Incantevoli centri arroccati sulle colline, borghi marinari dalle case bianche che si specchiano nell’Adriatico e villaggi rurali circondati da ulivi secolari: in questo articolo andiamo alla scoperta dei borghi più belli della Puglia per respirare a pieni polmoni l’eccezionale atmosfera di sole, mare e vento.
«O Puglia Puglia mia tu Puglia mia / Ti porto sempre nel cuore quando vado via / E subito penso che potrei morire senza te / E subito penso che potrei morire anche con te». Nessun altro compendio di parole come quelle di una famosa canzone di Caparezza potrebbe riassumere meglio l’atmosfera che si respira e si vive visitando la Puglia. Dalle pendici del Gargano fino alla punta estrema del Salento, la Puglia offre una varietà di paesaggi e architetture che raccontano secoli di dominazioni e scambi culturali. Ogni borgo è un microcosmo di tradizioni vive, dove l’ospitalità è sacra e ogni vicolo nasconde un tesoro d’arte o un profumo invitante che proviene dalle cucine locali.
I borghi più belli in Puglia nella provincia di Foggia
Il Tavoliere e il promontorio del Gargano offrono paesaggi di indomita bellezza, dove la roccia calcarea e il verde delle foreste si incontrano. In questa provincia i borghi sono sentinelle che dominano il panorama, sospesi tra il misticismo delle montagne e l’azzurro del mare.
Pietramontecorvino

La nostra panoramica dei borghi più belli della Puglia inizia nella verde vallata del Gualdo degli Unici, tra campi di girasoli e silenziose pale eoliche. Siamo a Pietramontecorvino, un piccolo paese di origine bizantina, che sventola la Bandiera Arancione del Touring Club d’Italia.
La visita può iniziare dal caratteristico centro storico, chiamato Terra Vecchia, che mantiene intatta la sua indole medievale: abitazioni in tufo, vie antiche e i resti di quelle che un tempo erano le mura difensive. La Torre Normanna è l’unico torrione, alto 30 metri, rimasto a testimoniare il sistema di protezione medievale. Durante la passeggiata nel centro ti capiterà di imbatterti anche nelle tre porte, le uniche rimaste in piedi, che un tempo permettevano di accedere alla città: la Portella, Porta Alta e la porta di Santa Caterina. Chi ama visitare chiese e luoghi sacri non potrà perdersi una visita alla Chiesa di Santa Maria Assunta, costruita nel XII° secolo, caratterizzata da una mescolanza di stili che non passerà di certo inosservata agli occhi più esperti: medioevo, barocco e rinascimento si fondono nelle logge, nel presbiterio, negli altari e nei mosaici. La torre campanaria, che si erge al fianco della chiesa, si collega tramite una cinta muraria al complesso del Palazzo Ducale, del Duecento, in cui si possono visitare tre piani aperti al pubblico, il giardino pensile e i cortili.
Alla fine del tour, ritagliarsi una cena a base delle tipiche orecchiette alle cime di rapa in una trattoria all’aperto sarà un modo piacevole e appagante per terminare la giornata.
Peschici

