Si apre oggi la due giorni decisiva per la scelta della Capitale Italiana della Cultura 2028: le dieci città finaliste presentano i loro progetti alla Giuria durante le audizioni pubbliche a Roma, prima della proclamazione della città vincitrice, attesa entro il 27 marzo.
La Capitale Italiana della Cultura è un’iniziativa del Ministero della Cultura che ogni anno valorizza una città italiana attraverso un programma di eventi, progetti di rigenerazione e nuove opportunità di sviluppo sostenibile legate alla cultura. Il titolo viene assegnato al termine di una selezione che parte da un bando nazionale e arriva alla scelta di dieci finaliste, chiamate a raccontare la propria visione davanti a una Giuria nominata con decreto ministeriale.
Dalla prima edizione del 2015, il testimone è partito da Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena ed è poi passato da Mantova a Pistoia, Palermo, Parma (per due anni di seguito a causa della pandemia da Coronavirus), Procida, Bergamo-Brescia, Pesaro, Agrigento, fino a L’Aquila e Pordenone, quest’ultima a detenere il titolo per il 2027 con una serie di programmi diffusi e legati a mobilità dolce, inclusività e turismo responsabile.
L’iniziativa è anche un modo di promuovere un turismo più lento, etico e consapevole seguendo questo percorso che ha la cultura come filo conduttore.
Capitale Italiana della Cultura 2028: le audizioni delle 10 città finaliste
La Giuria istituita per la selezione della Capitale Italiana della Cultura 2028 ha individuato dieci progetti finalisti, presentati da altrettante città. Le audizioni pubbliche si svolgono oggi, giovedì 26 febbraio, e domani, venerdì 27 febbraio 2026, alla Sala Spadolini del Ministero della Cultura, a Roma. Ogni città ha a disposizione fino a 60 minuti: 30 per illustrare nel dettaglio il proprio dossier e 30 per rispondere alle domande della Giuria. Le sessioni sono trasmesse in diretta streaming sul canale YouTube del Ministero.
Le 10 città finaliste e i rispettivi progetti raccontano un’Italia fatta di città d’arte, piccoli centri, territori di confine e località costiere che si ripensano in chiave contemporanea: da Anagni – con le “Città Erniche” Alatri, Ferentino e Veroli – a Tarquinia, passando per Ancona, Catania, Colle di Val d’Elsa, Forlì, Gravina in Puglia, Massa, Mirabella Eclano e Sarzana.
Ecco il calendario delle audizioni.
Calendario audizioni pubbliche Capitale Italiana della Cultura 2028
| Giorno | Orario | Città | Progetto |
| 26 febbraio | 9:00 – 10:00 | Anagni – Alatri – Ferentino – Veroli | Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce |
| 10:15 – 11:15 | Ancona | Ancona. Questo adesso | |
| 11:30 – 12:30 | Catania | Catania continua | |
| 14:00 – 15:00 | Colle di Val d’Elsa | Colle28. Per tutti, dappertutto | |
| 15:15 – 16:15 | Forlì | I sentieri della bellezza | |
| 27 febbraio | 9:00 – 10:00 | Gravina in Puglia | Radici al futuro |
| 10:15 – 11:15 | Massa | La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia | |
| 11:30 – 12:30 | Mirabella Eclano | L’Appia dei popoli | |
| 14:00 – 15:00 | Sarzana | L’impavida. Sarzana crocevia del futuro | |
| 15:15 – 16:15 | Tarquinia | La cultura è volo |
Durante le presentazioni le città approfondiscono il modo in cui intendono usare la cultura per rigenerare spazi, migliorare la qualità della vita e rendere più sostenibili i flussi turistici. Per chi assiste, queste audizioni sono anche una finestra su futuri luoghi da visitare: destinazioni che puntano su trasporti pubblici potenziati, percorsi pedonali e ciclabili, eventi diffusi nei quartieri e nelle aree interne.
Quando verrà proclamata la città vincitrice?
Conclusa la fase delle audizioni, la parola torna alla Giuria, che dovrà valutare i progetti sulla base dei criteri stabiliti dal bando: qualità culturale, sostenibilità nel tempo, capacità di coinvolgere le comunità locali e impatto sul territorio. La proclamazione ufficiale della Capitale Italiana della Cultura 2028 avverrà entro il 27 marzo 2026, al termine dei lavori di valutazione.
La città vincitrice riceverà dal Ministero della Cultura un contributo finanziario di un milione di euro, destinato a realizzare le iniziative e gli obiettivi delineati nel dossier di candidatura. Si tratta di una spinta importante per mettere in campo nuovi servizi culturali, migliorare spazi pubblici, rendere più accessibili musei, teatri e luoghi della memoria, spesso con interventi pensati per favorire una mobilità più sostenibile e un turismo accessibile.








