I borghi della Valle d’Itria sono tra i più belli della Puglia: situati nella parte meridionale dell’altopiano delle Murge, sono racchiusi nella vallata che corrisponde alla depressione carsica tra Locorotondo, Cisternino e Martina Franca, nella cosiddetta Valle dei Trulli.

Forse dal nome meno conosciuto rispetto al Gargano o al Salento, la Valle d’Itria è in realtà famosissima per i trulli, le tipiche abitazioni in pietra a forma di cono, per i bianchi borghi tutti da scoprire, per le masserie e per il paesaggio rurale, caratterizzato dall’uso massiccio della pietra locale nella costruzione dei muretti a secco che delimitano i terreni coltivati a vigne e a ulivi. L’atmosfera agreste permane nella genuinità autentica di questo territorio, che resta legato a feste e tradizioni in un ambiente che negli ultimi anni è diventato chic e alla moda. Quella stessa atmosfera che, però, ci porta verso il turismo sostenibile, fatto di esperienze come il Cammino Materano, che passa anche tra i borghi della Valle d’Itria, o come il pellegrinaggio della Via Francigena, che vede in Ostuni una delle sue tappe.

I borghi più belli della Valle d’Itria

Se il turismo in Italia è in crescita lo dobbiamo anche a queste terre autentiche, tra i trulli circondati da distese infinite di vigneti e di uliveti, al paesaggio senza tempo, a borghi indimenticabili come Alberobello, Locorotondo, Cisternino e Martina Franca, al bianco fulgente di Ostuni.
Luoghi in cui la vita scorre tranquilla, tra profumi e sapori del passato che si fondono con il presente, tra le masserie trasformate in resort modernissimi, antiche dimore nascoste tra giardini di erbe aromatiche e terrazze panoramiche che si stagliano sul mare turchese. Gli ulivi secolari si alternano ai pascoli, le dune fossili alle spiagge incantevoli. A Egnazia nuoterai tra gli scavi archeologici, a Torre Guaceto in un’area marina protetta. Sono i borghi della Valle d’Itria, meta ideale per chi questa estate è in cerca un turismo lento ed esperienziale.

L’Ecomuseo diffuso della Valle d’Itria che valorizza il territorio

L’Ecomuseo della Valle d’Itria vuole omaggiare la cultura, le tradizioni ed il paesaggio della Murgia sud-orientale, in un viaggio immersivo nelle tradizioni artigianali ed enogastronomiche del territorio. Questo museo diffuso uno dei più grandi d’Europa – coinvolge i comuni di Alberobello, Cisternino, Fasano, Locorotondo, Martina Franca e Monopoli. L’Associazione Ecomuseale della Valle d’Itria documenta, recupera e valorizzare il territorio attraverso le tradizioni locali e le pratiche artigianali, come la lavorazione della pietra, del ferro, del legno, della ceramica e della terracotta. Inoltre, organizza passeggiate nella natura per esplorare lame e giardini di pietra, permettendo così ai visitatori di scoprire le bellezze della valle.

I trulli di Alberobello

Strisce blu a Alberobello: orari, tariffe e come pagare il parcheggio

I trulli in pietra a secco di Alberobello regalano un panorama che è stato riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco. A circa 50 chilometri da Bari, questo borgo è caratterizzato da un centro storico ricco di fascino.
Qui si trova il Museo del Territorio “Casa Pezzolla”, che offre un viaggio nella cultura locale, illustrando le attività produttive principali della zona, come la viticoltura e la coltivazione del grano. Il museo ha la particolarità di essere ospitato in un complesso di 15 trulli comunicanti, sulla storica Piazza XXVII Maggio.
Il Rione Monti e il Rione Aia Piccola sono i quartieri più antichi di Alberobello, con oltre 1.000 trulli, tra cui spicca il Trullo Sovrano, unico esempio di trullo a due piani. Costruito nel XVIII secolo, era in origine la residenza del sacerdote Cataldo Petra, per poi avere nel tempo diverse funzioni, tra cui spezieria e oratorio. Riconosciuto Monumento Nazionale e inserito nella lista dei siti Unesco, oggi il Trullo Sovrano, che al suo interno conserva gli arredi e gli oggetti originali, ospita eventi culturali.
In un trullo del Rione Aia Piccola c’è il Museo dell’Olio, che rende omaggio all’olio pugliese, eccellenza della gastronomia regionale, mostrando le varie fasi della sua produzione attraverso attrezzi storici e fotografie d’epoca.
Tra i monumenti di interesse di Alberobello, c’è la Chiesa di Sant’Antonio, con la cupola alta 21 metri, e la Basilica Minore dei Santi Medici, che custodisce le immagini della Madonna di Loreto e dei santi patroni Cosma e Damiano. Alberobello, inoltre, è una Bandiera Arancione del Touring Club Italiano grazie alla sua eccellente offerta ricettiva e l’armonia architettonica.

