Caro carburanti, potrebbero arrivare novità. In vista della prossima conclusione dello sconto generalizzato sulle accise, che dovrebbe essere l’ultimo, ecco cosa sta studiando il governo italiano per sostenere cittadini, famiglie e imprese.
Ancora pochi giorni e anche la proroga del taglio delle accise sul diesel fino al 17 settembre, finanziato con il meccanismo delle accise mobili, arriverà a scadenza. Cosa succederà dopo la mezzanotte di giovedì? Terminato ormai il controesodo estivo, il corrente sconto sulle accise dovrebbe essere l’ultimo.
Con l’arrivo dell’autunno, mentre lavora al prossimo decreto Energia, Palazzo Chigi mira a sostituire il taglio indistinto applicato alle accise su benzina e diesel con un sistema di sostegni più mirato, rivolto alle categorie maggiormente esposte alle difficoltà nel fare rifornimento di carburante. Analizziamo cosa c’è in cantiere.
Caro carburanti: torna il bonus per i dipendenti?
Gli sconti alle accise sui carburanti, introdotti con una serie di decreti ministeriali da marzo a oggi, sono una misura particolarmente costosa per le finanze pubbliche (oltre 2,5 miliardi di euro finora) e impossibile da prorogare all’infinito.
Tuttavia il caro carburanti, legato soprattutto alla situazione geopolitica in Medio Oriente e della chiusura dello stretto di Hormuz, rende necessario mantenere interventi per contrastare il rialzo dei prezzi. Ancora non è stata presa una decisione definitiva, ma tra le soluzioni in esame c’è un possibile importante ritorno.
Si tratta di un bonus carburante tramite i fringe benefit, già visto nel 2022 durante il governo Draghi. Il provvedimento è per le imprese, che potrebbero riconoscere ai propri dipendenti dei buoni utilizzabili per acquistare benzina o diesel fino a 200 euro. I datori di lavoro recupererebbero la somma attraverso un trattamento fiscale agevolato.
Famiglie e altre categorie di lavoratori
Oltre a questa, ci sono altre misure al vaglio dell’esecutivo, per coprire le esigenze di famiglie e di altre categorie di lavoratori particolarmente colpite dal caro carburanti (è il caso degli autotrasportatori) o che non rientrerebbero nel suddetto bonus. Le ipotesi sono:
- Creazione di un fondo di 1 miliardo di euro per le famiglie con ISEE fino a 20.000 euro, alle quali potrebbe essere assegnato un buono carburante del valore massimo di 100 euro;
- Agevolazioni fiscali (deduzione o detrazione aggiuntiva) per le spese di carburante sostenute da liberi professionisti, piccoli imprenditori, artigiani, agenti di commercio, recuperabili in sede di dichiarazione dei redditi;
- Riduzioni del costo dei biglietti dei mezzi pubblici locali, incentivandone l’utilizzo al posto dell’auto privata e alleggerendo la spesa delle fasce economicamente più fragili. In un’ottica di mobilità sostenibile, tuttavia, non compaiono misure per le auto elettriche per favorire il conseguente risparmio con la ricarica rispetto a diesel e benzina.
La scelta finale sarà, in ogni caso, legata alle risorse finanziarie disponibili e dalla loro modalità di reperimento. Quel che sembra certo, ormai, che il taglio alle accise dovrebbe essere archiviato, rimpiazzandolo con aiuti più selettivi e calibrati sulla condizione economica o sulle effettive esigenze di chi utilizza il carburante.
Benzina e diesel in Italia: i prezzi aggiornati
Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio dei prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nella data di lunedì 14 settembre 2026, i prezzi medi in modalità self service sulla rete stradale nazionale sono:
- Benzina 2,017 euro al litro (+2 millesimi su ieri);
- Diesel 2,216 euro al litro (+2 millesimi su ieri).
Sulla rete autostradale:
- Benzina 2,198 euro al litro (nessuna differenza su ieri);
- Diesel 2,293 euro al litro (+1 millesimo su ieri).
Per essere sempre informati in ogni momento sul costo di benzina e diesel in Italia, sono disponibili su Moveo i prezzi del carburante aggiornati in base ai dati MIMIT. Lo strumento offre inoltre la possibilità di effettuare una ricerca dettagliata per regione, provincia e comune.








