Totalmente compreso all’interno della provincia di Perugia, questo territorio ricco di storia, arte, cultura, natura e spiritualità è una continua sorpresa per ogni viaggiatore.

La Valle Umbra è una vasta area che si estende tra le città di Perugia e Spoleto: è caratterizzata da dolci colline, uliveti, vigneti e campi coltivati che creano un paesaggio mozzafiato che incanta i visitatori. I borghi medievali sono ben conservati e punteggiano tutto il territorio, offrendo un viaggio nel tempo attraverso le loro stradine acciottolate e le antiche mura.

La Valle Umbra: un gioiello (quasi) nascosto

La Valle Umbra, o Valle Spoletana, è una destinazione da mettere in cima alla propria lista dei desideri quando si vuole fare un viaggio on the road per prendere una pausa dalla città, sotto il segno dello slow living, privilegiando passeggiate, trekking e cicloturismo. Si tratta di una regione che offre una combinazione unica di bellezze naturali e artistiche, tradizioni culinarie e ospitalità calorosa, tra sagre e rievocazioni storiche.
Si raggiunge (e si percorre) comodamente in auto, ma anche per chi si muove in treno non è complicato organizzarsi: le principali località di Perugia e Spoleto sono ben collegate con il resto dell’Italia (la prima ha anche l’aeroporto), e una volta raggiunte è possibile iniziare l’esplorazione utilizzando i mezzi pubblici o noleggiando un veicolo.
Castelli, fortificazioni, vigneti, uliveti, abbazie e chiese con meravigliosi affreschi: sono queste le maggiori attrazioni che troverai visitando Assisi, la patria di San Francesco al quale questa parte di Umbria è particolarmente legata, Spello, Foligno, Trevi, Spoleto, Montefalco e Bevagna. Si trovano tutte a una manciata di chilometri l’uno dell’altra: una vera fortuna.

Assisi, sulle orme di San Francesco

Assisi, sulle orme di San Francesco

Conosciuta come la città di San Francesco e la Città della Pace, Assisi è un borgo medievale di 30.000 abitanti, meta da secoli di pellegrinaggi, che affascina per le sue ricchezze artistiche, paesaggistiche e culturali, nonché per la forza spirituale che emana.
Da visitare la Basilica di San Francesco, dedicata al Patrono d’Italia e diventata uno dei simboli del cattolicesimo: si divide in complesso di due chiese Superiore e Inferiore, dal 1230 custodisce le spoglie del Santo e preziosissimi affreschi di artisti quali Giotto e Cimabue che ne raccontano la vita.
Un altro luogo dove fare tappa è la Basilica di Santa Chiara, dov’è sepolta la religiosa dal 1260, così come sono da vedere il Museo Diocesano e la Cripta di San Rufino, dove San Francesco si ritirava in preghiera. Passeggiando per le vie del centro, ci si imbatte nel particolare Tempio di Minerva, risalente al I secolo, con le imponenti colonne a capitello corinzio, e il Palazzo dei Priori, sede in passato del potere politico.
Nei dintorni di Assisi, le mete sono altri due luoghi importanti per i devoti del Santo. Il primo è Santa Maria degli Angeli, dove morì nel 1226, con la sua Cappella della Porziuncola: qui San Francesco ebbe la sua vocazione di vivere in povertà, accolse Santa Chiara e andò in scena il Perdono di Assisi, ovvero un’indulgenza plenaria riservata ai peccatori. Il secondo è l’Eremo delle Carceri, costruito intorno alla grotta dove il Santo andava a meditare: immerso nella verde vegetazione del Monte Subasio, il sito ospita due lecci monumentali, di rara bellezza.
Per gli amanti della natura, della spiritualità e dell’arte contemporanea, da non perdere il Bosco di San Francesco: un parco di 64 ettari collocato ai piedi della Basilica dove passeggiare tra sentieri in mezzo a campi e uliveti (con area pic-nic) dove andare alla scoperta dell’opera di land art di Michelangelo PistolettoTerzo Paradiso: bene FAI, è consigliato chiamare o scrivere prima di programmare la visita.

