Il 2023 ha segnato una svolta critica nel panorama climatico globale, emergendo come l’anno del caldo da record. L’allarme lanciato dagli scienziati ha evidenziando la necessità di azioni tempestive e significative sul clima, animando un dibattito urgente in occasione della COP28, la conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico terminata lo scorso 12 dicembre.

Caldo record in Italia e non solo

Il mese di ottobre 2023 ha segnato un record di temperature globali.
La temperatura media dell’aria in superficie è stata di 15,30°C, superando la media di ottobre 1991-2020 di 0,85°C e il precedente ottobre più caldo del 2019 di 0,40°C.
Anche il mese di luglio è stato talmente caldo da poter essere classificato come il più torrido degli ultimi 120.000 anni, mentre le temperature medie di settembre hanno superato il precedente record di almeno 0,5 gradi.

In Italia le temperature di ottobre hanno superato di oltre 3°C la norma, associandosi a gravi inondazioni a livello locale. Nel Regno Unito, le temperature sono state in media circa 1°C superiori, con un picco di 1,7°C sopra la norma nell’Inghilterra meridionale. Temperature superiori a 35°C a novembre sono state registrate per la prima volta, con valori elevati in molte zone della Grecia, mentre tempeste come Babet e Aline hanno causato inondazioni in diverse regioni europee.

Le temperature elevate del mese di novembre hanno portato a superare record di calore in Giappone, mentre la siccità legata a El Niño (un fenomeno climatico che accade ogni cinque anni, producendo un grosso riscaldamento delle acque dell’Oceano Pacifico e quindi influenzando le temperature globali) ha reso ottobre il mese più secco dal 1950 nel canale di Panama. Nel frattempo, la siccità ha colpito parte del Medio Oriente e forti alluvioni mortali hanno messo in ginocchio l’Africa orientale.

Il sudovest del Nord America, la penisola arabica e la Siberia, hanno sperimentato condizioni più umide del solito, spesso correlate ai cicloni. Al contrario, alcune regioni degli Stati Uniti meridionali e del Messico, colpite dalla siccità, hanno registrato temperature più secche. Ciò evidenzia la varietà delle condizioni climatiche globali.

L’aumento delle temperature solleva preoccupazioni riguardo a possibili eventi climatici estremi nei prossimi mesi. Ad esempio, alcune aree dell’Australia sono già state avvisate di un aumento del rischio di incendi selvaggi.

Il 2023, anno da caldo record globale

Il Copernicus Climate Change Service (C3S) ha confermato che il 2023 è stato, fino ad ora, l’anno più caldo mai registrato sulla Terra, anticipando una temperatura media globale di circa 1,43°C superiore a quella dell’era preindustriale.

Secondo gli scienziati, le temperature estreme a livello globale caratterizzeranno anche il 2024. Le anomalie climatiche includono l’espansione del ghiaccio marino antartico ai minimi storici e la temperatura del mare più alta mai registrata. Davanti a questi cambiamenti, la comunità scientifica afferma, all’unanimità, che il principale fattore di riscaldamento è costituito dalle emissioni di anidride carbonica e la stessa vicedirettrice di Copernicus, Samantha Burgess, sottolinea l’urgenza di azioni importanti sul clima che vadano oltre gli accordi di Parigi.

Progettati per moderare l’aumento delle temperature globali (l’obiettivo importante e ambizioso era limitare a 1,5° l’aumento medio della temperatura del Pianeta), gli accordi sembrano infatti già insufficienti. I circa 75 giorni al di sopra del limite critico di 1,5°C registrati nel 2023 sollevano dubbi sulle strategie attuali per affrontare la crisi climatica. In particolare, le politiche attuali spesso trascurano le direzioni degli accordi parigini.

Tuttavia, una drastica riduzione delle emissioni climalteranti, decarbonizzazione, transizione ecologica, e uso delle energie rinnovabili sono passaggi fondamentali per tenere sotto controllo il riscaldamento planetario. La tutela della biodiversità, la gestione sostenibile delle foreste e dell’agricoltura sono altresì pratiche essenziali per favorire l’assorbimento dell’anidride carbonica. Anche lo sviluppo di nuove tecnologie, come i sistemi di stoccaggio della CO2, posso avere un ruolo importante.

La strategie UE per mitigare i cambiamenti climatici

In risposta alle sfide del cambiamento climatico l’Unione Europea ha intensificato i propri sforzi per affrontare la crisi. Diverse iniziative sono state messe in atto, alcune delle quali sono:

A questi si aggiungono numerose altre azioni, sia da parte di istituzioni nazionali e locali che di entità private, che riguardano lo sviluppo di nuove tecnologie, progetti urbani e servizi di mobilità capaci di incidere sulla produzione di gas serra e, quindi, sul riscaldamento globale.