Nel quartiere Casco Viejo di Panama City, tra palazzi colorati, chiese barocche e terrazze affacciate sul mare, si concentra la parte più affascinante e vibrante della capitale. Un mosaico di storie, profumi e vita quotidiana.

Il Casco Viejo è probabilmente il quartiere più affascinante di tutta Panama City. Nascosto tra i grattacieli moderni della capitale, questo piccolo gioiello coloniale ti trasporta in un’altra epoca con i suoi balconi in ferro battuto, le chiese con altari d’oro e le stradine lastricate, dove si respira un profumo di caffè pregiato.

La sua storia inizia con un pirata, un incendio e una rinascita: quella che oggi è considerata la zona più alla moda della città, infatti, è in realtà nata dalle ceneri di una tragedia. Vediamo il tutto più da vicino!

Casco Viejo: dall’incendio alla rinascita

La nascita di Casco Viejo è legata a un evento che cambiò per sempre la sorte di Panama. Nel 1671, un corsaro proveniente dal Galles, Henry Morgan, attaccò Panamá Viejo, la prima città fondata sul Pacifico dagli spagnoli, nel 1519. L’assalto si concluse con un incendio devastante, provocato dall’esplosione dei depositi di polvere da sparo, che ridusse l’intero insediamento in macerie. Le rovine di quella città sono ancora oggi visitabili a pochi chilometri dal centro moderno.

Due anni più tardi, nel 1673, gli spagnoli decisero di ricostruire la capitale in un punto più sicuro, su una piccola penisola rocciosa a circa otto chilometri di distanza dal sito originale. Nacque così Panamá la Nueva, la nuova città fortificata che oggi conosciamo come Casco Viejo.

Il nuovo insediamento fu progettato secondo la classica griglia coloniale spagnola, con strade che si intersecano ad angolo retto e quattro viali principali. In origine contava poco più di trecento abitazioni, per lo più appartenenti alle famiglie più influenti della colonia. Nei secoli successivi, tre grandi incendi modificarono profondamente il volto della città, introducendo nuovi stili architettonici. È per questo che oggi, passeggiando nel Casco Viejo, si incontrano elementi coloniali accanto a facciate neoclassiche, influenze francesi e tocchi caraibici.

Con l’espansione di Panama City nel Novecento, le famiglie benestanti si spostarono verso quartieri più moderni come Bella Vista e La Exposición, e Casco Viejo cadde in un lungo periodo di abbandono. Negli anni ’80 era considerato degradato e pericoloso, ma all’inizio degli anni Duemila è iniziata la sua rinascita: gli edifici sono stati restaurati, le piazze hanno ripreso vita e il quartiere è tornato a essere uno dei luoghi più interessanti della capitale. Oggi il Casco Viejo occupa meno di un chilometro quadrato, ma concentra la parte più autentica e suggestiva di Panama City.

Cosa vedere e cosa fare nel quartiere Casco Viejo di Panama

Il Casco Viejo è piccolo ma ricchissimo di luoghi da scoprire. Si può visitare in poche ore o prendersi più tempo, magari approfittando delle visite guidate del quartiere per scoprire i dettagli meno noti. Qualunque sia il ritmo del tuo viaggio, vale la pena fermarsi nei suoi punti più rappresentativi: dalle piazze storiche alle chiese barocche, dai musei che raccontano la costruzione del Canale di Panama ai locali dove assaggiare la cucina tipica o un ottimo caffè Geisha.
Ecco cosa vedere nel Casco Viejo, tra luoghi simbolo e indirizzi che raccontano l’anima di questo quartiere.

La Cattedrale Metropolitana e  la Plaza de la Independencia

Il cuore pulsante di Casco Viejo è senza dubbio Plaza de la Independencia, dominata dalla maestosa Cattedrale Metropolitana. Costruita tra il 1688 e il 1796, la cattedrale presenta una facciata neoclassica con due torri campanarie ornate da madreperla proveniente dalle isole delle Perle. L’interno, sobrio ed elegante, conserva un altare barocco e diverse opere d’arte religiosa dell’epoca coloniale.

La cattedrale è un luogo di culto, ma è anche un simbolo della rinascita della città dopo la distruzione del 1671. Le sue campane hanno scandito i momenti più importanti della storia panamense, dalla dichiarazione d’indipendenza dalla Colombia nel 1903 fino ai giorni nostri. Di sera, quando l’illuminazione dorata accende la facciata bianca, lo spettacolo è particolarmente suggestivo.

La piazza antistante è il salotto buono del quartiere: qui i panamensi si ritrovano per chiacchierare sotto gli alberi e prendersi un caffè, mentre i bambini giocano tra le panchine e i piccioni.

