Un viaggio alla scoperta dei borghi più belli della Valtellina significa addentrarsi in luoghi ricchi di storia immersi nella natura, tra delizie enogastronomiche da assaporare nel ritmo lento che queste località hanno saputo preservare e mantenere.

La Valtellina, nel nord della Lombardia, tra le Alpi Retiche e il Lago di Como, si snoda come un nastro verdeggiante nella provincia di Sondrio e lungo il fiume Adda. Un territorio ricco di contrasti, dove la natura incontaminata si alterna a borghi medievali e città storiche. Vigneti rigogliosi si arrampicano sui pendii soleggiati, dando vita a pregiati vini DOC, mentre meleti verdissimi si estendono a perdita d’occhio.
L’anima della Valtellina pulsa nelle sue tradizioni, nelle sagre e nella calorosa accoglienza dei suoi abitanti. Un luogo dove il tempo sembra rallentare, dove ci si può perdere tra i sentieri montani, gustare i sapori genuini della cucina locale e immergersi nella storia di antichi castelli e chiese romaniche: un viaggio all’insegna della lentezza che conquista il cuore.

Un viaggio tra i borghi da visitare in Valtellina

La ricchezza della Valtellina si annuncia già dai terrazzamenti che domano i ripidi pendii delle Alpi, tra i filari di Nebbiolo che danno vita ai pregiati vini rossi. Un paesaggio da scoprire in auto lungo la Strada Del Vino, in un tour tra le cantine dei borghi del vino. Ma anche a piedi o in bicicletta, lungo il Sentiero Valtellina o la Via dei Terrazzamenti, passando tra i borghi e i vigneti.
Qui le attività outdoor si mescolano a sapori intensi, cultura e relax. In estate i sentieri si snodano tra vette e valli protette da parchi e riserve naturali, che in inverno si trasformano in paradisi per lo sci. Chi cerca il relax, troverà nelle terme di Bormio, tra le migliori d’Italia, le calde acque benefiche del Monte Reit.
Il suggestivo Trenino Rosso, Patrimonio Unesco, da Tirano porta al cospetto dei grandi ghiacciai, mentre gli appassionati di arte e cultura possono immergersi nella bellezza di castelli fortificati, dimore nobiliari, chiese, musei e nell’incredibile Parco delle Incisioni Rupestri di Grosio.
In Valtellina ogni sosta si trasforma in un’occasione per allietare il palato con i sapori tradizionali del territorio: sciatt, taroz, bitto, bresaola, pizzoccheri e polenta taragna.
C’è solo l’imbarazzo della scelta per un itinerario in questo territorio incredibile: ecco i borghi imperdibili della Valtellina.

Il tour dei castelli medievali intorno a Sondrio

Il tour dei castelli medievali intorno a Sondrio

Benché Sondrio non possa essere definito propriamente un borgo, il suo centro storico colpisce per le case rurali dell’antico quartiere contadino Scarpatetti, rimasto intatto, per le piazzette e le case signorili.
Ideale punto di partenza per raggiungere tutti i luoghi di interesse della Valtellina, tra cui il Ponte nel Cielo, il ponte tibetano più alto d’Europa, a Sondrio e nei suoi dintorni ci sono alcuni castelli di epoca medievale di sicuro interesse. Il Castello Masegra (nella foto in alto) domina il capoluogo lombardo dalla sua posizione strategica sull’ingresso della Valmalenco. Di impianto medievale (secondo la tradizione risale al 1048 d.C.), oggi ospita il Museo Storico, dedicato alla dominazione dei Grigioni in Valtellina (dal 1513 al 1797). Del Castello di Mancapane, nei pressi di Montagna Valtellina, invece, oggi rimane il rudere della torre di avvistamento, una delle più interessanti strutture fortificate del basso Medioevo valtellinese. Nei pressi si trova anche Castello de Piro al Grumello, oggi di proprietà del Fai, costruito tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo dal ghibellino Corrado de Piro e poi distrutto dai Grigioni nel 1526.

