Piccoli centri medievali ricchi di storia, i borghi della Valdera, o Val d’Era, si trovano in una zona meno conosciuta della Toscana. Sono gioielli disseminati tra le dolci colline pisane in un territorio che prende il nome dall’Era, affluente dell’Arno, tra torri e castelli che conservano ancora il loro fascino antico.

È qui che possiamo trovare la Toscana più autentica, di origini contadine, che tra gli uliveti e i filari di viti lascia intravedere l’ocra dei casolari nascosti dai cipressi. I borghi di questa terra non hanno nulla da invidiare a quelli più blasonati, anzi: basti pensare a Peccioli, vincitore del Borgo dei Borghi di quest’anno che, come vedremo, ha saputo reinventare l’arte contemporanea.

Un viaggio slow tra i borghi più belli della Valdera

Bientina con il suo antico fascino medievale e il Bosco di Tanali; Buti con la splendida Villa Medicea e la Via dei Molini; Casciana Terme Lari con gli impianti termali e le deliziose ciliegie; Lajatico con il Teatro del Silenzio e la rocca di Palaia: sono solo alcuni dei tesori da scoprire in Valdera, che merita un viaggio da fare con lentezza, per assaporarne i panorami e i sapori.
La Valdera è una destinazione perfetta per chi ama la natura e le attività all’aria aperta, tra percorsi di trekking, escursioni a cavallo o in bicicletta su strade panoramiche che attraversano paesini e borghi medievali ricchi di storia, tra ciliegi, vigneti e oliveti. Questo territorio ha saputo mantenere le proprie origini rurali, con i caratteristici casolari toscani color grigio e ocra, spesso riconoscibili dalle file di cipressi che portano all’ingresso.
I numerosi agriturismi locali, inoltre, offrono l’opportunità di gustare la tipica cucina toscana, accompagnata da vino e olio di alta qualità. In estate e in autunno i turisti possono partecipare a visite e degustazioni di prodotti locali e vini nelle cantine aperte al pubblico in occasioni speciali.

Peccioli, Borgo dei Borghi 2024

Scopri Peccioli, il borgo dei "Giganti" | Moveo

Iniziamo il nostro viaggio alla scoperta dei borghi più belli della Valdera proprio da Peccioli, il Borgo dei Borghi di quest’anno, che ha saputo fare di necessità virtù trasformando in opera d’arte un impianto di trattamento rifiuti e diventando così un catalizzatore non solo di bellezza, ma anche di sviluppo economico per il territorio, che comprende piccole frazioni storiche, tra cui Cedri, Ghizzano, Fabbrica, Montecchio, Libbiano e Legoli.
Situato su una collina che domina la Valdera, Peccioli è anche premiato dalla Bandiera Arancione dal Touring Club per la conservazione del paesaggio, l’ospitalità e la valorizzazione del patrimonio culturale. Il borgo ha mantenuto le sue radici rurali grazie alla presenza di aziende vinicole, frantoi, fattorie e agriturismi. Tra le specialità gastronomiche da provare, ci sono l’uva colombana, dal sapore dolce e intenso, e i bastoncelli, cialde all’anice simili alle Nozze di Calcinaia o ai Brigidini di Lamporecchio, ma con una forma ondulata.
La cittadina è riconoscibile già da lontano per il caratteristico campanile della Pieve di San Verano, dell’XI secolo, con le opere di scuola pisana. In Piazza del Popolo si trova il Palazzo Pretorio, che ospita il Museo di Palazzo Pretorio, con collezioni di arte contemporanea volutamente in contrasto con l’impianto medievale del borgo. Il Polo Museale di Peccioli racchiude nel centro storico anche il Museo Archeologico, la Torre Campanaria, opera ottocentesca dell’architetto Bellincioni, e il Museo di Arte Sacra, tutti a ingresso gratuito. Da vedere anche la seicentesca chiesa della Madonna del Carmine, restaurata nell’Ottocento dopo un grave terremoto.
Anche le frazioni nei dintorni di Peccioli offrono molti punti di interesse, come l’antica Pieve di Santa Maria Assunta a Fabbrica e come l’Osservatorio Astronomico di Libbiano. Legoli conserva il Tabernacolo di Benozzo Gozzoli nella Cappella di Santa Caterina. Ghizzano è, invece, un punto di riferimento per l’arte contemporanea, con opere permanenti di artisti come Alicja Kwade e Patrick Tuttofuoco.
Tanti gli eventi organizzati a Peccioli, come la rassegna teatrale Undici Lune, che si tiene ogni anno tra giugno e luglio all’Anfiteatro Fonte Mazzola (che ha anche una sua versione invernale tra dicembre e gennaio), Undici Lune d’Inverno, con spettacoli di strada e laboratori creativi. In marzo, il festival Pensavo Peccioli esplora temi di attualità con importanti personalità del giornalismo, della politica e dell’arte. Ad ottobre si tiene la gara di ciclismo Coppa Sabatini, in memoria del ciclista pecciolese Giuseppe Sabatini, una delle sfide del Giro della Toscana.

