L’Italia si gioca il pass per il Mondiale 2026: scopri tutte le date degli Azzurri, gli scenari qualificazione e le info utili per seguire gli impegni della Nazionale nel 2025, sia da casa che in trasferta.
Continua il cammino nelle qualificazioni al Mondiale 2026 degli Azzurri. La Nazionale, guidata dal nuovo CT Rino Gattuso, ha di fronte un cammino ancora lungo ed insidioso, che ha iniziato a mettere alla prova il gruppo fin dalla primissima Italia-Norvegia lo scorso giugno.
Le ultime partite del 5 e 8 settembre – rispettivamente Italia-Estonia a Bergamo e Italia-Israele al Nagyerdei Stadion di Debrecen, in Ungheria – hanno aggiunto tasselli al percorso che porterà gli Azzurri fino allo snodo finale di novembre. Per un Paese che ha vissuto due assenze consecutive dalla fase finale (Russia 2018 e Qatar 2022), quest’anno ci si gioca davvero il tutto e per tutto, a 20 anni dal successo che fu il Mondiale del 2006.
Dal punto di vista del format, la rotta è chiarissima e non concede sconti: solo la prima del girone stacca il biglietto diretto per il 2026; la seconda viene dirottata ai playoff, con semifinale e finale in gara unica. È in questo perimetro che va letto il calendario delle prossime partite: gestire l’ansia, capitalizzare le partite in casa, non sporcare la differenza reti nelle trasferte e arrivare a novembre nel migliore dei modi. Vediamo cosa ci aspetta nelle prossime settimane.
Le gare in calendario della Nazionale italiana per le qualificazioni ai Mondiali 2026
Dopo il back-to-back di inizio settembre, all’Italia restano quattro appuntamenti ufficiali per completare il girone. Le date e le sedi sono già fissate, con un autunno che si chiuderà al San Siro di Milano in uno scontro diretto potenzialmente decisivo.
Estonia-Italia: 11 ottobre 2025, Tallinn (A. Le Coq Arena)
È Tallinn, la capitale estone, ad ospitare la seconda sfida con gli Azzurri. Si tratta della classica trasferta da affrontare con lucidità: campo “europeo”, clima potenzialmente rigido, avversario organizzato e un contesto che impone massima attenzione alla gestione del risultato e dei minuti finali.
Italia-Israele: 14 ottobre 2025, Udine (Stadio Friuli)
Tre giorni più tardi si torna in Friuli, nello Stadio dell’Udinese. Qui contano ritmo, aggressività sulle seconde palle e capacità di sbloccare il punteggio senza esporsi a ripartenze.
Moldavia-Italia: 13 novembre 2025, Chișinău (Stadionul Zimbru)
Il Zimbru è un impianto raccolto, senza pista, capace di creare un ambiente rumoroso. Questo tipo di contesto rende la gestione dei momenti morti e delle palle inattive cruciale. Le trasferte dell’Est Europa, per storia delle qualificazioni, non vanno mai sottovalutate.
Italia-Norvegia: 16 novembre 2025, Milano (Stadio San Siro)
Gran finale a San Siro. Se la corsa al primo posto dovesse restare aperta fino all’ultima curva, qui si decide tutto. Il fattore pubblico può diventare un moltiplicatore d’energia, ma servono equilibrio e freddezza.
Il regolamento delle qualificazioni ai Mondiali 2026: chi si qualifica direttamente?
Il quadro è semplice nella forma e duro nella sostanza. L’Europa dispone di 16 slot per la fase finale del Mondiale 2026. Le 12 vincitrici dei gruppi si qualificano direttamente; gli altri 4 posti vengono assegnati tramite playoff che coinvolgono 16 nazionali: le 12 seconde classificate più 4 squadre provenienti dalla Nations League 2024/25 che non siano già arrivate prime o seconde nel proprio gruppo di qualificazione.
I playoff si svolgeranno a marzo 2026 e sono articolati in quattro percorsi (A, B, C e D). In ogni percorso si giocano una semifinale secca e una finale secca: le quattro vincitrici dei percorsi volano al Mondiale. La logica delle teste di serie premia le otto migliori seconde, che disputano in casa la semifinale; le quattro peggiori seconde e le quattro dall’ultima Nations League partono invece senza vantaggio di campo.
In caso di parità di punti nel girone, l’ordinamento prevede: differenza reti generale, gol fatti, quindi i parametri relativi agli scontri diretti (punti, differenza reti, gol segnati, eventualmente gol fuori casa se previsto), poi il criterio di fair play e, come ultima risorsa, il sorteggio. È un sistema pensato per premiare rendimento complessivo e qualità offensiva prima di tutto.