Locorotondo, il borgo dalla planimetria circolare

Locorotondo

Locorotondo, sull’altopiano della Valle d’Itria, è caratterizzato da un affascinante abitato circolare di case bianche. Riconosciuto tra i borghi più belli d’Italia, e premiato con la Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano, si trova a meno di 10 km da Alberobello. Il suo nome deriva proprio dalla forma circolare del suo centro storico, sorto attorno all’anno mille, e composto da casette bianche costruite dagli agricoltori sulla sommità del colle. Tra queste spiccano le cummerse, abitazioni tipiche dal tetto spiovente, che oggi, ristrutturate, fanno parte di uno dei primi alberghi diffusi in Puglia per offrire ospitalità ai turisti.
Nel centro storico di Locorotondo si trovano numerose chiese, tra cui la Chiesa dell’Addolorata, la Chiesa dello Spirito Santo, la Chiesa di San Nicola, la Chiesa di San Rocco, la Chiesa della Madonna della Catena, la Chiesa di Santa Maria della Greca, con le statue dei Santi Pietro e Paolo, e la Chiesa Madre di San Giorgio, che custodisce una scultura di San Giorgio a cavallo.
Locorotondo fa anche parte di due percorsi turistici molto interessanti: la SS172, ossia la Strada dei Trulli, perfetta per un viaggio on the road in moto, che passa anche da Alberobello e da Martina Franca, e la Strada del Vino, che, attraversando la Valle, consente di assaggiare l’ottimo vino bianco DOC di queste terre.

Cisternino, un borgo “da gustare”

Borghi enogastronomici d'Italia: Cisternino

Camminare tra le strade Cisternino offre ai visitatori la possibilità di passeggiare tra i vicoli lastricati di chianche, le lastre in pietra calcarea tipiche di questi luoghi, e di gustare la rinomata carne alla brace nei tradizionali fornelli pronti. Passeggiando per i quartieri storici di Bère Vécchie, Scheledd, u Pantène, L’ìsule e u Bùrie, si respira l’autentica atmosfera di questo borgo, tra le case bianche e i balconi fioriti.
Il centro storico è caratterizzato da dimore storiche come il Palazzo del Governatore, esempio di barocco pugliese, il cinquecentesco Palazzo Vescovile, Palazzo Amati, Palazzo Lagravinese e Palazzo Ricci-Capece con la Torre del Vento. Altrettanto suggestive sono le chiese, tra cui la Chiesa di Sant’Antonio, la Chiesa di San Quirico e la Matrice dedicata a San Nicola di Patara, costruita nel XIV secolo su una chiesa paleocristiana.
Uno dei punti di accesso principali al borgo è la Torre Grande, o normanno-sveva, sormontata da una piccola statua di San Nicola. Nel lunedì di Pasqua, la tradizione vuole che la popolazione si rechi al Santuario della Madonna d’Ibernia, portando con sé u chrruchl, un dolce propiziatorio a forma di borsetta con uova sode per gli uomini e a forma di bambola con un uovo nel grembo per le donne.
Anche Cisternino vanta la Bandiera Arancione grazie alla sua eccellente offerta e accoglienza verso i turisti. Il centro storico, infatti, è accessibile e ben gestito e si presenta armonioso e omogeneo, con case bianche di calce, vicoli adornati di gerani, scalinate, logge e archi.
Se la cucina pugliese è rinomata per la sua eccellenza, questo vale ancora di più per i sapori di Cisterino, famoso per i fornelli pronti, ossia le macellerie con forno a legna dove si possono gustare specialità locali come gli gnummareddi, i fegatini e le bombette, accompagnate da un buon bicchiere di vino locale.

