Il diesel ha superato i 2 euro al litro in tutta Italia. Non si ferma il caro carburanti che sta colpendo gli automobilisti nel periodo delle ferie estive. Fine del taglio delle accise e instabilità internazionali influiscono sull’andamento dei prezzi. Ecco la situazione aggiornata.

In piena estate 2026, quando milioni di italiani si mettono in viaggio in gran parte su strada per l’esodo di luglio e agosto, fare rifornimento di carburante è tornato particolarmente dispendioso. In tutte le regioni, il diesel ha sfondato la “soglia psicologica” dei 2 euro al litro e la tendenza non accenna a rallentare.

Le cause del nuovo caro carburanti sono da individuare nel termine dello sconto sulle accise, scattato dopo la scadenza della proroga al 3 luglio, e nella ripresa delle incertezze geopolitiche in Medio Oriente, nonostante il recente accordo USA-Iran che aveva reso possibile un calo dei prezzi dei carburanti.

Diesel e benzina in Italia: i prezzi aggiornati

Stando alle rilevazioni dell’Osservatorio dei prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nella data di oggi, giovedì 16 luglio 2026, i prezzi medi in modalità self service sulla rete stradale nazionale sono:

  • Benzina 1,911 euro al litro (+14 millesimi su ieri);
  • Diesel 2,040 euro al litro (+23 millesimi su ieri).

Sulla rete autostradale:

  • Benzina 1,998 euro al litro (+12 millesimi su ieri);
  • Diesel 2,111 euro al litro (+25 millesimi su ieri).

Gli incrementi del prezzo di benzina e diesel in millesimi al litro vanno in doppia cifra in tutti i contesti stradali. La tendenza è netta: lo stop allo sconto sulle accise su benzina e diesel, ha reso di nuovo problematico fare il pieno.

Caro carburanti: i dati regionali

A livello regionale, secondo le rilevazioni MIMIT aggiornate sempre al 16 luglio, fare rifornimento benzina si conferma più dispendioso di tutti nella provincia autonoma di Bolzano con un prezzo medio di 1,950 euro al litro, seguita da Sicilia e Valle d’Aosta a quota 1,933 e Friuli-Venezia Giulia a 1,932. Le Marche resta la regione più economica con 1,892, insieme a Lazio (1,898) e Veneto (1,901).

Analogamente, l’Alto Adige mantiene il primato del diesel più costoso, giunto a quota 2,076 euro al litro, precedendo Sicilia (2,067) e Friuli-Venezia Giulia (2,065). Anche in questo caso le Marche si confermano regione più economica con 2,017 euro al litro con Umbria (2,021) e Lazio (2,027).

Ecco il quadro completo di regioni e province autonome, considerando la modalità self service sulla rete stradale nazionale.

Benzina

  • Bolzano: 1,950 € al litro;
  • Sicilia: 1,933 € al litro;
  • Valle d’Aosta: 1,933 € al litro;
  • Friuli-Venezia Giulia: 1,932 € al litro;
  • Molise: 1,930 € al litro;
  • Calabria: 1,927 € al litro;
  • Basilicata: 1,925 € al litro;
  • Trento: 1,925 € al litro;
  • Sardegna: 1,923 € al litro;
  • Puglia: 1,919 € al litro;
  • Liguria: 1,914 € al litro;
  • Abruzzo: 1,911 € al litro;
  • Toscana: 1,911 € al litro;
  • Campania: 1,910 € al litro;
  • Piemonte: 1,906 € al litro;
  • Lombardia: 1,904 € al litro;
  • Umbria: 1,903 € al litro;
  • Emilia-Romagna: 1,902 € al litro;
  • Veneto: 1,901 € al litro;
  • Lazio: 1,898 € al litro;
  • Marche: 1,892 € al litro.

Diesel

  • Bolzano: 2,076 € al litro;
  • Sicilia: 2,067 € al litro;
  • Friuli-Venezia Giulia: 2,065 € al litro;
  • Valle d’Aosta: 2,056 € al litro;
  • Calabria: 2,053 € al litro;
  • Sardegna: 2,052 € al litro;
  • Molise: 2,050 € al litro;
  • Trento: 2,046 € al litro;
  • Basilicata: 2,040 € al litro;
  • Piemonte: 2,040 € al litro;
  • Lombardia: 2,039 € al litro;
  • Campania: 2,038 € al litro;
  • Liguria: 2,038 € al litro;
  • Veneto: 2,037 € al litro;
  • Emilia-Romagna: 2,034 € al litro;
  • Puglia: 2,032 € al litro;
  • Abruzzo: 2,029 € al litro;
  • Lazio: 2,027 € al litro;
  • Umbria: 2,021 € al litro;
  • Marche: 2,017 € al litro.

Diesel sopra i 2 euro: l’allarme dei consumatori

Di fronte a questo nuovo rincaro dei prezzi, sempre più cittadini, organizzazioni di categoria e associazioni dei consumatori auspicano il ritorno del taglio delle accise, come quelli che negli ultimi mesi erano stati introdotti a partire dal primo decreto carburanti dello scorso 18 marzo.

In particolare, il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, sottolinea che dal 3 luglio gli aumenti alla pompa hanno ampiamente superato il valore dello sconto. In Veneto il gasolio oggi costa 15,3 centesimi in più al litro, pari a 7,65 euro in più per ogni pieno da 50 litri.

Reintrodurre un nuovo sconto sulle accise resta comunque un’operazione delicata, nonché particolarmente onerosa sulle finanze pubbliche. Al momento, il Governo lo ha escluso. Tuttavia, la situazione rimane incerta e molto continuerà a dipendere da cosa succederà nelle prossime settimane, in Italia e fuori.