Arte, cultura, cibo, vino, bellezze naturalistiche: la Val d’Orcia è un territorio meraviglioso da esplorare con lentezza, perdendosi nei suoi borghi medievali da cartolina.

Auto, bicicletta o scarpe comode? Ogni mezzo è consentito per viaggiare in lungo e in largo all’interno della Val d’Orcia, una destinazione tra le più amate da chi sogna di immergersi nella campagna toscana della provincia di Siena, dove lasciarsi cullare dalle sue sinuose colline e prendere per la gola da specialità enogastronomiche tipiche, all’interno di una cornice paesaggistica mozzafiato.

La Val d’Orcia: un gioiello rurale nel cuore Toscana

Caratterizzata da dolci colline, campi di grano, vigneti, cipressi e oliveti, la Val d’Orcia è una meta perfetta per chi cerca un turismo lento, fatto di piccole tappe dove in ciascuna godere di molteplici esperienze, un po’ come quelle della Via Francigena, da cui è attraversata da nord a sud, che richiama ogni anno moderni pellegrini appassionati di cammini.
Il Parco della Val d’Orcia, Patrimonio Unesco dal 2004, è perfetto per praticare trekking o escursioni in bicicletta lungo i sentieri panoramici, partecipare a degustazioni di vino presso le cantine locali, rilassarsi in una delle terme naturali della zona, o semplicemente passeggiare per alcuni dei borghi più belli della Toscana, ammirando l’architettura e assaporandone l’atmosfera unica.
Visitare questa regione significa, pertanto, immergersi in un mondo di tradizione, storia e autenticità: un viaggio on the road da pianificare toccando Montalcino, Pienza, Monticchiello, San Quirico d’Orcia, Bagno Vignoni, Castiglione d’Orcia e Radicofani, le destinazioni da segnare sulla mappa prima di partire.

Il borgo di Montalcino

Il borgo di Montalcino, Toscana

Montalcino non ha certo bisogno di presentazioni: il suo nome è strettamente legato al Brunello, che lo fa entrare di diritto tra i borghi del vino italiani da visitare. Sparse nei dintorni ci sono tantissime aziende agricole che organizzano tour in cantina durante la bella stagione, fino a ottobre.
Ma dove siamo di preciso? La cittadina si trova nella parte ovest della Val d’Orcia a circa 40 km da Siena, appollaiata su una collina dalla quale ammirare distese di vigneti, alberi di cipresso e di lecci: proprio dalla grande presenza di questi ultimi deriverebbe il suo nome latino, Mons Ilcinus (Monte dei Lecci).
Testimonianze di Montalcino si hanno già all’epoca degli etruschi, ma l’atmosfera che si respira oggi tra le viuzze del borgo è quella medievale, con la possente fortezza a pianta pentagonale costruita nel 1361. Vale la pena passeggiare sui bastioni, per godere di tutto il panorama. La fortezza nel mese di luglio diventa la location del Jazz & Wine Festival, con concerti di artisti italiani e internazionali, che dal 1998 fa incontrare appassionati di musica e di vino.
Punto nevralgico del centro storico, con negozi, bar, ristoranti dove sedersi e rilassarsi gustando specialità locali è Piazza del Popolo, su cui si affacciano il Palazzo dei Priori, risalente al XIII con gli stemmi dei podestà che si sono succeduti al governo, la Torre dell’Orologio e le Logge del Cappellone. Tappa obbligata è l’Abbazia di Sant’Antimo, a 10 chilometri da Montalcino: si tratta di un imponente complesso monastico in stile romanico completamente immerso nella campagna. Leggenda vuole che fu Carlo Magno a fondarlo: da vedere la Cappella Carolingia, l’orto con le erbe officinali di Santa Ildegarda e uno stop finale alla Farmacia, dove acquistare miele, confetture, birra e amaro realizzati con le antiche ricette dei monaci.

