Arriva il Capodanno ortodosso, una festa che segna l’inizio di un nuovo anno secondo il calendario giuliano e che unisce spiritualità, tradizioni antiche e celebrazioni popolari. Tra riti religiosi, cene in famiglia e danze folkloristiche, il 14 gennaio è una data speciale per milioni di persone nel mondo.
Con il Capodanno ortodosso si apre ufficialmente il nuovo anno per le comunità che seguono il calendario giuliano, ancora utilizzato da molte Chiese ortodosse. La festività arriva dopo il Natale ortodosso, celebrato il 7 gennaio, e rappresenta la conclusione di un periodo ricco di significati religiosi e culturali.
Anche nei Paesi che hanno adottato il calendario gregoriano a livello civile, il Capodanno ortodosso resta un momento identitario molto sentito, soprattutto nelle comunità dell’Europa orientale e nelle diaspore ortodosse nel mondo.
Il significato del Capodanno ortodosso
Il Capodanno ortodosso cade il 14 gennaio, data che corrisponde al 1° gennaio del calendario giuliano, in ritardo di 13 giorni rispetto a quello gregoriano. Questo scarto temporale spiega perché, per molti fedeli, le festività invernali non si concludono con il 31 dicembre, ma proseguono fino a metà gennaio.
Il legame con il Natale ortodosso è molto stretto. Dopo la celebrazione della nascita di Cristo, le famiglie vivono un periodo di raccoglimento e festa che culmina proprio con l’inizio del nuovo anno. In alcune tradizioni è anche un momento di bilancio spirituale, dedicato alla preghiera, alla partecipazione alle liturgie e alla riflessione sul futuro.
Dove si celebra il Capodanno ortodosso nel mondo
Il Capodanno ortodosso è festeggiato in tutti gli Stati in cui la religione ortodossa è maggioritaria o fortemente radicata, anche se non sempre coincide con una festività civile ufficiale. Le celebrazioni sono particolarmente sentite nell’Europa dell’Est, in Paesi come Russia, Serbia, Moldavia, Ucraina, Bielorussia, Macedonia del Nord e Georgia.
In Serbia, dove la ricorrenza ha un forte valore culturale, il 14 gennaio è accompagnato da eventi pubblici, concerti e fuochi d’artificio. In altri Paesi, come la Russia, il Capodanno ortodosso è conosciuto come “Vecchio Anno Nuovo” (Staryj Novyj God) ed è vissuto in modo più intimo, soprattutto in famiglia.
La festività viene celebrata anche in alcune comunità ortodosse in Israele e in molti Paesi occidentali dove vivono consistenti minoranze ortodosse.
Riti, tradizioni e curiosità
Le modalità di celebrazione variano da Paese a Paese, ma alcuni elementi ricorrono spesso. Il Capodanno ortodosso è accompagnato da cene tradizionali, momenti conviviali e piatti tipici della cucina locale. Allo scoccare della mezzanotte, molte persone partecipano a una cerimonia religiosa, seguita da danze popolari e musica tradizionale.
In Russia, ad esempio, è consuetudine riunirsi attorno a una tavola imbandita e scambiarsi auguri e brindisi. Una curiosità riguarda proprio i regali. In alcune tradizioni russe, chi segue il calendario giuliano tende a scambiarli durante questo giorno piuttosto che a Natale.
Altrove, la festività assume un carattere più sobrio, diventando un’occasione per rafforzare i legami familiari e comunitari.
Come raggiungere le destinazioni del Capodanno ortodosso
Per chi desidera vivere dal vivo le celebrazioni del Capodanno ortodosso, l’aereo resta il mezzo più pratico per raggiungere le principali capitali dell’Europa orientale. Città come Belgrado, Bucarest, Tbilisi o Chişinău sono ben collegate ai principali aeroporti europei.
Negli aeroporti inoltre è possibile usufruire del servizio fast track, pensato per superare più velocemente i controlli di sicurezza e ridurre i tempi di attesa. Una soluzione utile soprattutto durante i periodi festivi, quando il traffico aereo aumenta sensibilmente.








