Non serve andare in Francia per godere delle bellezze naturali e architettoniche della reggia di Versailles. A poca distanza dalle rive del Po in provincia di Pavia, all’interno di un borgo medievale e circondato da 30 ettari di parco, sorge il Castello di Chignolo Po, un luogo pieno di fascino e magia. Alla scoperta dei suoi percorsi tra storia, arte e leggende.

A metà strada tra Pavia e Cremona, lungo la provinciale 234, nel cuore fertile della Pianura Padana, tra distese di mais e campi di frumento al sole, si nasconde un piccolo gioiello architettonico, che fa di questa zona la Versailles della Lombardia: il Castello di Chignolo Po.

Immersa in un parco verde di 30 ettari, in compagnia di statue allegoriche e romantici gazebi, sullo stile dell’omologa francese, riflessa sullo specchio di un placido laghetto la reggia sfoggia anche la sua Palazzina di Caccia o Palazzo del Tè, di ispirazione barocca.

Nonostante la veste settecentesca del complesso, la storia del castello ha radici antichissime e s’intreccia con la storia dei popoli del nord Europa, leggende ancestrali e figure fantasmatiche.

Il cancello del Castello di Chignolo Po

Castello di Chignolo Po: Una Storia Longobarda

Le vicende del Castello di Chignolo Po hanno inizio intorno al 740 d.C., quando Liutprando, re dei Longobardi, ordina la costruzione di un avamposto militare. Questo castello doveva simboleggiare potere e protezione per i territori situati sotto il cielo di Pavia, all’epoca capitale del regno.

Sorvegliando le arterie vitali che congiungevano il Nord Europa a Roma, il castello divenne dunque un punto di riferimento indispensabile per viaggiatori, commercianti e pellegrini che percorrevano la storica Via Francigena.

Dall’Era Benedettina all’Apogeo Barocco

Nel 910 d.C., Re Berengario donò il castello ai monaci benedettini dell’Abbazia di Santa Cristina, segnando l’inizio di un’era di trasformazioni. Nel 1251, l’attribuzione del feudo da parte dell’Abate di Santa Cristina inaugurò un’era di prosperità, che s’interruppe tragicamente con lo sterminio dei Pusterla, una famiglia aristocratica che, dopo aver assunto il controllo del maniero, aveva congiurato contro i Visconti di Milano.

Il ponte sul fossato del Castello

Successivamente, il castello diventò teatro delle ambizioni delle famiglie nobiliari lombarde. Nel 1486, il feudo passò a Beatrice Federici, che lo portò in dote al Senatore Gerolamo Cusani. La nobile discendenza avviò un processo di rinnovamento che culminò nel XVIII secolo.

Tra il 1700 e il 1730, sotto la guida del Cardinale Agostino Cusani Visconti, il castello conobbe il suo momento di massimo fulgore. L’alto prelato affidò la trasformazione del castello in residenza all’ingegno dell’architetto Giovanni Ruggeri, che, insieme ad artisti della scuola tiepolesca, lo rese la privilegiata dimora dei nobili, sovrani e Papi, accolti nel fasto delle sue sale e nei giardini all’italiana.

Castello di Chignolo Po, il proprietario

Nel 1936 l’ultimo discendente della famiglia Cusani cedette il maniero al Sovrano Ordine di Malta. Il castello rappresentò quindi la sede di rappresentanza dell’ordine cavalleresco cattolico fino al 1987, anno in cui fu venduto alla famiglia Procaccini, divenendo residenza privata.

Statue nei giardini del Castello

Dopo un meticoloso restauro, ad oggi l’ex feudo rappresenta una finestra sulla grandezza, il fascino e l’eleganza del passato, aperta ai visitatori, che possono scoprire gran parte della magnificenza degli interni e degli esterni.

Il mistero della Dama Bianca

Alcuni visitatori si dicono certi di averla avvertita: tra le mura ancestrali del Castello di Chignolo Po, una presenza misteriosa si aggira. È quella della Dama Bianca, impalpabile testimonianza di un amore interrotto.

La leggenda narra, infatti, la triste storia di Bianca, giovane e bella fanciulla promessa in sposa a un nobile verso il quale nutriva un profondo amore. Arrivato il giorno delle nozze, però, all’altare lo sposo resta in vana attesa: Bianca scompare nel nulla, e la sua fine resterà per sempre avvolta nel mistero.

Il Palazzo del Tè nel parco del Castello

Da allora, lo spirito di Bianca vaga per le ali del castello in cerca di riposo, imprigionata tra le mura che avrebbero dovuto essere testimoni della sua felicità. Osservatori involontari della sua ricerca senza fine, qualche visitatore del castello talvolta riferisce di strani fenomeni: un sussurro tra le ombre, un improvviso abbassamento della temperatura, un lieve profumo di fiori antichi, o il fruscio di un vestito che sfiora il pavimento.

Così, nelle stanze e nei corridoi del Castello di Chignolo Po, il confine tra passato e presente si sfuma, lasciando che la storia di questa ragazza della notte dei tempi ponga un velo di malinconia a fare da ponte tra l’eternità dell’amore e l’imprevedibilità del destino.

Castello di Chignolo Po, cosa c’è da vedere

Eretto su una pianta angolare quadrata sorretta da quattro torri angolari, testimoni di un’architettura pensata per la difesa, il Castello è considerato la Versailles della Lombardia non a caso. Nel suo centro, infatti, il Cortile d’Onore si fa palcoscenico dello stemma del Cardinale Cusani Visconti, offrendo una chiave di lettura storico-artistica già all’ingresso. Il fossato sormontato dal ponticello consente di accedere a un regno di verde, dove le statue e il Palazzo del Tè col suo laghetto raccontano dell’estetica e della funzionalità barocca, in perfetta armonia con la natura circostante.

Al chiuso delle mura, invece, il Castello si racconta attraverso le sue sale: l’appartamento papale di Clemente XI, con pavimenti quattrocenteschi e i magnifici stucchi, e la stanza di Francesco I d’Asburgo. Napoleone soggiornò nel maniero dal 1795 al 1805. Nella sua stanza, detta Sala del Trono, riecheggiano ancora le battaglie della campagna intorno alla residenza. Al suo interno si trova un pavimento originale palladiano e l’affresco di Eolo, simbolo di potere e controllo sui venti.

La campagna intorno al Castello di Chignolo Po

Il percorso Barocco e il percorso Medievale

Due percorsi guidano la visita: il Percorso Barocco e il Percorso Medioevo. Il primo valorizza il Teatro delle Uccelliere, il gazebo orientale e occidentale con la loggia del Cardinale, la scalea monumentale, la facciata barocca, il cortile d’onore, gli affreschi, tra cui “L’apoteosi delle stagioni”, e la biblioteca storica.

L’imponente facciate del Castello di Chignolo Po

Il secondo esplora il borgo medioevale e le strutture di difesa, la corte Francigena, la corte delle Arti e dei Mestieri, la cappella gentilizia, la scala segreta, il camminamento di ronda, le stanze dei soldati e la torre longobarda con le carceri, le cucine e le cantine e l’antico torchio, dove i monaci benedettini conservavano i loro vini.

Tra bottiglie del 1800, porte segrete e particolari soluzioni ingegneristiche, non mancano le scoperte e neppure le sorprese.