Il ponte di Pasqua ha messo sotto pressione le stazioni di servizio del Ponente ligure, prese d’assalto dagli automobilisti francesi in cerca di prezzi più bassi. Intanto in Europa i carburanti continuano a salire, con forti differenze tra Paesi.

L’inizio di aprile 2026 ha riportato con forza il tema del caro carburanti al centro dell’agenda pubblica europea. I prezzi stanno aumentando in modo significativo in tutta l’Unione, spinti dalle tensioni sul mercato energetico globale e dall’impennata del petrolio a seguito della Guerra in Iran, nonostante l’annuncio della tregua abbia fatto sì che l’oro nero scendesse sotto i 100 dollari al barile. In questo contesto già delicato, il Ponente ligure è diventato il simbolo delle distorsioni del mercato: tra il 6 e l’8 aprile, migliaia di automobilisti francesi hanno oltrepassato il confine per fare il pieno in Italia, dove benzina e diesel costano meno rispetto alla Francia. Il risultato è stato un improvviso esaurimento delle scorte in molte stazioni di servizio, soprattutto a Ventimiglia, Sanremo e Imperia.

Un forte picco di domanda che si inserisce in uno scenario europeo in cui fare rifornimento carburanti è diventato più oneroso ovunque, con differenze marcate tra Paesi che spingono molti automobilisti a cercare il prezzo migliore oltreconfine.

I prezzi dei carburanti in Europa: aumenti generalizzati e forti differenze nazionali

Secondo il Bollettino settimanale della Commissione europea (2 aprile 2026), i prezzi in salita sono ormai evidenti: in due mesi la benzina è salita del 14% e il diesel del 30%. Il trend è strettamente legato all’escalation in Medio Oriente, alle tensioni intorno allo Stretto di Hormuz e a un mercato globale instabile.

Al 30 marzo, i prezzi medi nell’Unione europea sono:

  • Benzina Euro-super 95: 1,871 euro al litro;
  • Diesel: 2,076 €/l.

Un livello superiore rispetto all’Italia, dove i listini di inizio aprile mostrano la benzina attorno a 1,78-1,79 €/l e il diesel tra 2,18 e 2,20 €/l. Se il diesel italiano risulta più caro della media UE, la benzina resta competitiva rispetto a molti Paesi dell’Europa occidentale.

Dove si spende di più

La mappa dei prezzi mostra differenze particolarmente rilevanti. Lo scarto può superare i 20-25 centesimi al litro.

Ecco la top 5 europea del diesel più caro:

  • Paesi Bassi: 2,46 euro al litro;
  • Danimarca: 2,36 €/l;
  • Germania: 2,29 €/l;
  • Finlandia: 2,27 €/l;
  • Belgio: 2,23 €/l.

Situazione analoga per la benzina più costosa:

  • Paesi Bassi: 2,33 €/l;
  • Danimarca: 2,23 €/l;
  • Germania: 2,13 €/l;
  • Finlandia: 2,05 €/l;
  • Francia: 2,01 €/l.

Dove costa meno

L’Italia si colloca in una fascia intermedia: non è tra i Paesi più convenienti, ma presenta prezzi più bassi rispetto a Francia, Germania, Austria e Paesi Bassi.

Il diesel è più economico a Malta (1,21 euro al litro), seguita da Ungheria, Slovenia e Bulgaria (circa 1,62 €/l).

Simile anche il podio della benzina più economica: Malta (1,34 €/l), Bulgaria (1,44 €/l), Slovenia (1,51 €/l).

GPL: Italia tra i più convenienti

Il prezzo medio del GPL nell’UE è 0,841 euro al litro, ma l’Italia rimane tra i Paesi con le tariffe più basse, attorno a 0,66 €/l.

Il ruolo delle tasse

Le accise e l’IVA rappresentano una componente fondamentale del prezzo finale: al 16 marzo 2026, i tributi incidevano per il 52,1% sul prezzo della benzina e per il 44,6% su quello del gasolio. In particolare con il taglio temporaneo delle accise, le differenze fiscali tra Paesi contribuiscono a generare flussi transfrontalieri di automobilisti in cerca di risparmio su diesel e benzina.

Ventimiglia e il Ponente ligure: cosa è successo durante il ponte di Pasqua

Tra il 6 e l’8 aprile, il Ponente ligure ha vissuto giorni di forte pressione sulle stazioni di servizio, che in alcuni casi sono rimaste senza carburante. Tra Ventimiglia, Sanremo e Imperia, molte pompe hanno esposto cartelli con scritto “benzina esaurita”, mentre davanti a quelle ancora operative si formavano lunghe code. In diversi casi sono state richieste autobotti straordinarie, indispensabili per ripristinare le scorte in tempi brevi.

A incidere è stato soprattutto il rientro dei cittadini francesi dopo il ponte di Pasqua: prima di varcare la frontiera, molti hanno scelto di fare il pieno in Italia, dove il prezzo della benzina oscilla tra 1,70 e 1,80 euro al litro, contro valori che in Francia superano spesso i 2 euro. Su un pieno di 50 litri, il risparmio può superare i 10 euro.

Le stazioni più colpite sono state quelle con i listini più bassi, in particolare le pompe bianche, dove la benzina verde è terminata rapidamente. Il diesel, generalmente più caro e quindi meno ricercato dai turisti transalpini, è rimasto disponibile più a lungo.

Il picco di pressione si è registrato esattamente tra il 6 e l’8 aprile, quando si sono verificati i maggiori esaurimenti e i tempi di attesa più lunghi. La situazione ha coinvolto anche i servizi essenziali: a Sanremo, alcune ambulanze hanno dovuto fare rifornimento accodandosi agli altri automobilisti. Dal 9 aprile, con il calo degli spostamenti, la normalità è gradualmente tornata.

Episodi simili si registrano anche in altre zone di confine italiane: nel Comasco, per esempio, molti automobilisti svizzeri attraversano regolarmente il confine per approfittare dei prezzi più bassi, mentre dinamiche analoghe interessano i valichi tra Italia, Austria e Slovenia.