Il Castello di Rocchetta Mattei è un maniero fuori dall’ordinario, dove torrette, cupole e decorazioni moresche convivono con le merlature medievali: lo scopriamo in questo articolo.
Sull’Appennino bolognese, a Riola, frazione di Grizzana Morandi, in Emilia Romagna, sorge un edificio che sembra uscito da una favola neogotica. Vedi il Castello della Rocchetta Mattei da lontano e potresti scambiarlo per una fortezza medievale. Poi ti avvicini e noti cupole a cipolla, archi a ferro di cavallo e dettagli che richiamano la Spagna e l’Oriente, tanto che qualcuno l’ha ribattezzato “il Kremlino”. Se ami i luoghi surreali ed eclettici, quelli che mescolano epoche, stili e atmosfere, qui trovi uno degli esempi più riusciti in Italia.
Alla scoperta del Castello di Rocchetta Mattei, dimora fiabesca
Il nome rende omaggio al conte Cesare Mattei (1809-1896), che fece costruire il castello sulle rovine di un edificio del XIII secolo, la Rocca di Savignano. Mattei era stato uno dei fondatori della Cassa di Risparmio in Bologna, colonnello della Guardia Civica e deputato della Repubblica Romana. Lasciata la politica, si dedicò allo studio di una medicina alternativa da lui battezzata elettromeopatia.
I lavori iniziarono nel 1850, dopo l’acquisto dei terreni con le rovine. Mattei li diresse di persona e dal 1859 si stabilì qui, conducendo una vita da signore medievale, con tanto di corte. Il castello fu modificato più volte, da lui e dai suoi eredi. Ne è nato un labirinto di torri, scalinate monumentali, sale di rappresentanza e camere private, che richiamano stili diversi: dal neomedievale al neorinascimentale, dal moresco al Liberty. Fra i modelli ci sono l’Alhambra di Granada e la Mezquita di Cordoba. Il conte morì nel 1896. Il castello fu terminato nel 1906 da Mario Venturoli, figlio adottivo di Mattei, che collocò le spoglie del conte nella cappellina interna.
Una rinascita lunga decenni
Il Novecento non fu gentile con la Rocchetta. Danneggiata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, nel 1959 fu acquistata da Primo Stefanelli, che la trasformò in parte in albergo-ristorante e attrazione turistica. Poi arrivò l’abbandono e il castello restò chiuso per oltre trent’anni.
La svolta è recente. La Fondazione Cassa in Risparmio di Bologna lo acquistò nel 2005 e lo riaprì al pubblico nel 2015. Prima ancora era stato decisivo l’impegno di un comitato civico, nato alla fine degli anni Novanta.
Le sale da non perdere
La visita è un percorso tra corridoi, scalinate e ambienti molto diversi tra loro. Tra questi spicca una sala nata come mausoleo dedicato alla Regina Vittoria. Mario Venturoli la trasformò poi in sala da ballo. L’ala arabo-moresca è il cuore del complesso, aperta al pubblico solo in alcuni periodi.
Il castello non è solo un museo, ma ospita spettacoli, mostre e concerti e può essere scelto per matrimoni e cerimonie. Per questo, in occasione di eventi o meeting, alcune sale potrebbero non essere visitabili.
Informazioni utili per la visita
La prenotazione è obbligatoria, perché necessaria alla formazione dei gruppi di visitatori: puoi acquistare il biglietto online sul sito ufficiale, scegliendo giorno e orario. Nella stessa pagina puoi controllare le giornate di apertura al pubblico dell’ala arabo-moresca.
Le visite – esclusivamente guidate – si svolgono nei giorni e negli orari indicati nel calendario della Rocchetta, principalmente il sabato e la domenica, con ingressi a scaglioni ogni quarto d’ora. La guida accompagna il gruppo per tutto il percorso, perché la struttura è un intrico di corridoi, sale e scalinate. Il biglietto intero costa 12 euro.
Il castello risulta accessibile alle persone con disabilità grazie agli ascensori, ma allo stesso tempo la struttura avverte che «la presenza di numerose scale strette e di spazi angusti rendono la visita sconsigliata a persone con difficoltà motorie o che soffrono di claustrofobia, bambini piccoli e donne in avanzato stato di gravidanza». Inoltre, non è possibile accedere all’edificio con i passeggini.
Come raggiungere il Castello di Rocchetta Mattei
Puoi raggiungere la Rocchetta sia in auto che in treno:
- In auto: da Bologna puoi prendere la tangenziale e imboccare la Porrettana (SS64), oppure entrare in A1 e uscire a Sasso Marconi, per poi proseguire sulla SS64 fino a Riola. Per l’uscita autostradale ti consigliamo di sfruttare i servizi di telepedaggio per saltare la coda al casello, soprattutto nei weekend più trafficati. Puoi lasciare l’auto nel nuovo parcheggio a monte del castello;
- In treno: Riola è servita da una stazione ferroviaria, inoltre il sito ufficiale prevede uno sconto sul biglietto per chi presenta la ricevuta del viaggio in treno.








