Un percorso ad anello di 330 chilometri, interamente su sentieri e mulattiere. Nessun tratto asfaltato. Il Cammino di San Vicinio attraversa l’Appennino tosco-romagnolo sulle orme di un vescovo vissuto sedici secoli fa.

Il Cammino di San Vicinio parte e arriva a Sarsina, in provincia di Forlì-Cesena. È un anello di circa 330 chilometri, diviso in 16 tappe. La sua particolarità è semplice da spiegare: si cammina solo su antiche mulattiere e sentieri segnalati. Niente asfalto, niente strade trafficate.

Un dettaglio raro tra i cammini a lunga percorrenza italiani, che lo rende una delle proposte più autentiche per chi cerca trekking nella natura lontano dal traffico.

Un cammino tra storia, natura e spiritualità

Il cammino prende il nome da San Vicinio, vescovo di Sarsina vissuto tra il III e il IV secolo. La tradizione lo ricorda per le sue guarigioni spirituali e per un collare di metallo, ancora oggi conservato nella Basilica Concattedrale di Sarsina. I pellegrini lo indossano ancora durante alcune celebrazioni.

Il percorso ricalca l’antico sistema viario della Provincia Alpes Appenninae. Per secoli questa rete collegava i popoli del Nord Europa con Roma. Oggi il percorso unisce fede, natura e cultura in un unico itinerario ad anello, molto diverso da altri cammini religiosi come il Cammino di Sant’Antonio o il Cammino di San Francesco, entrambi attivi nella stessa area appenninica.

Le tappe del Cammino di San Vicinio: da Sarsina a Sarsina

Il Cammio di San Vicinio attraversa 14 comuni tra le province di Forlì-Cesena, Rimini e Arezzo. Le tappe principali sono:

  • Sarsina – Bagno di Romagna;
  • Bagno di Romagna – Monte Fumaiolo;
  • Monte Fumaiolo – Camaldoli;
  • Camaldoli – Badia Prataglia;
  • Badia Prataglia – La Verna;
  • La Verna – Verghereto;
  • Verghereto – Balze;
  • Balze – Sant’Agata Feltria;
  • Sant’Agata Feltria – Pietra dell’Uso;
  • Pietra dell’Uso – Sogliano al Rubicone;
  • Sogliano al Rubicone – Borghi;
  • Borghi – Cesena;
  • Cesena – Sarsina (chiusura dell’anello).

Alcune tappe superano i 30 chilometri con dislivelli importanti. Altre sono più brevi e adatte anche a chi cammina con meno allenamento. Chi preferisce le due ruote può percorrere buona parte del tracciato grazie alla Ciclovia di San Vicinio, una variante bike friendly pensata per gli stessi luoghi.

Un percorso senza asfalto tra le Foreste Casentinesi e l’Appennino

Dopo Bagno di Romagna, il Cammino di San Vicinio entra in Toscana. Attraversa il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, tra faggete secolari ed eremi silenziosi. Tocca il Santuario della Verna, dove San Francesco ricevette le stimmate, e il Monastero di Camaldoli, fondato nell’anno Mille. Dopo quattro tappe toscane, il percorso rientra in Romagna, passando per Sant’Agata Feltria e Sogliano al Rubicone, prima di chiudersi a Sarsina.

Un itinerario che si avvicina, per spirito e paesaggio, ad altri grandi cammini della zona come la Romea Strata o i Sentieri Frassati, ma che mantiene una propria identità: quella di un percorso quasi interamente sterrato, immerso nel verde dell’Appennino settentrionale.

Come raggiungere il Cammino di San Vicinio

Il punto di partenza del Cammino di San Vicinio, Sarsina, si trova in provincia di Forlì-Cesena. È raggiungibile in auto percorrendo la E45 in direzione Cesena, per poi proseguire lungo la Strada Provinciale 4 del Savio. Chi arriva dall’autostrada A14 può uscire a Cesena Nord o Cesena Sud, seguendo poi le indicazioni per la Val di Savio.

Per chi viaggia dalla Toscana, un buon punto di accesso alle tappe centrali del cammino è Bibbiena, ben collegata alla E45 e ai principali centri del Casentino. Per rendere il viaggio più comodo, soprattutto nei weekend di maggiore affluenza, è possibile affidarsi ai servizi di telepedaggio, che permettono di transitare ai caselli autostradali senza fermarsi, ottimizzando i tempi di percorrenza verso il punto di partenza scelto per affrontare il cammino.

Chi arriva da più lontano può anche valutare un tratto del Passo di Cento Croci o della Via del Sale come tappa intermedia del viaggio verso l’Appennino tosco-romagnolo, in un percorso che ricorda per spirito anche il celebre Cammino di Oropa, in Piemonte.