Il Governo proroga fino al 6 giugno il taglio delle accise sui carburanti, ma il diesel resta caro a causa della riduzione degli sconti e delle tensioni internazionali. Il decreto prevede anche aiuti per autotrasporto, agricoltura e partite IVA.
Il Governo conferma una nuova proroga al taglio delle accise sui carburanti fino al 6 giugno, ma per milioni di automobilisti italiani il sollievo al distributore rischia di essere più limitato del previsto. Se infatti la benzina mantiene uno sconto stabile, il diesel continua a pesare sulle tasche di famiglie e autotrasportatori. Sullo sfondo restano le tensioni internazionali legate alla guerra in Iran, all’escalation in Medio Oriente e ai timori per lo stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio mondiale di petrolio. Il nuovo decreto carburanti prova così a contenere il caro carburanti, sostenendo anche imprese, agricoltura e trasporto pubblico.
Taglio delle accise prorogato: cosa cambia per benzina e diesel
Con la proroga approvata dal Governo, il taglio delle accise resterà in vigore fino al 6 giugno. Tuttavia, rispetto ai mesi precedenti, cambiano gli importi degli sconti applicati ai carburanti.
Per la benzina, lo sconto resta di circa 5 centesimi al litro, a cui si aggiunge il beneficio derivante dalla riduzione dell’IVA. Diversa invece la situazione per il diesel: il taglio passa da circa 20 a 10 centesimi al litro, riducendo quindi il vantaggio per chi utilizza auto a gasolio o per le aziende di trasporto.
Il risultato è che il prezzo dei carburanti continua a restare elevato, soprattutto per il diesel, nonostante gli interventi pubblici. Il costo del rifornimento di carburante rimane quindi una delle principali preoccupazioni per cittadini e imprese.
Le agevolazioni previste dal decreto non riguardano soltanto benzina e diesel. Le riduzioni sulle accise sul carburante vengono estese anche a GPL, metano per autotrazione, biodiesel e carburanti HVO, nel tentativo di alleggerire la pressione economica sull’intero settore della mobilità.
Perché il diesel continua a costare caro
Nonostante la proroga delle misure, il diesel continua a registrare prezzi sostenuti. Una delle ragioni principali è legata alle tensioni geopolitiche internazionali. La crisi energetica aggravata dalla guerra in Iran e dalla crescente escalation in Medio Oriente alimenta infatti l’incertezza sui mercati petroliferi.
Particolare attenzione è rivolta allo stretto di Hormuz, passaggio strategico attraverso cui transita una quota enorme del petrolio mondiale. Qualsiasi instabilità nell’area rischia di influenzare immediatamente le quotazioni del greggio e, di conseguenza, il costo finale alla pompa.
A questo si aggiunge il fatto che il diesel è particolarmente utilizzato dal settore logistico e dall’autotrasporto. La domanda resta quindi molto elevata, mentre il taglio previsto dal Governo è stato ridotto rispetto ai mesi precedenti. Il combinarsi di questi fattori spiega perché il caro carburanti continui a colpire soprattutto chi utilizza veicoli diesel per lavoro o per lunghi spostamenti.
Secondo le stime del Governo, mantenere il sistema di sconti sulle accise costa circa un miliardo di euro al mese alle casse pubbliche, una cifra che rende difficile aumentare ulteriormente le agevolazioni senza nuovi interventi finanziari.
Stop allo sciopero dei tir: nuovi aiuti per l’autotrasporto
Tra le notizie più importanti contenute nel decreto carburanti c’è la sospensione dello sciopero dei TIR previsto dal 25 al 29 maggio. Dopo un incontro tra il Governo e Unatras, le associazioni dell’autotrasporto hanno deciso di revocare il fermo nazionale.
Per sostenere le aziende di logistica, il decreto prevede ulteriori 200 milioni di euro di aiuti. Complessivamente, il credito d’imposta destinato al comparto raggiunge i 300 milioni di euro nel periodo compreso tra marzo e giugno 2026.
Arrivano inoltre alcune semplificazioni burocratiche. Dal 1° ottobre 2026 il meccanismo del silenzio-assenso per i crediti d’imposta passerà da 60 a 30 giorni, riducendo i tempi di attesa per le imprese.
Si tratta di un intervento importante per un settore fortemente colpito dall’aumento del costo del diesel e dall’incremento generale del prezzo dei carburanti.
Gli altri aiuti previsti dal decreto
Oltre alla mobilità, il provvedimento contiene misure dedicate anche ad altri comparti economici. Per l’agricoltura vengono stanziati 100 milioni di euro destinati all’acquisto di fertilizzanti e gasolio agricolo, con crediti d’imposta fino al 30%.
Anche il trasporto pubblico locale riceverà nuove risorse: il Governo ha previsto un incremento di 80 milioni di euro annui per sostenere il rinnovo dei contratti di lavoro nel settore.
Infine, arriva una misura attesa da molte partite IVA. Le imposte in scadenza il 30 giugno potranno essere versate entro il 20 luglio 2026 senza maggiorazioni. Chi avrà bisogno di più tempo potrà invece pagare entro il 19 agosto con una maggiorazione dello 0,80%.








