Giovedì 10 settembre terminerà l’ultima proroga del taglio delle accise sul gasolio. Il governo valuta nuove misure contro il caro carburanti, ma gli aiuti mirati potrebbero arrivare solo a fine mese, mentre benzina e diesel continuano a salire.

Il caro carburanti resta uno dei dossier più urgenti sul tavolo del governo. L’ultima proroga del taglio delle accise sul diesel, prevista dal decreto interministeriale più recente, scadrà il 10 settembre. Da quel momento l’esecutivo dovrà decidere come intervenire, mentre i prezzi del carburante continuano a crescere sia sulla rete ordinaria sia in autostrada.

In queste ore benzina e diesel sono ancora in aumento. La linea che si sta definendo non sembra orientata verso un nuovo sconto generalizzato valido per tutti, ma verso aiuti più selettivi. L’idea è costruire un provvedimento capace di sostenere le fasce economicamente più fragili e le categorie maggiormente colpite dall’aumento dei carburanti.

I tempi, però, non saranno immediati. Questo rende poco probabile l’arrivo di nuovi aiuti già alla scadenza del 10 settembre. Andiamo a scoprire maggiori dettagli.

Caro carburanti: cosa ha fatto finora il governo

Dall’inizio della crisi dello Stretto di Hormuz, a marzo, il governo è intervenuto più volte sulle accise. Gli interventi complessivi sono stati sette, con un costo superiore ai 2 miliardi di euro.

Per finanziare la precedente proroga del taglio delle accise sul diesel, l’esecutivo aveva utilizzato un anticipo sulle imposte relative ai dividendi delle società energetiche, per circa 130 milioni di euro. L’ultima estensione, invece, sarà coperta attraverso il meccanismo delle accise mobili.

Questo sistema consente di usare l’extragettito Iva incassato dallo Stato quando i prezzi dei carburanti aumentano. In pratica, una parte delle maggiori entrate generate dai rincari viene destinata a ridurre temporaneamente l’accisa, così da attenuare il costo finale per gli automobilisti.

La strategia, però, resta emergenziale. Per questo il governo ragiona ora su un passaggio successivo, con aiuti meno temporanei e più concentrati su famiglie e categorie professionali in difficoltà.

Chi potrebbe ricevere i nuovi aiuti e le tempistiche

Il nuovo decreto allo studio dovrebbe rivolgersi soprattutto alle famiglie con redditi più bassi e ai settori professionali più penalizzati dall’aumento dei prezzi alla pompa. Tra le categorie considerate ci sono quelle che dipendono maggiormente dal carburante per lavorare, a partire dall’autotrasporto.

Sul fronte delle coperture, i tecnici stanno valutando anche l’ipotesi di una tassazione degli extraprofitti delle compagnie petrolifere. Si tratta però di una strada politicamente delicata e ancora tutta da definire.

Il governo sta valutando anche gli aspetti legati allo scostamento e alla compatibilità tecnica delle eventuali misure con le regole europee. Un passaggio che richiede un confronto con l’Unione Europea e che rende più realistico un intervento verso la fine di settembre.

Il ministro ha quindi raffreddato l’ipotesi di un nuovo pacchetto pronto già per il 10 settembre, data in cui si chiuderà l’ultima proroga dello sconto sulle accise. La prospettiva è che l’esecutivo utilizzi le prossime settimane per definire meglio platea, strumenti e coperture.

Il prossimo decreto energia potrebbe dunque arrivare tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. Al centro non ci sarebbero riduzioni indistinte del prezzo alla pompa, ma misure più mirate e calibrate sui soggetti considerati più esposti al caro carburanti.

Intanto benzina e diesel continuano a salire

Mentre il governo lavora alle nuove misure, fare rifornimento carburante costa sempre di più. Sabato 5 settembre 2026, il prezzo medio in modalità self service sulla rete stradale nazionale era pari a 2,052 euro al litro per la benzina e 2,164 euro al litro per il gasolio.

In autostrada i valori erano ancora più alti: 2,138 euro al litro per la benzina self e 2,237 euro al litro per il diesel self.

Il confronto con un mese prima mostra chiaramente la crescita dei listini. Il 5 agosto, sulla rete stradale, la benzina costava in media 1,997 euro al litro, mentre il gasolio era a 2,097 euro al litro. In un mese l’aumento è stato quindi di 5,5 centesimi al litro per la benzina e di 6,7 centesimi al litro per il diesel.