I prezzi della benzina sono ancora in aumento: il self sfiora 1,90 euro, mentre il servito supera i 2 euro. Ecco tutti i dettagli.

Il rincaro del carburante sembra proprio confermato per i primi esodi estivi. I prezzi di benzina e diesel, sia con riferimento al servito che al self, stanno aumentando. Un trend che fa preoccupare automobilisti e famiglie, soprattutto in vista delle vacanze estive, e che potrebbe condizionare i piani per le ferie degli italiani.

Ecco tutti i dettagli.

Prezzi della benzina in aumento: il report

Secondo l’elaborazione di Quotidiano Energia dei dati forniti dai gestori all’Osservaprezzi del Mimit, aggiornati alle 8.00 di ieri, domenica 7 luglio, il prezzo medio della benzina in modalità self è di 1,877 euro/litro (rispetto a 1,873 della rilevazione precedente), con le compagnie che offrono prezzi tra 1,874 e 1,899 euro/litro.

Il prezzo medio del diesel self è di 1,762 euro/litro (rispetto a 1,757), con le diverse marche che vanno da 1,757 a 1,785 euro/litro. Per quanto riguarda il servito, il prezzo medio della benzina è di 2,018 euro/litro (rispetto a 2,015), con le stazioni che variano tra 1,957 e 2,103 euro/litro (no logo 1,918). La media del diesel servito è di 1,904 euro/litro (contro 1,899), con i punti vendita delle compagnie che offrono prezzi medi tra 1,848 e 1,989 euro/litro (no logo 1,804).

I prezzi medi del Gpl variano tra 0,716 e 0,739 euro/litro (no logo 0,704), mentre i prezzi medi del metano auto vanno da 1,317 a 1,398 euro/kg (no logo 1,328).

Per tutto il 2024 c’è ancora il bonus benzina

Per contrastare i continui aumenti dei rifornimenti di carburante e aiutare a gestire meglio le spese, il Bonus Benzina resta valido per tutto il 2024. Introdotto dal Governo con il Decreto Aiuti, questa agevolazione è rivolta ai lavoratori dipendenti del settore privato e cooperativo con un reddito annuo lordo inferiore a 35.000 euro. Il voucher, erogato una tantum, ha un valore massimo di 200 euro.

Il Bonus Benzina non viene distribuito direttamente dallo Stato o da altre istituzioni, ma è una scelta volontaria del datore di lavoro. Quest’ultimo può destinare una parte del compenso del dipendente sotto forma di fringe benefit per il carburante, entro il limite stabilito, usufruendo di un regime fiscale agevolato. Tra i beneficiari rientrano, tra gli altri, gli impiegati di studi professionali, enti del terzo settore, soci di cooperative e dipendenti che lavorano da remoto.