Chiavenna, Città Slow che ha fatto del buon vivere una filosofia

Dove andare in montagna a settembre: Chiavenna

Quasi al confine con la Svizzera, attraversata dal fiume Mera, Chiavenna è la perla della omonima valle. Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, è una delle tre Città Slow in Valtellina, con Teglio e Tirano. La sua storia affonda le radici in epoca etrusca, per poi diventare stazione romana e importante punto di scambio commerciale tra l’Italia e l’Europa.
Il centro storico di Chiavenna è un vero gioiello, con angoli suggestivi e scorci pittoreschi: da non perdere una passeggiata sul ponte sul Mera, che regala una vista mozzafiato sulla città e sul paesaggio circostante.
I palazzi storici di Chiavenna sono imperdibili: il Palazzo Vertemate-Franchi è una delle più prestigiose dimore del Cinquecento in Lombardia, mentre Palazzo Salis, di origine settecentesca, si distingue per l’elegante facciata bianco-verde. Il quattrocentesco Palazzo dei Conti Balbiani, feudatari degli Sforza, fu distrutto dai Grigioni e oggi conserva la facciata con le due torri cilindriche laterali. Palazzo Pestalozzi-Luna, del XVI secolo, rappresenta il “salotto Buono” di Chiavenna.
Tra i monumenti più maestosi del borgo c’è la Collegiata di San Lorenzo, probabilmente edificata già nel V secolo e che oggi presenta un porticato seicentesco, un campanile del Cinquecento e un battistero del 1156. Al suo interno, il Museo del Tesoro accoglie la preziosissima “Pace”, vero capolavoro di oreficeria del XI secolo.
Nei dintorni di Chiavenna, immersi nella natura incontaminata, si trovano due importanti riserve naturali: il Parco delle Marmitte dei Giganti, con le profonde buche di origine glaciale, e la Riserva del Pian di Spagna, un’ampia area pianeggiante ricca di uccelli migratori.
Da non perdere il monumento naturale delle Cascate dell’Acquafraggia, menzionate anche da Leonardo da Vinci durante il suo viaggio in Valtellina: sono uno dei simboli della Valchiavenna e offrono uno spettacolo emozionante.
La Valchiavenna ha una ricca tradizione gastronomica, con piatti tipici come gli gnocchetti della Valchiavenna, la polenta taragna, la bresaola e il violino di capra. Da provare anche i dolci tipici, come la torta Fioretto e i Biscottini di Prosto. La tradizione gastronomica e artigianale del borgo è conservata all’interno dell’ottocentesco Mulino Moro di Bottonera, preziosa testimonianza della vita economica della zona. L’ideale è assaporare le specialità del territorio nei “crotti”, cantine naturali nella roccia dove la corrente d’aria mantiene la temperatura costante.

Codera, il borgo di montagna rimasto intatto

Codera, Lombardia: il borgo dove il tempo si è fermato

Nel ramo laterale della Valchiavenna, Codera gode di una particolarità sempre più rara: il borgo è abitato ma è raggiungibile solo a piedi. Una mulattiera gradinata parte da fondovalle a Novate Mezzola: per raggiungere il villaggio ci vogliono all’incirca due ore. Il percorso però regalare un panorama unico sui boschi e sul sottostante lago di Mezzola.
Nel borgo l’atmosfera è quasi fiabesca: le case in sasso tipiche montane, la pietra granitica, i grandi prati verdi, tutto dimostra che Codera è un vero borgo di montagna rimasto intatto.
I residenti fissi sono appena otto: insieme all’Associazione Amici di Val Codera con grande passione mantengono il villaggio vivo organizzando numerose iniziative durante i weekend e la bella stagione. Organizzano anche tour guidati per trasmettere ai visitatori l’amore per un territorio che ha saputo conservare intatto il suo fascino montano.

Savogno, il borgo medievale arroccato sopra le cascate di Acquafraggia

Savogno, il borgo medievale arroccato sopra le cascate di Acquafraggia

Restiamo in Valchiavenna e saliamo altri gradini: sono 2.886 quelli che separano la località di Sarlone, non lontano dalle cascate di Acquafraggia, da Savogno. La ripida mulattiera, aggrappata sul crinale della montagna, passa tra i boschi e i terrazzamenti dove un tempo cresceva la vite. Facendo una piccola deviazione dal percorso, è possibile ammirare un enorme torchio per l’uva che risale al 1706.
Il borgo, che si sviluppa su una terrazza naturale appena sopra le cascate, ha origine medievale e oggi sembra fermo nel tempo, con le case in sasso e legno dai tetti in pietra. La chiesa del villaggio, che risale al 1465, contiene interessanti affreschi e un campanile rinascimentale: è una delle poche della valle a conservare i suoi elementi architettonici originali, nonostante le ristrutturazioni avvenute prima nel Seicento e poi nell’Ottocento.
Nella parte più alta del borgo c’è una fontana pubblica che risale al Seicento, una delle prime destinate alle cure durante la peste del 1630, quella raccontata da Alessandro Manzoni ne I Promessi Sposi.

