Sono state annunciate le dieci città finaliste per diventare Capitale Italiana della Cultura 2028. Un passo emozionante verso un anno di eventi che animeranno l’Italia con idee fresche e radicate nel territorio: ecco i dieci progetti selezionati.
Sono dieci le città selezionate che si contenderanno il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028 grazie ad altrettanti progetti ambiziosi volti a valorizzare il patrimonio storico, culturale ed economico dell’Italia. La decisione finale arriverà entro il 27 marzo 2026, mentre le audizioni pubbliche di presentazione dei progetti avranno luogo il 26 e 27 febbraio presso la Sala Spadolini del Ministero della Cultura.
Il significato del progetto ministeriale “Capitale Italiana della Cultura”
La Capitale Italiana della Cultura, nata nel 2014 sulla falsariga della Capitale Europea della Cultura, è un importante riconoscimento che valorizza i territori italiani. Non solo prestigio: porta un milione di euro per realizzare e promuovere il progetto presentato e un’onda di turismo culturale e sostenibile che genera una crescita economica virtuosa.
Le città vincitrici realizzano un calendario di oltre 100 giorni di iniziative, con il fine di valorizzare la cultura del proprio territorio come motore di coesione sociale e ambientale. Nelle passate edizioni il titolo è stato riconosciuto a:
- Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena ex aequo (2015);
- Mantova (2016);
- Pistoia (2017);
- Palermo (2018);
- Parma (2020-21);
- Procida (2022);
- Bergamo-Brescia (2023);
- Pesaro (2024);
- Agrigento (2025);
- L’Aquila (2026);
- Pordenone (2027).
Le dieci finaliste presenteranno i propri progetti al Consiglio dei Ministri durante le audizioni pubbliche del 26 e 27 febbraio alla Sala Spadolini del Ministero della Cultura, trasmesse in streaming su YouTube. Ogni presentazione durerà 30 minuti, seguiti da 30 minuti di domande della giuria.
Capitale Italiana della Cultura 2028: le 10 città finaliste
Ecco i progetti che potrebbero trasformare una di queste 10 città nel polo culturale del 2028: il Ministero della Cultura assegnerà alla città vincitrice un fondo di un milione di euro per realizzare il progetto e gli obiettivi delineati nella propria candidatura. Conoscere i progetti è anche un modo diverso per un’idea di viaggio: il nostro consiglio è di raggiungere la tua meta in auto, approfittando dei servizi di telepedaggio per saltare la coda in autostrada e arrivare più in fretta a destinazione.
Anagni (FR) – Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce
Anagni guida un progetto corale insieme alle altre “Città Erniche”, Alatri, Ferentino e Veroli, i quattro borghi fortificati della provincia di Frosinone. “Hernica Saxa” celebra la “pietra viva” come simbolo di identità condivisa, che unisce le radici degli Ernici alle innovazioni contemporanee per favorire cooperazione territoriale e sviluppo culturale.
Ancona – Ancona. Questo adesso
Ancona si presenta come città in trasformazione, con un dossier strutturato in quattro macroaree: Questo Mare, Via Maestra, Adesso Parco e Mare Culturale. Il progetto enfatizza la rigenerazione urbana legata al piano urbanistico, per trasformare spazi portuali e verdi in hub culturali per l’inclusione e l’innovazione, con un focus sul mare come luogo di scambi culturali e sociali.
Catania – Catania continua
“Catania continua” è un progetto condiviso tra oltre cento organizzazioni locali, strutturato in tre prospettive narrative: la natura generosa dell’Etna, l’intraprendenza imprenditoriale legata al territorio e la connettività storica della città. Nato da un percorso partecipativo, punta a fare di Catania un laboratorio culturale permanente, valorizzando l’Etna come simbolo, con ricadute sociali tangibili.
Colle di Val d’Elsa (SI) – Colle28. Per tutti, dappertutto
Colle di Val d’Elsa, in Toscana, propone “Colle28. Per tutti, dappertutto”, un’iniziativa che enfatizza l’accessibilità e l’inclusione nella cultura. Il progetto mira a rendere il patrimonio locale – dal cristallo alle tradizioni etrusche – raggiungibile per chiunque, con eventi diffusi e tecnologie inclusive per superare barriere fisiche e sociali.
Forlì – I sentieri della bellezza
Forlì candida “I sentieri della bellezza”, un percorso che intreccia arte, natura e storia romagnola per creare itinerari esperienziali. Il progetto valorizza il patrimonio urbano e rurale, promuovendo la bellezza come filo conduttore per la rigenerazione territoriale e l’incontro comunitario.
Gravina in Puglia (BA) – Radici al futuro
Gravina in Puglia guarda avanti con “Radici al futuro” per radicare l’innovazione nelle origini rupestri delle Murge. Il programma propone di collegare le tradizioni contadine e i siti carsici a progetti contemporanei di arte e tecnologia, per uno sviluppo sostenibile del territorio pugliese.
Massa – La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia
Massa evoca “La Luna, la pietra”, intrecciando il mar Tirreno, le Alpi Apuane e l’eredità di Michelangelo per creare un dialogo tra natura e cultura. Il progetto celebra il marmo e i paesaggi carsici come risorse per l’arte e per il turismo rigenerativo, con una serie di eventi che promuovono l’economia circolare e uno stile di vita sostenibile.
Mirabella Eclano (AV) – L’Appia dei popoli
Mirabella Eclano celebra l’antica via Appia come crocevia di civiltà tra epoche e culture, da Roma all’Irpinia. Il progetto unisce archeologia, etnografia e migrazioni storiche per organizzare festival e percorsi tematici che favoriscono dialogo interculturale e il turismo responsabile nel territorio irpino.
Sarzana (SP) – L’impavida. Sarzana crocevia del futuro
In Liguria, Sarzana si propone con “L’impavida”, per celebrare il proprio ruolo di crocevia tra mare e terra nella storia e per il futuro. Il progetto integra – tra fortezze medievali, mercati e il Golfo dei Poeti – una serie di iniziative di arte contemporanea e transizione digitale per una cultura resiliente.
Tarquinia (VT) – La cultura è volo
Tarquinia chiude le audizioni con il progetto “La cultura è volo”, che ha lo scopo di elevare l’etrusca necropoli UNESCO e il delta del fiume Marta verso nuovi orizzonti creativi. Il dossier infatti immagina la cultura come elevazione spirituale e sociale, con mostre immersive, aerial art e progetti comunitari per rinnovare il litorale laziale.