Bientina, il borgo in mezzo ai boschi

Bientina, il borgo in mezzo ai boschi

Bientina, un tempo lambita dal Lago di Bientina, che era il più grande della Toscana, ha subito una trasformazione significativa con la bonifica iniziata sotto Cosimo I, che ha rivelato molti reperti di epoca etrusca e romana, oggi conservati nel Museo di Storia Antica di Bientina. A seguito del prosciugamento del lago e del conseguente recupero di terreni adatti all’agricoltura, gli abitanti di Bientina si sono trasformati da pescatori a contadini.
Nonostante nel tempo abbia perso la sua veste medievale, Bientina offre interessanti attrazioni. Nella piazza principale si trova la Chiesa di Santa Maria Assunta, che ospita le spoglie di San Valentino e un Museo d’Arte Sacra che conserva tesori del XVI e del XVII secolo. Nella piazzetta vicina, il restaurato Mastio, ex cassero della città, ospita la Biblioteca Comunale e l’Archivio Storico.
Bientina è un ottimo punto di partenza per esplorare le Terre di Pisa, la Valdera e il Monte Pisano, un’area collinare-montuosa ricca di biodiversità. L’Oasi WWF Bosco del Bottaccio e il Bosco di Tanali, una riserva di 153 ettari, sono molto importanti dal punto di vista naturalistico, con prati umidi, boschi, canneti e piccoli specchi d’acqua, tutti habitat di numerose specie di piante e animali.
Tra gli eventi più importanti del borgo segnaliamo il Palio delle Contrade, o Palio di San Valentino, la terza domenica di luglio, che consiste in una corsa equestre in Piazza Vittorio Emanuele II e in un suggestivo corteo storico che percorre le vie la sera del secondo sabato di luglio.
Il territorio di Bientina è una terra di tartufi: il tartufo bianco delle Colline Sanminiatesi è raccolto da settembre a dicembre, mentre da gennaio ad aprile si trova il Tartufo Marzuolo e da maggio a settembre il Tartufo Nero Scorzone. La prelibatezza locale da assaggiare è, ovviamente, il tagliolino al tartufo bianco.

Buti, sulle pendici di Monte Pisano

Buti, sulle pendici di Monte Pisano

Di probabile origine romana, Buti si trova sulle pendici orientali del Monte Pisano e sulle rive del Rio Magno, circondato da boschi di pini e castagni. La posizione geografica del borgo ha influenzato le attività del territorio: la produzione di olio d’oliva, la raccolta delle castagne, la lavorazione del legno, e, dal XIX secolo, la produzione artigianale di ceste.
Oltre alla famosissima Villa Medicea nel cuore del centro storico, le attrazioni imperdibili di Buti sono il Castel Tonini, la chiesa romanica di San Francesco e quella di Santa Maria delle Nevi, raggiungibile percorrendo la storica Via dei Molini, che porta verso Monte Serra e che un tempo era punteggiata di mulini ad acqua. Di particolare interesse è anche il piccolo Teatro Francesco di Bartolo, costruito nel 1842.
Il Palio di Sant’Antonio è uno degli eventi più importanti del borgo: si tiene a gennaio ed è uno dei più antichi della Toscana, nato nel XVII secolo come quello di Siena. Nei giorni di questa manifestazione storica e folkloristica, i ristoranti locali servono il piatto tipico del borgo, la trippa alla butese, diversa dai piatti tradizionali per l’aggiunta di carne macinata. Le antiche tradizioni di Buti sono celebrate nella Strada dell’Olio dei Monti Pisani, un itinerario enogastronomico che collega Buti con le località produttrici del pregiato olio extravergine di oliva Toscano IGP.
La natura nei dintorni di Buti, infine, offre molte opportunità per fare delle escursioni a piedi o in bicicletta. In particolare, ai piedi di Monte Pisano si trova un’area protetta che tutela un biotopo di Pinus laricio, tra le più alte e maestose specie di pini selvatici.