La chiesa di San José e l’altare d’oro

Tra le chiese di Casco Viejo, quella di San José ha una particolarità che la rende speciale: il suo famoso altare d’oro. La leggenda vuole che nel 1671, durante l’attacco di Henry Morgan a Panama Viejo, un prete coraggioso dipinse l’altare completamente di nero per nasconderne il valore. Il trucco funzionò: i pirati non si accorsero di nulla e quando la città venne ricostruita, l’altare venne trasferito nella nuova chiesa di San José, dove oggi brilla in tutto il suo splendore barocco.

L’altare è un capolavoro di intaglio, con colonne salomoniche, angeli, santi e decorazioni floreali che sembrano danzare nella luce dorata. È completamente ricoperto di foglia d’oro ed è uno degli esempi più belli di arte barocca in tutta l’America Centrale. Non sorprende, infatti, che la chiesa sia una delle location preferite dai panamensi per celebrare matrimoni.

La chiesa si trova in una posizione tranquilla, lontana dalla folla turistica che affolla Plaza de la Independencia. Vale la pena entrare anche solo per ammirare questo tesoro artistico sopravvissuto alla furia dei pirati.

Il Museo del canale interoceanico

Per capire davvero Panama, bisogna partire dal Canale. E il posto migliore per farlo è il Museo del canale interoceanico, situato in uno degli edifici più belli di Casco Viejo: il Grand Hôtel, costruito nel 1874. Le undici sale del museo raccontano l’epopea della costruzione del canale, dai primi tentativi francesi alla sua realizzazione da parte degli Stati Uniti, fino al passaggio sotto il controllo panamense nel 1999.

La visita è un viaggio attraverso ambizioni, tragedie e trionfi dell’ingegneria. Scoprirai come il progetto francese, guidato da Ferdinand de Lesseps (l’uomo del Canale di Suez), si rivelò un disastro: tra il 1881 e il 1889 morirono circa 20.000 lavoratori, principalmente a causa della malaria e della febbre gialla. Gli americani ripresero i lavori nel 1904, e dopo dieci anni di sforzi titanici, il 15 agosto 1914 il canale venne inaugurato. Circa 25.000 persone morirono durante l’intera costruzione, per lo più a causa di malattie tropicali.

Il museo espone fotografie d’epoca, strumenti di lavoro, mappe originali e modelli che mostrano il funzionamento delle chiuse. Una delle sezioni più interessanti è dedicata alla questione della sovranità sul canale, che per quasi un secolo fu motivo di tensione tra Panama e gli Stati Uniti. Oggi il canale genera circa un terzo delle entrate nazionali di Panama ed è stato recentemente ampliato per permettere il passaggio di navi sempre più grandi. La vista dalla terrazza dell’edificio offre anche una bella veduta panoramica sul quartiere e sul mare.

Il Paseo Esteban Huertas

Una delle passeggiate più belle di Casco Viejo si snoda lungo le antiche mura della città. Il Paseo Esteban Huertas è un viale pedonale costruito sopra i bastioni difensivi del XVII secolo, che corre dal Palacio de las Garzas (residenza presidenziale) fino a Plaza de Francia. Camminare qui al tramonto, quando il sole tinge di rosa l’oceano Pacifico e i grattacieli di Panama City brillano all’orizzonte, è un’esperienza indimenticabile.

Lungo il percorso, da un lato si apre la vista sull’oceano, dove le grandi navi portacontainer aspettano il loro turno per entrare nel canale. Dall’altro lato si affacciano i palazzi coloniali, con i loro balconi di ferro battuto e le facciate colorate. È qui che troverai anche le donne Kuna che vendono le loro molas: pannelli tessili fatti a mano, ricamati con disegni geometrici e figure stilizzate, che rappresentano uno dei simboli dell’artigianato panamense.

Il Paseo termina a Plaza de Francia, una piazza dedicata agli ingegneri e operai francesi morti durante il primo tentativo di costruzione del canale. Le lapidi incastonate nel muro ricordano i loro nomi e l’impresa fallimentare ma eroica. Accanto alla piazza si trovano Las Bóvedas, antiche volte sotterranee che un tempo servivano come magazzini e prigioni militari. Oggi alcune di queste sale ospitano gallerie d’arte e piccoli ristoranti con vista mozzafiato.

La Plaza Bolívar e la Chiesa di San Francisco de Asís

Dedicata al libertador Simón Bolívar, questa piazza è uno dei luoghi più tranquilli e piacevoli di Casco Viejo. Al centro si erge una statua di Bolívar circondata da alberi rigogliosi che offrono ombra nelle ore più calde. La piazza è dominata dalla Chiesa di San Francisco de Asís, riconoscibile dalla sua torre campanaria che svetta sopra i tetti del quartiere.

