In Valchiavenna il tempo rallenta e domina il silenzio, tra i paesaggi straordinari delle Alpi e i suoi piccoli borghi che conservano uno spirito rurale. Tra queste montagne, lontani dalla frenesia delle città, scopriamo un mondo che gira al ritmo della natura, dove il cibo è genuino e dove si attende senza fretta la stagionatura dei formaggi all’interno dei crotti.

La Valchiavenna, estremità nord-ovest della Lombardia al confine con la Svizzera, rientra nella provincia di Sondrio, insieme alla Valtellina e alla Val di Livigno. Incastonata tra le Alpi Lepontine e le Alpi Retiche occidentali, è una finestra sul Lago di Como, tra incantevoli laghetti e cascate maestose. Il territorio della valle è suddiviso in tre vallate, che convergono a Chiavenna, il borgo principale: si tratta della Piana di Chiavenna, della Valle Spluga e della Val Bregaglia.

La Valchiavenna tra piccoli borghi, panorami imponenti e acque cristalline

Piccoli borghi storici punteggiano la Valchiavenna, ognuno con i propri tesori da scoprire. I panorami impressionanti della vallata spaziano dal lago di Como alle pendici delle Alpi, fino alle maestose rocce della Val Codera, e invitano a esplorare l’essenza autentica della montagna, dove una vita più lenta resiste alla frenesia cittadina.
La Valchiavenna è caratterizzata da una grande varietà di paesaggi, dalle vette aspre e ripide al fondovalle ricco di scenari unici. Questa valle riesce a soddisfare anche i turisti più esigenti, tra sport outdoor, vera cucina a km0 e antiche tradizioni tramandate di generazione in generazione.
Attraversata dalla Via Spluga, un percorso di 65 km che in sette giorni conduce a Thusis in Svizzera, un tempo attraversata dai lanzichenecchi e oggi battuta da numerosi escursionisti, la valle è una meta perfetta per gli amanti del turismo storico, che cerca tra i piccoli borghi l’autenticità della tradizione. Anche i pellegrini vengono spesso in queste zone, ricche di chiese e cappelle, in particolare per visitare il Santuario di Gallivaggio, posizionato in un anfiteatro alpino naturale di straordinaria bellezza.
Gli appassionati di sport trovano nelle pareti rocciose della bassa Valchiavenna uno dei percorsi di mountain bike più famosi: il Tracciolino. Questo suggestivo tracciato, interamente scavato nella roccia e sovrastante il Lago di Novate Mezzola, regala panorami incomparabili tra le 22 gallerie da attraversare per raggiungere Codera.
In Valchiavenna la tradizione gastronomica è molto ricca, con piatti tipici come gli gnocchetti della Valchiavenna, la polenta taragna, la brisaola e il violino di capra, che è un Presidio Slow Food. Tra i dolci tradizionali da assaggiare ci sono la torta Fioretto, con i fiori di finocchio e i Biscottini di Prosto. La tradizione gastronomica e artigianale del borgo è custodita all’interno dell’ottocentesco Mulino Moro di Bottonera a Chiavenna, una preziosa memoria del passato. Le specialità del territorio si possono assaporare nei crotti, cantine naturali nella roccia dove la corrente d’aria mantiene la temperatura costante tutto l’anno. Ogni settembre diventano i protagonisti della Sagra dei Crotti.

Chiavenna, la perla della Valle

Dove andare in montagna a settembre: Chiavenna

Quasi al confine con la Svizzera e attraversata dal fiume Mera, Chiavenna è Bandiera Arancione del Touring Club Italiano e fa parte di Città Slow, la rete internazionale delle “città del buon vivere”. La sua storia risale all’epoca etrusca, per poi diventare in epoca romana un importante punto di scambio commerciale tra l’Italia e l’Europa.
Il centro storico del borgo è un autentico gioiello, con angoli suggestivi e scorci pittoreschi. Una passeggiata sul ponte sul Mera offre una vista incantevole sulla città e sul paesaggio circostante.
Molti i palazzi nobiliari, tra cui il Palazzo Vertemate-Franchi, una delle più prestigiose dimore del Cinquecento in Lombardia e dove ora si produce il passito Vertemate, e Palazzo Salis, di origine settecentesca, con l’elegante facciata bianco-verde. Il quattrocentesco Palazzo dei Conti Balbiani, feudatari degli Sforza, fu distrutto dai Grigioni e conserva ancora oggi la facciata con le due torri cilindriche laterali. Palazzo Pestalozzi-Luna, del XVI secolo, è il “salotto buono” di Chiavenna, mentre la Collegiata di San Lorenzo è uno dei monumenti più maestosi del borgo. Probabilmente edificata già nel V secolo, oggi presenta un porticato seicentesco, un campanile del Cinquecento e un battistero del 1156. Al suo interno il Museo del Tesoro ospita la preziosissima “Pace”, capolavoro di oreficeria del XI secolo.
Nei dintorni di Chiavenna, immersi nella natura incontaminata, si trovano due importanti riserve naturali: il Parco delle Marmitte dei Giganti, caratterizzato dalle profonde buche di origine glaciale, e la Riserva del Pian di Spagna, ricca di uccelli migratori. Da non perdere è il monumento naturale delle Cascate dell’Acquafraggia, uno dei simboli di tutta la Valchiavenna: offrono uno spettacolo davvero emozionante.