Teglio, il più antico capoluogo della valle

Teglio, il più antico capoluogo della valle

Se volete gustare i veri pizzoccheri della Valtellina, dovete venire a Teglio, dove l’Accademia del Pizzocchero si propone di valorizzare e diffondere la tradizione enogastronomica della provincia di Sondrio.
Teglio, una delle tre Città Slow della Valtellina, è un grazioso borgo che ha saputo salvaguardare e mantenere il proprio patrimonio storico e culturale, evidente tra le strette vie delle contrade, nell’atmosfera conviviale e nel ricco patrimonio di sapori del territorio.
Dai Romani ai Longobardi, dai Grigioni alla Repubblica Cisalpina di Napoleone: Teglio ha sempre avuto una posizione strategica, testimoniata dai resti delle diverse dominazioni che si sono succedute nel corso dei secoli, tanto che probabilmente ha dato il nome alla Valtellina (“Val di Teglio”).
Oltre ai sapori decisi e invitanti della sua cucina tipica, Teglio offre un ricco patrimonio artistico e culturale, che si ritrova negli edifici storici. Palazzo Besta, dimora rinascimentale, ospita l’Antiquarium Tellinum, un museo che raccoglie reperti di grande valore archeologico.
La torre “De li Beli Miri”, la parrocchia di Sant’Eufemia del XV secolo, l’Oratorio dei Bianchi con l’affresco raffigurante una “Danza Macabra” sulla facciata del XV secolo e la chiesetta romanica di San Pietro sono solo alcuni dei tesori che custoditi nel borgo.

Tirano, un crocevia tra storia, vino e lentezza

Tirano, un crocevia tra storia, vino e lentezza

Storia, arte, cultura e tradizioni: Tirano è un borgo tutto da scoprire. Già Città Slow dal 2008, nel 2010 Tirano è diventata anche Città del Vino grazie alla sua antica tradizione vinicola.
Punto di partenza e di arrivo del Trenino Rosso del Bernina, il borgo si presenta come un crocevia culturale tra Italia e Svizzera, che già in epoca medievale rappresentava una porta d’accesso verso i valichi alpini: si trova, infatti, al centro delle Alpi Orobie valtellinesi e tra il Massiccio del Bernina e quello dello Stelvio. La sua posizione strategia la rese un importante snodo commerciale, come testimoniano anche i resti di uno xenodochio medioevale (ossia un asilo per viandanti e pellegrini) nel complesso della Chiesetta di Santa Perpetua, che risale all’XI secolo.
Circondata dalla grande cinta muraria quattrocentesca, Tirano accoglie i visitatori con l’imponente Basilica costruita nel 1504 come voto in seguito all’apparizione della Madonna. Il Santuario è il più importante esempio di Rinascimento valtellinese, e conserva al suo interno un monumentale organo in legno, che, con 2.200 canne e due tastiere, è tra i più grandi d’Europa.
Nella piazza della basilica si trova il Museo Etnografico Tiranese, all’interno dei locali della settecentesca Casa del Penitenziere, dove si trovano le ricostruzioni della vita e delle attività della tradizione valtellinese. Sempre nel museo sono conservati alcuni importanti reperti provenienti dalla Basilica, tra cui i paramenti sacri donati dal Cardinale Richelieu nel 1636.
Il centro di Tirano è dominato dagli splendidi palazzi storici, testimoni delle residenze valtellinesi delle famiglie più potenti: Palazzo Salis, della famiglia dei Conti Sertoli Salis, è stato costruito all’inizio dei Seicento. Oggi dieci delle sue sale sono aperte al pubblico in un percorso museale tra gli affreschi, i mobili e i dipinti originali. Palazzo Merizzi è stato ristrutturato tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento dalle strutture di due palazzi più piccoli preesistenti: nella sua corte interna i portici e i loggiati ospitano gli stemmi delle donne andate in sposa ai Merizzi.
Tra le strade del centro storico, osterie e botteghe offrono le specialità tipiche della Valtellina, come l’inimitabile bresaola IGP, i pizzoccheri e gli chisciöl, frittelle a base di grano e formaggio: tutti da gustare sorseggiando i vini locali, come il Valtellina Superiore, il Rosso di Valtellina e lo Sforzato.