La chiesa, pur essendo stata danneggiata nel corso dei secoli da incendi e terremoti, conserva un fascino particolare. Qui si tennero alcune delle riunioni decisive per l’indipendenza di Panama. La torre campanaria è diventata uno dei simboli fotografici del quartiere, specialmente al tramonto quando la luce radente crea giochi di ombre sulle facciate gialle e ocra degli edifici circostanti.

La piazza è, invece, un punto di ritrovo per gli abitanti del quartiere e per i viaggiatori che cercano un momento di quiete. Ai lati si aprono alcuni dei ristoranti e bar più interessanti di Casco Viejo. Tra questi, c’è Ciao Pescao, un locale specializzato in ceviche e birre artigianali: il menu propone più di dodici varianti di ceviche preparate con il pesce freschissimo del mercato, accompagnate da oltre trenta tipi di birra. Perfetto per un viaggio nel gusto alla scoperta dei sapori autentici di Panama.

La Pedro Mandinga Rum Bar e le distillerie artigianali

Panama ha una lunga tradizione nella produzione di rum e Casco Viejo è il posto perfetto per scoprirla. La Pedro Mandinga è la prima distilleria di rum artigianale del paese e il primo rum bar dedicato del quartiere. L’ambiente ricorda i bar coloniali caraibici: poltrone con stampe tropicali, ventilatori a soffitto in rattan, dischi di salsa vintage alle pareti. L’happy hour va da mezzogiorno alle 18:00 tutti i giorni, ed è l’occasione perfetta per assaggiare i rum della casa.

I rum di Pedro Mandinga sono prodotti con puro zucchero di canna Raspadura e hanno un sapore più speziato rispetto ai rum industriali. Il menu vanta una grande collezione di cocktail, ma il vero protagonista è il mojito Mandinga, preparato con rum della casa, lime fresco, zucchero di canna e menta. Una variante particolarmente riuscita è quella al passion fruit, dolce e rinfrescante.

Il locale è frequentato sia da turisti che da abitanti del quartiere, creando un bel mescolarsi di persone. La posizione centrale rende Pedro Mandinga una sosta naturale durante l’esplorazione di Casco Viejo.

Il caffè Geisha

Se ami il caffè, non puoi perderti l’opportunità di assaggiare uno dei migliori caffè al mondo: il Geisha panamense. Originariamente portato dall’Etiopia, il caffè Geisha ha trovato terreno ideale nelle montagne della regione di Chiriquí, dove l’altitudine e il clima umido creano le condizioni perfette per coltivare chicchi di qualità eccezionale. Questo caffè è noto per il suo profilo aromatico complesso, con note floreali, fruttate e una dolcezza naturale.

È un caffè talmente buono che i lotti migliori sono stati venduti a cifre record nelle aste internazionali, raggiungendo fino a 2.568 dollari per libbra. Naturalmente a Casco Viejo non pagherai queste cifre astronomiche, ma potrai godere di una tazza di ottimo Geisha a prezzi accessibili.

Tra i migliori bar che offrono questa tipologia di caffè, c’è il Café Unido, una delle caffetterie più apprezzate, con diverse sedi in città e una proprio nel quartiere storico. Un’altra ottima opzione è Tiempos, situato all’interno dell’American Trade Hotel in Plaza Herrera. Il caffè, qui, è servito con cura maniacale, accompagnato da pasticceria artigianale.

Come arrivare a Panama e al quartiere Casco Viejo

Raggiungere Panama City dall’Italia non è complicatissimo, anche se non esistono voli diretti. La maggior parte dei viaggiatori fa scalo in città come Madrid, Amsterdam e Francoforte, o negli Stati Uniti – a esempio a New York.

L’aeroporto internazionale di riferimento è il Tocumen, situato a circa 24 chilometri a nord-est del centro città. È il più grande aeroporto dell’America Centrale e uno degli hub più importanti della regione. Per rendere il viaggio più comodo e veloce, ti consigliamo di attivare il servizio di fast track direttamente in app: ti permetterà di saltare le code ai controlli di sicurezza, risparmiando tempo prezioso.

Una volta a Tocumen, hai diverse opzioni per raggiungere Casco Viejo. La più economica è il Metro Bus: il biglietto costa solo 0,65 centesimi e il viaggio dura circa un’ora. Per esplorare Casco Viejo, invece, non avrai bisogno di mezzi di trasporto perché il quartiere è completamente pedonale: tutto si può raggiungere a piedi in pochi minuti.