Dal 14 dicembre 2024 è legge: chi guida un monopattino deve indossare il casco. Ma la misura è davvero efficace? Cosa dice la scienza, e cosa succede davvero sulle nostre strade?

Dal 14 dicembre scorso, il nuovo Codice della Strada ha introdotto l’obbligo di assicurazione, targa e casco per i conducenti di monopattini elettrici, ma quanto protegge davvero? Uno studio Dekra ne conferma l’utilità, pur evidenziando limiti: serve una strategia più ampia per la sicurezza stradale.

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Casco obbligatorio sui monopattini: un obbligo di legge, ma non tutto torna

Negli ultimi mesi, sempre più utenti di monopattini elettrici si vedono circolare con un casco in testa. Non si tratta di una moda, ma di un obbligo previsto dal nuovo Codice, nonostante il no degli operatori del settore e dei gestori dei servizi di mobilità condivisa. L’articolo relativo prevede sanzioni da 50 a 250 euro per chi viene sorpreso senza protezione, e le autorità locali stanno già elevando migliaia di multe. Come già detto, il nuovo Codice impone anche targa e assicurazione RC obbligatoria per i monopattini. Peccato che, a differenza del casco, questi ultimi due obblighi siano rimasti per ora solo sulla carta, dal momento che mancano i decreti attuativi.

Alcuni comuni hanno suggerito soluzioni provvisorie, come la stipula di assicurazioni per i monopattini elettrici con polizze di responsabilità civile personale. Ma queste non sono conformi alla legge, che richiede un’assicurazione legata al mezzo. Così, mentre il casco è diventato un obbligo visibile, molti cittadini continuano a viaggiare in una zona grigia normativa, tra sanzioni incerte, ricorsi contro le multe e confusione.

Il casco protegge davvero? Cosa dice la scienza

L’obbligo del casco è nato con una finalità chiara: aumentare la sicurezza degli utenti in monopattino, alla luce di un numero crescente di incidenti. Ma quanto è efficace questa misura? A cercare una risposta scientifica ci ha pensato Dekra Accident Research, insieme alle università Gustave Eiffel di Marsiglia e École de Technologie Supérieure di Montréal.

I ricercatori hanno condotto una serie di crash test in Germania, simulando due tipi di impatto a 20 km/h: uno frontale e uno in diagonale contro un marciapiede. Il manichino, usato come conducente del monopattino, è stato testato sia con casco che senza. I risultati? Il casco – nello specifico un modello conforme agli standard UNI EN 1078 o UNI EN 1080, gli stessi utilizzati per bici e skateboard – ha ridotto sensibilmente la gravità delle lesioni alla testa.

Tuttavia, lo studio ha messo in luce un limite importante: i caschi attuali non sono progettati per contrastare i traumi da movimento rotatorio, frequenti in questo tipo di cadute. Andreas Schäuble, esperto di biomeccanica coinvolto nella ricerca, ha sottolineato che possono ridurre la severità delle ferite, ma non eliminano il rischio di lesioni cerebrali.

Incidentalità in crescita: quando il casco non basta

I dati sugli incidenti parlano chiaro. Nel 2023, in Italia, ci sono stati 3.365 incidenti stradali con monopattini elettrici, in aumento rispetto ai 2.929 del 2022. I morti sono passati da 16 a 21, mentre i feriti sono stati 3.195, di cui 139 passeggeri. Le bici elettriche, per confronto, sono state coinvolte in 1.391 sinistri con 12 morti e due pedoni deceduti.

Secondo gli esperti, per affrontare davvero il problema servono più infrastrutture sicure, campagne di educazione stradale e – come indicano gli studi – caschi progettati specificamente per gli impatti multipli e rotatori dei monopattini. L’obbligo attuale, pur giustificato, rischia di essere un cerotto su una ferita più profonda.