A partire da oggi lo sconto sul diesel scende a 10 centesimi a fronte dei 17 centesimi precedenti. Dal 26 settembre, il taglio si riduce ancora a 5 centesimi e, dal 5 ottobre prossimo, tornano le accise mobili. Tutte le novità.
La proroga degli sconti sui carburanti alla fine è arrivata, ma il taglio delle accise scende a 10 centesimi e continuerà a ridursi progressivamente fino a dimezzarsi – a 5 centesimi – il prossimo 26 settembre. Mentre si discute ancora di sostegni mirati alle famiglie, lavoratori e imprese resta ferma la soluzione delle accise mobili a partire dal prossimo 5 ottobre.
Carburanti, si riduce il taglio alle accise
Alla scadenza della proroga del taglio di 17 centesimi al litro sul diesel, il Governo è intervenuto ancora nel tentativo di calmierare i costi del rifornimento di carburante. Ma questa volta l’Esecutivo propone un nuovo schema di proroga con sconti a scalare fino al 5 ottobre, data in cui si prevede di attivare il meccanismo delle accise mobili.
La decisione arriva in un contesto internazionale in continua fibrillazione, con i prezzi del carburante in continuo aumento: prezzo medio della benzina su strada ha raggiunto i 2,145 euro al litro, mentre il diesel è salito a 2,289 euro al litro. Sulle autostrade, il gasolio self service si attesta a 2,403 euro al litro, contro i 2,247 euro della benzina.
Il provvedimento prevede, in linea generale:
- Taglio accise di 10 centesimi al litro da oggi, 18 settembre, fino al 25 settembre;
- Taglio accise di 5 centesimi al litro dal 26 settembre al 5 ottobre 2026;
Nel periodo che va dal 26 settembre al 5 ottobre, dunque, il prezzo medio dei carburanti aumenterà di circa 6,1 centesimi al litro rispetto alla settimana precedente.
Accise mobili dal 5 ottobre: come funziona e quanto vale lo sconto?
Cerchiamo di fare chiarezza, per capire come funziona effettivamente il meccanismo delle accise mobili e se si produce in uno sconto effettivo alla pompa.
Partiamo da un dato: il prezzo medio dei carburanti si compone di una tassa, l’accisa per l’appunto, fissata per legge, e dell’Iva, che non è una cifra fissa ma equivale al 22% del prezzo del carburante in quel dato momento storico. Dunque, per farla semplice: mentre il costo delle accise è sempre uguale, quello dell’Iva aumenta se ci sono rincari sul carburante.
Il meccanismo delle accise mobili prevede che se aumentano i costi di diesel e benzina, lo Stato può decidere di utilizzare gli incassi extra che derivano dall’Iva in aumento per tagliare il costo delle accise, abbassando così il prezzo medio dei carburanti alla pompa. Il vantaggio è che con questo meccanismo si può intervenire immediatamente sul costo complessivo dei carburanti nel momento in cui diventano decisamente più alti.
Lo svantaggio, invece, sta nel fatto che non si ha alcuna certezza su quanto valga effettivamente lo sconto al distributore. Mentre nelle prossime due settimane il taglio viene fissato specificatamente a 10 centesimi prima e 5 centesimi poi, a partire dal 5 ottobre il taglio sarà variabile e dipenderà dai rincari. In maniera direttamente proporzionale, più saranno alti i rincari sui carburanti, più aumenterà lo sconto al distributore.
Intanto, restano confermati i sostegni per il gasolio agricolo e per gli autotrasportatori. Ma per la benzina non è stata introdotta ancora alcuna agevolazione specifica.








