Dal fiorito Spello al delizioso Castiglione del Lago, passando per Norcia e Montefalco: ecco 10 destinazioni da prendere in considerazione per le tue prossime vacanze in Italia.
Tra dolci colline, uliveti silenziosi e antiche strade in pietra, la provincia di Perugia custodisce borghi che sembrano sospesi nel tempo. Sono realtà ideali per approdare in Umbria, una regione che negli ultimi anni si è ricavata un suo posto al sole sotto il segno del turismo lento, dove i centri più piccoli diventano le mete ideali tra natura, arte, storia e cultura, perfette per un on the road in moto e in auto, o per un fine settimana lontano dalla città, tra trekking e buon cibo.
Cosa fare e vedere in Umbria: 10 mete in provincia di Perugia
Potremmo dire che l’Umbria non è solo il polmone verde della Penisola, ma anche una delle regioni italiane che ha saputo valorizzare al meglio una delle sue più grandi ricchezze: i borghi. Tutto il territorio è costellato di località affascinanti che si dividono tra le due province, Perugia e Terni: in questo caso facciamo un viaggio nel perugino, dove oltre al vivace capoluogo e a città famose come Assisi, Spoleto, Todi e Foligno spiccano centri abitati che, per posizione e struttura, testimoniamo le esigenze difensive del Medioevo, la ricchezza artistica del Rinascimento e l’ingegno della civiltà contadina. Dai paesaggi lacustri a quelli di montagna, tra boschi, vigneti e uliveti, ecco 10 borghi da scoprire.
Spello

Non solo un borgo tra i più belli della provincia di Perugia, ma anche dell’Umbria e d’Italia. Spello è una vera e propria star, amata dai turisti italiani e stranieri. I motivi sono molteplici: situato ai piedi del Monte Subasio, questo paesino rientra a pieno titolo tra quelli che meglio hanno conservato il loro passato medievale e rinascimentale, con i resti archeologici di epoca romana sparsi nei dintorni, come l’anfiteatro risalente al I secolo d.C.
Da non perdere gli splendidi affreschi del Pintoricchio all’interno della Cappella Baglioni nella Collegiata di Santa Maria Maggiore, lo storico Palazzo Comunale del ‘200 e la cinta muraria che abbraccia tutto il centro abitato.
Le vie acciottolate in primavera si riempiono di fiori e in occasione delle classiche infiorate le strade diventano un tappeto di petali di ogni foggia e colore, creando dei quadri il più delle volte a carattere religioso. Storia e arte, certo, ma specialità della tradizione umbra, tra pasta fresca, tartufo, pecorino e olio extravergine d’oliva.
Castiglione del Lago

Il Lago in questione è il Trasimeno, e questo borgo di origine etrusca diventa la destinazione ideale per vivere qualche giorno all’insegna della cultura e della natura. Castiglione fa parte del circuito dei Borghi più Belli d’Italia, vantando una splendida posizione su un promontorio collinare situato nella parte ovest del bacino.
Anche in questo caso ci troviamo immersi nel Medioevo, con il centro storico circondato dalle mura e dalla possente Rocca del Leone a spiccare su tutti gli altri edifici, riconoscibile per la sua forma a pentagono irregolare, insieme al Palazzo Ducale, conosciuto come Palazzo della Corgna, residenza nobiliare rinascimentale e ora uno dei musei più importanti del territorio. Dal paese si parte alla scoperta dell’Isola Polvese, la più grande all’interno del lago, inserita nella cornice naturalistica del Parco Regionale del Trasimeno. E anche se fa parte del comune di Tuoro sul Trasimeno, organizza una gita verso l’Isola Maggiore, l’unica abitata e in cui si respira ancora l’atmosfera di villaggio di pescatori del ‘400.
Per quanto riguarda il cibo, spazio alle specialità con protagonisti i pesci d’acqua dolce, come il tegamaccio, una zuppa il cui nome richiama la pentola di terracotta in cui vengono cucinati persico e anguilla con il pomodoro.
Norcia