L’Italia si qualifica se…
Cosa serve all’Italia per qualificarsi? Per gli Azzurri la via maestra resta il primo posto nel girone: è l’unica che evita l’incognita playoff. Le trasferte a Tallinn e Chișinău sono tappe da capitalizzare, Udine è il ponte ideale verso la chiusura di Milano. La Norvegia, che ha avuto una partenza sprint, è l’avversaria da tenere nel mirino: avere la meglio allo scontro diretto di novembre potrebbe non bastare. Serve vincere tutte le partite, fare tanti gol e subirne pochi, per presentarsi all’ultimo match del girone con una differenza reti migliore dei norvegesi (che comunque non è detto non perdano punti per strada). Tuttavia, dopo l’11-1 che Haaland e compagni hanno rifilato alla Moldavia, arrivare allo scontro diretto con una differenza reti migliore sembra ormai quasi una chimera. Bisogna dunque fare il proprio dovere e sperare in un passo falso degli scandinavi.
Se si dovesse chiudere secondi, lo scenario diventa un torneo lampo a eliminazione diretta: in una partita (prima la semifinale, poi l’eventuale finale) può succedere di tutto. Ecco perché, al netto della retorica, ha senso sperare che tutte le big europee dominino i propri gironi. E in caso di terzo posto? Oltre alle seconde classificate dei gironi di qualificazione, ai playoff accedono anche quattro squadre provenienti dalla Nations League: nello specifico, quelle con il miglior rendimento che però non si sono piazzate né al primo né al secondo posto nel proprio gruppo di qualificazione. Per l’Italia questo scenario resta aperto. Dopo aver chiuso al secondo posto il girone di Nations League ed essere stata eliminata dalla Germania nella fase finale, la Nazionale potrebbe ritrovarsi ai playoff anche nel caso di un terzo posto nel girone di qualificazione, dietro a Norvegia ed Estonia (o a un’altra combinazione di avversarie).
C’è però una condizione precisa: la precedenza spetta alle vincitrici dei gironi di Nations League. Ciò significa che l’Italia, in caso di terzo posto, avrebbe accesso agli spareggi solo se le squadre meglio piazzate nella classifica complessiva della Nations fossero già qualificate al Mondiale 2026 o avessero comunque strappato un posto ai playoff tramite il percorso principale.
Cosa vedere a Tallinn e Chișinău, le due trasferte dell’Italia
Seguire la Nazionale in trasferta può diventare l’occasione per scoprire grandi città e capitale europee ricche di fascino. Nello stesso viaggio si inserisce benissimo un tour degli stadi simbolo di questi luoghi, attrazioni normalmente tralasciate in favore di musei e monumenti. Tallinn e Chișinău, sedi delle prossime gare degli Azzurri, offrono due volti molto diversi dell’Europa: la prima, cittadina medievale e allo stesso tempo molto moderna, affacciata sul Mar Baltico, la seconda, verde e autentica, cuore vinicolo della Moldavia. E appoggiandosi ai servizi di Fast Track in aeroporto, sono entrambe ancora più vicine.
Tallinn, la capitale estone dall’anima medievale, hi-tech e sostenibile
Tallinn è una destinazione sorprendente perché tiene insieme più anime: un mix di storia, arte, architettura e innovazione. La Città Vecchia (Vanalinn) è un manuale di urbanistica medievale da esplorare: dentro la cinta muraria si susseguono vicoli lastricati, botteghe artigiane e scorci da cartolina. Sulla collina di Toompea si scorgono il Castello (sede del Parlamento), la cattedrale ortodossa Alexander Nevsky con le “cupole a cipolla” e il Duomo di Santa Maria, dove svetta il campanile barocco alto 69 metri. Poco più in là fa da vedetta la Chiesa di Sant’Olav, la cui guglia ha ridisegnato lo skyline cittadino.
Fuori dalle mura, Tallinn racconta invece la sua innegabile vocazione contemporanea. Il Rotermann Quarter, ex distretto industriale, è diventato un laboratorio di rigenerazione urbana con spazi di design, ristorazione e shopping. Nel vicino Kalamaja, l’area creativa di Telliskivi Loomelinnak ospita spazi espositivi, murales e il Fotografiska, museo di fotografia con programmazione internazionale. Verso il mare, Noblessner ha trasformato gli ex capannoni navali in un waterfront residenziale e culturale: tra le altre tappe, la Proto Invention Factory (esperienza immersiva tra realtà e immaginazione) e il Kai Art Center.