A circa 120 km da Pietramontecorvino, in direzione Parco Nazionale del Gargano, uno dei più belli d’Italia, lo splendido borgo medievale di Peschici si erge, bianco e romantico, su un promontorio affacciato sull’Adriatico.
Questo piccolo centro vanta splendide spiagge di sabbia e acqua cristallina, antichi trabucchi – le tipiche macchine da pesca su palafitta – e una moltitudine di sentieri in mezzo al verde, che ogni anno richiamano, a ragione, gli amanti del mare e della natura. Il borgo risale al X secolo d.C., quando gli Schiavoni, una popolazione di origine slava, si insediarono nella zona. Dagli anni Sessanta del novecento Peschici acquistò fama turistica grazie alle numerose strutture ricettive che iniziarono a sorgere per via delle sue incantevoli spiagge, sia libere che attrezzate. Quelle più conosciute sono Marina di Peschici e la Spiaggia di Jalillo, collegate l’una all’altra tramite un ponte, dove è possibile fare immersioni e surf nelle azzurre e limpide acque dell’Adriatico. Il centro storico del borgo è un piccolo dedalo di stradine e casette bianche, dove è piacevole passeggiare ammirando le tradizionali botteghe degli artigiani che creano oggetti in terracotta. Da visitare è il Castello Normanno a picco sul mare, che risale al 970 d.C. e ricostruito più di una volta a seguito delle invasioni turche. Da qui si gode di una meravigliosa vista sul mare azzurro e, all’interno del castello, si possono visitare le diverse stanze, inclusa la sala delle torture. Anche diverse torri costiere furono erette nel Cinquecento a scopo difensivo: ora si può ammirare quella di Monte Pucci, che è la torre che si è meglio conservata. La passeggiata alla scoperta di Peschici non termina qui, perché è doveroso proseguire verso l’Abbazia di Santa Maria di Kalena, del IX secolo, e la Chiesa di Sant’Elia, costruita verso il 1200 con le pietre marmoree delle vicine cave. Anche i trabucchi, le tipiche palafitte adibite alla pesca, sono certamente degni di essere ammirati.
Alcuni di loro sono stati ristrutturati e convertiti in ristoranti, in cui si può gustare il ciambott, l’ottima zuppa di pesce locale accompagnata da un calice di fresco Fiano di Puglia in un tavolino affacciato sul mare.
Vico del Gargano

Soprannominato il “borgo dell’amore“, Vico del Gargano è uno dei piccoli centri più incantevoli del Parco Nazionale del Gargano. Arrampicato su una collina tra il mare e la Foresta Umbra, il borgo è caratterizzato dalla densità del suo impianto medievale, che fa sì che le case sembrino stringersi l’una all’altra in un abbraccio di pietra. Nel centro storico attira l’attenzione il “Vicolo del Bacio”, una stradina strettissima dove gli innamorati sono costretti a sfiorarsi, oggi destinazione romantica soprattutto nel periodo di San Valentino, patrono del borgo. La pietra locale, lavorata con maestria nei secoli, decora i portali e le facciate dei palazzi signorili e delle numerose chiese che punteggiano l’abitato.
Vico è anche un borgo di profumi intensi, legati a una tradizione agricola con secoli alle spalle. Qui l’aria è intrisa della fragranza degli agrumi: le arance e i limoni del Gargano, coltivati nei giardini terrazzati che degradano verso il mare, sono l’oro di questa terra. A tavola l’anima contadina si esprime nella paposcia, il caratteristico pane-focaccia a forma di babbuccia, cotto nel forno a legna e farcito con olio extravergine, rucola selvatica e formaggi locali.
I borghi più belli in Puglia nella provincia di Bari
Quella di Bari è la terra del romanico pugliese e dei paesaggi caratterizzati dai muretti a secco. Qui i borghi bianchi della Valle d’Itria convivono con le città portuali che hanno fatto della storia marittima e mercantile la propria fortuna.
Locorotondo