Spello, il borgo dei fiori

Spello, il borgo dei fiori

Situato ai piedi del Monte Subasio, Spello compare in ogni classifica dei borghi da vedere non solo dell’Umbria, ma di tutta Italia. In primavera e in estate è un tripudio di fiori colorati, che invadono i davanzali e i muri delle case con i bei mattoni a vista, regalando grazie alle sue strette vie acciottolate di origine medievale scorci da cartolina. A proposito di religione, anche questo paesino arroccato ha la sua tradizione: quella delle Infiorate, che avvengono durante il Corpus Domini, tra la fine di maggio e l’inizio di giugno. Ogni anno in questa ricorrenza le strade diventano delle vere e proprie tele, con disegni solitamente a tema sacro realizzati con i petali di fiori da artisti locali che le ricoprono come un manto.
E le “sorprese” di Spello non finiscono qui: il suo centro storico, infatti, custodisce una perla come la Cappella Baglioni nella Collegiata di Santa Maria Maggiore, con all’interno il ciclo di affreschi capolavoro del Pinturicchio e il pavimento di maiolica in ceramica derutese.
Anche nella Chiesa di Sant’Andrea, risalente al ‘200 vi è una grande tavola del Pinturicchio, mentre per chi vuole andare ancora più a ritroso nel tempo e scoprire l’antica Hispellum, il place to be è Villa dei Mosaici, risalente all’epoca imperiale con meravigliose decorazioni a motivi floreali, animali selvatici e fantastici e scene di vita. Da segnalare anche la Cappella Tega, il Palazzo Comunale, Palazzo Cruciani e le mura romane, considerate le meglio considerate d’Italia. Una foto romantica? Quella in Vicolo dei Baci, uno dei più fioriti del borgo.

Foligno, “lu centru de lu munnu”

Foligno, "lu centru de lu munnu"

Foligno si trova a metà della Valle Umbra, in territorio pianeggiante, ed è attraversata dal fiume Topino. Perché è una tappa da non lasciarsi sfuggire anche se non è propriamente un borgo?
Tra i motivi c’è sicuramente il fatto che qui si trova il centro del mondo: si dice che sia la città stessa per la sua forma ellittica a ombelico, ma in passato lu centru de lu munnu veniva localizzato in un birillo posto nel mezzo di un biliardo del Gran Caffè Sassovivo, che sorgeva in Via Cavour e che ora è stato sostituito da un’altra attività commerciale. Peccato che non ci sia più, ma la visita sarà ampiamente ripagata da altre chicche: Foligno può essere percorsa a piedi, ammirando Palazzo Trinci in Piazza della Repubblica, un bellissimo edificio di architettura tardo gotica, con all’interno un ciclo di affreschi dedicato alle sette età dell’uomo (Infanzia, Adolescenza, Giovinezza, Virilità, Maturità, Vecchiaia, Decrepitezza) commissionato per celebrare la potente famiglia di Ugolino III, signore della città tra il 1386 e il 1415.
Oppure ci si può stupire al Centro Italiano Italiano Arte Contemporanea, il CIAC, nell’ex chiesa della SS. Trinità in Annunziata davanti al grandioso scheletro umano di 24 metri steso a terra opera dell’artista Gino de Dominicis e chiamato Calamita Cosmica. E ancora, passa un po’ di tempo nel Museo della Stampa di Palazzo Orfini, dove venne stampata nel 1472 la prima copia della Divina Commedia di Dante Alighieri e nell’Oratorio della Nunziatella, dov’è custodito il Battesimo di Gesù Cristo dipinto da Il Perugino.
Un luogo piuttosto suggestivo è il Portico delle Conce, che si affaccia sul Canale dei Mulini, dove nel medioevo erano ubicate le concerie e che riprende vita durante la Giostra della Quintana, una rievocazione storica che si svolge a giugno e a settembre, con cavalieri, nobili e dame che sfilano in abiti barocchi.
Mentre saluti Foligno, imposta sul navigatore un paio di deviazioni: la prima verso il piccolo Borgo di Rasiglia, soprannominato la “Venezia dell’Umbria” o “borgo dei ruscelli” per i suoi numerosi corsi d’acqua e poi verso il tempietto longobardo sul Clitunno, patrimonio Unesco, e Campello sul Clitunno, con il suo castello e le sorgenti dell’omonimo fiume.