Ostuni, la città bianca

Cosa vedere a Ostuni, la città bianca nel Salento

Arroccata su tre colli nella Valle d’Itria, Ostuni, la Città Bianca, è caratterizzata da un incantevole dedalo di stradine imbiancate a calce, animate da botteghe artigiane e ristoranti tipici. Situata a 218 metri sul livello del mare, a 8 km dalla costa adriatica, Ostuni è famosa per il suo bianco smagliante.
Tra i luoghi di interesse situati nel centro del borgo c’è la quattrocentesca Cattedrale in stile romanico-gotico, con il magnifico rosone a 24 raggi e l’ex Monastero carmelitano, che oggi ospita il Museo delle Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale, dove si può ammirare il calco di Delia, una donna in gravidanza vissuta 25.000 anni fa. La Piazza Beato Giovanni Paolo II è dominata dal Palazzo Vescovile e dal vecchio Seminario, collegati dall’Arco Scoppa. Al piano terra del Palazzo dell’Episcopio si trova il Museo Diocesano, che conserva un prezioso patrimonio storico-artistico.
Il centro storico, circondato dalle mura aragonesi che si aprono sulla Porta Nova e sulla Porta San Demetrio, è ricco di chiese e dimore signorili.
Meritano una visita il Frantoio Ipogeo Lacopagliaro, di epoca medievale, un museo della civiltà rurale con le antiche presse in legno e le macine in pietra, e le masserie storiche, che risalgono al XVI secolo e che rappresentano un’importante testimonianza delle tradizioni agricole del territorio. Infine il litorale di Ostuni, che si avvale della Bandiera Blu e della Bandiera Verde, è composta da 17 chilometri di spiagge, calette sabbiose, scogli e dune coperte di macchia mediterranea. Nel Parco Regionale delle Dune Costiere, inoltre, che si estende da Torre San Leonardo a Lido Morelli, ci sono anche laghetti di acqua salmastra e dune fossili.

La barocca Martina Franca

La barocca Martina Franca

Situata sulle colline orientali della Murgia, a metà strada tra lo Ionio e l’Adriatico, Martina Franca prende il nome in parte da San Martino, che secondo la leggenda salvò i suoi abitanti dalle invasioni nemiche, e in parte dalle franchigie fiscali concesse da Filippo d’Angiò.
Questo borgo, uno dei più popolosi della provincia di Taranto, è ricco di architetture barocche, tra gli splendidi palazzi che ne riflettono la storia. Il centro storico si distingue per le casette bianche disposte verticalmente lungo stradine tortuose e per il sontuoso barocco di edifici come Palazzo Ducale, Palazzo Martucci, Palazzo dell’Università, Palazzo Motolese, Palazzo Maggi, Palazzo Ancona e la Basilica di San Martino, che ospita le opere di Stefano da Putignano e Giuseppe Sammartino. La campagna circostante conserva un’anima rurale, con i caratteristici trulli e le coltivazioni delimitate dai muretti a secco.
I buongustai devono assaggiare i due prodotti di eccellenza del borgo: il vino Martina Franca Doc, dal colore verdolino o paglierino, il profumo gradevole e dal sapore asciutto e delicato, e il saporito capocollo, un salume ottenuto da maiali allevati nei boschi circostanti.
Proprio qui si tiene il Festival della Valle d’Itria, una delle più antiche manifestazioni estive dedicate all’opera e alla musica vocale e la più importante del Mezzogiorno, che quest’anno (dal 17 luglio al 6 agosto) celebra la cinquantesima edizione, un impegno che gli è valso il prestigioso Premio Abbiati, assegnato dall’Associazione Nazionale Critici Musicali.