Mazzo di Valtellina, l’affascinante borgo medievale

Mazzo di Valtellina, l’affascinante borgo medievale
Source: comune.mazzo.so.it/c014040/zf/index.php/galleria-fotografica/index/album/album/1

A pochi chilometri da Tirano, il borgo medievale di Mazzo di Valtellina deve il suo volto alla nobile casata dei Venosta. Il simbolo di questo passato glorioso è il “Castel de Mazz”, poi detto di Pedenale, i cui resti svettano dai boschi sopra l’abitato, a testimonianza del complesso sistema difensivo che un tempo proteggeva le vie d’accesso al Passo del Mortirolo.
Per gli appassionati di cicloturismo, il Mortirolo rappresenta una sfida da non perdere, una salita leggendaria che ha fatto da palcoscenico a epiche battaglie del Giro d’Italia.
Ai piedi del Mortirolo, il territorio di Mazzo di Valtellina si apre sui meleti che in primavera fioriscono imbiancando la vallata. In autunno, il comune di Villa di Tirano, poco distante, celebra la tradizione con la sagra della mela e dell’uva, un evento ricco di musica, prodotti tipici, spettacoli, visite ed escursioni dedicate ai due preziosi frutti del territorio.
Tra i monumenti da visitare in questo antico borgo, ci sono molti edifici religiosi, come la Chiesa di Santo Stefano Promartire, sorta nell’VIII secolo e completamente restaurata nel XVI secolo, mentre il fonte battesimale del Battistero di San Giovanni Battista, che risale al VII secolo, è il monumento più antico di Mazzo. Tra i palazzi nobiliari, ci sono Palazzo Lavizzari, del 1536, Palazzo Quadrio, con un interessante ciclo di affreschi, e Palazzo Venosta, facilmente riconoscibile per il torrione con funzione di colombaia, simbolo del potere e del dominio dei Venosta.

Grosio, tra pitture rupestri e castelli medievali

Grosio, tra pitture rupestri e castelli medievali

Feudo dei Venosta durante il Medioevo, Grosio è dominato da due imponenti castelli: il primo, il “Castello Vecchio” o “di San Faustino”, è stato fondato nel X secolo, mentre il secondo, il “Castello Nuovo”, è stato costruito dai Visconti nella seconda metà del XIII secolo. Sugli stessi colli su cui sorgono i castelli, ci sono importanti incisioni rupestri che risalgono al 2200-1000 a.C.: il Parco delle Incisioni Rupestri di Grosio permette di ammirare le incisioni scoperte nel 1966.
Proprio nei dintorni di Grosio si trova il castagno di Bedognolo, un monumentale albero dalla circonferenza di 12 metri, tra i più grandi della regione.

Scilironi, il borgo presepe in Valmalenco

Scilironi, il borgo presepe in Valmalenco

Il colpo d’occhio sul borgo dalla provinciale che proviene da Sondrio verso la Valmalenco vale una fermata per emozionarsi davanti a questo luogo che sembra fuoriuscire dalla montagna.
Il piccolo borgo rurale di Scilironi si trova nel territorio comunale di Spriana: è costituito da un gruppo di case arroccate su un erto pendio, separate tra loro da piccolissime strade e ripide gradinate in pietra. Nelle sere d’inverno, quando le abitazioni si illuminano di luci natalizie, il villaggio assume un’atmosfera suggestiva che lo trasforma in un borgo-presepe che sembra appeso alla montagna. La contrada prende il nome dalla famiglia che la ha sempre abitata fin dalle sue origini e, senza chiese né monumenti, è un luogo fiabesco sospeso nel tempo.
A Scilironi c’è quello che viene considerato il teatro più piccolo del mondo: si tratta di una dimora rurale disabitata che è stata ristrutturata per ospitare alcune performance artistiche. Inaugurato nel 2021, è composto da una piccola stanza con una parete in pietra viva: qui e in altri luoghi la Comunità Montana Valtellina di Sondrio con il progetto “Radici” valorizza i luoghi e i beni del territorio.

