Italia e Svizzera più vicine con i bus senza frontiere. Non che prima i due paesi confinanti fossero lontani. Ma ora, grazie a un accordo appena ratificato sarà più facile, soprattutto per i lavoratori frontalieri ma anche per i turisti, attraversare il confine in autobus. Ecco cosa cambierà.
L’intesa tra Governo italiano e Consiglio federale svizzero, siglata a Roma il 17 ottobre 2024, ha ricevuto il via libera del Consiglio dei ministri per la sua esecuzione e ora passerà in Parlamento. Al centro del documento c’è il “trasporto di cabotaggio nell’ambito dei servizi internazionali regolari transfrontalieri con autobus“.
Tradotto: sarà più semplice passare da un paese all’altro con il trasporto pubblico. Nello specifico in bus, potenziando la mobilità condivisa, la sostenibilità ambientale e la cooperazione tra le aree di confine. Quali sono i territori interessati? Da un lato le regioni italiane Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia e Trentino Alto-Adige, dall’altro i cantoni elvetici Ticino, Grigioni e Vallese.
Frontalieri, pendolari tra due paesi
I frontalieri rappresentano una categoria particolare di lavoratori pendolari. Risiedono in uno stato e lavorano in un altro, tornando al proprio domicilio almeno una volta a settimana e talvolta percorrendo quotidianamente il tragitto casa-lavoro e viceversa. Sono soggetti a normative specifiche che li preservano dalla doppia imposizione fiscale, godendo inoltre di varie misure per la parità di trattamento.
Tuttavia, molti dei frontalieri tra Italia e Svizzera – se ne stimano 80.000 solo tra Lombardia e Canton Ticino – sono costretti a ricorrere all’auto privata per mancanza di alternative efficienti in fatto di mezzi pubblici. Il tutto con conseguenze negative per l’ambiente e la salute: traffico congestionato ai valichi alpini, inquinamento atmosferico, costi del carburante, stress individuale.
Il nuovo accordo andrà a rimuovere gli ostacoli di natura giuridica che rendono inefficienti e limitati i collegamenti su gomma al confine tra Svizzera e Italia, mettendo le basi per un miglioramento muovendosi nella direzione di altri analoghi accordi già in vigore da tempo tra Italia e Austria, Francia e Germania.
Bus senza frontiere, sì al cabotaggio
C’è una parola chiave da tenere a mente in questo discorso: cabotaggio. Che vuol dire? Il termine indica la possibilità, per un mezzo di trasporto, di effettuare servizi interni in un paese diverso da quello in cui è immatricolato. Esempio: un bus italiano da Milano a Lugano può far salire e scendere passeggeri anche alle fermate intermedie in territorio svizzero. Viceversa, i bus svizzeri possono fare la stessa cosa in Italia.
Ebbene, finora tra Italia e Svizzera tutto ciò era completamente vietato. Si tratta di una svolta attesa da anni. Di fatto, l’accordo istituisce i bus senza frontiere e sarà presto possibile fermarsi anche lungo il percorso tra i due capolinea. Aumenta quindi per i frontalieri il numero di località servite dai collegamenti. Ma le autolinee potranno offrire servizi ad hoc anche per i turisti che scelgono di andare ad ammirare il foliage in Svizzera, trascorrere una vacanza sulle migliori piste da sci o svolgere attività gratis tra natura, cultura e avventure.
L’abolizione del divieto di cabotaggio va quindi a vantaggio della mobilità sostenibile e della qualità dell’aria. Incentiva il trasporto pubblico e favorisce la riduzione delle emissioni di CO2 soprattutto nelle valli alpine già gravate dal consistente transito di merci. Sul piano economico e operativo, si prevede un miglioramento dell’efficienza dei servizi e una riduzione dei tempi di percorrenza per i pendolari.
Quando partiranno i bus senza frontiere?
Come accennato in apertura, il Consiglio dei ministri italiano ha appena approvato il disegno di legge per la ratifica e l’esecuzione dell’accordo tra Italia e Svizzera che di fatto legalizza i bus senza frontiere.
Il passo successivo consiste nell’esame in Parlamento, con discussione e il voto sia alla Camera dei Deputati che al Senato, secondo la procedura ordinaria per le ratifiche dei trattati internazionali. Una volta ottenuto il via libera parlamentare, il Presidente della Repubblica promulgherà la legge, che sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale per entrare in vigore.
A quel punto, le varie compagnie in esercizio potranno adeguare e pianificare i nuovi servizi di collegamento. In base al trattato, è prevista l’istituzione di una commissione mista italo-svizzera che avrà il compito di garantire l’applicazione dell’accordo e di risolvere eventuali controversie, oltre che di individuare le autorità competenti per il rilascio di autorizzazioni e concessioni.