Casciana Terme Lari, il gioiello da scoprire

Casciana Terme Lari, il gioiello da scoprire

Anche Casciana Terme Lari, come Peccioli, ha ottenuto la Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano per le sue qualità turistiche e ambientali. Formato da due centri principali, Casciana Terme e Lari, conta nel proprio territorio dodici frazioni, ciascuna con una propria identità ben precisa.
Casciana, piccolo borgo dalle case antiche e soleggiate, è conosciuta per le fonti termali bicarbonato-solfato-calciche, con acque che sgorgano a 35,7°C, conosciute per le proprietà terapeutiche già in epoca medievale, quando, nel 1311, Federico da Montefeltro volle qui il primo stabilimento termale.
Lari è caratterizzata dall’imponente Castello dei Vicari, una fortezza medievale circondata da mura con tre porte d’accesso. Il castello, che fu un importante presidio militare della Repubblica Pisana e dimora dei Vicari fiorentini, ospita oggi il Museo Filippo Baldinucci, che raccoglie reperti etruschi e romani, terrecotte dei Della Robbia e affreschi rinascimentali. Nel castello si possono visitare anche il Salone dei Tormenti, le carceri e i sotterranei, legati alla leggenda del fantasma del Rosso della Paola, prigioniero politico.
I sentieri panoramici nei dintorni del borgo conducono alle frazioni di Usigliano, dove si può visitare il Museo delle Attività Agricole, e di Casciana Alta, dove si trova l’Oratorio della Madonna della Cava con la chiesa romanica di San Nicola in Sessana.
Tra gli eventi più interessanti del borgo c’è la storica Sagra delle Ciliegie di Lari, che si tiene ogni primavera dal 1957, e che celebra la produzione di 19 varietà diverse di ciliegie IGP con eventi enogastronomici e culturali, mentre in luglio il Collinarea Festival del Suono offre un ricco cartellone di spettacoli artistici e teatrali. Anche Cascina Terme Lari ha il suo palio: la Fiera e Palio di Santa Lucia si tiene ogni settembre nella frazione di Perignano ed è una competizione tra sei contrade che include giochi e sfilate.

Lajatico, il borgo di origine longobarda

Lajatico, il borgo di origine longobarda

Antico centro di origine longobarda, Lajatico è stato in passato castello dei Conti Pannocchieschi e del vescovo di Volterra, prima di essere conquistato da Pisa e infine da Firenze. Oggi il borgo è un’attrazione turistica internazionale grazie al tenore Andrea Bocelli, che è nato qui e che ha ideato il Teatro del Silenzio, un anfiteatro naturale ricavato nelle colline del borgo che ospita uno spettacolo annuale, a luglio, invitando con artisti di fama mondiale come Laura Pausini, José Carreras e Katherine Jenkins.
Simbolo del territorio è la Rocca di Pietracassia, una delle più importanti architetture altomedievali in Toscana, costruita in epoca longobarda per sorvegliare la strada verso le miniere di rame di Montecatini. La rocca deve il nome a una fenditura in un masso calcareo su cui sorge: cassa infatti significa spaccata.
Nelle vicinanze di Lajatico, Orciatico è un borgo interessante da visitare per i ruderi della rocca con la torre, da cui si gode di una splendida vista sulla Valdera e sui Monti Pisani, famoso anche per l’Osservatorio Astronomico, le castagne e i due mulini a vento del Seicento ancora ben conservati. Orciatico offre anche uno spettacolo geotermico: le Mofette di Borboi, emissioni naturali di anidride carbonica, sono oggetto di studi del CNR.

