Ecco sette destinazioni dove le classiche strade non arrivano, con la natura che diventa protagonista assoluta.
L’Italia è un vero e proprio paradiso per chi ama andare alla scoperta di borghi. Ce ne sono per tutti i gusti: di montagna, di mare, medievali, alcuni celebri, altri meno famosi, destinati quindi a ogni tipo di viaggiatore. Per coloro che sentono di avere il mood dell’esploratore, non c’è meta migliore dei borghi nascosti: impossibile raggiungerli in auto e moto, per vederli ti devi impegnare un po’ di più. Ecco come.
Borghi remoti: posti fantastici e come trovarli
C’è qualcosa di irresistibile nei borghi remoti, quei piccoli centri spesso dimenticati anche dalle mappe dove la modernità sembra essersi fermata sulla soglia. Si tratta di località che vedono pochi abitanti, o addirittura nessuno, e che magari si animano solo in una determinata stagione, che sia l’inverno per lo sci o l’estate per trekking fotografici immersi nella natura o gite in barca.
Paesi che richiamano alla vita lenta e allo slow tourism, situati tra le vette, tipo Chamois in Valle d’Aosta o affacciati sul Mediterraneo, per esempio la solare Ginostra in Sicilia. Come si arriva? Il più delle volte solo a piedi, percorrendo sentieri più o meno lunghi, via mare, o “affrontando” storiche mulattiere che riportano a tradizioni passate. Di seguito, ti suggeriamo 7 borghi bellissimi e (quasi) irraggiungibili che vale la pena conoscere.
Stavoli di Moggio, il microcosmo alpino che diventa un isola

Siamo in Friuli-Venezia Giulia, precisamente all’interno della cornice delle Prealpi Carniche a 588 metri di altitudine: è qui che sorge il borgo disabitato di Stavoli, frazione di Moggio Udinese, un minuscolo centro collegato a due piccoli altri borghi, Moggessa di Qua e Moggessa di Là da un percorso ad anello perfetto per immergersi nel silenzio.
Stavoli, infatti, si raggiunge solo a piedi (ci vogliono dai 60 ai 90 minuti partendo da Campiolo) ed è circondato da boschi. Un posto ideale per rigenerarsi, dalla spiccata vocazione all’eremitaggio: ogni estate (nel 2025 le date sono dal 3 al 6 luglio) diventa il palcoscenico del Festival Isola di Stavoli, una manifestazione che invita al dialogo con la natura grazie a spettacoli di danza, musica e teatro e laboratori.
Laturo, il borgo della rinascita

Nascosto tra i boschi della Valle Castellana, in Abruzzo, Laturo sta diventando un bellissimo esempio di resistenza alla scomparsa. Abbandonato negli anni ’60, questo piccolo borgo è collegato al resto del mondo solo tramite alcuni sentieri che distano circa un’ora di cammino partendo dalle località di Olmeto, Valzi e Settecerri.
Negli ultimi 10 anni è stato lentamente riportato in vita da un gruppo di volontari, gli Amici di Laturo, che ne stanno ristrutturando i ruderi, rendendolo meta di escursioni (in inverno spazio a ciaspole e sci) e sede di iniziative sotto il segno del rispetto della montagna.
Ginostra, tra il mare e il vulcano

Approdiamo nell’arcipelago delle Eolie, in Sicilia, dov’è impossibile non restare affascinati da Ginostra, l’isola delle donne, spesso definita anche come l’”isola nell’isola”. Il motivo è presto detto: siamo in un villaggio di pescatori situato nella parte sud occidentale dell’isolotto di Stromboli.
Non circolano auto e per visitare il borgo si deve per forza prendere la via del mare, avvalendosi di aliscafi e traghetti: il centro abitato è collegato al porticciolo da una mulattiera, dove ancora adesso è possibile vedere i muli che la percorrono, sentendo il caratteristico rumore dei loro zoccoli. Un luogo dove il tempo sembra essersi fermato per godere di romantici tramonti mediterranei, tour in barca e tuffi in acque blu e turchesi.
Cornello dei Tasso, il gioiello della Val Brembana

