Fra l’Altopiano della Sila e il Mar Ionio sorge Caccuri. Borgo medievale di origine antichissime, presenta numerose attrazioni come il magnifico castello con la sua torre merlata ed il centro storico, un dedalo suggestivo di vicoli in pietra, balconi fioriti e piazzette che raccontano secoli di storia e socialità.
Caccuri è un piccolo comune della provincia di Crotone, ma basta arrivare ai suoi piedi: si intuisce subito perché è considerato uno dei borghi più pittoreschi della Calabria.
Il castello domina il paese come una presenza antica e rassicurante, mentre tutt’intorno si aprono boschi, uliveti e vedute mozzafiato che accompagnano lo sguardo fino allo Ionio.
Inserito nel circuito dei Borghi più belli d’Italia, è sicuramente una meta ideale per chi cerca quiete, storia e paesaggi che invitano a rallentare, abbracciando davvero la filosofia dello slow living.
Caccuri: cenni storici
Caccuri è una delle più antiche cittadine dell’Alto Crotonese. Sebbene la sua fondazione risalga al VI secolo d.C., alcuni ritrovamenti attestano presenze umane già nel Neolitico. Con il passare dei secoli, il sito assume un ruolo strategico nel territorio, prima con piccoli nuclei rurali di epoca romana e poi con la nascita di tre monasteri basiliani, ispirati alla regola di San Basilio.
Il borgo medievale cresce attorno alla fortificazione posta sullo sperone roccioso, poi trasformata nell’attuale castello.
Nel corso degli anni Caccuri passa nelle mani di importanti famiglie nobiliari tra cui i Ruffo, i Sangiorgio, gli Spinelli e – soprattutto – i Cavalcanti. Quest’ultimi acquistano il feudo nel 1651 mantenendo la proprietà per quasi due secoli e distinguendosi come autentici mecenati: sostengono restauri, commissionarono opere e favorirono una stagione culturale vivace, lasciando un’impronta ancora evidente nella storia del borgo.
Cosa fare e vedere a Caccuri
Caccuri è senza dubbio uno dei borghi più affascinanti della Sila, un luogo dove il ricco patrimonio storico-artistico e gli incantevoli paesaggi si intrecciano in un equilibrio unico. Passeggiando tra vicoli medievali, edifici antichi e scorci suggestivi sulla Valle del Neto, si percepisce tutta l’autenticità di questo angolo magico della Calabria.
Ecco cosa non perdere durante una visita a Caccuri.
Castello di Caccuri
Il Castello di Caccuri è la principale attrazione del borgo e insieme il suo simbolo più riconoscibile. Costruito nel VI secolo dai bizantini per controllare il territorio e avvistare i nemici, viene in seguito trasformato in una raffinata dimora nobiliare.
Austero ed elegante, colpisce i visitatori per la splendida Torre sul rivellino – progettata dall’architetto Adolfo Mastrigli nel 1882 -, per le sale affrescate, gli arredi d’epoca e la Cappella Palatina, impreziosita da un mirabile soffitto ligneo a cassettoni.
Accanto alla storia documentata, si tramanda anche una vicenda avvolta nel mistero: la tragica morte di Polissena Ruffo e della figlia Antonia, assassinate da mano ignota nel 1420.
Oggi il castello ospita numerose manifestazioni ed eventi culturali, confermando il suo ruolo di cuore storico e identitario del borgo.
Chiesa di Santa Maria delle Grazie
In prossimità del castello sorge la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, conosciuta anche come Chiesa Madre o Chiesa Matrice.
Di origine medievale, fu più volte danneggiata da terremoti ed altre calamità naturali, venendo quindi ricostruita e restaurata nel corso dei secoli.
Dell’impianto storico conserva il campanile e una campana del 1578, commissionata dall’Università di Caccuri al maestro Angelo Rinaldi.
Chiesa di San Rocco
Si trova presso la storica Porta Piccola, ai margini del centro abitato, scenograficamente immersa tra campagne e uliveti secolari che ne esaltano il carattere raccolto e votivo.
Ogni 16 agosto diventa il fulcro della festa patronale, un tempo animata da fiere del bestiame e oggi celebrata con spettacolari fuochi pirotecnici che illuminano il borgo.
Badia di Santa Maria del Soccorso
Il complesso monumentale di Santa Maria del Soccorso comprende l’ex Convento dei Domenicani, la Chiesa di Santa Maria del Soccorso – detta anche della Riforma – e la raffinata Cappella della Congregazione del Santissimo Rosario, dove dal 1679 si concede l’indulgenza plenaria.
Fondato nel 1518 dal frate domenicano Andrea da Gimigliano su richiesta dell’Università di Caccuri, conserva sulla facciata della chiesa gli stemmi dell’Università e del feudatario Giambattista Spinelli.
U Paisanu
Camminando tra le vie di Caccuri si può incontrare il murale “U Paisanu”, dello street artist calabrese Giorgio Marzo, in arte SMOE.
L’opera restituisce la quotidianità e la memoria collettiva del borgo attraverso un linguaggio visivo e altamente narrativo, trasformando un angolo del centro storico in un racconto a cielo aperto che celebra identità, gesti e tradizioni della comunità.
Premio Letterario Caccuri
Il Premio Caccuri, tra i più rilevanti riconoscimenti culturali della Calabria, celebra ogni anno la saggistica italiana attraverso incontri, presentazioni e dialoghi con autori di rilievo nazionale. Nato per valorizzare il borgo e promuovere la lettura, anima Caccuri con eventi diffusi e partecipati.
La manifestazione si svolge generalmente durante la stagione estiva.
Come arrivare a Caccuri
Il borgo di Caccuri si trova a circa 45 Km da Crotone, da cui è raggiungibile anche tramite corse autobus.
Il mezzo più comodo per arrivare resta comunque l’auto. Il paese è collegato alle principali arterie calabresi:
- Da nord – Si percorre l’A2 del Mediterraneo (uscita a Cosenza o Sibari) proseguendo verso la SS107;
- Da sud – Sempre lungo l’A2 si esce a Lamezia Terme continuando sulla SS109;
- Dalla costa ionica – Si segue la SS106 fino agli svincoli interni.
Per un viaggio più pratico e scorrevole è consigliabile utilizzare i servizi di telepedaggio e monitorare il traffico in tempo reale.