Capannoli, il borgo fortificato

Capannoli, il borgo fortificato

Il borgo medievale di Capannoli sorge su una dolce collina che si affaccia sulla vallata. In origine sviluppato come borgo fortificato, Capannoli divenne un importante centro commerciale. Il suo paesaggio è caratterizzato da vigneti, oliveti e frutteti, tra cui passano numerosi itinerari dedicati al ciclismo, all’escursionismo e all’equitazione.
Come borgo del vino, Capannoli è una delle tappe della Strada del Vino delle Colline Pisane, in particolare per la produzione del Bianco Pisano di San Torpè DOC. Sulla sommità del colle, chiamato “castello”, perché un tempo vi sorgeva una fortezza, si trova Villa Baciocchi, un edificio tardo-barocco e neoclassico con un parco botanico con oltre 160 tipi di piante esotiche. La villa ospita anche un Museo Zoologico e un Centro Espositivo di Documentazione Archeologica, che raccontano la storia del territorio dalla preistoria al Medioevo, con una sezione dedicata ai reperti etruschi.

Terricciola e i suoi vicoli

Terricciola e i suoi vicoli

La storia di Terricciola, antico borgo di origine etrusca, risale agli ipogei in tufo, realizzati dagli Etruschi e successivamente usati come magazzini per i cereali e il vino. Il borgo conserva nel suo stemma, metà croce pisana e metà giglio fiorentino, la sua identità divisa, dovuta alla contesa delle sue terre tra i Vescovi di Volterra, Pisa e la Repubblica di Firenze.
Nella parte alta del paese si trova la Chiesa di San Donato, con gli interni in stile neoclassico e una Madonna con Bambino e Santi attribuita ad Anton Domenico Bamberini. Poco distante, sulla strada per Chianni, sorge il Santuario della Madonna di Monterosso, un antico castello di guardia con un porticato ottocentesco. Le frazioni di Soiana e Morrona sono altrettanto interessanti: Soiana è nota per il campanile barocco del Bellincioni e per la Pieve de’ Pitti, mentre Morrona ospita la Badia di Santa Maria, ora floride viticolture.
A Terricciola si svolge ogni maggio il Festival della Fragola, che anima il borgo per due weekend con stand gastronomici, concerti, degustazioni, mostre e spettacoli. Ad agosto, nella frazione di Soiana, c’è la Festa in Castello, con il tradizionale Gioco del Panforte, una gara contadina di lancio del panforte, il dolce tipico toscano: vince chi lo tira più lontano.

Ponsacco, tra Pisa e Firenze

Ponsacco, tra Pisa e Firenze

Sulla confluenza del Cascina con l’Era, la posizione di Ponsacco ha avuto un’importanza strategica fin dall’antichità. Originariamente chiamata Pons Sacci, il suo primo insediamento, al confine tra le tra la Repubblica di Pisa con quella di Firenze, divenne presto un castello fortificato. Nel corso dei secoli, il territorio è alternativamente passato di mano tra le due repubbliche, elemento di cui restano diverse testimonianze. La Chiesa di San Giovanni Evangelista, la cui esistenza era già documentata nel 1374, ha subito nel tempo diversi rifacimenti, l’ultimo nel 1836, e un completo restauro nel 1986. All’interno conserva diverse opere di pregio, come una statua della Madonna in terracotta policroma attribuita a Benedetto da Maiano. Accanto alla chiesa si trova un campanile neoclassico costruito tra il 1862 e il 1873, caratterizzato da una forte inclinazione dovuta a un errore durante la costruzione.
In Piazza della Repubblica si trova l’Oratorio della Madonna della Tosse, che custodisce una tavoletta di terracotta scura di autore ignoto. In PiazzaSan Giovanni, accanto alla chiesa, si trova la quattrocentesca Antica Pievania: al suo interno è conservata l’antica campana fusa nel 1372, con inciso lo stemma di Ponsacco con l’Arma Pisana.

