Esistono luoghi capaci di trasformarsi sotto i nostri occhi con il semplice passare delle stagioni: scopri la magia del castello che “cambia colore” in Italia.

L’Italia è costellata di fortezze e castelli che sembrano usciti da un libro di fiabe: dal “Castello di Cenerentola” in Valle d’Aosta, ovvero il suggestivo Castel Savoia, al Castello di Santa Severa affacciato sul mare, fino al Castello di Sammezzano, un sogno moresco nel cuore della Toscana.

E sempre in Toscana, tra le colline della provincia di Siena, si trova un castello davvero particolare: un luogo che sembra cambiare pelle e colore durante l’anno. È il Castello di Celsa, e il suo fascino sta proprio nella capacità di trasformarsi grazie alla natura che lo avvolge.

Castello di Celsa, il castello che “cambia colore”

Il Castello di Celsa sorge a Sovicille, lungo un antico tracciato secondario della Via Francigena, e domina un panorama che spazia da Siena fino al Monte Amiata. Il nucleo originario risale al XIII secolo, quando era una vera e propria fortezza medievale. Nel Cinquecento, la famiglia senese dei Celsi affidò un importante intervento di rinnovamento a Baldassarre Peruzzi, che trasformò l’edificio rendendolo più luminoso e armonioso, senza cancellarne la forza originaria.

La struttura che vediamo oggi è il risultato di secoli di trasformazioni: dalle devastazioni delle truppe imperiali nel XVI secolo, al passaggio alla famiglia de Vecchi nel 1612, fino agli interventi ottocenteschi voluti da Maria Antinori Aldobrandini, che portarono alla sopraelevazione della torre est e alla caratteristica merlatura. Da circa quattro secoli il castello appartiene alla stessa linea familiare.

A rendere Celsa unico è però l’edera che ricopre gran parte delle facciate. In autunno le mura si tingono di rosso, arancio e bordeaux, creando un effetto cromatico spettacolare. In primavera il verde è chiaro e luminoso, in estate diventa intenso e compatto, mentre in inverno, nelle rare giornate di neve, il castello assume un aspetto quasi irreale. Il cortile interno, i terrazzamenti e il giardino all’italiana completano un insieme architettonico e paesaggistico di grande equilibrio.

Come visitare il Castello di Celsa

Il Castello di Celsa è una residenza privata e può essere visitato solo su prenotazione. Le aperture possono variare in base a eventi o esigenze della proprietà, per cui è sempre consigliato contattare direttamente l’organizzazione via email e attendere conferma prima di programmare la visita.

Le visite riguardano soprattutto il parco, il giardino all’italiana e alcune aree esterne, mentre l’accesso agli interni può cambiare a seconda delle occasioni. È possibile richiedere anche una visita guidata, in italiano o in lingua straniera. Proprio la dimensione raccolta e la gestione attenta rendono l’esperienza particolarmente suggestiva, soprattutto per chi ama la fotografia e i luoghi poco affollati.

Il castello è anche una location molto amata per matrimoni. La Cappella cinquecentesca, circondata da castello, giardino e parco, è perfetta per le celebrazioni, mentre la struttura coperta può accogliere un gran numero di invitati. Si può inoltre soggiornare dormendo nella Limonaia, completamente restaurata.

Come arrivare al Castello di Celsa

Il Castello di Celsa si trova a circa 17 chilometri da Siena. Si può raggiungere in auto percorrendo strade panoramiche tra le colline toscane. Da Firenze si utilizza il raccordo Firenze-Siena, con uscita Siena Ovest e proseguimento verso Sovicille. Da Roma, invece, il percorso più diretto passa dall’Autostrada del Sole fino alla Valdichiana e poi verso Siena. L’uso di servizi di telepedaggio è consigliato per evitare code e rallentamenti, soprattutto in alta stagione.

Chi viaggia in treno può arrivare alla stazione di Siena e proseguire con autobus locali o taxi per l’ultimo tratto. Anche dagli aeroporti di Firenze e Pisa il castello è raggiungibile in poco più di un’ora di auto, rendendolo una meta ideale per una gita fuori porta o una deviazione durante un viaggio in Toscana.

Fonte foto: sito ufficiale Castello di Celsa.