Il caro carburanti in Italia si fa sempre più sentire sulle ferie estive e sul lavoro di categorie quali gli autotrasportatori. I prezzi di benzina e diesel continuano a salire dopo la fine del taglio delle accise e le incertezze di natura geopolitica. Diamo un’occhiata alla situazione.

Le vacanze dell’estate 2026 rischiano di costare parecchio soprattutto per chi si mette in viaggio in auto. In particolare, con il termine dello sconto sulle accise, scattato dopo la scadenza della proroga al 3 luglio, l’inflazione del prezzo dei carburanti in Italia non accenna a rallentare.

Oltre alla situazione interna, negli ultimi giorni si è ripresentata una certa instabilità nello scenario internazionale, nonostante il recente accordo tra Stati Uniti e Iran che aveva reso possibile un calo dei prezzi dei carburanti grazie a una parziale riapertura dello stretto di Hormuz da cui transita gran parte del petrolio mondiale.

Prezzo carburanti in Italia: i dati aggiornati

In base ai dati dell’Osservatorio dei prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nella data di lunedì 13 luglio 2026 i prezzi medi in modalità self service sulla rete stradale nazionale sono:

  • Benzina 1,879 euro al litro (+10 millesimi sul 12 luglio);
  • Diesel 1,988 euro al litro (+20 millesimi sul 12 luglio).

Sulla rete autostradale:

  • Benzina 1,969 euro al litro (+8 millesimi sul 12 luglio);
  • Diesel 2,065 euro al litro (+13 millesimi sul 7 luglio).

Si registrano dunque incrementi di prezzo di svariati millesimi al litro in tutti i contesti stradali. In particolare, il gasolio in autostrada è tornato a sfondare il tetto dei 2 euro al litro. La tendenza è chiara: con lo stop allo sconto sulle accise su benzina e diesel, fare rifornimento di carburante sta tornando problematico per gli italiani.

Caro carburanti in Italia: i prezzi regionali

A livello regionale, secondo le rilevazioni MIMIT aggiornate sempre al 13 luglio, fare il pieno di benzina si conferma più dispendioso di tutti nella provincia autonoma di Bolzano con un prezzo medio di 1,922 euro al litro, mentre le Marche resta la regione più economica con 1,859.

Analogamente, l’Alto Adige mantiene il primato del diesel più costoso, giunto a quota 2,028 euro al litro e le Marche quello dei costi più bassi con 1,967 euro al litro. Ecco il quadro completo di regioni e province autonome, considerando la modalità self service sulla rete stradale nazionale.

Benzina

  • Bolzano: 1,922 € al litro;
  • Basilicata: 1,902 € al litro;
  • Calabria: 1,900 € al litro;
  • Molise: 1,899 € al litro;
  • Friuli-Venezia Giulia: 1,894 € al litro;
  • Trento: 1,894 € al litro;
  • Sicilia: 1,892 € al litro;
  • Puglia: 1,891 € al litro;
  • Valle d’Aosta: 1,890 € al litro;
  • Sardegna: 1,887 € al litro;
  • Campania: 1,886 € al litro;
  • Liguria: 1,883 € al litro;
  • Abruzzo: 1,879 € al litro;
  • Toscana: 1,879 € al litro;
  • Umbria: 1,877 € al litro;
  • Emilia-Romagna: 1,873 € al litro;
  • Lazio: 1,873 € al litro;
  • Piemonte: 1,873 € al litro;
  • Lombardia: 1,872 € al litro;
  • Veneto: 1,866 € al litro;
  • Marche: 1,859 € al litro.

Diesel

  • Bolzano: 2,028 € al litro;
  • Calabria: 2,008 € al litro;
  • Friuli Venezia Giulia: 2,007 € al litro;
  • Basilicata: 2,003 € al litro;
  • Valle d’Aosta: 2,003 € al litro;
  • Sicilia: 2,000 € al litro;
  • Molise: 1,999 € al litro;
  • Sardegna: 1,995 € al litro;
  • Trento: 1,994 € al litro;
  • Liguria: 1,992 € al litro;
  • Puglia: 1,991 € al litro;
  • Campania: 1,989 € al litro;
  • Lazio: 1,988 € al litro;
  • Toscana: 1,988 € al litro;
  • Lombardia: 1,986 € al litro;
  • Emilia-Romagna: 1,985 € al litro;
  • Piemonte: 1,985 € al litro;
  • Abruzzo: 1,984 € al litro;
  • Veneto: 1,981 € al litro;
  • Umbria: 1,980 € al litro;
  • Marche: 1,967 € al litro.

Caro carburanti in Italia: le reazioni

Di fronte alla nuova impennata dei prezzi di benzina e diesel, è sempre più alta anche l’apprensione dei cittadini che auspicano, da parte del Governo, nuove misure di contenimento, come quelle che negli ultimi mesi erano state introdotte a partire dal primo decreto carburanti del 18 marzo.

Un allarme condiviso anche dalle associazioni dei consumatori e da categorie quali gli autotrasportatori, alcuni dei quali sono arrivati a spendere oltre 1.300 euro in più al mese in gasolio.

Reintrodurre un nuovo taglio delle accise sui carburanti resta comunque un’operazione delicata, nonché particolarmente onerosa sulle finanze pubbliche. La situazione tuttavia rimane incerta e molto continuerà a dipendere dalle evoluzioni dello scenario geopolitico.