Piuro, il borgo storico in Val Bregaglia

Piuro, il borgo storico in Val Bregaglia

Il nome Prore appare per la prima volta nel 973 d.C. per indicare gli insediamenti nell’attuale Piuro, poi sostituito dal termine Plurium, probabilmente derivato da Petronium, cioè zona di pietre.
Nel XII secolo Piuro si separò dal territorio di Chiavenna, diventando un comune autonomo con un proprio podestà. Il suo successo economico era dovuto all’estrazione e alla lavorazione della pietra ollare, alla lavorazione e all’esportazione della seta e alla sua posizione strategica nei traffici commerciali tra Italia ed Europa. Il 4 settembre 1618 una frana del monte Conto seppellì Piuro, salvando solo alcune frazioni circostanti come Prosto, Borgonuovo, Sant’Abbondio e Santa Croce, dove rimangono chiese e resti storici.
Nella frazione di Sant’Abbondio, accanto alla chiesa omonima, si trova il Museo degli Scavi di Piuro. Tra gli oggetti esposti vi sono spade, monili, oggetti liturgici, stemmi gentilizi, olle e laveggi in pietra ollare. All’ingresso è esposta la campana del 1598, appartenuta alla chiesa sepolta di Santa Maria di Piuro, rinvenuta nel 1639. A Borgonuovo si possono osservare resti dell’antico borgo di Piuro, con l’area archeologica che offre uno sguardo sulle dinamiche della frana del 1618. Qui sono stati trovati scheletri, muri di edifici e tracce di un’officina di tornitura.
Nel 2005 sono iniziati i lavori di recupero di un edificio in località Belfòrt, presso la pista ciclo-pedonale che costeggia il fiume. Questo fabbricato, probabilmente appartenuto a una delle famiglie più ricche dell’antica Piuro, oggi è sede di spettacoli ed eventi.
Il complesso di Palazzo Vertemate Franchi, che ora fa parte del comune di Chiavenna, sorge in realtà in località Prosto, un altro dei borghi diffusi di Piuro. Nella stessa località si trova la chiesa barocca di Maria Assunta, il cui campanile è uno dei più alti della valle. In località Santa Croce, una delle ultime frazioni di Piuro, si trovano la Chiesa dell’Invenzione della Croce, di epoca romanica, e la Ca’ della Giustizia, costruita nel 1642 dopo che la frana distrusse il palazzo del tribunale di Piuro.

Campodolcino, un’oasi di pace sulle sponde del lago Prestone

Campodolcino, un’oasi di pace sulle sponde del lago Prestone

Verso il Passo dello Spluga, uno dei più importanti valichi alpini, si trova Campodolcino, nella Valle Spluga. Situato in un’ampia vallata e circondato da alte montagne in un paesaggio che sembra uscito dalle favole, Campodolcino si estende lungo le sponde del lago Prestone, un piccolo specchio d’acqua artificiale creato dalla centrale idroelettrica locale, che accoglie il corso del fiume Lirio.
Il piccolo borgo è una meta perfetta sia d’estate che d’inverno. In inverno, gli appassionati di sci da discesa possono raggiungere Alpe Motta tramite la funicolare Sky Express, sfruttando gli impianti di risalita della skiarea di Valchiavenna Madesimo-Campodolcino, con 50 km di piste a disposizione. In estate, Campodolcino offre numerosi sentieri per escursioni. Tra le mete più popolari ci sono Starleggia, la conca di San Sisto e il Pian dei Cavalli, un altopiano carsico di grande importanza archeologica grazie ai ritrovamenti di insediamenti risalenti a 10.000 anni fa.
A Campodolcino fa capo l’Ecomuseo della Valle Spluga, una rete di luoghi e di comunità del territorio della Valle Spluga che offre percorsi tematici ed esperienze, con lo scopo di proteggere e valorizzare il territorio della vallata. L’offerta degli itinerari è molto ampia: si va da quelli di interesse naturalistico a quelli storico-architettonici, dai percorsi tra i presidi religiosi a quelli tra i mestieri, fino alla storica Via Spluga, un cammino di 65 km che unisce, tra natura e storia, la Valchiavenna con la Svizzera.

