I prezzi alla pompa dei carburanti continuano a salire. Secondo gli ultimi dati del Mimit, domenica 20 settembre 2026 il diesel self ha raggiunto una media di 2,334 euro al litro sulla rete nazionale e 2,413 euro in autostrada.

Dopo l’ultimo taglio delle accise con sconto ridotto, ecco un nuovo rialzo per il prezzo del carburante in Italia. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha diffuso gli ultimi dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti, aggiornati a domenica 20 settembre 2026, confermando un ulteriore aumento dei listini alla pompa.

In attesa di nuovi aiuti del Governo, la situazione resta sempre più difficile per milioni di automobilisti e camionisti che devono effettuare il rifornimento di carburante. Ecco tutti i dettagli.

Prezzi carburanti, quanto costa benzina e gasolio al self

Secondo le rilevazioni del Mimit, il quadro aggiornato conferma una nuova fase di tensione sui carburanti. In modalità self service, sulla rete ordinaria il prezzo medio della benzina è pari a 2,154 euro al litro, mentre il gasolio si colloca a 2,334 euro al litro.

In autostrada il costo del rifornimento aumenta ulteriormente. La benzina self arriva a 2,245 euro al litro, mentre il diesel self tocca quota 2,413 euro al litro.

Si tratta di medie nazionali, quindi i prezzi effettivi possono variare da distributore a distributore, in base alla zona, alla compagnia, alla modalità di servizio e alla posizione dell’impianto.

Cosa succederà nei prossimi giorni e i possibili interventi del Governo

La proroga degli sconti sui carburanti alla fine è arrivata, ma il taglio delle accise scende a 10 centesimi e continuerà a ridursi progressivamente fino a dimezzarsi – a 5 centesimi – il prossimo 26 settembre. Mentre si discute ancora di sostegni mirati alle famiglie, lavoratori e imprese resta ferma la soluzione delle accise mobili a partire dal prossimo 5 ottobre.

L’iter dei prossimi giorni sarà questo:

  • Taglio accise di 10 centesimi al litro fino al 25 settembre;
  • Taglio accise di 5 centesimi al litro dal 26 settembre al 5 ottobre 2026;
  • Dal 5 ottobre in poi, meccanismo delle accise mobili.

Nel frattempo, il Ministero dell’Economia sta valutando gli equilibri di finanza pubblica (con l’obiettivo di rimanere sotto la soglia del 3% del rapporto deficit-PIL) prima di sciogliere le riserve sulla struttura definitiva del bonus carburante, e le opzioni operative in discussione sono sostanzialmente tre.

La prima è un bonus una tantum di importo intorno ai 100 euro, rivolto a lavoratori dipendenti e partite IVA: la difficoltà principale, in questo caso, riguarda il reperimento delle risorse pubbliche necessarie e la compatibilità con i vincoli di deficit.

La seconda ipotesi è quella di un fringe benefit aziendale, fino a 200 euro, riservato ai dipendenti del settore privato: una soluzione che scaricherebbe il costo sui datori di lavoro e che, di fatto, lascerebbe fuori lavoratori autonomi e persone senza occupazione.

La terza strada, infine, è la ricarica della Carta Dedicata a Te, per circa 100 euro, indirizzata ai nuclei familiari con ISEE sotto i 20.000 euro: un canale già collaudato, ma che rischia di escludere il ceto medio e in particolare i lavoratori pendolari.