazione di posta per gli scambi commerciali. Proseguendo lungo il canale, poi raggiungere Tornova, dove si trovano Villa Vianelli, una villa veneta seicentesca che spesso è protagonista di visite guidate del Fai, e una storica conca di navigazione usata dalla Repubblica di Venezia.
Dal punto di vista gastronomico, Loreo è famoso per il suo pan biscotto, fragrante e croccante, che si festeggia a giugno ogni anno con una sagra.

Adria e il pittoresco centro storico

Adria e il pittoresco centro storico
Source: Archivio Parco Regionale Veneto del Delta del Po

All’interno del Parco Naturale Regionale Veneto del Delta del Po, prima di partire per escursioni in barca, a piedi, in bicicletta o a cavallo, fai una sosta ad Adria, una località dalle origini antichissime, insediamento paleocristiano, etrusco e poi romano che vantava un porto così fiorente tanto da aver dato, si narra, il suo nome al Mare Adriatico. Ed è proprio la sua storia che rende il Museo Archeologico Nazionale una tappa imperdibile, grazie ai reperti trovati nelle sue necropoli, dove tra utensili, monili, vasi e anfore andare alla scoperta della vita quotidiana del tempo.
Il pittoresco centro storico, attraversato dal Canalbianco, un lungo corso d’acqua navigabile che sfocia nel mare, si compone di palazzi ed edifici di un’eleganza informale: tra i luoghi di culto dove fare un passaggio ci sono la Basilica di Santa Maria Assunta, la Cattedrale dei S.S. Apostoli Pietro e Paolo (il duomo) e la Cattedrale Vecchia di San Giovanni. Forse non tutti lo sanno, ma Adria è la patria del pane ciabatta: a inventarlo il pilota di rally, imprenditore e panificatore Arnaldo Cavallari, scomparso nel 2016.

Porto Tolle e i suoi “scanni”

Porto Tolle e i suoi "scanni"

Situato nel cuore del Delta del Po, Porto Tolle è un comune sparso che comprende diverse località completamente immerse in questo territorio fatto di paludi, canneti, “scanni” (isole o penisole formate dalla sabbia portata verso il mare dai fiumi), un punto di partenza perfetto per andare alla scoperta della sua ricchezza paesaggistica, compresa la fauna locale, in particolare quella composta dagli uccelli migratori che popolano la zona, paradiso del birdwatching.
Partendo dalla frazione più grande, Cà Tiepolo, visita il Centro di documentazione della civiltà contadina e procedi verso la Sacca di Scardovari, una suggestiva laguna famosa per la coltivazione di mitili (come la Cozza di Scardovari Dop e la pregiata ostrica rosa). Arriva poi all’Oasi di Cà Mello, un tesoro di biodiversità: se programmi il viaggio tra metà maggio e giugno ti sembrerà di stare in Provenza per il fiorire della lavanda nei campi.

Taglio di Po, località nascosta

Taglio di Po, località nascosta
Source: Water Museum of Venice

Taglio di Po è un’altra località poco nota, ma che nasconde delle vere e proprie chicche. Il suo stesso nome si riferisce alla grande opera di ingegneria idraulica realizzata dalla Repubblica di Venezia nel XVII secolo, il “Taglio di Porto Viro.” Questo intervento imponente, pensato per deviare il corso del fiume Po e mitigare le inondazioni, ha contribuito a trasformare il Delta in una delle aree più fertili del Veneto. Per un approfondimento della materia, ecco il Museo della Bonifica Ca’ Vendramin, esempio di archeologia industriale perché ricavato da un’ex idrovora restaurata: all’interno viene illustrato il difficile processo di trasformazione di queste terre paludose.
Nel centro di Taglio di Po si può visitare la Chiesa di San Francesco d’Assisi, mentre lungo l’argine si fa notare la bellissima Cà Zen, una villa veneta del ‘600 dall’alto valore storico, dove soggiornò Lord Byron, ora restaurata ed adibita ad agriturismo di lusso. L’intera zona si presta per la coltivazione del riso, che ha ottenuto la certificazione Igp, nelle varietà Carnaroli, Baldo, Arborio e Volano, ottime per un buon risotto.

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