Spostandoci nella cosiddetta Valle dei Trulli, si arriva in quello che sembra un luogo irreale, il piccolo e candido borgo di Locorotondo, immerso tra le iconiche casette a cupola che lo hanno reso famoso ovunque. Il borgo tondo sorge su una collina che abbraccia la forma perfettamente circolare dell’abitato, una caratteristica geomorfologica unica che ha dato origine al nome. È un piccolo centro raccolto, in cui i turisti amano perdersi tra le stradine del centro storico, un dedalo di viottoli tortuosi impreziositi in ogni angolo da vasi di fiori colorati. Questi tocchi di vivacità contrastano dolcemente con il bianco accecante delle cummerse, le tipiche abitazioni in pietra dal tetto spiovente realizzato con lastre di chiancarelle. Grazie a questa estetica magnetica, che lo hanno reso uno dei borghi più cercati sui motori di ricerca, diversi registi hanno scelto Locorotondo come set cinematografico: da Sergio Rubini per Mio Cognato ad Aldo, Giovanni e Giacomo per Così è la vita, fino a Vincenzo Salemme per Baciami Piccina.
Nel centro storico si incontra Palazzo Morelli, splendido esempio di arte barocca costruito nel 1819, che accoglie i visitatori attraverso un magnifico portale d’ingresso decorato da bassorilievi che culminano nello stemma nobiliare di famiglia. Poco distante svetta la Chiesa di San Giorgio Martire, del 1825, la cui facciata neoclassica ospita la raffigurazione del Santo che sconfigge il drago. Al suo interno la pavimentazione in vetro permette di scorgere le fondamenta delle chiese preesistenti, mentre le pareti custodiscono pregevoli dipinti di Gennaro Maldarelli e Francesco De Mauro. La “trilogia del sacro di Locorotondo” continua con la seicentesca Chiesa di San Nicola, dalla caratteristica volta azzurra popolata da angeli musicanti, e si conclude appena fuori dal centro con la suggestiva Chiesa della Madonna della Catena.
Dopo tanta bellezza, il consiglio è di fermarsi nell’elegante piazzetta Vittorio Emanuele per un caffè o una cena tipica. Qui potrai gustare i ciceri e tria, deliziosa pasta fritta con i ceci, accompagnata da un calice di Primitivo di Manduria. La serata non può che concludersi sulla terrazza panoramica per un’indimenticabile vista sulla Valle d’Itria illuminata.
Alberobello

Non possiamo escludere dalla nostra guida Alberobello, borgo fiabesco ancora più famoso del vicino Locorotondo per la sua architettura, che gli è valsa l’inserimento tra i Patrimoni Mondiali dell’Unesco. I trulli di Alberobello sono conosciuti ovunque, abitazioni basse, candide e riparate da tetti conici fatti di pietre nere concentriche. La loro origine risale al XV secolo e nasconde un fatto curioso: la costruzione avveniva interamente senza calce, bandita dal principe Acquaviva d’Aragona per evitare il pagamento delle tasse sugli insediamenti stabili. Utilizzando solo pietre calcaree a incastro, i contadini diedero vita a queste dimore iconiche, composte rigorosamente da una sola stanza.
La visita inizia dal centro storico, diviso tra Rione Monti e Aia Piccola. Tra i vicoli stretti e tortuosi del Rione Monti si contano oltre 1.000 trulli, tante botteghe e la particolare Chiesa di Sant’Antonio da Padova, un magnifico edificio-trullo a croce greca costruito nel 1927. Non può mancare una tappa al Belvedere, una terrazza da cui godere di un’incantevole vista sui trulli sottostanti. Il trullo più famoso, su cui aleggia una particolare leggenda amorosa, è il Trullo Siamese, sul cui portale è riportata la data del 1400 ed è per questo considerato il più antico del borgo. Il suo diretto concorrente, chiamato il Trullo Sovrano, si trova nel rione Aia Piccola ed è l’unico trullo a due piani di Alberobello. I 14 metri della sua cupola gli sono valsi il titolo di trullo più imponente del borgo, in cui si possono anche ammirare gli arredamenti immutati di un tempo. Per approfondire la cultura locale, il Museo del Territorio racconta le tradizioni legate alla viticoltura e alla produzione di olio, mentre la Basilica neoclassica dei Santi Cosma e Damiano molto interessante da vedere per le particolari guglie che si protendono verso l’alto e le reliquie dei santi che sono conservate all’interno.. Per concludere la giornata, l’ideale è rilassarsi in Piazza del Popolo per un aperitivo, prima di entrare in uno dei caratteristici ristoranti tra le cupole in pietra per gustare le specialità del borgo – la “cr’sciàul”, la tipica lasagna col baccalà, e le dolcissime pettole al miele.
Polignano a Mare