Capitolo mobilità: a Tallinn i trasporti pubblici sono un vanto cittadino. Per i visitatori esistono biglietti orari e pass giornalieri, mentre la Tallinn Card (24, 48 o 72 ore) include mezzi pubblici e accessi a molte attrazioni, più tre ore di noleggio bici gratuito. La rete di piste ciclabili e i servizi di bike e scooter sharing rendono gli spostamenti semplici e veloci. Tornando agli Azzurri: dove si gioca? All’A. Le Coq Arena, lo stadio nazionale, non distante dal centro. È un impianto moderno e raccolto: l’11 ottobre 2025 ospiterà Estonia-Italia.
Chișinău, capitale verde della Moldavia e patria delle “città del vino”
Chișinău, capitale della Moldavia, è una piccola sorpresa. I grandi viali – su tutti il Boulevard Ștefan cel Mare – conducono a luoghi simbolo come il Municipio fin-de-siècle, la Cattedrale della Natività di Cristo e l’Arco di Trionfo, porta d’accesso al parco centrale. Per “entrare” un po’ nella città, la Piața Centrală è il posto dove andare: frutta, verdure, formaggi, mieli, sottaceti e la celebre anguria in salamoia raccontano l’anima rurale del Paese, in stile “grocery tourism“. A pochi isolati, il Parco Valea Morilor porta attraverso sentieri, un lago artificiale e persino un teatro all’aperto. La pausa perfetta tra una passeggiata e qualche degustazione dei prodotti locali, vini in primis.
Proprio il vino è il fiore all’occhiello del territorio: Cricova è una vera città sotterranea di gallerie e botti visitabili, mentre Mileștii Mici vanta la collezione di bottiglie più grande al mondo. Per allungare di qualche ora la trasferta, l’area rupestre di Orheiul Vechi regala monasteri scavati nella roccia e panorami inattesi a meno di un’ora dalla capitale. Allo Stadionul Zimbru, circa 10.500 posti e inaugurato nel 2006, l’appuntamento a Chișinău è fissato per il 13 novembre 2025 con Moldavia-Italia.
Qualificazioni Mondiali 2026: dove vedere le partite dell’Italia
Per i tifosi in Italia, le gare degli Azzurri sono trasmesse in chiaro su Rai 1 con streaming su RaiPlay: palinsesti, pre e post partita e contenuti on-demand passano da lì. Sky Sport e NOW propongono invece una più ampia copertura delle qualificazioni europee (circa 200 partite), con finestre di Diretta Gol e palinsesti che includono anche altre nazionali: un riferimento utile per chi, oltre all’Italia, vuole seguire l’andamento degli altri gironi. Alcune sfide vengono riproposte sulle emittenti in chiaro del gruppo, secondo programmazione. La distinzione in pratica è semplice: Italia in diretta sulla Rai, resto del palinsesto europeo su Sky e NOW.
Quante volte l’Italia non ha partecipato ai Mondiali
Facendo tutti gli scongiuri del caso, è una domanda che – purtroppo – ha più di una risposta. La Nazionale è rimasta fuori dal Mondiale in quattro edizioni: Uruguay 1930 (assenza per scelta logistica/politica nell’era pre-qualificazioni), Svezia 1958 (eliminazione nel girone, decisiva la sconfitta a Belfast con l’Irlanda del Nord) e poi le due assenze consecutive del nuovo millennio, ovvero Russia 2018 (playoff con la Svezia, 0-0 a San Siro dopo lo 0-1 dell’andata) e Qatar 2022 (semifinale playoff persa a Palermo contro la Macedonia del Nord, rete di Trajkovski al 92′). Se guardiamo alla cronologia più recente, l’ultima apparizione mondiale azzurra risale al 2014: dal 2006 in poi il Mondiale è rimasto un sogno alternato a delusioni. Rientrare nel 2026 eviterebbe di allungare a sedici anni l’assenza dal torneo più seguito al mondo, e sicuramente (ri)fare la storia dello sport.
Perché all’Italia conviene tifare per le rivali storiche nelle qualificazioni ai Mondiali 2026
Sembra un paradosso, ma all’Italia conviene davvero che le nazionali più forti vincano i propri gironi. Il motivo è aritmetico prima ancora che “emotivo”: se le top europee si qualificano direttamente, non scendono ai playoff. In altre parole: qualora gli Azzurri chiudessero secondi, trovarsi un lotto di spareggi senza le squadre più forte ridurrebbe le difficoltà di una gara secca. Non è “tifo contro”, è semplice risk management.
C’è poi un secondo livello: la Nations League inserisce ai playoff quattro vincitrici di girone che non sono arrivate tra le prime due nel gruppo di qualificazione. Anche qui, più i valori “forti” restano alti nei gironi, meno rischi di incrociare ai playoff avversari sopra media.