Il borgo di Pienza

Pienza

Pienza è uno dei borghi più conosciuti della Val d’Orcia, anch’esso immerso nella dolce campagna collinare toscana: è celebre per essere nata dal volere di Papa Pio II, ovvero Enea Silvio Piccolomini, che, dal 1459 al 1462, la fece costruire accanto alla sua natia Corsignano, secondo i dettami della città ideale del Rinascimento.
Un gioco di prospettive e di spazi simmetrici e armoniosi che si sviluppa intorno alla piazza trapezoidale intitolata proprio al pontefice, dove ai lati compaiono edifici dichiarati Patrimonio Unesco come il Duomo, Palazzo Borgia, il Palazzo comunale e l’elegante Palazzo Piccolomini ispirato a Palazzo Rucellai di Firenze, con la facciata posteriore a loggiato su tre livelli, che dà sul giardino da cui ammirare la vista sulla valle.
Sempre panoramica è la via del Casello, che percorre le antiche mura cittadine con diversi belvedere: perfetta per una passeggiata, magari gustando un panino con salumi e formaggi tipici. Tra le vivaci vie del borgo, infatti, è facile imbattersi in norcinerie e botteghe di prodotti gastronomici artigianali, uno su tutti il famoso Pecorino di Pienza, un’eccellenza del territorio a cui non resisteva neppure Lorenzo il Magnifico, che pare ne fosse molto ghiotto.

Il borgo di Monticchiello

Il borgo di Monticchiello

Monticchiello è una frazione di Pienza che si trova nella parte orientale, a circa 16 chilometri da Montepulciano, quasi al confine con la Val di Chiana.
Si presenta come un classico borgo medievale della campagna toscana, dove il tempo sembra essersi fermato, con stradine tortuose, edifici in pietra, balconi fioriti. In passato era sormontato da una rocca, di cui oggi è rimasta la torre del cassero (il nucleo centrale) e sono ben conservate anche le mura.
Da vedere la Pieve dei Santi Leonardo e Cristoforo, una chiesa in stile romano-gotico risalente al ‘200 con all’interno affreschi della scuola senese.
Monticchiello è conosciuto soprattutto per il suo Teatro Povero, un progetto sociale e culturale che nasce negli anni ’60 per contrastare la crisi economica e la perdita dell’identità locale. Non avendo un teatro vero e proprio, tutto il borgo diventa un palcoscenico diffuso, con spettacoli che vengono messi in scena con la collaborazione di tutta la comunità.

Il borgo di San Quirico d’Orcia

San Quirico D’Orcia

San Quirico d’Orcia è un altro borgo di origine etrusca inserito in un paesaggio da cartolina nelle colline della campagna toscana: da qui parte la tappa 36 della Via Francigena, che la collega a Radicofani lungo 32,5 km tanto impegnativi quanto affascinanti.
Il suo centro storico è attraversato da Via Dante Alighieri, dove si trovano negozi, ristoranti e strutture ricettive: da non perdere la suggestiva Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta, una grande chiesa dagli esterni romanici e gli interni barocchi costruita su un’antica pieve caratterizzata da tre portali completamente diversi tra loro, in quanto realizzati in epoche differenti, dal 1200 al 1700. A est del centro, ci sono gli Horti Leonini, un meraviglioso giardino all’italiana rinascimentale realizzato nel 1580 da Diomede Leoni.
Gli altri luoghi d’interesse si trovano nei dintorni, da esplorare in auto, in bicicletta o dedicandosi al trekking, grazie a percorsi ad hoc. Le mete da segnare sulla mappa sono: i Cipressi di San Quirico, allineati su un’altura lungo la via Cassia che rappresentano l’essenza della Val d’Orcia e, dalla parte opposta, verso Pienza, la Cappella della Vitaleta, una pittoresca chiesetta cinquecentesca posizionata tra due filari di cipressi edificata proprio in questo punto panoramico (raggiungibile solo a piedi, percorrendo una stradina sterrata di circa 700 mt) in quanto tradizione popolare vuole che qui sia apparsa la Madonna a una pastorella.

Il borgo di Bagno Vignoni

Il borgo di Bagno Vignoni

Bagno Vignoni fa rima con benessere. Sono localizzate in questa frazione di San Quirico d’Orcia, infatti, alcune delle terme più famose di tutta la Toscana: il borgo, nonostante sia davvero minuscolo, è molto noto per la sua enorme vasca d’acqua calda che praticamente occupa tutto lo spazio della piazza del paese, chiamata appunto Piazza delle Sorgenti.
Si dice che già all’epoca dei romani ci si immergesse in questa fonte, la cui forma attuale risale al ‘500, circondata da palazzi storici e dal fotografatissimo Loggiato di Santa Caterina, chiamato così perché la religiosa era solita ritirarsi qui in preghiera. Ora farsi un bagno è vietato, ma c’è una splendida soluzione per godere delle proprietà benefiche di queste sorgenti: quella di recarsi alle terme libere di Bagno Vignoni, ubicate all’interno del Parco Naturale dei Mulini, un’area protetta dal 1997 dove si possono anche vedere gli antichi mulini che sfruttavano il defluire delle acque per funzionare. Si tratta di una vasca naturale che raggiunge una temperatura di 38°C, nella quale potersi mettere liberamente a mollo.