Chi non ha mai pensato di andare, almeno una volta, a Polignano a Mare? Questo piccolo borgo bianco a strapiombo sul mare tra i più belli d’Italia è molto conosciuto per i suoi suggestivi vicoli, la sua posizione arroccata e le sue acque cristalline. Le bianche casette di pietra che contrastano con il turchese del mare la fanno sembrare una piccola Santorini e non è del tutto sbagliato affermarlo, in quanto le origini di Polignano a Mare sembrerebbero essere greche. Il centro storico medievale si presta a passeggiate romantiche, mentre le spiagge ciottolose vicine al centro cittadino sono il luogo prescelto dai turisti per scattare le fotografie più belle. La spiaggia che si trova proprio sotto il centro storico è Lama Monachile, piccola ma sempre affollata per la vicinanza e le acque limpide fin dalle prime ore del mattino. A nord di Polignano si trovano altre bellissime spiagge di sabbia fine, sia libere che attrezzate, quali Porto Contessa, San Vito e Cala Fetente. Chi passa qualche giorno nel sole di Polignano deve assolutamente fare un’escursione in barca nelle grotte marine vicine al borgo: la Grotta delle Rondinelle, la Grotta Azzurra e Grotta Palazzese sono solo alcuni dei luoghi paradisiaci nascosti nelle rocce a ridosso del mare, dove si può anche fare il bagno. Terminata la giornata al mare, nel pomeriggio, quando si rientra, si può passare per il Ponte Lama Monachile, di origine borbonica, da cui ammirare una splendida vista. Proseguendo, si passa per l’Arco Marchesale, per molto tempo unico accesso al borgo e che ora divide il centro storico antico da quello più recente. Oltrepassato l’arco si arriva alla parte medievale, in cui vengono organizzate feste e sagre cittadine. Un giro rilassante per le piazzette più famose, Piazza Garibaldi e Piazza Vittorio Emanuele, porta diretti verso la Casa dell’Orologio, la sede storica dell’Università. Il centro è anche il fulcro della movida estiva, anche se non si trovano discoteche: il luogo più gettonato per il divertimento notturno è la vicina Monopoli, ma nel borgo e nelle spiagge di Polignano si trovano tanti beach bar che spesso organizzano feste.
A metà giugno c’è la tradizionale Festa di San Vito, mentre a metà luglio c’è la Festa della Madonna del Carmine; e ancora, ad agosto, l’evento dedicato ai Santi Cosma e Damiano, in occasione dei quali la città si accende di luci e fuochi d’artificio.
I borghi più belli in Puglia nella provincia di Brindisi
Tra l’altopiano delle Murge e il mare, la provincia di Brindisi regala borghi che sembrano miraggi di calce bianca immersi in un oceano di ulivi. È una terra di mezzo che conserva l’eleganza del Barocco e la semplicità dell’architettura rurale.
Cisternino

Arriviamo a Cisternino, un altro spettacolare borgo caratterizzato dal prevalente colore bianco di casette e monumenti, immerso nella zona della Murgia dei Trulli, sempre nella rigogliosa Valle d’Itria. Con Locorotondo e Alberobello è un’altra perla della Valle d’Itria per gli spettacolari paesaggi e la particolare architettura spontanea del centro storico. Si parla di architettura spontanea perché molti edifici del centro storico sono stati costruiti, in passato, senza l’ausilio di ingegneri o progettisti. Passando per il labirinto di vicoli del centro storico si visita la Torre Grande, eretta all’ingresso del borgo, su cui è posizionata la statua di San Nicola quale emblema di protezione, e la Chiesa Madre di San Nicola, costruita nel XVI secolo, dove si possono ammirare sculture e affreschi pregiati, oltre ad un antico organo. Chi ha voglia di immergersi ancor più nell’atmosfera paesana può affittare una masseria in campagna, dotata di tutti i comfort. Le masserie sono delle tipiche costruzioni rurali fortificate, circondate da ampi cortili e da campi. Le migliori sono state ammodernate e convertite in luoghi di ospitalità turistica, per trascorrere in tranquillità qualche giorno di villeggiatura. Appena fuori dal centro di Cisternino si trova il Santuario della Madonna d’Ibernia, che sorge in un’area ricca di reperti bizantini, romani e medievali. I sapori locali si trovano nelle tante bracerie locali che servono le bombette pugliesi, un secondo piatto tipico della zona che consiste in deliziosi involtini di vitello ripieni di caciocavallo e avvolti nella pancetta.
Ostuni