I piccoli borghi di Samolaco

In queste terre è normale che i nuclei abitativi non siano concentrati in un unico luogo ma siano diffusi sul territorio e così Samolaco esiste solo dal punto di vista amministrativo. Summo Lacu, come era chiamato in epoca romana, è un nome che indica una posizione, quella a nord del Lago di Como, e un manipolo di frazioni che occupano circa 45 km quadrati: Casenda, Era, Giumello, San Pietro, Somaggia e molti altri si trovano in una piana verdeggiante su cui pascolano i cavalli avelignesi, dal manto nocciola chiaro e dalla bionda criniera.

Tra le architetture di montagna

Tra gli abitati di Samolaco, Casenda si distingue per l’architettura tradizionale in pietra e legno delle sue abitazioni, mentre Paiedo, a 866 metri di altitudine, ha una storia ricca che è andata perduta con l’abbandono dei suoi ultimi abitanti. Il passaggio dei romani è riconoscibile a Vigazzolo, dove un tempo sorgeva un porticciolo, e nei dintorni della chiesa di San Giovanni all’Archetto, dove resistono poche vestigia delle mura antiche. Più significativa è la chiesa medievale di Sant’Andrea, con affreschi del Cinquecento, raggiungibile salendo da Era, dove si trovano gli uffici comunali. Continuando l’esplorazione di Samolaco si arriva a San Pietro, allo sbocco della Val Mengasca, caratterizzato da un imponente campanile e dalla torre medievale di Colombée, dove avrebbe alloggiato Federico Barbarossa. Oggi la torretta è un museo su quattro piani che raccoglie numerose testimonianze della storia di Samolaco.

Escursioni tra vigneti e castagneti

Le mulattiere raccontano una storia ancora visibile: castagneti e vigneti erano la principale fonte di sostentamento per la popolazione, con i raccolti conservati nei crotti. Camminando su questi sentieri di pietra, si raggiungono località come Monastero e Santa Teresa. Grazie alla bellezza del paesaggio queste aree stanno vivendo un ritorno della popolazione e un significativo recupero edilizio delle case di montagna. Anche la frazione di Ronco è notevole per le sue case, caratterizzate da volte, portali con architravi in pietra e ballatoi in legno, usati un tempo per essiccare le pannocchie. La presenza di numerosi simboli religiosi, soprattutto croci incise su porte o finestre, riflette la religiosità delle persone del luogo.
Un’altra interessante meta di trekking è la Torre di Segname, o di Pamperduto, considerata la più antica fortificazione della provincia di Sondrio. Vale la pena visitare anche la Cà Pipeta, una dimora rustica ed essenziale scavata nella roccia. Il territorio di Samolaco era attraversato dalla Via Francisca, un ramo della Via Regina che costeggiava la riva destra del Lago di Como, collegandosi a Chiavenna e oltrepassando il confine. Un’altra attrazione da non perdere è la cascata della Pissarotta, che si tuffa da un anfratto di roccia, spettacolare in particolare dopo le piogge.

Novate Mezzola: il lago e la riserva naturale

Novate Mezzola: il lago e la riserva naturale

Il Lago di Mezzola è formato dal fiume Mera prima di gettarsi nel Lago di Como, poco più a sud, e si trova nel cuore della Riserva Naturale del Pian di Spagna. Sulle sue sponde c’è Novate di Mezzola, un importante snodo per alcuni dei più affascinanti sentieri naturalistici sulle Alpi, come il Sentiero Roma e il Sentiero Italia.
La Val Codera, raggiungibile solo a piedi o in elicottero, è una tappa imperdibile per chi è in cerca di luoghi incontaminati e remoti. Altre escursioni portano a San Giorgio di Cola, che ospita un piccolo museo, e al Tracciolino, un suggestivo sentiero di gallerie percorribile a piedi e in mountain bike.
A Novate Mezzola ci sono anche diverse architetture significative, come la Parrocchiale, in stile barocco e ricca di affreschi e dipinti del Seicento, dove si trova un organo del 1686. Poco a sud del borgo si trova il Tempietto di San Fedelino, una chiesetta romanica del X secolo, raggiungibile solo in barca da Novate o a piedi da Samolaco. Il tempietto conserva parte degli affreschi originari ed è un esempio pregevole di architettura romanica comasca valtellinese.

Scopri i Borghi più belli d'Italia!
Leggi le guide di Moveo