Quale sarà il “Borgo dei Borghi” 2025? La gara ha preso il via il 10 novembre scorso e vede in competizione 20 borghi riconosciuti dall’Associazione Borghi più Belli d’Italia

La celebre competizione “Borgo dei Borghi” è tornata per la sua 12esima edizione, animando il palinsesto di Rai3 all’interno della trasmissione “Kilimangiaro“, condotta da Camila Raznovich. Dopo il successo della passata edizione, conclusasi la notte di Pasqua con la vittoria del borgo di Peccioli, in Toscana, cresce l’attesa per scoprire il vincitore di quest’anno. Intanto, viaggiamo insieme attraverso i borghi candidati.

Borgo dei Borghi 2025: come funziona la gara

Quale sarà la realtà che quest’anno raccoglierà lo scettro di Peccioli, il borgo che ha fatto di una discarica un’opera d’arte? La battaglia si preannuncia particolarmente serrata.
Ma come funziona la gara? Questa sana “competizione tra piccole gemme italiane”, giunta alla 12esima edizione, nasce con lo scopo di promuovere e valorizzare il turismo sostenibile nei borghi più belli e sconosciuti del nostro Paese. Trasmessa nel programma di Rai Tre “Kilimangiaro” – e promossa dalla Rai-Radiotelevisione italiana – nella serata del 20 aprile 2025 sarà svelato il nome del borgo vincitore.
Ogni domenica, a partire dalle 17.15 – minuto più o minuto meno – Camila Raznovich ci porterà alla scoperta dei candidati di quest’anno. Una volta svelati i nomi dei 20 borghi partecipanti, gli utenti registrati sul sito Raiplay potranno esprimere gratuitamente la propria preferenza.
I voti così ottenuti andranno a sommarsi a quelli espressi dalla giuria di esperti individuata dalla Rai. Ogni singolo esperto potrà esprimere una sola preferenza nell’arco dell’intera durata della competizione: questo voto corrisponde a un bonus del 5% che andrà a sommarsi alle altre preferenze raccolte dal borgo.

Borgo dei Borghi 2025: chi sarà il vincitore quest’anno?

Nel corso della puntata del “Kilimangiaro” del 10 novembre scorso la gara ha preso ufficialmente il via. Tra i giurati di quest’anno c’è Piergiorgio Odifreddi, che l’anno scorso ha incoronato Peccioli “borgo più bello d’Italia”. Da Sud a Nord, lanciamoci ora alla scoperta dei piccoli borghi in gara quest’anno:

  • Buggerru (Sardegna Sud-occidentale): tra i borghi marinari più belli della Sardegna è uno di quei luoghi che sembrano sospesi tra storia e natura, tra il silenzio delle vecchie miniere e il rumore delle onde. Fondata nel 1864 attorno alla miniera di Malfidano, Buggerru deve le sue origini alla ricchezza del sottosuolo. In poco più di un secolo, questa valle affacciata sul mare ha prodotto enormi quantità di piombo e zinco, trasformandosi in un vivace centro industriale con teatro, librerie, scuole e persino l’elettricità. Non a caso, era soprannominata la Petite Paris. Oggi, quel passato è ricordato da installazioni artistiche. Un modo per non dimenticare la storia di uno dei borghi più suggestivi dell’isola;
  • Lazise (Verona, Veneto): simbolo del borgo – tra i borghi più belli del Garda – è il Castello Scaligero, costruito in epoca medievale su fondamenta romane. Pur non essendo visitabile, si può camminare lungo le mura che abbracciano tutto il centro storico e si aprono attraverso tre antiche porte d’accesso. Un itinerario a piedi per Lazise non può che attraversare le stradine che conducono al lungolago. Il colpo d’occhio qui è straordinario: il porticciolo è uno dei “selfie spot” preferiti del Garda, incorniciato da palme, barche ormeggiate e paesaggi che sembrano davvero usciti da una cartolina;
  • Montechiarugolo (Parma, Emilia Romagna): le origini di questo magnifico borgo si perdono nei secoli, ma è il suo castello a raccontarne la storia più affascinante. Costruito nel 1313 dalla famiglia Torelli, la fortezza ha mantenuto intatto il suo aspetto medievale, con mura alte, feritoie e ponti levatoi che raccontano delle antiche difese militari. Consigliatissimo un tour del gusto nel luogo: Montechiarugolo infatti si trova nella Food Valley, un’area celebre per la produzione di prelibatezze gastronomiche della cucina regionale italiana come il Prosciutto di Parma, il Parmigiano Reggiano e il Tartufo Nero di Fragno;
  • Militello in Val di Catania (Catania, Sicilia): parte del patrimonio Unesco della Val di Noto, Militello è celebre per le sue numerose chiese barocche. Il borgo è immerso nella macchia mediterranea e vanta cascate naturali suggestive. Qui è nato Pippo Baudo;
  • Sirolo (Ancona, Marche): la “Perla dell’Adriatico”, un borgo marinaro immerso nella natura selvaggia marchigiana;
  • Agliè (Torino, Piemonte): situato nel Canavese, Agliè è famoso per il Castello Ducale, residenza reale dei Savoia. Il borgo è circondato da boschi e vigneti, con una forte tradizione vinicola locale;
  • Agnone (Isernia, Molise): celebre per la produzione di campane e il suggestivo corteo delle fiaccole durante le festività natalizie;
  • Nus (Aosta, Valle d’Aosta): borgo di montagna con una lunga tradizione vinicola e un osservatorio astronomico;
  • Maiori (Salerno, Campania): cuore della Costiera Amalfitana, questo piccolo borgo non è noto unicamente per le sue “spiagge segrete“. Uno dei luoghi simbolo, infatti, è il Castello di San Nicola de Thoro-Plano, antica fortezza dell’epoca medievale costruita per difendere il borgo dalle incursioni dei pirati. Il percorso che conduce alla sommità è imperdibile: si arriva in cima per godere di uno dei punti panoramici più spettacolari sulla costa;
  • San Gemini, (Terni, Umbria): famoso per le sue acque minerali, San Gemini è un borgo medievale che ospita la Giostra dell’Arme, una rievocazione storica con tornei cavallereschi;
  • Deiva (La Spezia, Liguria): borgo dalla storia millenaria (risale all’VIII secolo), che incanta con il suo equilibrio perfetto tra mare e montagna;
  • Ischitella (Foggia, Puglia): un borgo antichissimo, incastonato nel Parco Nazionale del Gargano, che custodisce misteri e segreti legati al culto di san Francesco;
  • Scarperia (Firenze, Toscana): un borgo medievale, custode del celebre Palazzo Vicari, avamposto dell’antica Repubblica fiorentina. Oggi, passeggiando per le sue stradine acciottolate, si possono osservare i maestri coltellinai all’opera;
  • Ala (Trento, Trentino Alto Adige): noto anche come “il borgo del velluto” questo paesino, arroccato ai piedi delle “Piccole Dolomiti” è una vera gemma del Trentino. Tradizioni e palazzi nobiliari tutti da scoprire; ma anche percorsi escursionistici tra sentieri del Trentino e di trekking per chi ama l’outdoor;
  • Aieta (Cosenza, Calabria): noto anche come la “perla del Pollino, questo piccolo borgo dalle vie acciottolate custodisce uno dei più importanti tesori dell’architettura rinascimentale calabrese: il celebre Palazzo Martirano-Spinelli, oggi “Monumento Nazionale”;
  • Penne (Pescara, Abruzzo): noto come “Città del Mattone” per il suo caratteristico centro storico in pietra e mattoni, Penne è un antichissimo borgo che affonda le proprie radici addirittura nell’epoca preromana. Uno dei simboli del luogo è la Cattedrale di Santa Maria degli Angeli e San Massimo Martire, costruita sui resti di un antico tempio romano dedicato alla dea Vesta;
  • Corenno Plinio (Lecco, Lombardia): noto come il “Borgo dei mille gradini“, oggi vi abitano solo 16 persone. Un piccolo nucleo che contribuisce a mantenere viva la magia di questo luogo, dove il tempo sembra essersi fermato. Il borgo è così autentico e tranquillo che ogni settimana attira visitatori da tutto il mondo, desiderosi di esplorarne gli angoli nascosti e godere della vedute mozzafiato sul Lago di Como
  • Montalbano Jonico (Matera, Basilicata): questo piccolo borgo ha una storia ricca e affascinante, segnata dall’avvicendarsi di numerose dominazioni. Dalla prosperità della Magna Grecia alla potenza dell’Impero Romano, il borgo ha attraversato il Medioevo sotto il controllo bizantino, longobardo e normanno, fino agli assalti dei Turchi nel 1555. Da non perdere, per chi ama viaggiare inseguendo le orme della storia l’Archeoparco di Andriace; 
  • Grado (Gorizia, Friuli Venezia Giulia): questo magnifico borgo friulano ha un’origine così antica da precedere persino quella di Venezia. Non a caso viene chiamato la Madre della Serenissima. Con una laguna che circonda un centro storico caratterizzato da calli strette e silenziose, campielli nascosti e tipiche casette in mattoni, è l’ultimo borgo presentato in gara quest’anno;
  • Vignanello (Viterbo, Lazio): per concludere, ecco la “gemma della Tuscia”. Il cuore del borgo è dominato dall’imponente Castello Ruspoli, una fortezza del XVI secolo costruita sui resti di una rocca benedettina. Il castello, uno dei più belli dell’Alto Lazio, ancora oggi abitato dai discendenti della famiglia Ruspoli, ospita anche gli straordinari giardini all’italiana, realizzati nel 1611 da Ottavia OrsiniGiardini tra i più belli d’Italia (e del Rinascimento), quest’ultimi si articolano in eleganti parterre geometrici, tra cui il Giardino di Verdura e il Giardinetto Segreto, perfetti per una facili passeggiate nella natura.