Ed eccoci nella “Città Bianca” per eccellenza: ci immergiamo nel Salento più autentico, a Ostuni, poco distante dalle rive dell’Adriatico, a 218 metri di altezza. Famosa per il suo patrimonio artistico e le candide casette che compongono il centro storico, Ostuni è la sintesi perfetta di sule, mare e ientu tipici della Puglia.
È caratterizzata da un affascinante centro storico e da spiagge dall’acqua cristallina poco lontane dall’abitato. Le più conosciute sono, tra le tante, la Spiaggia di Pilone, Torre Guaceto, Gorgognolo e Lido Morelli e si possono raggiungere anche in autobus.
La visita al borgo di Ostuni inizia con una tappa alla Basilica Minore di Santa Maria Assunta, una cattedrale in stile gotico che risale al 1435, in cui si possono ammirare diverse opere del Settecento. Di fronte alla cattedrale si trova l’Arco Scoppa, originariamente costruito in legno ma in seguito restaurato in pietra. A pochi passi dalla Cattedrale vi è la Casa con la Porta Blu, uno dei luoghi più amati di Ostuni, che sorge sul punto più alto del borgo, da cui si può ammirare il magnifico panorama sulla piana ostunese. Altri monumenti degni di visita sono sicuramente la Chiesa di San Vito Martire e l’adiacente Monastero delle Carmelitane, la Chiesa di San Giacomo di Compostela, del 1423, e la Chiesa di San Francesco, di epoca medievale, che custodisce il dipinto di Mosè con le tavole della legge. Per spostarsi nel centro città, oppure per chi ha bambini, sarà divertente fare un piccolo tour tra le vie del Borgo Antico a bordo dei caratteristici tuk tuk, gli ape-calesse. Poco fuori il paese sono meritevoli di una visita il Dolmen di Montalbano, un monumento megalitico e il Parco Archeologico e Naturalistico di Santa Maria D’Agnano. Per la cena o per il pranzo, ci si può rilassare in uno dei tanti ristorantini o trattorie del centro storico e apprezzare il gusto saporito dei piatti tipici di Ostuni, in particolare panzerotti pugliesi e cartellate, il dolce fritto locale.
I borghi più belli in Puglia nella provincia di Lecce
Il Salento è una terra magica, dove la pietra leccese si lascia scolpire come fosse burro e i borghi conservano un’anima fiera e barocca. Qui il mare è una presenza costante, ma è nell’entroterra che si scoprono i tesori più preziosi di questa terra tra due mari.
Gallipoli

