Ci sono luoghi dove il tempo sembra essersi fermato, dove tradizioni antiche rivivono ancora in epoca moderna e si celebrano rituali di buon auspicio che sembrano conservare un pizzico di magia. Ne abbiamo un esempio con il Calan Mai, la festività gallese del 1° maggio che saluta con gioia l’arrivo dell’estate. Scopriamo dove questa tradizione affonda le sue radici e come viene celebrata.

Pali di maggio attorno ai quali danzare, falò propiziatori per proteggersi dagli spiriti e centinaia di fiori colorati che vengono intrecciati fino a formare delle corone da poggiare sulla testa. È il Calan Mai, un’antica festa celtica celebrata in Galles per dare il primo saluto all’arrivo dell’estate.

Il Galles, polmone verde ricco di leggende e tradizioni, è una magnifica terra incontaminata che vi consigliamo caldamente di visitare munendovi,  di passaporto e una buona assicurazione viaggio.

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Calan Mai: storia di un’antica festività celtica

Il Calan Mai, o Calan Haf, si festeggia il primo maggio e per il Galles significa l’arrivo dell’estate. Anche in Italia abbiamo una festività simile che, ancora oggi, si celebra in alcune città del Nord: il Calendimaggio. A differenza del Calan Mai, il Calendimaggio nostrano saluta l’arrivo della primavera.

 In una terra legata alla natura e alle leggende il Calan Mai resta una festa comunitaria che riunisce le persone in canti, balli e banchetti. Celebrare il rito che segna un’estate propizia è ancora una tradizione molto radicata.

Non abbiamo elementi certi, ma sappiamo che il Calan Mai- almeno secondo alcuni studi- affonderebbe le sue radici addirittura nel X secolo, quando i druidi accendevano dei falò per il bestiame in segno di buon auspicio.

Erano, e sono ancora oggi, proprio questi fuochi a essere al centro dei festeggiamenti. Si è convinti che le fiamme allontanino e proteggano dagli spiriti maligni, restituendo energia.

Le tradizioni del Calan Mai

Sono molte le tradizioni del Calan Mai che sopravvivono ancora oggi. Scopriamole assieme per immergerci in questa magnifica celebrazione.

  • Falò tradizionali: come abbiamo già anticipato i falò sono il fulcro del Calan Mai e vengono organizzati sia dalle comunità che dalle singole famiglie, magari nei loro giardini insieme a parenti ed amici;
  • Festival: non è raro trovare nei vari paesi o anche nelle città più grandi dei festival che ospitano bancarelle, street food e musica tradizionale;
  • Decorazioni: tipico del Calan Mai è decorare la propria casa con festoni di piante e fiori. Non solo, i fiori vengono anche intrecciati per essere indossati come una corona. Tutti i fiorai, durante la celebrazione, vendono queste “tiare naturali”;
  • Idromele: da sempre la bevanda tipica della festività. Si tratta di un gustoso liquore prodotto dalla fermentazione del miele. Viene aromatizzato con frutta e spezie;
  • Combattimento tra le stagioni: essendo la festa che vede la fine dell’inverno e l’inizio dell’estate, un tempo si inscenava un combattimento fittizio tra le due stagioni a colpi di bastone. Il rappresentante dell’inverno portava un bastone di prugnolo e uno scudo su cui veniva attaccata della lana bianca che stava a rappresentare la neve. Colui che invece combatteva per l’estate vestiva di abiti colorati e ghirlande di fiori e come arma aveva un bastone di salice. Ovviamente la vittoria era dell’estate e come conseguenza venivano incoronati il Re e la Regina del maggio che davano l’inizio ai festeggiamenti;
  • Piantare qualcosa: probabilmente la più poetica delle tradizioni che, volendo, potrebbe essere seguita da chiunque. Il giorno del Calan Mai, per connettersi con la natura, si pianta qualcosa, che sia nel proprio giardino o in un vaso. Può essere una pianta, un fiore o persino un albero.

I canti tradizionali della festa gallese

Sin dall’antichità durante il Calan Mai, oltre alle danze, si soleva cantare attorno ai falò per ringraziare di essere arrivati in salute alla fine dell’inverno e per propiziare in buon raccolto estivo.

Molti di questi brani sono ormai andati perduti ma vi vogliamo lasciare con un canto di maggio ancora sopravvissuto alle tradizioni orali e riportato dalla cantante folk Ffion Mair. Il titolo è: Mae’r Ddaear yn Glasu ovvero “La Terra sta diventando verde”.

Mae’r ddaear yn glasu a’r coed sydd yn tyfu

a gwyrddion yw’r gerddi mae’r llwyni mor llon

a heirdd yw’r eginau a’r dail ar y dole

a blodau’r perllanau pur llawnion.

Os bu yn ddiweddar wedd ddu ar y ddaear

cydganodd yr adar yn gerddgar i gyd

gweld coedydd yn deilio a wnâi iddynt byncio

cydseinio drwy’n hoywfro draw’n hyfryd.

Mae’r ddaear fawr ffrwythlon a’i thrysor yn ddigon

i borthi’i thrigolion yn dirion bob dydd

pe byddem ni ddynion mewn cyflwr heddychlon

yn caru’n un galon ein gilydd.

La bellissima traduzione è questa:

La terra rinverdisce

e gli alberi crescono

e i giardini sono verdi-

gli arbusti sono così gai

e belle sono le gemme

e l’erba dei prati

e i frutteti sono tutti in fiore

Anche se prima c’era stato

un velo grigio sulla terra

gli uccelli cantano armoniosamente insieme.

Vedere gli alberi mettere

le foglie li fa cantare

armoniosamente per tutta

la nostra bela valle

La grande e fruttifera terra

con tutti i suoi tesori ne avrà a sufficienza

per nutrire i suoi abitanti

con abbondanza ogni giorno

se solo noi uomini, nello stato di pace,

ci ameremo l’un l’altro con un sol cuore