Se ti stai chiedendo cosa fare a Calcata, piccolo borgo rinato del viterbese, la risposta più semplice potrebbe essere di camminare senza meta tra i vicoli in tufo che sembrano non aver mai conosciuto il passare dei secoli. La verità è che c’è molto di più: te lo raccontiamo in questo articolo.

A meno di un’ora da Roma, arroccato su uno sperone di roccia vulcanica che sembra sorvegliare la valle del Treja, sorge uno dei borghi più singolari del Lazio – e forse d’Italia. Calcata, in provincia di Viterbo, non è il classico borgo medievale, ma un luogo che ha rischiato di scomparire e che invece è rinato grazie a una comunità di artisti, artigiani e anime libere che, a partire dagli anni Settanta, ne hanno fatto la propria casa. Il risultato è un borgo minuscolo, meno di mille abitanti, dove ogni portone nasconde un atelier e ogni vicolo un’installazione d’arte e dove dietro a ogni angolo ti si apre davanti un panorama mozzafiato sul bosco sottostante.

Cosa fare e cosa vedere a Calcata, il borgo degli artisti

La “Città vecchia” di Calcata si visita rigorosamente a piedi: le auto restano fuori dalle mura e a farti entrare è un’unica porta di accesso, quella del Palazzo dei Baroni Anguillara, fortezza del XIII secolo che oggi domina, un po’ malinconica, l’unica piazzetta del paese. Superata la porta, il tempo sembra davvero rallentare. I vicoli sono stretti, a tratti così stretti che due persone faticano a passarci affiancate, come nel “passetto del bacio”, un budello di pietra così stretto da costringere le coppie a stringersi per attraversarlo.

Il fascino di Calcata sta proprio nel camminare senza una meta precisa: case in tufo dai portoncini colorati, scalinate che si arrampicano tra le rocce, terrazze naturali che si aprono sulla vallata verde. Buona parte delle abitazioni ha grotte scavate nella roccia ai piani inferiori, un tempo utilizzate come cantine o depositi e, secondo alcune fonti storiche, persino come luoghi di sepoltura in epoche più remote.

Dopo una passeggiata tra i vicoli, i ristoranti della Città Vecchia offrono piatti della tradizione di Viterbo con qualche variante locale, come lo spezzatino di cinghiale al sugo di pecora alla calcatese.

Le botteghe e l’arte diffusa

Al centro del borgo ci sono le botteghe artigiane, aperte soprattutto nel weekend. Qui puoi incontrare chi lavora la ceramica, chi restaura mobili antichi, chi realizza marionette e sculture in legno. Le gallerie d’arte diffuse tra i vicoli custodiscono opere di ogni genere, frutto della creatività di chi a Calcata ci vive stabilmente. Un punto di riferimento è il Granarone, ex granaio salvato dal crollo negli anni Novanta e oggi associazione culturale che ospita mostre, concerti e spettacoli teatrali.

La storia e le leggende del borgo

Le origini di Calcata affondano nella preistoria e proseguono con gli Etruschi e i Falisci, popolo che abitò la zona in epoca romana. Il nome del borgo compare per la prima volta in un documento dell’VIII secolo, ma la sua storia più curiosa riguarda il Novecento: nel 1935 un decreto del governo dichiarò l’intero pianoro di tufo pericolante e inagibile, costringendo gli abitanti a trasferirsi nella vicina Calcata Nuova.

Per trent’anni la Città Vecchia rimase un borgo fantasma completamente disabitato, fino a quando, negli anni Sessanta e Settanta, artisti e persone in cerca di uno stile di vita alternativo scoprirono queste case abbandonate e decisero di restaurarle a proprie spese- una storia non dissimile da quella di Bussana Vecchia, in Liguria. Da lì nacque la leggenda del borgo degli artisti, arricchita da soprannomi altrettanto suggestivi come “il paese delle streghe“, legato ad antiche credenze popolari sul canto misterioso che si sentirebbe tra i vicoli nelle notti di vento.

Da vedere sono la Chiesa del Santissimo Nome di Gesù, edificata dalla famiglia Anguillara, e il Museo della Civiltà Contadina, a ingresso libero, con oggetti e attrezzi che raccontano la vita rurale del secolo scorso.

Natura e dintorni

Chi ama camminare all’aria aperta troverà pane per i propri denti nel Parco Regionale Valle del Treja, che circonda il borgo di boschi, forre e piccole cascate. Da non perdere in particolare le Cascate di Monte Gelato, raggiungibili anche a piedi tramite un percorso di trekking di circa sette chilometri che parte proprio da Calcata.

Come raggiungere Calcata

Calcata si trova a circa 45 chilometri da Roma ed è facilmente raggiungibile in auto. Da Roma puoi imboccare il GRA e proseguire sulla Cassia bis in direzione Viterbo, uscendo poi alle indicazioni per Calcata o per il Parco Valle del Treja-Mazzano Romano. Da nord, percorrendo la A1 Milano-Napoli (l’Autostrada del Sole), l’uscita di riferimento è Magliano Sabina: il nostro consiglio è di sfruttare i servizi di telepedaggio per saltare la coda al casello. Prosegui poi sulla SS3 Flaminia in direzione Roma, seguendo le indicazioni per Faleria-Calcata. Da est o da sud, invece, conviene seguire l’A1 fino al Grande Raccordo Anulare.