Protesa sul Mar Ionio, Gallipoli si staglia bianchissima sulle acque turchesi ed è divisa tra borgo e centro storico, oltre a ospitare l’isoletta naturalistica di Sant’Andrea, il punto di ritrovo per eccellenza di barche e natanti ma anche luogo prescelto dal gabbiano corso, che vi nidifica ogni anno: per questo motivo è stata qualificata come area protetta.
. La visita può iniziare dal Castello di Gallipoli, una fortezza eretta nel XIII secolo a scopo difensivo che si trova a due passi dal ponte di collegamento con la parte nuova. Il Rivellino è la torre più famosa del castello, a cui si accede tramite un ponte levatoio, oggi utilizzata come cinema all’aperto. Da non perdere è la Cattedrale di Sant’Agata. Risalente al 1629, custodisce le reliquie di alcuni santi, tra cui San Fausto. Proseguendo, non si può fare a meno di ammirare la fontana rinascimentale vicina al ponte del castello, in stile greco-romano.
Come in tutta la Puglia, anche a Gallipoli l’offerta gastronomica è ampia e prelibata: la sua cucina è legata prevalentemente a piatti marittimi, come la scapece – l’ottimo fritto a base di pescato del giorno, pan grattato e zafferano –, ma anche lu purpu alla pignata, il polipo cotto nella pignatta. Anche i festeggiamenti paesani non mancano: come tradizione vuole, il 5 e 6 luglio si celebra la festa di San Francesco da Paola, protettore dei pescatori, mentre la festa di Santa Cristina, che ha luogo dal 23 al 25 luglio, è caratterizzata dalla processione in onore della santa per le strade della città, quando al contempo sulla spiaggia si tiene l’antichissima e divertente sfida della cuccagna a mare.
Specchia

Il piccolo borgo di Specchia si trova poco distante da Santa Maria di Leuca. Il suo nome deriva dall’ammasso di pietre – chiamato, appunto, “specchia” – che la popolazione dei Messapi disponeva in forma conica per proteggersi dalle invasioni. I viaggiatori che decidono di trascorrere qualche giorno a Specchia rimarranno affascinati dalla popolazione salentina, che è conosciuta per essere molto ospitale e accogliente, e dai colori della bianca pietra leccese che contrasta con gli ori barocchi delle chiese.
Il borgo storico di Specchia è uno dei più belli del Salento, caratterizzato da stretti vicoletti in cui si può curiosare tra le tante botteghe degli artigiani locali. Il Castello di Risolo, di origine cinquecentesca, è da visitare per gli imponenti torrioni che si affacciano su Piazza del Popolo e per le esposizioni del pittore Luigi Scarcia, che dipinge il paesaggio salentino. La visita continua per la Chiesa Madre, costruita nel 1605 in stile barocco, e il Convento dei Francescani Neri, in cui ammirare dipinti e altari. Chi ama gli sport acquatici, oppure desidera esplorare la natura nei dintorni, può invece contattare il GAL Santa Maria di Leuca per avere informazioni sulle attività e gli itinerari disponibili.
Non possiamo tralasciare, ovviamente, i succulenti sapori della terra salentina: qui il profumato olio extravergine di oliva è il padrone incontrastato, tutelato dal Consorzio D.C.O. Specchia, che si può gustare appieno su un bel piatto di massa e ciceri.
Otranto

“Porta d’Oriente”, il borgo di Otranto si trova all’estremità più orientale d’Italia. Protetta da un’imponente cinta muraria e dal Castello Aragonese, la città vecchia è un groviglio di stradine bianche che sfociano improvvisamente su terrazze affacciate su un mare cristallino. La Cattedrale dell’Annunziata custodisce uno dei tesori più preziosi del borgo: un monumentale mosaico pavimentale del XII secolo che raffigura l’Albero della Vita, un’opera enciclopedica che intreccia miti, leggende e sacre scritture, lasciando ogni visitatore in uno stato di profonda meraviglia.
Otranto è anche un luogo di storie eroiche e sapori intensi. Il ricordo dei Martiri di Otranto è ancora vivo nelle tradizioni locali, mentre la gastronomia racconta l’unione tra terra e mare. Non si può visitare questo borgo senza assaggiare le pittule, frittelle di pasta lievitata, o i piatti a base di pesce freschissimo, come la scapece gallipolina che qui trova varianti altrettanto gustose. Per chi ama la natura, i dintorni offrono il suggestivo laghetto della cava di bauxite, dalle acque verde smeraldo circondate da terre rosse, che ricorda un paesaggio marziano.
I borghi più belli in Puglia nella provincia di Taranto
La provincia ionica è una terra di gravine e tradizioni. Qui i borghi sorgono spesso su cigli profondi di roccia o si affacciano su un mare calmo e trasparente, tra le testimonianze di civiltà rupestri.
Maruggio

