La street art (o “arte urbana”) è un’espressione creativa che dona nuova vita a muri, vicoli e angoli cittadini. Più semplicemente, è una tela a cielo aperto su cui i writer, gli artisti di strada, trasferiscono le loro emozioni ed il loro pensiero attraverso disegni e colori. Se amate scoprire nuovi luoghi intrisi di piccole meraviglie che mai vi sareste aspettati, vi portiamo alla scoperta di dieci piccoli borghi italiani in cui potrete immergervi completamente nelle colorate sfumature della street art, ormai diventata parte integrante della cultura locale. 

Nata a New York tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta, la street art ha origine dal graffitismo, con il quale condivide i luoghi scelti dagli artisti e le tecniche di espressione utilizzate. Questa forma d’arte si è poi evoluta nel tempo, anche a causa del cambiamento della motivazione che ha spinto l’artista fino a quel momento: il fine non è più solo estetico, ma subentra l’urgenza di trasmettere un messaggio importante alla società, che in quegli anni era scossa da lotte e contestazioni studentesche. Lo spazio pubblico diventa, così, non solo un luogo di condivisione ma anche un teatro per la rivendicazione dei diritti umani e sociali.

Negli anni Ottanta emerge un nuovo approccio alla street art, che si scosta da motivazioni necessariamente politiche o attiviste e abbraccia sempre di più l’estetica dell’art pour l’art: non mira, cioè, solo a essere la soluzione ideale per slogan o simboli a sfondo politico o sociale (come accadeva con tematiche legate alla musica, allo sport o al femminismo), ma si trasforma in una tecnica rapida per dare vita ai propri disegni. La città o il borgo, in questo contesto, cessano di essere semplicemente uno sfondo e diventa una galleria d’arte o un palcoscenico gratuito, pronto ad essere sfruttato da migliaia di artisti dotati di una forte carica espressiva, in molteplici parti del mondo.

Dove vivere la più bella street art in Italia?

Anche in Italia, la street art non solo è un’espressione ribelle e colorata, ma un dialogo tra artisti e comunità. Tra borghi colorati e murales a cielo aperto, molti luoghi del nostro Belpaese hanno ripreso ad essere frequentati da turisti grazie ai murales vibranti, ai graffiti intrisi di significato e alle opere artistiche che hanno riqualificato gli spazi pubblici degradati. In questo articolo vi elenchiamo 10 meravigliosi borghi in cui ammirare e fotografare la street art in Italia: se non ci siete ancora mai stati, fate un giro adesso con noi.

La storia di Cibiana di Cadore sui muri delle case

I borghi della street art in Italia: Cibiana di Cadore

Dal 1980 la storia e le tradizioni di Cibiana di Cadore, un borgo in provincia di Belluno che conta meno di 400 abitanti, vengono raccontate sui muri delle case. Gli artisti locali Osvaldo da Col e Vico Calabrò ebbero l’intuizione di dipingere le case del borgo poco a poco, facendo crescere così la curiosità e portando il turismo in questo piccolo angolo del Veneto. Le mura delle case sono decorate con scene di vita quotidiana o con ritratti di persone ormai scomparse, a cui questo luogo diede i natali.
Con il passare del tempo, e sotto l’influenza di Osvaldo e Vico, a ridare vita a queste mura hanno contribuito anche artisti provenienti da altre nazioni. Oggi i murales di Cibiana sono una sessantina, distribuiti nelle tre piccole frazioni del paesino.

Scene di vita contadina a Usseaux

I borghi della street art in Italia: Usseaux

Usseaux, in provincia di Torino, è inserito tra i borghi più belli d’Italia e conta meno di 200 abitanti. All’ingresso del paese i visitatori vengono accolti dalla mappa del luogo, dipinta sulla facciata di una piccola casa in pietra, che illustra l’itinerario artistico.
È solo l’inizio, perché man mano che si percorrono gli antichi vicoli si riescono ad ammirare, uno successivo all’altro, i temi principali delle meravigliose decorazioni sulle pareti di Usseaux: la vita contadina e il forte legame con la natura. L’antica tecnica della produzione del pane è una peculiarità di Usseaux ed è, infatti, uno dei soggetti principali dei murales, che viene raffigurato accanto al lavoro nei campi e ad altri momenti della vita di montagna.
Seguendo l’itinerario dei murales di Usseaux è possibile accedere all’antico mulino Canton, ancora funzionante, oltre alle case settecentesche in pietra e legno ottimamente conservate.

