Due percorsi tra mare e borghi immersi nelle meraviglie paesaggistiche e naturali di questa parte di Puglia che così non hai mai visto. 

Connessione con la natura, esperienza culturale, benessere fisico e mentale, avventura e scoperta, sostenibilità. Viaggiare a piedi è tutto questo e molto di più: per questo sono sempre in aumento le persone che scelgono di vivere le vacanze in modo lento con lo zaino in spalla. Il Cammino del Salento è uno degli percorsi più belli d’Italia. Vieni a vedere perché.

Che cos’è il Cammino del Salento: unconventional Puglia

Il Cammino del Salento è un percorso di trekking che attraversa la suggestiva penisola salentina. Un itinerario che permette di scoprire a piedi la bellezza incontaminata di questo territorio, tra paesaggi costieri mozzafiato, antichi borghi e testimonianze storiche di inestimabile valore.
È diviso in due principali percorsi, La Via dei Borghi e La Via del Mare: si parte sempre da Lecce, ma già all’interno della città le strade si separano, per poi ricongiungersi nelle ultime tre tappe da Otranto in poi. Entrambi i tragitti offrono ai viaggiatori un’esperienza unica e indimenticabile per vivere questa parte di Puglia in modo meno convenzionale. Il percorso è segnalato da frecce arancioni e sullo smartphone è possibile scaricare le tracce GPX, così da essere sempre sicuri della direzione.
Come per il Cammino di Santiago e altri percorsi – per esempio sulla Via Francigena – è disponibile il Passaporto del Pellegrino, un documento sul quale apporre i timbri alla fine di ogni tappa: senza contare che averlo offre sconti (ma anche accessi gratis) nelle strutture convenzionate, sia che si tratti di alberghi, hotel o B&B, musei e altre attrazioni.

La Via dei Borghi: l’entroterra delle meraviglie

La Via dei Borghi si distingue per il suo percorso interno che attraversa pittoreschi borghi e paesaggi rurali del Salento. Questo itinerario è perfetto per chi è interessato alla storia, alla cultura e alle tradizioni del territorio. Si compone di 6 tappe, per un totale di 135 km: ti suggeriamo di dedicare un giorno a ciascuna. Di seguito, ecco le prime tre, mentre le altre tre le indicheremo dopo, visto che coincidono con l’altro cammino.

Prima tappa: Lecce-Sternatia

Sternatia, Cammino del Salento, Puglia

Il primo timbro del Passaporto del Pellegrino lo metti a Lecce, davanti a Porta Napoli. Della città, insieme alle guide del WWF si può visitare la Foresta Urbana, per poi proseguire verso San Cesario e San Donato di Lecce, con i loro palazzi nobiliari e le maestose chiese. Sternatia (nella foto) sarà una vera scoperta, in quanto si tratta di un borgo della Grecìa Salentina (dove si parla ancora il griko, un dialetto di origine ellenica) che ospita frantoi ipogei e splendidi edifici barocchi come Palazzo Granafei. Il percorso è lungo 21,7 chilometri (5 ore).

Seconda tappa: Sternatia-Corigliano d’Otranto

Galatina, Cammino del Salento, Puglia

L’Italia è uno scrigno di tesori artistici e architettonici che compaiono anche nelle località più piccole, come quelle che conoscerai lungo questo tragitto di 20 chilometri (tempo stimato 4 ore). Sempre nella Grecìa Salentina, lasciati affascinare dall’antichissimo borgo di Soleto, con la Chiesa di Santo Stefano, dal fascino bizantino, completamente affrescata, e l’alta guglia trecentesca, finemente scolpita in pietra leccese. Si passa per Galatina (nella foto), uno dei borghi più belli della Puglia, grazie alle chiese e i palazzi barocchi, per arrivare a Corigliano d’Otranto. Da vedere: l’imponente castello, l’Arco Lucchetti, Palazzo Comi, la Chiesa Madre di San Nicola con il suo mosaico pavimentale che riproduce l’Albero della vita e la deliziosa Cappella di San Leonardo.

Terza tappa: Corigliano-Otranto

Convento degli Agostiniani di Melpignano, Cammino del Salento, Puglia

In 7 ore di cammino (26,5 km), la tappa più lunga, arriverai a Otranto. Prima, però, ti aspettano diverse meraviglie. La prima è il famoso borgo di Melpignano, dove ad agosto si svolge la nota e sentitissima Notte della Taranta. Lasciati catturare soprattutto dalla bellezza dei portici di San Giorgio e della Chiesa e Convento degli Agostiniani (nella foto). Poi ci sono Cursi, il paese della pietra leccese, il Santuario della Madonna di Montevergine e Giurdignano, con il suo giardino megalitico. Il tratto che precede la destinazione finale della terza tappa si snoda lungo un percorso naturalistico nella Valle dell’Indro, tra grotte, cripte e pitture rupestri che si fanno risalire all’antico popolo messapico.