Nelle terre del Primitivo sorge il borgo di Maruggio, incastonato tra ulivi e vigneti, conosciuto per la ricca natura mediterranea, lo splendido mare e i tanti percorsi di trekking nei boschi protetti delle immediate vicinanze. Maruggio risale al IX secolo e fu abitato dai Cavalieri Templari e, in seguito, dai Cavalieri di Malta, di cui ancora oggi si possono ammirare reperti artistici.
Appena fuori dalle antiche mura, si trova la Chiesa di San Giovanni Battista Penitente, un tempo luogo di accoglienza dei malati e dei pellegrini in viaggio verso la Città Santa. il centro storico di Maruggio è chiamato schiangài dagli abitanti, termine dialettale utilizzato per indicare i suoi viali stretti e tortuosi. Anche qui troviamo piccole case bianche, storici edifici nobiliari con archi e logge, fioriere dai mille colori che contrastano vivacemente con il candido bianco del borgo. Qui è possibile visitare l’ottocentesca Torre dell’Orologio, il Castello dei Cavalieri di Malta, situato in Piazza del Popolo, e la Chiesa Madre, del XV secolo. Un’altra caratteristica di Maruggio, che abbiamo trovato in abbondanza anche nei precedenti luoghi, sono i trulli maruggesi a cui sono affiancati i più autoctoni cannizzàri, le casette coi tetti in canne, e le altrettanto conosciute masserie. Parlando del mare, le bianche spiagge di Maruggio si estendono per circa 9 km nella vicina località di Campomarino, in cui si possono ammirare anche le famose dune sul mare.
In estate, il 13 e 14 luglio, si tiene la festa dei Patroni San Giovanni e San Cristoforo e la città si popola di artisti, musicisti ed eventi enogastronomici imperdibili; da luglio a settembre si tiene anche la rassegna del “Teatro Mare”, ricca di commedie e opere dialettali. Non dimentichiamo la buona cucina: a Maruggio ci sono le saporite melanzane ripiene e i pipaluri spritti, i peperoncini dolci fritti, da accompagnare a un’ottima Malvasia Nera. E i dolci? Via libera alle pettole e ai deliziosi purcidduzzi!
I borghi più belli in Puglia nella provincia di Barletta-Andria-Trani
La provincia di Barletta-Andria-Trani raccoglie l’eredità federiciana e la pietra bianca delle cattedrali dei borghi brilla sotto il sole, mentre i castelli testimoniano la grandezza di un impero passato.
Montegrosso

A pochi chilometri dal maestoso Castel del Monte (nella foto), il borgo di Montegrosso rappresenta la quintessenza dell’anima rurale dell’Alta Murgia. Nato come colonia agricola, questo piccolo centro, che si fregia del titolo di Borgo Autentico d’Italia grazie al suo paesaggio incantevole, è un’oasi di pace circondata da distese infinite di vigneti e uliveti. La sua struttura semplice e ordinata ruota attorno alla chiesa dedicata a Santa Maria Assunta e Sant’Isidoro e a Palazzo Belgioioso, in una calma atmosfera lontana dal turismo di massa e immersa nei ritmi lenti della campagna. Montegrosso negli ultimi anni si è trasformato in una destinazione gourmet grazie alla presenza di rinomati ristoranti che hanno saputo reinterpretare in chiave moderna la ricchezza dei prodotti murgiani. Qui il protagonista di ogni piatto è l’olio extravergine di oliva della cultivar Coratina, dal gusto intenso e piccante, capace di esaltare ogni pietanza, dalle zuppe di legumi alle carni arrosto. Interessante è anche la possibilità di visitare le masserie didattiche circostanti, dove scoprire i segreti della lavorazione del formaggio o della vendemmia.