Mandiamo ancora indietro le lancette dell’orologio fino a tornare nel Medioevo: è di questo periodo, infatti, che si respira l’atmosfera a Cornello dei Tasso, borgo lombardo posto su uno sperone roccioso tra la rigogliosa vegetazione della Val Brembana (in provincia di Bergamo), che in passato era un’importante centro commerciale posizionato sull’antica Via Mercatorum. La sua identità è strettamente legata alla famiglia Tasso (cognome che risuona dai libri del liceo), che ebbe un ruolo fondamentale nella creazione e diffusione del sistema postale.
Tra le viuzze, con tanto di porticato, si riconoscono il Palazzo Tasso, la Chiesa dei Santi Cornelio e Cipriano e il Museo dei Tasso e della storia postale, che vale la pena di visitare per andare alla scoperta del lato culturale del borgo. Ovviamente, anche in questo caso, niente mezzi: si lascia l’auto in uno dei parcheggi disponibili e poi si procede per brevissimi sentieri (al massimo 5 minuti).
Savogno, il borgo dei 2.886 gradini

Restiamo in Lombardia, spostandoci però in Val Bregaglia, dove si trova Savogno, un piccolo borgo nel comune di Piuro, disabitato dagli anni ‘60 e che ultimamente è tornato a essere una destinazione molto amata da chi frequenta la montagna in estate.
Il merito è tutto del mix perfetto tra natura selvaggia, come quella rappresentata dalle famose Cascate dell’Acquafraggia, e ricchezze artistiche e architettoniche del villaggio alpino posto a 932 metri di altezza, raggiungibile solo inoltrandosi nel bosco e seguendo una mulattiera composta da 2.886 gradini con partenza da Borgonuovo (423 m. slm). La fatica, come si dice in queste situazioni, è ripagata sia dal panorama, sia dal fascino rurale degli edifici, dove legno e pietra si alternano tra vicoli acciottolati. Da vedere: la chiesa parrocchiale, il campanile rinascimentale e la fontana seicentesca.
Monteviasco, il paese senza funivia dal 2018

Se sei rimasto colpito dai gradini che bisogna “scalare” per giungere a Savogno, sappi che in provincia di Varese, nella zona del Lago Maggiore, c’è Monteviasco, isolato dal 2018 dopo un grave incidente che decretò la chiusura della funivia. Da quel momento, non essendoci strade carrabili, l’unico modo per arrivare è percorrere poco più di 1.400 gradini, lungo la storica mulattiera costruita nell’800. Il trekking dura circa un’ora. La Val Veddasca, dove si troviamo, è ribattezzata anche Valle dei Mulini, dove meritano una deviazione di circa 15 minuti i Mulini di Piero (località Curiglia), sull’ansa del torrente Giona, dove non è raro imbattersi anche in animali al pascolo, creando scenari particolarmente bucolici.
Chamois, sul cucuzzolo della montagna

Tra le vette della Valle d’Aosta, a 1815 metri sul livello del mare, nella Valtournenche dominata dal Monte Cervino, ecco che fa la sua comparsa Chamois, probabilmente uno dei borghi isolati più famosi d’Italia, visto che d’inverno diventa una popolare meta sciistica. La sua fama si deve al fatto che per arrivarci si deve camminare o prendere una funivia che parte da Buisson, coprendo un dislivello di circa 700 metri, e che può vantare di essere il primo comune car free della penisola. I tipici chalet di legno ne fanno un luogo da cartolina in qualsiasi stagione: nei dintorni ci si può dedicare a rilassanti passeggiate verso il delizioso Lago di Lod, mentre gli amanti delle sette note troveranno la loro dimensione al Chamois Altra Musica in Alta Quota, uno dei festival più originali, che unisce panorami mozzafiato a un ampio ventaglio di proposte musicali, dalle note popolari a quelle elettroniche e sperimentali.