Norcia, antica città dei Sabini con il nome di Nursia, viene poi conquistata dai Romani e, successivamente, passa tra i possedimenti del Papato: adesso è nota per aver dato i natali a San Benedetto attorno al 480 a.C e per essere la patria di eccellenze made in Italy come il prosciutto di Norcia Igp, il lonzino e il capocollo, frutto dell’antica arte della produzione di salumi e insaccati, la norcineria.
Dove ci troviamo? Nel cuore dei monti Sibillini, con la piazza principale del borgo che si affaccia sulle alture, regalando un colpo d’occhio davvero suggestivo: in questa manciata di metri quadrati, ecco che possiamo ammirare il Palazzo Comunale, il Duomo e la Basilica di San Benedetto che non passa inosservata grazie alla maestosa facciata gotica con tanto di rosone. Al centro spunta uno dei simboli della cittadina, ovvero la statua del Santo.
Nei dintorni c’è uno dei luoghi più fotogenici d’Italia: Castelluccio, diventato famoso per la coloratissima fioritura delle lenticchie che avviene in giugno e luglio.
Vallo di Nera

Vicoli stretti, feritoie, case in pietra addossate l’una sull’altra: è così che appare ai visitatori il borgo fortezza di Vallo di Nera, una delle mete più affascinanti della Valnerina che prende il nome dal fiume Nera che attraversa le province di Macerata, Perugia, Terni e Rieti, quindi tra Marche, Umbria e Lazio. Il territorio si caratterizza per essere montuoso e quasi impervio, costellato di località nascoste tutte da esplorare.
Non fa eccezione questo paesino dov’è rimasta intatta la struttura urbanistica medievale, che trova la sua massima espressione nella Casa Torre di Petrone da Vallo, colui che guidò la ribellione contro Spoleto per poi essere condannato a morte e arso vivo. Nel punto più alto del borgo è posta la chiesa romanica di San Giovanni Battista, mentre la Casa dei Racconti è il place to be per conoscere le storie e gli aneddoti che si tramandano di generazione in generazione, un patrimonio orale legato alla montagna che rischia di essere dimenticato.
Vallo di Nera è anche definito Comune amico delle api in chiave sostenibile, preziosa risorsa per la biodiversità, e Città del tartufo, con tanto di Bandiera Arancione del Touring Club.
Trevi

A proposito di definizioni, le prossime due tappe non sono da meno. La prima è Trevi, tra i Borghi più Belli d’Italia che si colloca a 412 metri d’altezza: la cittadina viene detta Regina degli ulivi proprio per una delle sue produzione gastronomiche più famose, facendo parte delle Terre dell’olio e del Sagrantino. Forse non tutti sanno, però, che il frutto della terra più iconico è il sedano nero – per via del suo colore verde scuro – un ortaggio Presidio Slow Food in passato molto diffuso e ora coltivato in una manciata di orti: puoi gustarlo a ottobre, durante la tradizionale Mostra Mercato che coinvolge anche un’altra specialità locale, la salsiccia di Trevi.
Dopo aver capito che il borgo è perfetto per i buongustai, bisogna anche dire che non mancano attrazioni storiche e culturali come Palazzo Comunale con il Torrione del ‘200 e la Chiesa di San Francesco in stile gotico, dove il tuffo nel medioevo è assicurato, e Palazzo Lucarini, che invece ci fa fare un salto nel presente con le sue esposizioni di arte contemporanea.
Montefalco

La seconda tappa ci porta in quel di Montefalco: il nome è un omaggio all’imperatore Federico II, appassionato di falconeria, che tra il 1249 e il 1250 si trasferisce qui con tutta la sua corte. Il borgo è meglio noto come la Ringhiera dell’Umbria: essendo posto sulla sommità di una collina, i belvedere su tutta la Valle Umbra sono il suo biglietto da visita.
Il punto più alto della cittadina è la torre campanaria, perfetta per ammirare il panorama circostante: siamo nella piazza del Comune, il cuore della socialità, dove sorgono anche il Palazzo Comunale e il teatro. Poco distante si giunge al complesso museale con la Chiesa di San Francesco, che custodisce un ciclo di affreschi sulla vita del Santo realizzato da Benozzo Gozzoli.
Ma non solo: approfitta di un brindisi con il Sagrantino DOCG, vino del territorio con cui approfondire il rapporto lungo le strade che portano il suo nome: tanti itinerari tra i vigneti e gli uliveti da percorrere in bicicletta (ma anche in auto), dove fare visite in cantine e frantoi. Un paesaggio bucolico dove merita una citazione il ristorante Alla Via di Mezzo da Giorgione, del popolare chef virale sui social grazie alle sue ricette rustiche, prive di fronzoli.
Bevagna