Il fanciullesco mondo di Pinocchio a Vernante​

I borghi della street art in Italia: Vernante

Vernante è stato il borgo di adozione di Attilio Mussino, il celebre illustratore che diede vita su tavola alle avventure del nostro amato burattino Pinocchio. Questo piccolo borgo di 1.200 anime si trova a 20 km da Cuneo, sulle Alpi piemontesi. Nel 1989 due pittori locali, conosciuti con gli pseudonimi di Carlet e Meo, decisero di omaggiare il Maestro, dipingendo sui muri delle case alcune illustrazioni prese dalla favola di Pinocchio. Il progetto è ancora in corso d’opera e ha superato, ad oggi, i 150 murales.
Il successo è stato tale che, dal 2005, il borgo di Vernante ospita il Museo di Attilio Mussino, dove sono conservati studi, disegni e dipinti dell’artista, oltre alle edizioni da lui illustrate.

Il Festival del Muro Dipinto di Dozza

I borghi della street art in Italia: Dozza

Ci troviamo a circa 30 km da Bologna: Dozza è un piccolo borgo medievale immerso nei colli bolognesi ed è probabilmente impossibile trovare una casa di questo borgo che non ospiti una creazione artistica. Il primo dipinto murale che si incontra entrando a Dozza è quello dedicato a Luciano Pezzi e all’amico Fausto Coppi, i due straordinari ex eroi del ciclismo.
Dal 1965 Dozza ospita anche la Biennale del Muro Dipinto: durante il mese di settembre nel paese giungono artisti provenienti da tutto il mondo, invitati a lasciare il proprio segno distintivo sui muri delle abitazioni. Dalla prima edizione del Festival, più di 200 opere sono state realizzate da nomi molto noti nel panorama artistico: Sebastian Matta, Aligi Sassu, Remo Brindisi, fino ad arrivare alle nuove generazioni con Ericailcane, Flavio Favelli, Moneyless e Eron, solo per citarne alcuni. Con il passare del tempo, il Festival si è evoluto adattandosi ai linguaggi espressivi del mondo contemporaneo e coinvolgendo non solo le strade del centro storico di Dozza, ma anche la vicina frazione di Toscanella.
Se decidete di visitare questo delizioso borgo, ecco un suggerimento: dal 2006 la Rocca di Dozza è divenuta la sede del Centro Studi e Documentazione del Muro Dipinto, visitabile su prenotazione, dove si può ammirare tutto il materiale artistico e documentario prodotto nel corso delle edizioni della Biennale a partire dal 1960.

Un tour nelle fiabe a Sant’Angelo di Roccalvecce

I borghi della street art in Italia: Sant'Angelo di Raccalvecce
Source: eventidellatuscia.it/19-dicembre-2020-celleno-sul-sentiero-dei-castelli-e-delle-fiabe-dal-borgo-fantasma-a-s-angelo-di-roccalvecce/

Alice con il Bianconiglio campeggia sul muro di una casa. No, non siamo nel Paese delle Meraviglie, ma nel Paese delle fiabe! A Sant’Angelo di Roccalvecce il 27 novembre 2017 (data che resterà impressa per sempre tra le lancette dell’orologio del murales di Alice), veniva inaugurato il progetto “Sant’Angelo Il Paese delle Fiabe”.
Da quel momento in poi, molti altri personaggi di favole, miti e leggende sono giunti ad animare le mura di questo borgo, nel cuore della Tuscia, grazie al talento di un team di street artists, tutto al femminile, che ha ridato vita al paese (all’epoca deserto e destinato all’inevitabile abbandono). Grazie a questa iniziativa, la vita e l’economia di Sant’Angelo sono rifiorite: i murales hanno attirato così tanti turisti che il paese ha sentito la necessità di aprire nuove attività ricettive di accoglienza.
I meravigliosi murales di Sant’Angelo sono più di 60 e ognuno di essi rappresenta una storia che appartiene all’infanzia di tutti. Passeggiare per Sant’Angelo di Roccalvecce è ormai diventato un viaggio nel mondo della fantasia e dei ricordi: proprio come sfogliare un grande libro e tornare bambini per un giorno.

