I dati lo confermano: Tesla è in una fase di regressione. Specialmente in Europa, dove nei primi due mesi del 2025 ha registrato un calo delle vendite pari al -49%. Ecco tutti i dettagli.

Ora la crisi di Tesla è confermata anche da alcuni dati diffusi dall’Acea, l’Associazione dei costruttori europei di automobili. Secondo quanto riportato dall’ente, le vendite europee del marchio californiano sono diminuite del 49% rispetto allo stesso periodo del 2024, toccando appena quota 19.046 unità, pari a una quota di mercato dell’1,1%. Non a caso, nella top 10 delle auto elettriche più vendute in Europa a febbraio 2025 non figura alcuna Tesla. Piove dunque sul bagnato per l’azienda di Elon Musk, che nei giorni scorsi ha subito un crollo a Wall Street e denunciato l’azione di alcuni vandali dei Superchager, che hanno rovinato diverse infrastrutture per la ricarica elettrica delle auto.

Ma quali sono i motivi di questo calo e di un momento negativo che sembra più profondo? Andiamo a scoprirlo nel dettaglio.

Calo delle vendite di Tesla in Europa: le cause del crollo

Diversi sono i motivi che stanno incidendo negativamente sulle performance del colosso americano. Tra questi, i modelli ritenuti ormai poco aggiornati rispetto alla concorrenza. Ma non si può non considerare il “fattore Musk”: c’è un crescente malcontento verso il fondatore dell’azienda, la cui esposizione politica in favore del presidente americano Donald Trump sta influenzando negativamente la percezione del brand. In particolare, Musk è attualmente alla guida del nuovo Dipartimento per l’efficienza governativa (DOGE), incarico che ha contribuito a polarizzare ulteriormente l’opinione pubblica.

Nel dettaglio, negli USA il solo mese di febbraio ha visto un calo delle immatricolazioni pari al 47%, con 11.743 unità vendute. Un dato ancora più preoccupante se confrontato con l’andamento generale del mercato delle auto elettriche in Europa, che nello stesso periodo ha registrato una crescita del 28,4%, per un totale di oltre 255.000 veicoli venduti e una quota di mercato del 15,2%.

Tesla sta pensando a delle novità per risollevarsi

Nel frattempo, l’azienda ha comunicato l’intenzione di lanciare entro pochi mesi nuovi modelli a prezzi più contenuti. Alcune iniziative sono già state rese disponibili, come il nuovo bonus per Model 3. L’obiettivo è chiaro: fronteggiare la crescente concorrenza di marchi cinesi come BYD, che offrono auto elettriche attorno ai 35.000 dollari. Tuttavia, i dettagli sui nuovi modelli restano vaghi.

Tuttavia, sul marchio statunitense aleggia ora anche l’ombra del fisco. Secondo un’analisi condotta dal Financial Times, Tesla avrebbe riportato, negli ultimi sei mesi, investimenti per circa 1,4 miliardi di euro che, però, non risulterebbero associati a nuovi beni fisici o immateriali visibili nei bilanci. A sollevare ulteriori perplessità è il fatto che, pur disponendo di una cassa così consistente (nel 2024 ha toccato quota 37 miliardi di dollari), l’azienda abbia comunque fatto ricorso a nuovi finanziamenti per un valore di 6 miliardi di dollari. Il quotidiano economico suggerisce che questi elementi potrebbero essere il sintomo di carenze nei meccanismi di controllo interno.