Trevi, la regina degli ulivi

Trevi, la regina degli ulivi

A soli 12 chilometri da Foligno, su un’altura a 412 metri d’altezza, si trova Trevi, tra i borghi più belli d’Italia. Perché andare? Semplice, la piccola cittadina è chiamata la “Regina degli Ulivi“, fa parte dei comuni delle “Terre dell’olio e del Sagrantino” e il suo prodotto più iconico è il sedano nero, lodato da Carducci e Goethe, ora Presidio Slow Food: il periodo migliore per gustarlo è ottobre, in concomitanza con la sagra a lui dedicata in partnership con quella della salsiccia di Trevi, altra specialità locale.
Non sono solo i piaceri del buon cibo ad attirare i visitatori: il centro conserva ancora i resti delle sue origini romane, anche se è il medioevo a farla da padrone, con strette vie saliscendi, dove si incontrano edifici intrisi di storia, come il Palazzo Comunale con il Torrione duecentesco e la Chiesa di San Francesco, in stile gotico, con all’interno conservata una tela con raffigurata una scena della vita del Santo. Di fianco c’è la Pinacoteca Civica, con opere del Pinturicchio.
Se ami l’arte contemporanea anche qui non resterai deluso, puntando su Palazzo Lucarini, sede del museo. Lungo la Flaminia, a pochi minuti di auto da Trevi fai tappa nella frazione di Matigge, dov’è posizionata una torre di difesa che non passa di certo inosservata per la sua possenza per poi proseguire verso Bovara, dove visitare l’Abbazia di San Pietro, fondata nel 1158 dai frati benedettini.

Spoleto, sotto il segno della cultura

Spoleto, sotto il segno della cultura

Spoleto è uno dei borghi più famosi di tutta l’Umbria, un vero gioiellino dove godere di bellezze artistiche e paesaggistiche davvero notevoli, con un salto nel passato romanico e medievale di un piccolo comune che anche una recente fiction ha celebrato, con tanto di percorsi turistici ad hoc.
Stiamo parlando di Don Matteo, che un po’ come il commissario Montalbano in Sicilia, ha portato numerosi appassionati alla scoperta della sua “patria”, nonostante Spoleto non abbia bisogno di notorietà: è qui che ogni anno viene organizzato in estate il Festival dei Due Mondi, una manifestazione internazionale che unisce arte, musica, cultura e spettacolo. Il borgo è una continua sorpresa e il fatto di essere catapultati in un luogo speciale lo si sente già quando compaiono all’orizzonte il Ponte delle Torri, un maestoso ponte-acquedotto di 230 metri con 10 arcate ogivali e 9 piloni che unisce Monteluco e Colle Sant’Elia e la Rocca Albornoz, massiccia fortificazione voluta da papa Innocenzo VI intorno al 1360 che si erge proprio su quest’ultima altura in una posizione dominante. Una comoda passeggiata panoramica sulla Valle Spoletana è quella del Giro dei Condotti, che costeggia i due monumenti per 3 chilometri.
Il borgo offre tante altre attrazioni per un tuffo nella storia, come il famoso Duomo nel centro con le sue testimonianze artistiche e architettoniche che attraversano i secoli e la scenografica scalinata, la Basilica di San Salvatore di epoca longobarda, patrimonio Unesco e il complesso dell’Anfiteatro Romano, con il Museo archeologico. E se ti viene fame? Segui i consigli del Gambero Rosso: il migliore street food umbro si chiama Serafino’s, si trova nella sua bottega di Protte o con il suo truck la mattina in piazza del Mercato e il venerdì in via Cacciatori delle Alpi, e si mangia la rossetta imbottita di porchetta.