La Via del Mare: tutto blu all’orizzonte

La Via del Mare è caratterizzata da una costante vicinanza a questa immensa distesa blu che si staglia all’orizzonte, offrendo panorami spettacolari sulle acque cristalline dell’Adriatico (che si raggiunge già il primo giorno) per arrivare a Santa Maria di Leuca, dove s’incontra con lo Ionio. Questo percorso è ideale per chi ama il mare e desidera esplorare le spiagge e le scogliere del Salento. Il percorso è lungo 115 km, diviso in 5 tappe tra asfalto e sterrato, da fare il 5 giorni: scopriamole un po’ più nel dettaglio.

Prima tappa: Lecce-San Foca

Il mare di San Foca, Cammino del Salento, Puglia

Il tragitto è lungo 26,5 chilometri e il tempo stimato di percorrenza è 6 ore. Si parte dalla sempre splendida Lecce, uscendo da lì a poco in direzione Merine, un piccolo borgo, al quale segue quello di Avaya, dove respirare un’atmosfera medievale grazie al castello e alle fortificazioni. In una manciata di chilometri si va verso la Riserva Naturale Le Cesine e si arriva alla spiaggia: da qui, con il mare sinistra si prosegue lungo il sentiero costiero e si arriva al lungomare di San Foca.

Seconda tappa: San Foca-Otranto

Grotta della Poesia, Cammino del Salento, Puglia

A caratterizzare la strada verso Otranto, vero e proprio gioiellino del Salento, sono luoghi ricchi di storia e di bellezze paesaggistiche, tra baie e pinete. Si passa, infatti, per Parco Archeologico di Roca Vecchia, un importante insediamento con testimonianze che partono dall’età del bronzo fino ai Romani e si va alla scoperta della Grotta della Poesia (nella foto), una delle piscine naturali più belle d’Italia. Ci si imbatte anche nel “misterioso” scoglio Tafaluro, soprannominato “la sfinge” per la sua forma: chilometri percorsi 23,9 in 6,5 ore.

Terza tappa: Otranto-Santa Cesarea Terme, dove i cammini si intrecciano

Otranto: storia, cultura e mare cristallino

Da un luogo iconico all’altro: in 5 ore e mezza (22 km) si giunge a Otranto (nella foto). Nel mentre ci si lascia conquistare da un trekking costiero mozzafiato che tocca il Faro di Punta Palascìa, il punto più a est dell’Italia, la panoramica Torre Sant’Emiliano, la spiaggia di Porto Badisco (tappa gastronomica obbligata per gustare pesce e frutti di mare). Camminando lungo la via Appia Calabro Salentina si arriva alla meta.

Quarta tappa: Santa Cesarea Terme-Marina Serra

Cala dell'Acquaviva: scopri "Ibiza"... Nel cuore del Salento! | Moveo

In questa penultima tappa del cammino (22,9 chilometro per 6 ore) i protagonisti sono: i piccoli borghi sul mare molto pittoreschi, come Castro, con la sua fortezza medievale e Tricase Porto; le incantevoli cale e insenature, come Cala dell’Acquaviva (nella foto) e sentieri immersi nella natura, tra rocce e macchia mediterranea. L’arrivo è l’incantevole piscina naturale di Marina Serra. In questa parte si segnala un tratto scogliero più difficoltoso da fare con lo zaino, ma niente paura: c’è una strada asfaltata parallela.

Quinta tappa: Marina Serra-Santa Maria di Leuca

Santa Maria di Leuca, Cammino del Salento, Puglia

La voglia di arriva sarà tanta, mista alla nostalgia di un cammino che sta purtroppo per finire. Mancano solo 21,8 chilometri (tempo stimato 5,5 ore) per salire i 284 gradini del Santuario de Finibus Terrae a Santa Maria di Leuca (nella foto). Cosa ti sei appena lasciato alle spalle? Per prima cosa il borgo di Tiggiano, con il suo bel Palazzo Serafini Saulo, a cui sono annessi un agrumeto e un faggeto; poi c’era Corsano, che ti ha riportato ai tempi del feudalesimo. Hai visto grotte e falesie e il popolare Ciolo, da cui una volta ci si tuffava. Infine, ti sei imbattuto nell’Erma antica, una scultura del ‘700 a cui i pellegrini che stavano per raggiungere Leuca rivolgevano le proprie preghiere lasciando una pietra, simbolo dei loro peccati lasciati indietro e speranza per il futuro.