In epoca romana Bevagna era un antico porto fluviale adiacente alla via Flaminia, collegata direttamente con Roma. Il fiume Clitunno rappresenta ancora uno degli elementi peculiari di questo borgo: basta recarsi al lavatoio dell’Accolta, un ex lavatoio pubblico dove le acque confluiscono in un laghetto artificiale, formando una piccola cascata che regala un suggestivo angolo al turista che passeggia.
Tutto intorno è un viaggio indietro nel medioevo: periodo storico particolarmente marcato negli edifici delle istituzioni (come il Palazzo dei Consoli) e in quelli ecclesiastici (le chiese di San Michele e di San Silvestro) che viene celebrato ogni anno con alcune rievocazioni storiche molto sentite: gli appuntamenti si susseguono da aprile alla fine di giugno coinvolgendo le “gaite”, ovvero i quattro antichi quartieri di San Giorgio, San Giovanni, Santa Maria e San Pietro.
Anche qui non manca un luogo di culto legato al patrono d’Italia: stiamo parlando della Chiesa e del Convento di San Francesco, dove è custodita la pietra su cui, secondo la leggenda, il santo avrebbe posato i piedi durante la “Predica agli uccelli” a Piandarca, uno degli episodi più famosi della sua vita.
Rasiglia

Nel gennaio 2024 Rasiglia entra a far parte dei Borghi più Belli d’Italia, nominata in quell’occasione insieme a San Marino. Cos’ha di speciale questa minuscola frazione montagna del comune di Foligno per meritarsi il riconoscimento? Semplice: il suo essere talmente incantevole da venire considerata come una piccola Venezia in Umbra grazie ai corsi d’acqua che attraversano il delizioso centro storico, formato da case in pietra e ponticelli. Non è un caso, infatti, che un altro soprannome sia Borgo dei ruscelli, proprio per via delle tante sorgenti presenti in questo paesino a vocazione tessile di cui si hanno testimonianze fin dal XII secolo: da vedere i resti della Rocca di Rasiglia, con il rudere di una torre e, nei dintorni, le Cascate del Menotre, il fiume che riforniva acqua ai mulini della zona e alle centrali idroelettriche, dove praticare trekking.
Monte Castello di Vibio

I graziosi borghi distesi sulle colline non sono mai troppi, specialmente se il prossimo di cui facciamo la conoscenza è un “castrum” medievale che custodisce un tesoro nascosto sotto il segno dell’arte, della cultura e dello spettacolo.
Stiamo parlando di Monte Castello di Vibio, nella Media Valle del Tevere, un paesino di poco più di 1000 abitanti che fa parte della Comunità Montana Monte Peglia E Selva Di Meana. Il gioiellino a cui ci riferiamo è il Teatro della Concordia, nel centro del paese, considerato il più piccolo teatro all’italiana con i suoi 99 posti tra platea e palchi: la sua fondazione risale al 1808, in piena epoca napoleonica, per volontà delle famiglie nobiliari residenti. Uno spazio di aggregazione ancora importante per la comunità e che non può non colpire anche il visitatore.
Comunicazione di servizio: c’è parcheggio nelle vicinanze per chi arriva in auto e in camper.
Panicale

Concludiamo con un altro borgo pittoresco e dall’essenza di castello medievale, posto su un’altura tra la Valle del Lago Trasimeno e quella del fiume Nestore: per la sua ubicazione panoramica, Panicale è definito una terrazza naturale sul lago. Inserito tra i Borghi più Belli d’Italia e insignito della Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano, è una località che accoglie un ricco patrimonio storico, artistico e culturale. Tra i luoghi di maggiore interesse ecco Piazza Umberto I con l’antica cisterna (ora fontana) e Collegiata di San Michele Arcangelo del XI secolo, ma dagli interni barocchi. Porta la firma del Perugino, invece, l’affresco del martirio di San Sebastiano nell’omonima chiesa. Il Museo del Tulle “Anita Belleschi Grifoni”, invece, omaggia questa arte del ricamo, detta ars panicalensis. Anche la cucina dà grande soddisfazione, mescolando piatti di terra e di lago: dalle bruschette con olio extravergine d’oliva ai tagliolini al tartufo, passando per anguilla e luccio in umido.