Un salto nel passato ad Aielli

I borghi della street art in Italia: Aielli

Come accadde a Sant’Angelo, sempre al 2017 risale il progetto Borgo Universo realizzato nel paesino di Aielli, in Abruzzo. Nato come rassegna culturale, si è trasformato in breve tempo in un festival di successo dedicato alla street art, che ha visto la partecipazione di importanti nomi come Millo, Ericailcane e Okuda San Miguel. Quest’ultimo, un artista spagnolo conosciuto a livello internazionale per il suo stile distintivo, è autore della più grande opera di street art di Aielli, realizzata nel centro storico del borgo e divenuta il simbolo del luogo. La creazione di San Miguel è stata, inoltre, inserita dalla Galleria d’Arte Widewalls tra le 50 opere di street art più belle al mondo realizzate nel 2019.
Ad Aielli si contano circa 30 murales il cui tema ricorrente è l’astronomia, che richiama uno degli elementi caratteristici del luogo, l’incantevole Torre delle stelle. La Torre risale al ‘300 e oggi è un importante osservatorio astronomico aperto al pubblico, da non perdere: al suo interno ospita anche il Museo del cielo e l’interessante biblioteca scientifica.

La valle più dipinta d’Italia: Sant’Angelo le Fratte e Satriano di Lucania

I borghi della street art in Italia: Satriano di Lucania

Si contano oltre 410 murales tra i borghi di Sant’Angelo Le Fratte e Satriano di Lucania, due comuni dell’entroterra potentino, in Basilicata, che formano la Valle del Melandro. Per catalogare e preservare le opere di questi borghi, è stata creata nel 1992 l’associazione denominata “Arte per la Valle“, quando a Sant’Angelo le Fratte fu presa la decisione di narrare la storia e le tradizioni del borgo attraverso dipinti murali. La figura chiave di queste opere è Juan Caramuel y Lobkiwitz, vescovo di Sant’Angelo dal 1657 al 1673 oltre che personaggio aristocratico noto come matematico ed esperto astronomo, che aprì una tipografia proprio in quel luogo.
I murales di Sant’Angelo Le Fratte sono una testimonianza vivente della creatività e della storia della comunità locale: ogni murale è unico e ritrae la vita quotidiana, le tradizioni e le leggende del luogo, sottolineando la profonda devozione alla Chiesa e le caratteristiche distintive del paese, come l’uva e il vino. Ma non si trovano solo murales, qui. Nel corso del tempo, il borgo si è trasformato in un vero e proprio centro artistico, con numerose opere di scultori visibili lungo le vie del paese. A partire dal 1998, l’arte dei murales si è estesa anche al vicino comune di Satriano di Lucania, che ha invece scelto di rendere omaggio al pittore cinquecentesco Giovanni di Gregorio, conosciuto come il “Pietrafesa“.

Orgosolo, una perla tra le montagne della Barbagia

I borghi della street art in Italia: Orgosolo

Pittoresco borgo di 4000 abitanti incastonato tra le maestose montagne della BarbagiaOrgosolo è una perla della street art italiana, ormai celebre per i suoi oltre 200 murales che adornano gli stretti vicoli del paese. Queste straordinarie opere murali trasmettono grida di rivolta, denunce sociali e politiche, ma rendono anche omaggio a personaggi storici e locali e rievocano fatti salienti della storia. La narrazione dipinta sui muri di Orgosolo si intreccia con la storia di una terra minacciata dall’esproprio dei pastori, destinata a diventare sede di basi militari.
È la storia di una ribellione popolare solidale che ha trionfato contro il sistema: ogni murale è intriso di patriottismo ed è un affresco narrativo che rivela gli eventi salienti vissuti tra gli stretti vicoli del borgo. Il primo murale a Orgosolo fu firmato nel 1969 da Dioniso, nome collettivo di un gruppo di anarchici. Qualche anno dopo, nel 1975, un professore di storia dell’arte, con i suoi allievi della scuola media, diede un nuovo impulso a questa forma di espressione per onorare la Resistenza e la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, trasformando le mura in una tela collettiva di protesta e testimonianza.
Orgosolo e i suoi murales sono oggi un esempio vivido di come l’arte di strada possa diventare voce e memoria di una comunità, rivelando una storia di resistenza e solidarietà.

