I cambiamenti climatici stanno avendo un notevole impatto sul turismo, condizionando le abitudini di viaggio e di vacanza. In particolare è l’aumento delle temperature a incidere di più sul settore, con ricadute su un paese fortemente turistico e nel cuore del Mediterraneo come l’Italia.

Lo evidenza il rapporto Turismo climate-sensitive promosso dall’ENIT, l’agenzia nazionale del turismo. A curarlo, la Fondazione Santagata di Torino in collaborazione con lo Studio Giaccardi & Associati di Ravenna. I primi risultati sono stati presentati a Milano in occasione della Borsa Internazionale del Turismo 2024.

Si tratta del primo progetto di ricerca italiano incentrato sulla correlazione tra clima e turismo. Uno studio che fa seguito a quelli analoghi realizzati in vari stati europei a vocazione turistica quali Francia, Grecia, Portogallo, Slovenia, Spagna e altri.

Cambiamenti climatici e turismo: la rivincita delle mezze stagioni

Secondo i dati di Copernicus Climate Change Service, la sezione clima del Programma Copernico dell’Unione Europea che mira a fornire una conoscenza di base a supporto delle politiche di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico e al riscaldamento globale, il 2023 è stato l’anno più caldo di sempre.

In conseguenza di ciò, il progressivo aumento delle temperature – la “forzante calore” – modifica tempi, modi, criteri e costi di ogni tipo di vacanza. Che si tratti di mare, montagna, città d’arte, siti archeologici, borghi, attività outdoor. Dall’analisi emerge una diminuzione di turisti stranieri in Italia del 25% nei mesi estivi e un aumento in primavera e autunno.

L’Italia, infatti, si trova proprio al centro del cosiddetto hotspot mediterraneo. In tale area gli eventi meteo estremi hanno conosciuto un incremento del 20%. E il turista sta abbandonando l’alta stagione, preferendo sempre più le “mezze stagioni”.

Un modello dai siti italiani UNESCO

È pressoché superfluo rilevare che in Italia, tra i paesi leader a livello globale per offerta turistica, un cambiamento di tendenza di questo tipo ha un consistente impatto su organizzazioni, imprese e attività del comparto.

A tal proposito il progetto Turismo climate-sensitive ha una duplice finalità. Oltre a quanto detto, cioè misurare l’influsso dei cambiamenti climatici sulle abitudini dei turisti, punta anche a contribuire a mettere a punto nuovi modelli di business per individuare nuove opportunità.

Tra i paradigmi presi in esame per misurare l’adattabilità del sistema turistico italiano c’è quello dei siti patrimonio UNESCO. In Italia sono 59 (primo paese al mondo) e sono essi a offrire la “cartina di tornasole” della capacità di risposta del sistema. Nel 2022, infatti, hanno attratto oltre 142 milioni di presenze, per un giro d’affari di oltre 12 miliardi di euro. Il cambio di strategia consiste nell’integrare l’emergenza climatica nel modello imprenditoriale, coinvolgendo tutti i propri stakeholder a far parte delle nuove decisioni.

Si viaggia in base alle previsioni

Secondo Booking, il 51% dei clienti deciderà di programmare viaggi in base alle previsioni climatiche del periodo e della destinazione prescelta. Si tratta di un profondo cambiamento nel rapporto tra domanda e offerta turistica. Una rivoluzione considerata uguale o superiore a ciò che avvenne oltre quindici anni fa con l’avvento del digitale. Tanto che sono già disponibili piattaforme online di supporto a tale tendenza.

La ricerca di ENIT, che sarà pubblicata prossimamente sui canali istituzionali, intende mettere a disposizione degli operatori turistici italiani un modello di intervento composto da 15 policy: 8 per le destinazioni e 7 per le imprese. L’obiettivo è un generale ripensamento strategico, in base al clima, dei modelli di accoglienza, promozione e organizzazione.

La base dati è offerta dallo studio di 10 destinazioni europee: Austria; Comune di Courmayeur (Italia); Convenzione delle Alpi (8 paesi dell’arco alpino); San Sebastian (Spagna); Irlanda; Lubiana (Slovenia); Norvegia; Scozia; Porto (Portogallo); Valencia (Spagna). A esse si aggiungono i dati di 7 imprese internazionali: Booking (Stati Uniti); Expedia (Stati Uniti); Marriott (Stati Uniti); Boutiquehotel Stadt Halle (Austria); Hotel Doolin (Irlanda); Hotel Ullensvang (Norvegia); Whatley Manor (Regno Unito).