Montefalco, la ringhiera dell’Umbria

Montefalco, la ringhiera dell'Umbria

Posto sulla sommità di una collina, Montefalco è conosciuto come la “Ringhiera dell’Umbria”: dai suoi belvedere si gode, infatti, una splendida vista su tutta la Valle Umbra, riconoscendo i profili di Trevi, Foligno Spoleto, Assisi e anche Perugia. Il suo nome è un omaggio all’imperatore Federico II, appassionato di falconeria, che si trasferì con la sua corte tra il 1249 e il 1250.
Il borgo è noto soprattutto per essere la terra d’elezione del Sagrantino DOCG, vino di cui fare la conoscenza lungo la Strada del Sagrantino: sono stati selezionati 27 itinerari da percorrere a piedi, a cavallo, in bicicletta, ma anche in auto, tra vigneti e uliveti dove fermarsi per visite in cantina e nei frantoi, per degustare anche il buon olio di oliva umbro, altro simbolo gastronomico di questo borgo. Ma non finisce qui: se segui gli chef virali, tappa obbligata al ristorante Alla Via di Mezzo da Giorgione, per una cucina rustica proprio come il popolare cuoco!
Cosa vedere, invece, mentre si passeggia tra le vie del centro? La Torre campanaria, il punto più alto della cittadina, perfetto per ammirare il panorama circostante che si trova nella piazza del Comune, il cuore della socialità, su cui si affacciano il Palazzo Comunale e il teatro; poco distante, c’è il complesso museale con la Chiesa di San Francesco, che custodisce un ciclo di affreschi sulla vita del Santo realizzato da Benozzo Gozzoli.
Fuori dalla cinta muraria si trova il Santuario di Santa Chiara della Croce, che conserva le reliquie della religiosa morta nel 1308 e oggi monastero di clausura delle monache agostiniane: nel delizioso giardino del chiostro cresce ancora l’albero che curava la Santa, che la leggenda vuole abbia origine dal bastone di un misterioso pellegrino.

Bevagna, ritorno al Medioevo

Bevagna, ritorno al Medioevo

Bevagna è un piccolo borgo che fa sempre parte dei comuni del Sagrantino: buon vino e buon olio sono all’ordine del giorno. A caratterizzarlo è la sua matrice spiccatamente medievale, con le case in pietra, le strade lastricate, le chiese e i palazzi del XII e XIII secolo: un periodo storico che viene portato nel presente in tre rievocazioni particolarmente sentite, la Primavera Medievale, il Banchetto Medievale e il Mercato delle Gaite, che si susseguono da aprile alla fine di giugno.
Si capisce, quindi, che fare un giro a Bevagna significa fare un viaggio nel tempo, incontrando il Palazzo dei Consoli e le chiese di San Michele e di San Silvestro che si affacciano tutti su Piazza Silvestri, caratterizzata dalla fontana del 1896, che ha preso il posto dell’antica cisterna e dalla Colonna di San Rocco, di epoca romana.
Molto suggestivo è il lavatoio dell’Accolta, un ex lavatoio pubblico dove confluiscono le acque del fiume Clitunno in un laghetto artificiale, formando una piccola cascata.
Finiamo come avevamo iniziato, dal Santo di Assisi. Da non perdere la chiesa e il convento di San Francesco: qui è custodita la pietra su cui, secondo la leggenda, avrebbe posato i piedi durante la “Predica agli uccelli” a Piandarca, uno degli episodi più famosi della sua vita.

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