Il borgo di Castiglione d’Orcia

Il borgo di Castiglione d’Orcia

A soli 2 chilometri da Bagno Vignoni si arriva in un altro borgo da cartolina, Castiglione d’Orcia. Facciamo subito, però, una deviazione di pochissimi chilometri: per chi avesse ancora voglia di terme il place to be è Bagni San Filippo, una piccola località famosa per il Fosso Bianco, ovvero le sue pozze di acqua calda particolarmente spettacolari perché situate all’interno di un bosco, circondate da formazioni calcaree bianchissime.
Castiglione d’Orcia, invece, ha tutto quello che serve per essere una destinazione fuori dal tempo, che si scorge dalla strada grazie al profilo della sua Rocca Aldobrandesca, costruita sulla cima della collina su cui sorge tutto il paese. Il borgo ha un posizione dominante che permette di godere del bei panorami e il suo centro storico medievale si percorre senza cartina alla mano, ma perdendosi per le viuzze, scoprendo la piazza “Il Vecchietta” da soprannome del maggiore artista del luogo, Lorenzo di Pietro, vissuto nel ‘400, il Palazzo del Comune, la Chiesa di Santa Maria Maddalena e il museo Sala d’Arte San Giovanni: qui sono custodite tre opere di Madonna con il bambino di particolare pregio realizzate da altrettanti famosi artisti della scuola senese del XIV e XV secolo, il già citato Vecchietta, Simone Martini e Giovanni di Paolo.
In una minuscola frazione distante qualche minuto a piedi da Castiglione, Rocca d’Orcia, si trova la Rocca di Tentennano, da includere nel viaggio: la torre si erge per 20 metri su uno sperone di roccia calcarea e le sue prime testimonianze risalgono addirittura all’853 d.C. Si narra, inoltre, che proprio qui Santa Caterina da analfabeta ricevette il dono della scrittura. Approfitta per visitare le mostre d’arte che si organizzano al suo interno e per ammirare le colline da un punto inespugnabile.

Il borgo di Radicofani

Il borgo di Radicofani

Il viaggio tra le bellezze della Val d’Orcia si conclude a sud, a circa 70 km da Siena, a Radicofani, con un borgo attraversato dalla Via Francigena e che possiede patrimonio artistico, culturale e paesaggistico molto affascinante.
Impossibile non citare subito la grande Fortezza, che domina dall’alto tutta la cittadina: è situata su uno sperone di roccia basaltica alto 896 metri e si può scoprire attraverso un percorso guidato lungo i 5 bastioni e i cunicoli sotterranei. La sua storia si lega a quella del nobile ghibellino Ghino di Tacco – di cui si può scorgere una statua nei Giardini Pubblici del Maccione – che riuscì a conquistarla nel 1297. Un’impresa di cui ancora si parla da queste parti (ma non solo), perché Ghino si trasforma in una specie di Robin Hood, rubando ai pellegrini ricchi che andavano a Roma, tanto che il Boccaccio lo definì “il brigante buono” e Dante lo cita nel Purgatorio.
Nella parte meridionale delle mura, si trova un altro luogo con una storia particolare da raccontare: quella del Bosco Isabella, un “giardino romantico esoterico”, come di legge sul cartello d’ingresso, fondato dal garibaldino e senatore del Regno Odoardo Luchini per la moglie Isabella Andreucci e la figlia Matilde: s’ispira ai giardini inglesi, con ponticelli, sentieri e muretti a secco tra cui spicca una specie di piramide in pietra, che conferisce al luogo un’atmosfera misteriosa ricercata appositamente dalla famiglia, che faceva parte di una loggia massonica.
Il principale monumento del centro storico è, invece, la Chiesa romanica di San Pietro, del XIII secolo che fu danneggiata durante la guerra e restaurata nel 1946: il resto sono pittoresche case di pietra, viuzze e piazzette fiorite con panetterie e negozi di alimentari dove recuperare tutte le energie.

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