Fasano, tra dolmen e ulivi secolari

Fasano, tra dolmen e ulivi secolari

Circondata da masserie, uliveti secolari, dolmen e resti archeologici, Fasano si distingue per le viuzze del borgo storico, caratterizzato da archi, pareti bianche e piccole piazze. Situata tra il Salento e la Terra di Bari, è vicina al mare Adriatico e al Parco Naturale Regionale Dune Costiere.
Il centro storico conserva il Torrione delle Fogge, antico accesso alla città, la Chiesa Matrice, del XVII secolo, e la Chiesa del Purgatorio. L’Arco del Cavaliere conduce al Palazzo Baliale, oggi sede del municipio, mentre i corsi principali della città offrono una vista sugli splendidi palazzi del XVIII e XIV secolo.
I dintorni di Fasano offrono attrazioni imperdibili, come gli scavi archeologici di Egnazia, e lo Zoosafari, il più grande parco faunistico d’Italia, conosciuto anche come Fasanolandia. Il Parco Archeologico di Egnazia, vicino al mare, conserva reperti di epoca messapica e romana. Tra le rovine, spiccano l’Anfiteatro, il Foro, la Basilica civile e il Sacello delle divinità orientali. L’adiacente Museo Archeologico offre un ulteriore approfondimento sulla storia del sito.
Da non perdere, inoltre, ci sono il Dolmen di Montalbano, che risale all’Età del Bronzo, e il Tempietto di Seppanibale del IX secolo, con gli affreschi di scuola benedettina.
Numerose le masserie, molte delle quali trasformate in agriturismi e resort, che offrono un’immersione nella storia locale. La Masseria Sant’Angelo de’ Graecis ospita il Museo dell’Olio d’Oliva, mentre la selva circostante (in località Selva di Fasano) è ideale per passeggiate all’ombra di lecci, querce e castagni. La costa di Fasano, lunga 18 chilometri da Savelletri a Torre Canne, ha ottenuto la Bandiera Blu per la qualità dell’acqua e delle spiagge e per la cura dell’ambiente.

Carovigno e la Riserva di Torre Guaceto

Carovigno e la Riserva di Torre Guaceto

Carovigno è un pittoresco borgo con archi in pietra e le caratteristiche case imbiancate all’interno della cinta muraria rinforzata da due torri quadrate e due circolari. Un tempo fiorente centro messapico, oggi è un territorio rinomato per la produzione di olio d’oliva di alta qualità.
Il Castello Dentice di Frasso, di probabile costruzione normanna e dalla peculiare pianta triangolare, si staglia dal punto più alto del borgo e domina lo sguardo. Tra i monumenti di rilievo è imperdibile la Chiesa Madre di Santa Maria Assunta, che risale probabilmente al XIV secolo e che conserva elementi rinascimentali del XVI secolo, come l’abside e il rosone. A breve distanza da Carovigno, su un promontorio affacciato sul mare, si trova Torre Guaceto, una costruzione cinquecentesca che sovrasta la Riserva Naturale dello Stato e l’Area Marina Protetta omonima.

La Riserva Naturale e l’Area Marina Protetta di Torre Guaceto

Tra secolari oliveti, dune e paludi, la Riserva di Torre Guaceto invita i visitatori a partecipare a iniziative didattiche ed escursioni a piedi o in bicicletta lungo i sentieri immersi nel verde.
La Riserva Naturale si estende per circa 1.200 ettari, divisi in due aree principali. La zona interna offre un paesaggio mediterraneo con dune, paludi e vasti oliveti secolari, simboli della tradizione agricola pugliese. Avvicinandosi al mare, la zona umida ospita una ricca fauna di uccelli, anfibi e insetti tipici di questo habitat. Durante tutto l’anno, la riserva propone numerose attività sportive come trekking, ciclotrekking e seawatching, oltre a varie iniziative didattiche per l’educazione ambientale.
L’Area Marina Protetta, dominata dalla secolare torre costiera, si estende lungo la costa, tra Punta Penna Grossa e gli scogli di Apani, su un tratto di 8 chilometri. La riserva è caratterizzata dalle dune costiere, con alcune dune grigie che raggiungono i 15 metri di altezza. A sud della torre costiera la costa è lineare e composta da una falesia argillosa, mentre a nord della torre il litorale diventa roccioso e frastagliato, formando piccole insenature, mentre verso Punta Penna Grossa si trasforma ancora in in una spiaggia bassa e sabbiosa. I fondali rocciosi della riserva sono ideali per il seawatching, mentre i fondali sabbiosi ospitano il Posidioneto e il Coralligeno. La spiaggia di Torre Guaceto è inoltre accessibile per le persone con disabilità grazie a una pedana apposita.

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