Chiuro, vini pregiati tra i borghi medievali della Valtellina

Chiuro, vini pregiati tra i borghi medievali della Valtellina

Restiamo in Valmalenco per spostarci a Chiuro, Città del Vino a pochi chilometri da Sondrio: qui si concentrano alcune delle più rinomate cantine valtellinesi, che nel settembre di ogni anno partecipano al Grappolo d’Oro, un evento di dieci giorni dedicato interamente ai vini rossi di Valtellina, in cui il cuore medievale del borgo si anima con degustazioni nelle vie, nelle corti e nei palazzi. L’antica tradizione vinicola e la più vasta area terrazzata d’Italia hanno reso Chiuro la capitale enologica della Valtellina.
Non solo vino: la cittadina vanta una ricca produzione latto-casearia e una tradizione artigiana ancora viva, che si esprime nella lavorazione del legno, del ferro e nella creazione dei tipici tappeti, conosciuti come “pezzotti”.
Tra i luoghi di interesse che testimoniano il ricco passato di Chiuro, meritano una visita la chiesa dei Santi Giacomo e Andrea, di costruzione medievale e ristrutturata in età barocca, la seicentesca chiesa della Madonna della Neve e San Carlo e la casa di Maurizio Quadrio, patriota del Risorgimento.
I Quadrio, famiglia di tradizione ghibellina originaria di Como, emigrarono a Chiuro intorno al XII secolo. Secondo gli storici, a Stefano Quadrio, antenato di Maurizio, si deve la costruzione della Torre di Roncisvalle, o Torre di Castionetto, edificata nel periodo di maggior floridezza della famiglia, tra il XIII e il XIV secolo. Il nome della torre di osservazione potrebbe evocare l’omonima battaglia condotta da Carlo Magno, ma gli storici non sono concordi. Il Castello di Stefano Quadrio, l’edificio di maggior spicco nel centro del borgo, è oggi la sede della Casa Vinicola Negri.

Bormio, non solo terme e piste da sci

Bormio, non solo terme e piste da sci

Ci spostiamo in Alta Valtellina per approdare a Bormio, la “Magnifica Terra”, un’elegante cittadina situata a 1.225 metri sul livello del mare, già conosciuta ai tempi degli antichi romani per le sue benefiche acque termali. Immersa in una natura incontaminata, Bormio ha un suggestivo centro storico che tra chiese, torri e dimore nobiliari testimonia i fasti della nobile Contea. Il legame con le antiche tradizioni è ancora vivo a Bormio, come dimostrano le numerose manifestazioni folkloristiche che la comunità ripropone ogni anno, tra cui i Pasquali e il Carneval di Màt.
Piazza Cavour, o piazza del Kuerc, è il cuore del centro storico e il luogo dove un tempo veniva amministrata la giustizia. Qui si trova la Torre delle Ore, detta anche della Bajona, la cui enorme campana allertava la popolazione in caso di pericolo. Sulla piazza si affacciano anche il Palazzo del Podestà, il Cortivo e la Chiesa Parrocchiale dei Santi Gervasio e Protasio, santi patroni di Bormio.
A breve distanza da piazza Cavour c’è il suggestivo Ponte di Combo, uno degli unici ponti ad arco in Valtellina, che nel Medioevo era l’unica via di accesso al paese dal torrente Frodolfo.
Da non perdere infine la Chiesa di Santo Spirito, all’inizio di via Roma, e la Chiesa di Sant’Ignazio, in stile barocco, mentre passeggiando per le vie del paese si possono ammirare le numerose antiche abitazioni che raccontano il glorioso passato di Bormio.

Livigno, il borgo dall’anima festaiola

Borgo di Livigno

A 1.816 metri di altitudine, Livigno è il secondo borgo più elevato d’Italia. Soprannominata “Piccolo Tibet” per l’aria frizzante anche d’estate, colpisce con le antiche case contadine, adornate da fiori che sbocciano rigogliosi sui balconi in legno.
Livigno è un vero e proprio paradiso per lo shopping, dove la convenienza degli acquisti duty-free si coniuga perfettamente con la bellezza incontaminata del paesaggio circostante. L’atmosfera mondana e festaiola del borgo prende vita nel centro, grazie ai numerosi ristoranti e locali alla moda, ma è soprattutto durante l’inverno che Livigno dà il meglio di sé, con i suoi imperdibili après-ski: vere e proprie feste, con DJ di fama internazionale, che richiamano gli sciatori dopo la giornata sulle piste.

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