Chianni, tappa del gusto

Chianni, tappa del gusto

Borgo medievale di origine etrusca, il territorio di Chianni è stato conteso tra il vescovo di Volterra e la Repubblica di Pisa, prima di passare sotto il dominio di Firenze all’inizio del Quattrocento.
In mezzo alla tipica campagna toscana, qui si possono fare bellissime passeggiate nella natura, tra colline coltivate e boschi di querce, da dove provengono i prodotti locali utilizzati nei piatti tipici, celebrati nelle feste enogastronomiche, come la Sagra del Cinghiale, una delle più antiche della Toscana, che dal 1976 ogni novembre offre cene a tema e altre specialità, con degustazioni, eventi e attività per bambini. O come la festa del marrone di Rivalto, frazione di Chianni, che a ottobre celebra questa varietà di castagna, protagonista della cucina locale. Il borgo medievale di Rivalto, inoltre, ospita il Santuario della Madonna del Carmine, un edificio del XVIII secolo immerso nei boschi.
Tra le attrazioni principali di Chianni ci sono la Chiesa di San Donato, di origine medievale, che ha subito un completo rimodellamento nell’Ottocento e che ospita un altare in marmo policromo della fine del XVII secolo, e la Chiesa sotterranea della Santissima Annunziata, costruita probabilmente nei primi anni del XVIII secolo, notevole per gli affreschi settecenteschi di Giovanni Battista Tempesti che ornano volta e pareti.
Prendendo la strada verso Castellina Marittima e camminando nel bosco, si raggiunge lo spettacolo delle Cascate del Ghiaccione sul torrente Carbonia. La più bella è la seconda cascata, con un salto di circa 10 metri e una pozza di acqua fredda dove è possibile fare il bagno.

Palaia, un borgo ricco di storia

Palaia, un borgo ricco di storia

Palaia è uno dei luoghi più ricchi di storia della Valdera: ha origini che risalgono al IV secolo a.C., come dimostrano i ritrovamenti di epoca etrusca. Nel Medioevo, il castello, menzionato già nel 986, fu conteso tra Pisa, Firenze e Lucca per la sua posizione strategica. L’epoca d’oro di Palaia fu tra il XIII e XIV secolo, quando furono costruite la Pieve di San Martino nel 1279, situata poco fuori le mura del borgo, e la Chiesa di Sant’Andrea, una chiesa romanica che ospita opere preziose come il Crocifisso ligneo di Andrea Pisano e la Madonna con Bambino di Francesco di Valdambrino.
Nel centro del paese si trova la Torre dell’Orologio, detta Arco del Podestà, che un tempo era la porta civica, diventata poi Torre Civica delle Ore nel 1655. Il Palazzo del Municipio, con i tre piani e i dettagli classici, domina Piazza della Repubblica.
Anche Palaia è un antico centro rurale, dove la memoria delle tradizioni è ancora viva. Nelle frazioni vicine, come Montefoscoli e San Gervasio, si possono visitare i musei dedicati alla cultura contadina, che conservano gli attrezzi e gli utensili dell’epoca.
Tra le antiche dimore storiche da visitare c’è, in Località Montanelli, Villa Saletta, un borgo-fattoria costruito tra il Cinquecento e il Settecento, famosa per essere stata location di film come La Notte di San Lorenzo dei Fratelli Taviani e Io e Napoleone di Paolo Virzì. Un altro luogo denso di fascino è il borgo disabitato di Toiano, immerso tra le colline e i calanchi di sabbia.
Tutto il territorio di Palaia offre numerose occasioni per visitarlo, dalle rassegne teatrali e musicali estive come la Rassegna Teatro Popolare Mauro Monni e Lirica Sotto le Stelle, alle sagre enogastronomiche come la Festa della Civiltà Contadina di Montefoscoli e la rassegna Notti d’Estate. Infine, un altro evento imperdibile è la Mostra Mercato del Tartufo e del Fungo Porcino di Forcoli, che da oltre 30 anni celebra in ottobre il pregiato tubero e i prodotti tipici del territorio.

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