Un tour tra 5 dei borghi più rappresentativi del Sannio, in provincia di Benevento, che mostrano i diversi volti di questo evocativo territorio del Sud Italia.
Scoprire i borghi del Sannio campano, come Sant’Agata de’ Goti, Cusano Mutri o Montesarchio, significa immergersi in un’atmosfera autentica, tra vicoli suggestivi, ospitalità calorosa e buon cibo. Il vantaggio? Il territorio è ancora poco battuto, perfetto per un turismo lento e sostenibile che privilegia luoghi lontani dai classici itinerari.
Sannio: un concentrato di natura, tradizione e natura
Questa regione storica si estendeva nell’attuale provincia di Benevento in Campania, vaste aree del Molise e includeva parti del Lazio e dell’Abruzzo: prende il nome dall’antico popolo dei Sanniti, protagonisti di epiche battaglie contro Roma rimaste nella cultura popolare perfino come modi di dire: passare attraverso le forche caudine ti dice niente? Il Sannio beneventano offre un viaggio nel tempo con i suoi borghi medievali, i castelli e siti archeologici di notevole fascino. Gli amanti della natura possono esplorare il Parco Regionale del Taburno-Camposauro o i sentieri del Matese. Non mancano neppure i piaceri enogastronomici: ci sono vini come l’Aglianico e la Falanghina, accompagnati da piatti della tradizione locale, dalla pasta fresca al caciocavallo, passando per la piccola mela annurca e prosciutti tanto pregiati quanto sconosciuti.
Sant’Agata de’ Goti, la perla del Sannio

Iniziamo da Sant’Agata de’ Goti, dove il visitatore può trovare il perfetto mix di storia, cultura e specialità enogastronomiche. Ci troviamo in un territorio votato alla produzione di vini Doc come l’Aglianico e la Falanghina, ai margini della valle del fiume Isclero.
Dall’alto ponte Vittorio Emanuele si gode la vista più suggestiva sul costone tufaceo dove si sviluppa uno dei borghi entrato nel circuito di quelli più belli d’Italia, definito la “perla del Sannio”. Le sue strade strette, le chiese e i campanili ne fanno un luogo pittoresco, nonché set di numerosi film e sceneggiati televisivi, come Un posto al sole, dove il paesino diventa l’immaginaria Indica. Da vedere ci sono il Castello longobardo, la Chiesa di San Menna consacrata nel 1110, il Duomo con dodici colonne corinzie e la cripta con le volte a crociera.
Tra i piatti piatti più tipici compaiono le paste fresche, come lagane o cicatielli. In molti arrivano nella località durante la Sagra della Mela annurca, preziosa varietà campana difficilmente reperibile fuori confine o per l’Infiorata del Corpus Domini, con le piazze che si riempiono di petali colorati.
Montesarchio, l’antica Caudium

Ci troviamo a pochi chilometri da Benevento, nella Valle Caudina: Montesarchio è il secondo comune più popoloso della provincia, dopo il capoluogo, ed è una meta ideale per andare alla scoperta della storia di questa parte di Campania, in quanto viene identificata con l’antica Caudium, il principale centro dei Sanniti Caudini, probabilmente teatro della Battaglia delle Forche Caudine, che ha visto sconfitti e umiliati i romani.
Il paese è dominato dalla Torre e dal Castello medievale, che adesso ospita il bel Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino, che conserva preziosi reperti, tra cui crateri e vasi. Di grande valore è il cratere di Assteas, che prende il nome dal celebre ceramografo greco che lo ha realizzato nel IV secolo a.C.: per la sua forma a calice, le figure rosse e la sua eleganza è stato soprannominato “il vaso più bello del mondo”.
Esplora il resto del borgo, come Piazza Umberto I dove al centro si trova la Fontana dell’Ercole: il personaggio mitologico compare anche sullo stemma della città.
Cusano Mutri, tra medioevo e canyoning

Eccoci in un incantevole borgo medievale situato nel cuore del Parco Regionale del Matese: arroccato su uno sperone roccioso alle pendici del Monte Mutria, Cusano Mutri si distingue per le sue strette viuzze, i portici e gli edifici in pietra lavorata.
Un tuffo nel passato che parte da Porta di Mezzo, per raggiungere Piazza Roma, con le sue scalinate, e poi nella parte alta del paese la Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, dallo stile gotico. Merita una visita il museo civico, allestito all’interno nel palazzo comunale: qui si trova il cucchiaio di legno più grande del mondo, entrato anche nel Guinness dei Primati, con i suoi 5,32 metri di lunghezza per 111 kg di peso.
Il territorio attira moltissimi appassionati di canyoning, grazie a numerose grotte e gole, tra cui le Gole di Caccaviola, un vero e proprio paradiso tra cascate, alte pareti e piscine naturali. A giugno Cusano è invaso dal profumo dei fiori della tradizionale Infiorata, mentre a ottobre è la Sagra dei Funghi, con i porcini a stuzzicare l’appetito.
Pietraroja: fossili di dinosauro e prosciutti

Pietraroja è un tesoro nascosto immerso in un paesaggio naturale incantevole, tra boschi, sorgenti e canyon, dove spicca un geosito di rilevanza internazionale, ricco di fossili vegetali e animali: tra questi, obbligatorio fare la conoscenza di Ciro, un cucciolo di dinosauro della specie Scipionyx samniticus, esposto nel Paleolab, il museo geopaleontologico locale.
Per gli amanti delle escursioni il borgo offre numerosi percorsi di trekking, come quelli sul Monte Mutria e il Monte Moschiaturo, che regalano panorami mozzafiato sulla Campania e sul Molise. Il paese, dove si narrano anche storie di maghi e di streghe (le janàre) è costellato di fontanelle con acqua fresca potabile, considerata particolarmente depurativa.
Tra le specialità gastronomiche assaggia il rinomato prosciutto, che compare già in documenti del 1776 ed ora è quasi sparito dalla circolazione: puoi provarlo nei weekend alla prosciutteria Di Biase, che ne ha salvato la produzione.
Morcone, il paese del presepe vivente

Siamo a 600 metri sul livello del mare, sulle pendice del monte Mucre: già da lontano si vede disteso Morcone, affacciato sulla valle del fiume Tammaro. Il borgo medievale, da 40 anni, i primi giorni di gennaio si trasforma in un presepe vivente, mettendo in scena la natività tra i suoi vicoli stretti il più delle volte imbiancati dalla neve: una rappresentazione molto sentita che coinvolge gli abitanti, ma anche i turisti. Le origini del paesino risalgono all’epoca sannita, per poi essere stato un importante gastaldato sotto i longobardi: i ruderi del castello, invece, sono quelli di un edificio normanno, mentre la Chiesa di San Salvatore è la più antica del borgo, costruita sulle vestigia di un tempio ellenistico. Nella parte alta della cittadina si trova Santuario della Madonna della Pace, che si nota per il campanile a cupola dipinto.
Morcone è immerso in una natura rigogliosa, che offre il meglio di sé in primavera e in estate come punto di partenza per escursioni e trekking, per esempio verso l’oasi Wwf di Campolattaro o la grotta della monaca lungo i vecchi tratturi che percorrevano i pastori durante la transumanza. Curiosità: la stazione dei treni compare nel film È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino, “trasformata” in quella di Formia.