Quattordio, dove iniziò il writing italiano

I borghi della street art in Italia: Quattordio
Source: stradedarts.it/qua-quattordio-urban-art/

In occasione della mostra “Arte di frontiera” realizzata nei mesi di marzo e aprile 1984, molti writers americani giunsero in Italia, e IVI Spa-Industrie Vernici Italiane, quale sponsor dell’evento, invitò 4 artisti (Delta 2, Ero, Phase 2 e Rammellzee) a far visita al proprio stabilimento di Quattordio.
Qui, questi artisti americani trascorsero molti giorni a contatto con le realtà locali, integrandosi con la cultura e le tradizioni piemontesi. In quel periodo ebbero la possibilità di esprimere la loro arte in varie forme: per schizzi e graffiti utilizzarono qualsiasi tipo di vernice o resina sui più disparati oggetti, come pannelli metallici, tele, auto (Fiat 500, Ritmo, X1/9), una Vespa e addirittura un pullman. Ma la maggior espressione artistica si manifestò con l’utilizzo delle bombolette spray sul muro della piazzetta centrale del paese (oggi Piazzetta Pettazzi), ancora oggi visibili come testimonianza della nascita di questa forma d’arte. Per valorizzare questa espressione artistica e avvicinare il pubblico alla sua ricchezza e varietà, il Comune di Quattordio, in collaborazione con la Galleria d’Arte Stradedarts di Milano, organizza ogni due anni il festival QUA-Quattordio Urban Art, che nel 2023 ha celebrato la sua terza edizione. Il Festival ha lo scopo di trasformare il suggestivo borgo in un museo/atelier dinamico e in continua trasformazione, con oltre 30 pareti che ospitano le opere degli artisti urbani.
Ma il festival non è l’unica iniziativa dedicata alla street art a Quattordio: il paese ha, infatti, inaugurato un museo permanente che racconta la storia e il significato dei graffiti e dell’urban art, offrendo ai visitatori la possibilità di approfondire e apprezzare questa forma d’arte divenuta ormai parte integrante della cultura locale.

Diamante, la città dei murales

I borghi della street art in Italia: Diamante

Affacciato sulle rive del Mar Tirreno calabro, il piccolo borgo marittimo di Diamante è noto soprattutto come “la città dei murales”. L’idea di trasformare le case di Diamante in opere d’arte nacque dal pittore Nani Razetti, originario di Milano ma innamorato di questo paesino. Nel 1981, per arricchire il tessuto urbano del borgo e dargli nuova vita, Razzetti ebbe l’intuizione di far arrivare a Diamante artisti provenienti da tutta Italia e anche dall’estero. Propose l’idea al sindaco, che accettò di buon grado. Fu così che 82 artisti realizzarono 86 opere artistiche urbane in pochissimi giorni. L’iniziativa ebbe un grande successo, portando un notevole afflusso di turisti e valorizzando la cultura locale.
I primi murales di Diamante erano ispirati alla vita quotidiana e alle tradizioni del borgo: essendo un antico centro di pescatori e artigiani, questi dipinti raccontavano la storia e l’identità del luogo. Con il passare degli anni, i murales si sono arricchiti di nuove tecniche e nuovi temi, riflettendo le trasformazioni sociali e culturali del paese e del mondo. Questa continua evoluzione ha portato alla nascita, nel 2017, di Osa-Operazione Street Art, un festival di arte urbana che, periodicamente, attira tanti nuovi artisti a Diamante.
Grazie ai murales viene data voce a temi attuali e sensibili, come l’immigrazione, la pace, la solidarietà e la difesa dell’ambiente. Queste tematiche vengono espresse anche, in mille colori, con l’impiego di nuovi materiali e stili, come la ceramica, il mosaico, il collage e il 3D.